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  1. #1
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    Unhappy Staminali uomo-animale per la ricerca

    Staminali uomo-animale per la ricerca Via libera a Londra agli “embrioni chimera”. Il Vaticano: atto mostruoso L’obiettivo è curare malattie degenerative come l’Alzheimer
    LONDRA. Via libera in Gran Bretagna alla ricerca sui cosiddetti embrioni chimera: il sì dell’Autorità britannica per la fertilizzazione e l’embriologia (Hfea) ha autorizzato la produzione di embrioni ottenuti trasferendo Dna umano in ovociti di mucca, privati del loro nucleo. L’obiettivo è ottenere linee di cellule staminali «su misura» per lo studio di malattie neurodegenerative, come l’Alzheimer.
    A chiedere l’autorizzazione, limitata al singolo protocollo di ricerca sono stati, dieci mesi fa, il direttore di un laboratorio del King’s College di Londra, Stephen Minger, e Lyle Armstrong, dell’istituto per la ricerca sulle staminali del North East England. Dopo una consultazione pubblica, è arrivato il disco verde.
    I primi a vedere una soluzione negli embrioni chimera erano stati, nel 1998, i ricercatori dell’americana Act. Quando annunciarono di avere cercato di ottenere un embrione chimera uomo-mucca, l’allora presidente Bill Clinton espose le sue perplessità al Comitato di bioetica. Dopo nove anni, forti di nuove conoscenze, sono i due gruppi di ricerca britannici a tornare sulla proposta, questa volta con successo. Oltre al vantaggio di avere a disposizione una fonte teoricamente illimitata di embrioni, umani al 99%, Minger e Armstrong ritengono che la tecnica degli embrioni chimera permetta di selezionare il Dna che si vuole trasferire, ad esempio prelevandolo da pazienti colpiti da una determinata malattia. In questo modo diventa più facile ottenere cellule staminali da utilizzare, esclusivamente in laboratorio, come modello per studiare quella stessa malattia.
    Teoricamente, per ogni tipo di malattia neurodegenerativa si avrebbero a disposizione le staminali che permettono di studiarla. I test ai quali i due gruppi di ricerca possono adesso lavorare si basano sulla tecnica del trasferimento nucleare. I ricercatori trasferiscono il materiale genetico di un donatore (un paziente) in un ovocita privato del suo nucleo (in questo caso l’ovocita è bovino). Dopodichè l’ovulo comincia a comportarsi come se fosse stato fecondato e si divide fino a formare un embrione. E’ un trasferimento nucleare tra specie diverse e che porterebbe a un embrione non interamente umano dal punto di vista genetico: avrebbe una piccola quantità di Dna bovino. A sei giorni dalla formazione degli embrioni si cominciano a prelevare le cellule staminali e gli embrioni vengono distrutti dopo 14 giorni. Non si prevede di iniettare nei pazienti le cellule ottenute dagli embrioni chimera.
    Per l’associazione Luca Coscioni il via libera inglese rappresenta «una notizia doppiamente positiva perché si apre una strada di ricerca contro Alzheimer e Parkinson e si crea una soluzione alternativa a quella di incoraggiare le donne a donare i loro ovociti».
    Assoluta invece la condanna del Vaticano: «Un atto mostruoso contro la dignità umana», ha detto mons. Elio Sgreccia, presidente della Pontificia accademia per la vita. «E’ necessario che la comunità scientifica si mobiliti quanto prima».

  2. #2
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    Che schifo..
    e comunque già c'era una discussione aperta http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=367034
    NIHIL DIFFICILE VOLENTI

  3. #3
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    NIHIL DIFFICILE VOLENTI

  4. #4
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    Embrioni-chimera: troppe domande ancora senza risposta
    di Assuntina Morresi

    Article content:
    Era stato dato per certo: l’Hfea, l’Authority inglese che si occupa di fecondazione in vitro e ricerca sugli embrioni umani, ha dato l’autorizzazione alla creazione di embrioni ibridi uomo/animale, ottenuti con la tecnica del trasferimento nucleare, cioè con la stessa procedura con cui è stata clonata la pecora Dolly.

    Per gli embrioni interspecie di cui si sta parlando verranno utilizzati ovociti di mucca, il cui nucleo sarà sostituito da quello di una cellula umana, secondo la procedura comunemente nota come “clonazione terapeutica”. L’entità che verrà fuori avrà il 99.9% del patrimonio genetico umano e lo 0.1% animale, come già spiegato in queste pagine.

