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  1. #1
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    Predefinito Siete pronti al mondo reale?

    Siete pronti al mondo reale?





    E’ apparso su Jane’s, la rivista militare più autorevole del mondo.
    E’ l’annuncio di una conferenza che si terrà il 10 settembre a Londra all’Hotel Radisson Mayfair: l’annuale «Uk Defence Conference», sul tema «Defence in 2020 and beyond», ossia «La Difesa nel 2020 ed oltre» (Nota 1).
    Segue un testo anodino fino alla banalità in cui viene fatta cadere - come ha notato il sito Dedefensa - una frase agghiacciante, apocalittica.
    Eccolo nelle parti salienti:
    «Nel 1990 le minacce militari odierne non erano previste. Accadrà lo stesso della situazione che il mondo affronterà attorno al 2020? I tempi di scelta del materiale sono lunghi, e i processi di acquisizione sono complessi e costosi. Questo forum (...) si concentra sul come evitare di essere presi in contropiede nel 2020. L’apparato militare e l’industria si concentreranno insieme sulle conseguenze operative, di acquisizione di bilancio delle minacce crescenti che emergono dalle tendenze geopolitiche, che saranno illustrate da pensatori strategici provenienti da Paesi importanti».
    Seguono i temi che saranno trattati:
    «Il futuro della guerra: che cosa si deve prevedere?»
    «Proteggere la libertà dei mari, delle coste e degli snodi se la globalizzazione collassa».
    «Dopo Iraq e Afghanistan - Affrontare Stati falliti o in via di fallimento».
    «Le sfide maggiori: come evitare di essere presi in contropiede nel 2020».


    E poi ancora, con il tono più piano che si possa:
    «... Questa conferenza annuale guarda ai trend globali che interessano la difesa e la politica estera, alle nuove minacce e a quelle che mutano, alle loro implicazioni strategiche e alle conseguenze per i rifornimenti e per la forza armata. Il Joint Doctrine and Concepts Centre delle forze armate britanniche prevede un collasso generale dell’ordine globale nel prossimo decennio, ed altri pensatori strategici sono ugualmente pessimistici. Le conseguenze per le forze armate dei Paesi NATO, Australia e Giappone saranno particolarmente severe, e le proiezioni sull’equipaggiamento e la forza umana richiederanno revisioni. Le industrie della difesa dei Paesi occidentali avranno reali ampie prospettive di sviluppare nuove capacità e nuovi programmi.
    La conferenza esaminerà e valuterà le priorità per i ministeri della Difesa e le opportunità di business per coloro che li riforniscono. Alcune delle priorità esistenti resteranno, altre saranno cambiate e nuove aree emergeranno. Ciò sarà di beneficio per un’industria agile in quanto i Paesi faranno fronte - e si prepareranno finanziariamente - per minacce esistenziali piuttosto che ‘guerre di propria scelta’ (come l’Iraq, ndr.) e dovranno prendere decisioni alla luce del crescente arco di estremismo e, nella misura in cui gli Stati si moltiplicano, come portare la propria difesa a lavorare in un quadro di più integrate relazioni...».


    La frase agghiacciante è quella in neretto.
    In inglese, The Joint Doctrine and Concepts Centre of the British military predict a breakdown of the global order in the next decade and other strategic thinkers are equally pessimistic.
    Buttata là in mezzo al frasario più «normalizzato» (che armi useremo nel 2020, quali blindati converrà comprare...), essa annuncia, come en passant, che entro dieci anni si prevede il crollo del nostro sistema.
    E la profezia viene da una autorità indiscussa: il Joint Doctrine and Concepts Centre è l’organo massimo di pianificazione e previsione delle forze armate britanniche.
    Un organo carico di sapere imperiale, e il cui compito è appunto quello di elaborare gli scenari possibili delle minacce incombenti, onde preparare i mezzi materiali ed umani per affrontarle.
    Stavolta la minaccia è «il collasso - o il disorganizzarsi – dell’ordine globale».
    E ciò «nel prossimo decennio».
    Ed altri analisti strategici «sono ugualmente pessimistici».
    Dopo di che, si continua come niente fosse: ciò apre «vaste opportunità» per «aziende agili» dell’apparato militare-industriale, dato che i Paesi dovranno dedicare parecchio denaro non per fare «guerre di loro scelta» contro avversari disarmati come l’Iraq, bensì per tener testa a «minacce alla propria esistenza».
    Come dice il sito belga Dedefensa, è come se dicessero: l’apocalisse è per domani, è ufficiale, parliamo dunque delle armi di cui avremo bisogno dopo il diluvio...
    Questi signori invitano altri signori del settore a proseguire le loro attività corrente, a continuare il business loro proprio (militare) come niente fosse, a dare e ricevere informazioni sugli equipaggiamenti e gli armamenti che occorreranno per la fine del mondo.
    Ci dicono che quegli armamenti sono necessari (la prova è che quelli che avete oggi, e vi furono raccomandati ieri, non funzionano perchè «nel 1990 le minacce attuali non furono previste»), senza giungere alla conclusione onesta: che anche i nuovi e futuribili non serviranno a niente, perchè cosa serve davvero, nel «collasso del sistema globale» entro dieci anni?


