il più grande.


il più grande.




La mia scoperta di De Andrè risale al 1987. All'epoca non avevo ancora 9 anni e mi capitò di ascoltare "La guerra di Piero".
Ricordo anche, con nostalgico affetto, quando a 12 anni (1991) ascoltavo in continuazione "Non al denaro non all'amore nè al cielo" e "Storia di un impiegato"...dischi che mi hanno dato, tra l'altro, l'opportunità di scoprire e conoscere il talento di Nicola Piovani co-autore e arrangiatore delle musiche dei due album...
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Fabrizio era un ottimo cantante con una bella voce che sapeva porgere in maniera tradizionale, ma mai scolastica.
Ma, come autore di musica, De Andrè è un po' difficile da giudicare.
Il problema è che non ha scritto nessuna canzone.
Gli ultimi album glieli hanno musicati Ivano Fossati, Mauro Pagani, Massimo Bubola e Francesco De Gregori.
In “Storia di un impiegato” e “Non al denaro..” le musiche sono di Nicola Piovani.
“La buona novella” (tranne "Il Testamento di Tito", che è di Corrado Castellari e Michele Maisano) l'ha musicata (anche se come "negro", non riconosciuto nei crediti) Giampiero Reverberi, come anche "Inverno" in "Tutti morimmo a stento" mentre le altre musiche di quel disco, a parte "Leggenda di Natale" presa da Brassens, sono scritte da Giuseppe Bentivoglio e Riccardo Mannerini.
Sulle canzoni "storiche", tolte le cover (infinite di Brassens, poi Dylan e Cohen) e la musica popolare (come Geordie, Fila la Lana, Il Re fa rullare i Tamburi, ecc.) non si va tanto meglio:
"La guerra di Piero" è di Vittorio Centanaro (De André gli aveva detto di iscriversi alla SIAE, lui non l’ha fatto e così l’ha firmata De André), che ha fatto anche a "Si chiamava Gesù";
"La ballata dell’amore cieco" è una canzone popolare, "Preghiera in gennaio" è la “La Prière” di Francis Jammes, già cantata da Brassens.
In "La morte", la musica è "Le verger du roi Louis" di Brassens; la musica di "Via del Campo" gliela scrissero Jannacci e Dario Fo, traendola da una melodia cinquecentesca; la "Città Vecchia" è "Le bistrot" di Brassens con titolo e testo orecchiato dall'omonima poesia di Umberto Saba; "Re Carlo" è di Paolo Villaggio, "Caro Amore" è il "Concerto di Aranjuez" di Joaquin Rodrigo.
"Valzer per un amore": musica tratta dal Valzer campestre della Suite siciliana di Gino Marinuzzi jr. ;"Canzone del maggio": liberamente tratta da un canto del maggio francese.
Perfino la "Canzone dell'amore perduto" è in realtà l'Adagio del Concerto in Re maggiore per tromba (eh, nemmeno lo strumento ha cambiato), archi e continuo di Georg Philipp Telemann (nelle ultime ristampe lo riconosce anche Fabrizio, nei credits).
Per chi vuol sentire l'originale, eccolo qui:
[dd]www.pcosta.net/mus/Adagio.wma[/dd]
La lista dei "furti" è piuttosto lunga, io però non mi sento di condannarlo a cinquemila anni più le spese: diciamo che come autore era uno splendido ladro di spunti e melodie altrui, che ricomponeva con gusto speciale in quei piccoli capolavori che sono le sue canzoni.






Si, certo; in quel caso il "furto" riguarda il testo (le musiche dovrebbero essere di Reverberi); ho verificato sul vecchio vinile di "Tutti morimmo a stento" ed è citato Mannerini ma non Bentivoglio.
Tra l'altro Mannerini dovrebbe anche essere l'autore di "Signore, io sono Irish" cantata dai New Trolls ma firmata da De Andrè e Reverberi.


Per quanto riguarda gli autori del brano "Signore io sono Irish" a me risulta così: testo di R.Mannerini - F.De Andrè, musica di G.Reverberi (dovrebbe essere Giampiero, quello di Rondò Veneziano, per intenderci, e non il fratello Gianfranco).
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Testo: F.De Andrè - G.Bentivoglio
Musica: F.De Andrè - N.Piovani
http://it.youtube.com/watch?v=hQnyac8YMRI


Di De Andrè-Brassens
http://it.youtube.com/watch?v=099uNgD8Igw