    Il percorso seguito dall’Hfea per arrivare a questa autorizzazione si è intrecciato con quello del parlamento inglese, impegnato nella revisione della legge che regola fertilizzazione e ricerca sugli embrioni umani, e che quindi si è dovuto occupare anche di embrioni interspecie: un continuo rimbalzo di proposte, pareri e competenze, a partire dal 2002, che si può ricostruire leggendo la voluminosa documentazione disponibile in rete sul sito delle commissioni parlamentari che se ne sono occupate, e su quello dell’Authority.

    L’impossibilità di definire la natura delle nuove entità che si vorrebbero creare ha generato un vero e proprio corto circuito dal punto di vista legale: se non si riesce a definire in modo efficace un embrione interspecie, non si può stabilire con certezza se è l’Hfea a dover concedere le licenze di sperimentazione, oppure se spetta all’authority che regola la sperimentazione animale, o se è necessario istituirne una nuova. Il parere legale richiesto dall’Hfea non ha sciolto tutti i dubbi, e non è mai stato reso pubblico; l’Hfea ha infatti dichiarato che “probabilmente” spetta a essa stessa concedere le autorizzazioni, ma è altrettanto probabile che così facendo si esponga ad azioni legali.

    Inoltre, con la legge attuale l’ovocita modificato mediante trasferimento nucleare può essere definito embrione, fra l’altro, se si dimostra che si può sviluppare. Ma per farlo bisognerebbe impiantarlo in utero, il che è proibito dalla legge medesima.


    Un pasticcio, insomma, di cui però nulla trapela dai media: troppo lungo raccontare, troppo complicato spiegare, e, soprattutto, imbarazzante e sostanzialmente inutile chiarire che il nocciolo del problema sta ancora nella definizione delle nuove entità.

    Si dice che, essendo il loro patrimonio genetico umano al 99.9%, si possono considerare embrioni umani. Ma leggendo i resoconti dei dibattiti e delle audizioni, si vede che la discussione è tutt’altro che conclusa. Quanti geni sono necessari affinché un organismo si possa considerare umano, o almeno “prevalentemente” umano? Qual è la percentuale minima? Il 99.9%? E perché non l’80, o il 50, o anche il 40%? Conta solo il numero dei geni, o anche il loro tipo? E chi decide la fatidica soglia per il raggiungimento dell’umanità, almeno di quella “prevalente”? E cos’è un embrione “prevalentemente” umano? Che intendiamo per “umanità prevalente”? Tutte domande lasciate senza risposta.


    Per aggirare il problema i sostenitori degli embrioni interspecie affermano che saranno distrutti entro 14 giorni dalla loro creazione, e che non si potranno trasferire in utero (di donna o di animale). Ma anche il limite dei 14 giorni viene definito in base al grado di avanzamento dello sviluppo embrionale umano; mischiando specie differenti e applicando lo stesso criterio il limite cambia, e ancora non si sa come, e di quanto. E poi, che cosa accadrà se qualche embrione verrà, pur illegalmente, impiantato e proseguirà il suo sviluppo?

    Da ultimo, ricordiamo che la cosiddetta “clonazione terapeutica” è una tecnica fallimentare, come già detto nel precedente articolo: applicata agli animali il successo non va oltre il 2%, mentre non ha mai funzionato nella specie umana. Non si capisce per quale motivo dovrebbe dare risultati utili mischiando il patrimonio genetico di specie umana e animale.

    Se per chimera intendiamo un sogno irraggiungibile, probabilmente la vera chimera è l’obiettivo dell’esperimento, ovvero la creazione di cellule staminali embrionali ad uso terapeutico. Difficilmente funzionerà, ma nel frattempo potrebbero essere state create, anche se per poco tempo, entità indefinibili, e si diffonderà sempre più la percezione che quel che si può anche solo pensare, nelle nuove tecnoscienze, si deve tentare di realizzare.
    NIHIL DIFFICILE VOLENTI

  5. #5
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    "I biologi si danno alle manipolazioni, creano nuove attitudini. Altri vogliono ritornare alle cose divine. Questi tecnici sono dei nuovi titani. Presto incontreranno gli dei. Nessuno sa cosa accadrà allora."
    Ernst Junger

  6. #6
    Boh..
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    Citazione Originariamente Scritto da Roma!TSR Visualizza Messaggio
    "I biologi si danno alle manipolazioni, creano nuove attitudini. Altri vogliono ritornare alle cose divine. Questi tecnici sono dei nuovi titani. Presto incontreranno gli dei. Nessuno sa cosa accadrà allora."
    Ernst Junger
    Verissimo! Che schifo!

  7. #7
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    Pistolero, bounty killer...un brutto cliente-vi farete le donne che sono state mie vi prenderete anche tutte le mie malattie-MICHAEL REGENER LIBERO!-
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    Ottima cosa invece.
    Favorevolissimo.

 

 

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