    Questi signori sanno qualcosa che non ci dicono.
    «Collasso dell’ordine globale» è per noi un’immagine paurosa ma vaga, che evoca prospettive tante volte ripetute ma difficilmente immaginabili: fine del petrolio, riscaldamento globale con siccità e dunque penurie e desertificazione, guerre per l’acqua, rottura del «mercato libero» e delle sue basi finanziare basate sul credito...
    Sì, è facile elencare.
    Ma provate a immaginare per un momento voi - ciascuno di voi - e la vostra famiglia, i vostri figli, nel «collasso dell’ordine globale».
    Senza benzina e con energia scarsa, insufficiente e carissima.
    Senza riscaldamento.
    Con difficoltà alimentari, tesseramento e razionamento.
    Senza lavoro e senza trasporti, e senza telefonini nè TV.
    Tutto ciò che le masse danno per garantito e permanente - i consumi enormi, gli sprechi, la tecnologia dell’Occidente - può mancare entro dieci anni.
    Noi riceviamo quasi tutto ciò che consumiamo da distanze immense, da trasporti facili ed economici: ci arrivano in container dalla Cina, dall'Asia, in tubature dalla Russia, dall' Algeria. Non fabbrichiamo noi la maggior parte delle merci che consumiamo, e non sappiamo più fabbricarle.
    L’ordine globale è un sistema di interdipendenza: dipendiamo da altri, da stranieri, da estranei per tutto ciò che costituisce la nostra vita.
    Se il sistema si rompe, si apre un’era nuova e antica.
    L’era dell’autarchia, dove è meglio fabbricare le proprie merci e coltivare il proprio grano. Sappiamo farlo?


    L’era dell’autarchia è l’epoca in cui i desideri superflui non si esaudiscono, anzi in cui nemmeno i bisogni reali e impellenti hanno piena soddisfazione.
    Il collasso dell’ordine globale implica il ritorno a guerre di un certo tipo: armarsi per arraffare il petrolio o l’acqua ad altri.
    L’Occidente in declino demografico non pare ben piazzato per questo: non ha abbastanza giovani da sacrificare per le nuove guerre di rapina, e i nostri giovani hanno mani lisce e bianche, sono signorini viziati.
    Anche noi lo siamo.
    Soprattutto, abbiamo perso le risorse interiori necessarie nelle età della penuria: la frugalità, il mutuo aiuto, lo spirito di sacrificio, la capacità di sopportare fame e freddo, la pazienza, la disciplina.
    Nulla ci ha educato a quello, anzi abbiamo avuto l’educazione contraria: all’abbondanza senza impegno, alla festa perpetua del consumo e dello shopping, all’arroganza del «prima io».
    Nell’era difficile del collasso globale, da noi, non è difficile prevedere quello che accadrà: il disordine, la sopraffazione, la guerra di tutti contro tutti per il tozzo di pane o per il privilegio. Quella che già ci scorre nelle vene, e che viene tenuta a bada dalla relativa abbondanza di cui tutti viviamo.
    Per frenare il disordine anarchico si renderà necessaria la coercizione, l’autorità e la paura.
    Chi ci comanderà, allora?
    Quelli che ci comanderanno saranno degni del comando, o saranno come i nostri governanti di oggi, i primi ad arraffare la fetta migliore della torta, derubando la gente, e lasciando che noi - la maggior parte della società - si tiri fuori dagli stracci da sè, magari scannandosi?


