

E secondo te il signorino in questione si farà rivedere con lo stesso nick dopo i 30 giorni di sospensione?
Mi sorge poi un dubbio: come farà Grillo a scoprire che un candidato non è nè pregiudicato, nè iscritto ad un partito?
Non voglio neanche conoscere la risposta, mi turberebbe. Ma in fondo, egli ha sempre applaudito alle intercettazioni.




Vi invito a discuterne anche da noi, dove la posizione condivisa dai più è quella del compagno terraemore, che trovate in questo link: http://www.politicaonline.net/forum/....php?p=6325054.
Saluti


Veramente quei parlamentari non sono stati scelti dal popolo in quanto non ci sono piu le preferenze............ solo questo è da vomito.
Alle prossime elezioni ci dovrebbe essere un'affluenza vicina allo 0%,purtroppo la diserzione delle urne è l'unico mezzo per esplicitare il senso di schifo (bipartisan!) che provano tutti.
NEMO ME DOMAT


Ah perchè la gente che in certi paesini del sud fa mercato elettorale saltando da un partito all'altro è meglio delle liste bloccate?


L'insanabile contraddizione del signor Beppe Grillo
Proposta di legge popolare presentata in Cassazione da Beppe Grillo prevede il seguente articolo:
Articolo 1. Ulteriori cause di ineleggibilità.
1. All’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 è aggiunto il seguente comma: « Non sono eleggibili coloro che sono stati eletti per due volte all’ufficio di membro del Parlamento. ».
2. Dopo l’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361 è aggiunto il seguente articolo: « 10-bis. Non possono essere candidati alle elezioni coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva per reato non colposo ovvero a pena detentiva superiore a mesi 10 e giorni 20 di reclusione per reato colposo. La sentenza che applica la pena su richiesta delle parti, ai sensi dell’art. 444 del codice di procedura penale, è equiparata alla sentenza di condanna. L’ineleggibilità prevista dal presente articolo è perpetua. ».
3. All’articolo 5 del decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, le parole « 9 e 10 » sono sostituite con le seguenti: « 9, 10 e 10-bis. ».
Occorre chiedersi quale sia la ragione giustificatrice di tale disposizione.
Scrive Beppe Grillo:
Martedì ho depositato alla Cassazione a Roma una richiesta di legge popolare per un Parlamento Pulito insieme ai (meravigliosi) ragazzi del MeetUp di Roma.
Dalla Gazzetta Ufficiale:
“Ai sensi degli articoli 7 e 48 della legge 25 maggio 1970, n. 352, si annuncia che la Cancelleria della Corte Suprema di Cassazione, in data 10 luglio 2007 ha raccolto a verbale e dato atto della dichiarazione resa da dieci cittadini italiani, muniti dei prescritti certificati di iscrizione nelle liste elettorali, di voler promuovere una proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo: "Riforma della legge elettorale della Camera e del Senato riguardante i criteri di candidabilita' ed eleggibilita', i casi di revoca e decadenza del mandato e le modalita' di espressione della preferenza da parte degli elettori".
I tre punti della proposta sono:
1- NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI. No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale.
[gli altri due punti per ora li omettiamo].
La proposta è fondata sul presupposto che non deve essere consentito a chi ha subito una condanna penale di candidarsi in Parlamento e quindi di decidere i destini della nazione e di svolgere attività legislativa, approvare leggi eccetera a chi ha subito condanne penali per reati anche colposi:
"Non possono essere candidati alle elezioni coloro che sono stati condannati con sentenza definitiva per reato non colposo ovvero a pena detentiva superiore a mesi 10 e giorni 20 di reclusione per reato colposo."
Ora è ben noto che Beppe Grillo è stato condannato a 1 ANNO E MESI TRE di reclusione (pena sospesa) per omicidio colposo. Si trovava alla guida della sua autovettura insieme ad un amico attore e due coniugi con figlio. L’autovettura è fuoriuscita di strada causando la morte dei due coniugi e del figlio, e riportando gravi ferite lui e l’amico. Secondo la sua stessa proposta, la posizione di Grillo rientra nelle tipologie di condanne per le quali si prevede l’ineleggibilità.
E allora appare ben singolare che chi è ineleggibile, perchè condannato penalmente, possa ribaltare il divieto di legge proponendo una legge,e quindi facendo esattamente la stessa cosa che fanno oggi i parlamentari condannati che siedono in parlamento.
Grillo, condannati per un reato che lui stesso giudica tale da rendere ineleggibile chi lo commette, ritiene però di poter comunque contribuire all'attività legislativa con una sua proposta di legge. Se il condannato deve stare fuori dal parlamento, per non decidere delle leggi da proporre, discutere e approvare, perchè Grillo si arroga il diritto di fare lui quel che vuol vietare ad altri nelle sue stesse condizioni???
Myrddin


Merlino, hai una fonte per quanto concerne la condanna a un anno e tre mesi di Grillo?
Vorrei approfondire

