









Berlusconi poteva e DOVEVA fare molto di più.
Ora invece abbiamo sindaci di CSX che si stanno comportando come un vero politico di Destra deve comportarsi e la prova del buon operato di questi sindaci lo si trova nelle parole di condanna o dei patetici tentativi di denigrare il loro lavoro, messi in atto da certa sinistra italiana.
Tempo fa, all'inizio del lavoro del govenro Prodi molti sinistri di questo forum dicevano che il malcontanto generato dal governo era sintomo di un buon lavoro, magari a volte spiacevole ma comunque necessario per il bene del paese.
Mai frase risulta più ad effetto boomerang di questa alla luce dell'operato dei sindaci di CSX, a cui spero al più presto seguano pari iniziative dai sindaci di tutti i comuni italiani.




Sacrosanta la campagna antigraffiti, il lato est di San Petronio è ridotto peggio del muro di un centro sociale.


i sindaci di CSN non fanno i destri, si comportano semplicemente in modo serio, affrontando i problemi e non nascondendosi.
il governo di CSN, se andranno in porto le misure annunciate, non farà cose di destra ma semplicemente cose serie, a difesa dei cittadini onesti più deboli il che da sempre è anche una cosa di sinistra.
quali iniziative serie in tema di legalità -che non siano le sparate propagandistiche leghiste- hanno fatto i sindaci di CDX ed il governo berlusconi?


Non è che io impazzisca per Marco Travaglio però, negli ultimi tempi, lo sto rivalutando molto.
Facite ammuina (di Marco Travaglio)
Si può essere contrari alla decisione della Confindustria di espellere i soci che pagano il pizzo? No che non si può. Come non si può che essere favorevoli alle politiche dei sindaci per la sicurezza nelle città. Eppure qualcosa non torna. Prendiamo la guerra ai lavavetri a Firenze: è senz’altro molto interessante interrogarsi se l’ordinanza Cioni sia di destra o di sinistra e domandarsi che cosa ne direbbero Rudy Giuliani e i padri del comunismo (l’altroieri il Cioni si paragonava a Pecchioli, subito smentito dalla figlia di quest’ultimo; ieri il sindaco Domenici spiegava che Lenin sarebbe molto fiero di lui).
Ma forse è più interessante chiedersi se l’ordinanza serva a risolvere il problema. I magistrati interpellati sul tema hanno già risposto che non serve a nulla, se non a ingolfare i tribunali di processi inutili, che si concluderanno dopo qualche anno con condanne virtuali a carico di imputati ormai irreperibili; e a riempire di secchielli e spugnette gli uffici dei palazzi di giustizia destinati ai corpi di reato. Questo per dire che è vero, l’ordinanza anti-lavavetri non è né di destra né di sinistra: infatti è inutile.
Vediamo ora l’ultima mossa di Confindustria: fuori chi cede al racket della mafia. Splendido segnale, encomiabile iniziativa dopo anni di silenzio omertoso. Ma la domanda è sempre la stessa: punire chi paga il pizzo è utile a combattere il pizzo? Stando ai dati ufficiali, a Palermo pagano il pizzo oltre il 90 per cento dei commercianti e degli imprenditori. Dunque, se tutti coloro che pagano il pizzo venissero scoperti ed espulsi, a Palermo la Confindustria dovrebbe chiudere i battenti, e così la Confcommercio e la Confesercenti. Per fortuna di chi paga il pizzo, il suo nome e le prove a suo carico sono più inaccessibili e misteriosi del terzo segreto di Fatima.
Il vero problema è come scoprire chi paga il pizzo (ma soprattutto chi lo impone), non che fare di lui dopo averlo scoperto. Senza dimenticare che pagare il pizzo è un pessimo comportamento, ma quasi sempre è questione di vita o di morte: o paghi, oppure ti ammazzo o almeno ti rovino. Tant’è che chi cede alle estorsioni non è penalmente perseguibile, essendo vittima di cause di forza maggiore. Anziché punire chi cede, bisognerebbe cominciare a premiare chi non cede e denuncia: ma l’esperienza dei (pochi) imprenditori e commercianti che, sull’esempio di Libero Grassi, hanno deciso di resistere al racket, abbandonati dallo Stato ma non dalla mafia, insegna che conviene pagare. E, finchè lo Stato non dimostrerà che conviene ribellarsi, la gente seguiterà a pagare.
La prospettiva di esser espulsi dalla propria associazione di categoria è una minaccia paragonabile a quella della mafia (attentato o morte), e dunque sufficiente a scoraggiare chi vuole pagare? La risposta naturalmente è no, dunque tutto continuerà come prima. Salvo che i vertici di Confindustria, come sindaci e assessori della "tolleranza zero" a parole, fanno un po’ di bella figura a costo zero.
Le due campagne sono quanto di più italiano, o italiota, si possa immaginare: il solito "facite ammuina" di borbonica memoria. Confindustria e le altre associazioni di categoria sono piene di imprenditori, manager, banchieri e commercianti che evadono le tasse, o pagano tangenti, o accumulano fondi neri, o taroccano bilanci, o truffano i risparmiatori, o fanno affari con la mafia, o impiegano lavoratori in nero, o abusano del precariato, o negano ai dipendenti le condizioni di sicurezza minime facendo lievitare a livelli da terzo mondo gl’infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
Il tutto senz’alcuna lupara puntata alla tempia, ma solo per bieca cupidigia. Gente condannata in Cassazione o beccata dall’Agenzia delle entrate o dall’Inail o dall’Inps, con nome e cognome. Perché non si comincia a cacciare costoro?
Ma in che paese si espelle il barista che paga il pizzo per salvarsi la pelle e si mette al vertice dell’ Eni uno che pagava le mazzette al Psi per fare carriera e al vertice di Mediobanca uno che ha più processi che capelli?
In Italia, naturalmente.
di Marco Travaglio per l'Unità
http://senzanome.leonardo.it/blog/fa...travaglio.html
Ps: Cofferati a Bologna è stato un precursore della crociata antilavavetri. Gran casino per due settimane, interviste in tv e sui giornali... bene, andate all' angolo Viale Felsina-Viale Lenin oppure all' angolo Viale Lenin-Via Emilia Levante o ancora al semaforo Via degli Ortolani-Via torino e, nello spazio di 500 metri, di lavavetri ne trovate quanti ne volete. Infatti "stranamente", oggi Cofferati su questo tace, chi sa perchè....