    Potete pensare che sto esagerando, come al solito.
    Ma rileggetevi quella frase di Jane’s: «The Joint Doctrine and Concepts Centre of the British military predict a breakdown of the global order in the next decade and other strategic thinkers are equally pessimistic».
    Sì, quei signori sanno qualcosa.
    Qualcosa che non ci dicono.
    E questo spiega, forse, parecchie delle cose incomprensibili che stanno facendo in questi anni.
    Bush che coinvolge l’America in guerre disastrose, di durata indefinita, aprendo una voragine di debito nelle finanze dello Stato, come se sapesse che quel debito non lo pagherà mai; e intanto fa costruire campi di concentramento, per ora vuoti, e passa leggi di riduzione delle libertà personali, e prepara un «governo d’emergenza» pronto ad assicurare la «continuity of government» da bunker sotterranei.
    O i finanzieri che impazzano in speculazioni sempre più dementi e arrischiate, come se mai dovessero renderne conto.
    Guardate i potenti d’ogni parte, i politici e i miliardari d’ogni risma: tutti vivono e impazzano nel presente, ora per ora.
    Sicuri dell’impunità, o come le orchestrine del Titanic, ci tengono buoni e dormienti con il calcio e la fiction.

    Vivono come se non ci fosse un domani.
    Cosa sanno, che noi non sappiamo?


    di Maurizio Blondet



    Note
    1) http://www.janes.com/events/conferences/ukdc2007/

  2. #2
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    Se Blondet avesse letto qualche minimo studio di previsioni geopolitiche saprebbe che il rischio di un collasso dell'ordine mondiale è possibile e nessuno lo nasconde.
    Nella teoria delle relazioni internazionali, si ritiene che gli ordini stabili siano quello bipolare e quello unipolare.
    In poche parole, la guerra fredda era stabile. Il mondo attuale con gli USA come unica superpotenza è stabile.
    Se in futuro si formerà un sistema multipolare, sarà più facile avere situazioni di crisi internazionale. I commerci saranno più difficili e quindi sarà difficile procurarsi le risorse. Fare una previsione ventennale sensata, implica la necessità di tenere in seria considerazione quest'ultima opzione.

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Tatteo Visualizza Messaggio
    Se Blondet avesse letto qualche minimo studio di previsioni geopolitiche saprebbe che il rischio di un collasso dell'ordine mondiale è possibile e nessuno lo nasconde.
    Nella teoria delle relazioni internazionali, si ritiene che gli ordini stabili siano quello bipolare e quello unipolare.
    In poche parole, la guerra fredda era stabile. Il mondo attuale con gli USA come unica superpotenza è stabile.
    Se in futuro si formerà un sistema multipolare, sarà più facile avere situazioni di crisi internazionale. I commerci saranno più difficili e quindi sarà difficile procurarsi le risorse. Fare una previsione ventennale sensata, implica la necessità di tenere in seria considerazione quest'ultima opzione.
    il mondo attuale è stabile perchè le superpotenze sono ANCORA due.

  4. #4
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    e sulla base di quali dati?

    Per ora mi pare che l'unica potenza che abbia un raggio d'azione globale siano gli USA. Sono impegnati con basi o missioni in tutti i continenti del pianeta. Intervengono in ogni crisi diplomatica. Chi altri è in questa posizione o potrebbe fare lo stesso?
    Al momento la Russia non ne è più in grado e la Cina non lo è ancora, così come Ue, India, Brasile.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da shuren Visualizza Messaggio
    il mondo attuale è stabile perchè le superpotenze sono ANCORA due.
    Personalmente non ne vedo nemmeno una "a pieno regime".

    La prima è in decadimento veloce.
    La seconda si è sfasciata 20 anni fa, la ripresa sarà abbastanza lunga.
    Gli altri contendenti sono potenze continentali.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Iron81 Visualizza Messaggio
    Personalmente non ne vedo nemmeno una "a pieno regime".

    La prima è in decadimento veloce.
    La seconda si è sfasciata 20 anni fa, la ripresa sarà abbastanza lunga.
    Gli altri contendenti sono potenze continentali.
    Condivido anche se sarei meno drastico.

    1)Gli USA sono in "fase calante", ma militarmente ed economicamente detengono un primato assoluto.

    2)La Russia ha avuto un decennio di sfacelo, ma la crescita economica e politica del paese sarà molto più rapida di quanto ci si aspetti(e ci aspettava) e poi la potenza militare rimane.

    3)La Cina e l'India sono due paesi che potranno pesare e molto sullo scacchiere internazionale; la prima è già una grande potenza economica(la quinta mondiale), la seconda punta ad esserlo ed entrambe crescono a ritmi rapidissimi. Entrambe posseggono due forze armate poderose e complete, la Cina più estese, l'India più efficienti e moderne.

