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Discussione: Ushak Lotto

  1. #11
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    Predefinito chintanami

    Era il primo chintamani (e l'ultimo) che vedevo dal vero; il tipo vendeva mobili e aveva giusto due, dico due tappeti che diceva di aver ritirato dalla casa dove aveva ritirato i pezzi che vendeva lì in fiera e la sua dichiarata ignoranza sui tappeti lo pareva credibile (per lui era un tappeto nomade non definito). Ero da pochissimo appassionato di tappeti ma mi rendevo conto di essere al bivio tra l'affare della vita e buttare 1500 euro, ha prevalso il secondo anche se il rimorso mi è rimasto sempre perchè l'età il tappeto la dimostrava tutta, disegni e bordure rivisti a casa sui libri erano quelli........
    Morandi ha bei tappeti e visitare il suo show room è una bella esperienza; ora che me lo ricordi lui mi aveva detto di non essere importatore di wooven legand ma di avere solo alcuni pezzi proprio perchè è difficile avere da loro forniture costanti di alta qualità. Mi ha un po' deluso il fatto che anche lui sia sceso a patti con i pakistani...... ma c'è qualcuno che resiste a questa tentazione del mercato?

  2. #12
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    Predefinito

    Caro Andrea,
    in Italia è molto molto difficile essere superspecializzati (cosa che invece succede in altri settori) nel mondo dei tappeti orientali. Quelli che operano orientandosi esclusivamente ai collezionisti si contano sulle dita di una mano sola e sono concentrati in pochissime grandi città tanto che tempo fa il più qualificato mercante (secondo me) decise di chiudere la sua attività per dedicarsi ad altro (sto parlando di D. Haveleim).

    Per chi ha un'attività da molto tempo in centri piccoli e con una clientela basata sulla necessità di arredare la casa più che accostarsi all'arte, giocoforza bisogna stare legati al mercato per poter "campare".

    Personalmente ho puntato tutto su internet e cerco di acquistare solo pezzi che hanno storia e sapore per intercettare una domanda che pur sparsa a macchia di leopardo esiste consistente anche in Italia, ma far fuori l'assortimento lasciatomi da mio padre e l'eredità di clienti che questo ha generato, con il loro approccio e le loro esigenze, è difficile in breve tempo (anche regalandoli) come ancor più faticoso è "upgradare" il gusto e l'interesse della clientela acquisita. Non tratto al dettaglio i tappeti di produzione pakistana che comunque ho in quantità industriali a disposizione (come vedi dalla foto) ma in assortimento ho ancora un pò di tappeti "decorativi" da smaltire come i berkana cinesi e qualche produzione est europea. La cosa più difficile per chi ha un'attività trentennale è cambiarne il posizionamento: comporta sacrifici economici, fatica da bestie e soprattutto necessita di molta calma e passi strategici e ben organizzati.

    Se poi aggiunge la realtà Italiana sia per quanto riguarda la piccola impresa in generale sia per quanto riguarda lo specifico del mondo dei tappeti (gente che ha acquistato bokara pakistani per milioni di lire 20 anni fa adesso vorrebbe pagare un malayer dell'800 a 400 euro, mentre in Tv c'è gente che non si sofferma neanche un istante ad osservare un quasquay antico mentre spende 1500 euro per una zozzeria seriale fatta in tibet!!!!) capirà quanto sia complicato per chi ci campa con questo mestiere, riuscire a travasare tutta la passione e conoscenza nell'assortimento.

    Chi fa impresa deve ragionare in termini di perdite/profitto e per chi è in questa situazione conviene più rischiare di deludere qualche cliente dal palato fine che perdere molti clienti che spesso non hanno neanche voglia di capire cosa acquistano!!!!

    Nel mercato Italiano hanno contribuito nel tempo essenzialmente due fattori:
    il primo l'attegiamento prettamente italico del "fare gli affari" pensando che leggere due risvolti di copertina e vedere tre mostre siano sufficenti ad avere competenze specialistiche (questo in tutti i campi);
    il secondo, strettamente legato e di risposta al primo, la pletora di venditori (sopratutto persiani) e teleimbonitori che a questa storiella hanno dato fondamento proponendo "investimeti" e "sconti dell'80%" .
    Ciò ha generato una scarsa attitudine a guardare nel tappeto orientale un prodotto al quale appassionarsi perchè regala un mondo di conoscenze... di cultura.... se ne apprezzano le caratteristiche di artigianalità e la capacità di rendere "belle le stanze"... ed anche l'investimento se ne va a strafriggersi quando vengono da me a farsi valutare un Karaci pakistano degli anni 80 e si sentono rispondere che l'unica soluzione è metterlo su ebay ad un euro!!!!!

    Come in tutti i campi la specializzazione è l'unica soluzione soprattutto per i piccoli, ma nel tappeto passerà qualche tempo ancora prima che il mercato abbia segmenti merceologici che trovino esatta corrispondenza in classi di attività.

    Quindi un encomio alla ditta Morandi ci sta tutto e piuttosto che la delusione per avervi trovato i tappeti pakistani o nepalesi sia contentissimo di aver potuto ammirare anche degli esemplari interessantissimi, di aver ricevuto la cortese disponibilità al dialogo e che i Sig.ri Morandi ( che le assicuro io non conosco di persona) spendano importanti risorse anche per rendere aperta a tutti la loro galleria attraverso un sito internet molto ben fatto e mantenuto.

    Per quanto riguarda i Woven Legend il fatto che arrivino col contagocce è verissimo: i prodotti necessitano di tempo dato il livello qualitativo e la richiesta è mondiale.

    Col Cintamani ha forse perso l'affare della sua vita ma nelle sua situazione, ritenedomi una persona dai neuroni svegli, avrei fatto la stessa cosa. Se considera tra tutti gli "affari del secolo" capitati e che le capiteranno andando in giro, e quanti di questi lo fossero stati, o lo sarebbero, veramente........ il guadagno è certo solo quando non si compra niente!!!!! E' già troppo difficile farli per chi opera onestamente ed in un solo settore specialistico..... figuriamoci per chi ne fa solo un fatto di passione personale e non un mestiere.

    Un cordiale saluto,
    leo

 

 
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