La previdenza sociale, che include le pensioni per invalidità e anzianità, è ritenuta a ragione uno standard. E' di gran lunga il modo più razionale di pianificare la nostra esistenza: si accantonano una parte dei guadagni per quando non si potrà lavorare. Le pensioni possono essere erogate da un'ente pubblico o da una società privata. I liberali che si rifanno alla scuola di pensiero dei vari Mises, Hayek, Friedman e Rothbard sicuramente non trovano appropriato che sia un ente pubblico a farlo.
Perché lo stato non dovrebbe occuparsene? La risposta potrebbe essere: perché ognuno sa che cosa è meglio per lui e in ogni caso lo sa meglio dello stato; e perché i servizi offerti dallo stato monopolista sono di sicuro meno vantaggiosi di quelli che offrono privati in concorrenza.
In molti paesi succede così. Le pensioni di anzianità sono dei fondi cumulativi a titolo personale. Malattie, infortuni sul lavoro e altri rischi sono coperti da assicurazioni che chiunque è libero di scegliere secondo le sue esigenze e le sue disponibilità.
In altri paesi servizi di questo tipo vengono forniti dallo stato, che ne copre i costi attraverso le tasse. Quindi lo stato, senza chiedere il consenso di nessuno, preleva una parte di reddito: che è diversa da persona a persona. E' importante perché per chi ha un alto reddito consiste nel pagare molto di più di chi ne ha uno basso per avere un identico servizio, nel caso delle cure mediche. Inoltre non c'è possibilità di scegliere che tipo di servizio avere e non c'è possibilità di cambiare se si è scontenti.
Le pensioni di anzianità sono un discorso simile: lo stato impone il versamento di una parte che è lui a stabilire del proprio reddito. Non è possibile scegliere forme redditizie di investimento a basso rischio per i propri risparmi. Inoltre non si ha la minima garanzia di ricevere quello che si ha versato: se si muore non c'è un capitale che viene restituito agli eredi, ma solo una parte della pensione viene accordata.
Sono discorsi che conosciamo bene nei paesi sviluppati, in particolare qui in Europa dove alto tenore di vita e statalismo spesso convivono. Così come (ma sembrerebbe ovvio) liberalismo e benessere vanno di pari passo.
Invece non è affatto ovvio che liberalismo e benessere vadano di pari passo. Lo so che c'è una solida, solidissima teoria che prova il contrario. Il problema, il perché sto scrivendo, è che esistono centinaia di migliaia di chilometri quadrati di pratica che la smentiscono.
Il Paraguay occupa il posto che occupa a livello internazionale, sia nelle classifiche economiche che in quelle comunemente usate per misurare il benessere di una popolazione e questo convive con:
- burocrazia inesistente per le imprese;
- tassazione al 10 - 15%;
- sostanziale democrazia;
- sanità, istruzione, previdenza sociale privata;
- totale libertà di portare armi (pallino dei liberali duri e puri);
- assenza dello stato dal settore delle infrastrutture.
Aggiungo che è governato dalla fine della seconda guerra mondiale da un partito conservatore, che non ha mai avuto un forte partito socialcomunista, che non conosce i sindacati, che non ha una casta di intellettuali radical chic. In Paraguay però le cose vanno male, malissimo.
- Il benessere è concentrato in alcune famiglie ricchissime. La classe media è esigua se la si paragona a tutte quelle persone che ad occhio nudo si possono definire come disperati, o miserabili.
- Il PIL è modesto, anche se paragonato ai paesi limitrofi.
- Le cure mediche sono costose anche per chi ha un salario di livello occidentale, in questo la concorrenza non ha avuto alcun effetto. E la quasi totalità della popolazione non può curarsi. Inoltre gli ospedali sono pochissimi, solo nelle città, mentre invece buona parte della popolazione abita in aree rurali che sono a centinaia di chilometri dagli ospedali.
- Per la previdenza e l'istruzione vale lo stesso discorso. Di fatto i privati non hanno alcun interesse a fornire servizi ai paraguayani, che sono sparpagliati nel territorio e necessiterebbero di piccole strutture locali (che sarebbero costosissime) e soprattutto non hanno i soldi con cui pagare le polizze. I salari fra l'altro non permettono di risparmiare niente come pensione, anzi spesso sono al di sotto della soglia di povertà.
- Come gli ospedali la polizia si trova solo nelle aree urbane: il fatto che le armi siano così diffuse fa sì che la criminalità sia solo più pericolosa.
- Lo stato lascia ai privati l'iniziativa sulle infrastrutture. I privati non hanno convenienza ad investire in un paese che ha un traffico così modesto: così mancano completamente le ferrovie, le strade asfaltate si trovano solo nelle città e la rete aeroportuale è inesistente.
Io vorrei sapere come fa questa gente a curarsi se sta male? Come fa ad assicurarsi da infortuni sul lavoro? Vorrei sapere come potrà svilupparsi l'economia senza infrastrutture? Insomma lo stato non fa e i privati non fanno. Se i privati non fanno? Affari dei paraguayani, moriranno tutti?


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