    Cordiali Saluti

    Lorenzo
    Miles Insulae

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Visualizza Messaggio
    Condivido anche se sarei meno drastico.

    1)Gli USA sono in "fase calante", ma militarmente ed economicamente detengono un primato assoluto.

    2)La Russia ha avuto un decennio di sfacelo, ma la crescita economica e politica del paese sarà molto più rapida di quanto ci si aspetti(e ci aspettava) e poi la potenza militare rimane.

    3)La Cina e l'India sono due paesi che potranno pesare e molto sullo scacchiere internazionale; la prima è già una grande potenza economica(la quinta mondiale), la seconda punta ad esserlo ed entrambe crescono a ritmi rapidissimi. Entrambe posseggono due forze armate poderose e complete, la Cina più estese, l'India più efficienti e moderne.

    Cordiali Saluti

    Lorenzo
    Miles Insulae
    Perfettamente d'accordo con quanto hai scritto Lorenzo ma, anche da quanto dici te, si vede come nessuna potenza attuale abbia un potere totalizzante sul globo.

    Non per essere banali ma, siccome è una cosa che bene o male conoscono tutti, è sempre l'esempio migliore... l'Impero Romano poteva sostenere guerre di conquista e, al contempo, combattimenti su tutti i suoi confini in tutto il mondo conosciuto senza per questo subire necessariamente disfatte.
    Chi può farlo attualmente?
    Nessuno.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Iron81 Visualizza Messaggio
    Perfettamente d'accordo con quanto hai scritto Lorenzo ma, anche da quanto dici te, si vede come nessuna potenza attuale abbia un potere totalizzante sul globo.

    Non per essere banali ma, siccome è una cosa che bene o male conoscono tutti, è sempre l'esempio migliore... l'Impero Romano poteva sostenere guerre di conquista e, al contempo, combattimenti su tutti i suoi confini in tutto il mondo conosciuto senza per questo subire necessariamente disfatte.
    Chi può farlo attualmente?
    Nessuno.
    In questo senso non ci sono Superpotenze e non ce ne saranno per molto tempo. Tuttavia gli Stati Uniti stanno riuscendo ad imporre nel mondo il loro modello economico e sociale, oltre che imporre la propria politica, anche estera agli altri paesi; in questo senso c'è una sola Superpotenza.

    Miles Insulae

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Visualizza Messaggio
    In questo senso non ci sono Superpotenze e non ce ne saranno per molto tempo. Tuttavia gli Stati Uniti stanno riuscendo ad imporre nel mondo il loro modello economico e sociale, oltre che imporre la propria politica, anche estera agli altri paesi; in questo senso c'è una sola Superpotenza.

    Miles Insulae
    Esatto.
    Peraltro non capisco il ragionamento di Iron 81. Attualmente gli USA sono in grado di difendersi da qualunque minaccia convenzionale ed hanno un deterrente sufficiente contro attacchi nucleari.
    Inoltre hanno la capacità di distruggere ed occupare la maggior parte dei paesi su questo pianeta. La realtà è che, diversamente dall'Epoca Romana, questo è totalmente inutile per la politica estera americana.

    Diciamoci la verità, sarebbe molto più facile radere al suolo e conquistare l'Iraq di quanto sia renderlo democratico. Peccato che ciò sarebbe idiota dal punto di vista politico e criminale dal punto di vista morale (in realtà ritengo che sia entrambe le cose anche tentare di democratizzarlo... ).

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Tatteo Visualizza Messaggio
    hanno la capacità di distruggere ed occupare la maggior parte dei paesi su questo pianeta.
    Di distruggere sicuramente: basta aprire una semplice valigetta.
    Di occupare nemmeno minimamente, mi sembra un dato di fatto inoppugnabile.

    La potenza degli Usa si basa soltanto su crediti guadagnati in passato. Continuano a riscuotere grazie a guerre vinte tra 60 e 200 anni fa, oggi come oggi non riscuotono alcunchè mi sembra. Non sono in grado di assoggettare o costruire, ma solo di portare distruzione fine a se stessa.
    Mancanza completa di un destino imperiale quindi.

    La potenza di fuoco fine a se stessa è solo un fatto contingente, non pone ipoteche nè garanzie sul futuro... anzi.

    Un pò come Cartagine, un pò come Madrid.
    Attendendo una nuova Roma.

 

 
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