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Discussione: Norberto Ceresole

  1. #1
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    Predefinito Norberto Ceresole

    Norberto Ceresole
    Nato nell'agosto del 1943 a Buenos Aires, ha studiato in Germania, Francia ed Italia. Era sociologo, politologo ed autore di una trentina di libri sulla sua specialità: geopolitica, stretegia e sociologia militare. Nei Cedri della località di San Justo, ha lasciato questa vita, dopo un attacco cardiaco. La cerimonia funebre si è svolta nella stessa città il 13 maggio scorso.

    Il controverso scrittore Ceresole fu anche uno studioso del giudaismo, la sua posizione vicina a Hizbullah. Fu assessore di Hugo Chavez e appoggiù il populismo militare argentino, militando anche nel peronismo di sinistra.

    Ceresole fu anche difensore della Palestina e molto critico verso Israele e la sua politica, creandosi quindi moltissimi nemici. Particolarmente dopo i suoi studi revisionisti e in particolare sugli attentati contro due obiettivi ebraici in Argentina, di cui fu accusata l'Iran e Hezbollah, e che portarono alla rottura delle relazioni tra l'Argentina e la Repubblica Islamica. Scrisse al riguardo una "lettera aperta agli amici iraniani", che speriamo di poter tradurre e pubblicare quanto prima insieme ad altri suoi interessanti documenti.

    Ceresole fu un appassionato studioso della geopolitica e scrisse una trentina di libri su questo argomento, focalizzandosi in particolare sull'Argentina. Nella sua carriera professionale come politologo, fu assistente del Presidente del Perù Velazco Alverado e professore nella Scuola Superiore della Guerra dell'Unione Sovietica.

    Militò nella frazione ERP-22 di Montoneros, e per ciò fu esiliato a Madrid durante gli anni '70. Subito dopo la ribellione militare di Semana Santa, divenne assistente del gruppo di Ufficiali guidati da Aldo Rico. Fu assistente e consigliere del Colonnello Mohammed Seineldin.
    Cofondatore, insieme al Prefetto Raúl de Sagastizabal (Albatros) del Centro di Studi in Argentina e nel Mondo, fu anche consigliere del Comandante Chavez in Venezuela durante gli anni 1994-1995. Emigrò in Venezuela quando Chavez assunse la carica di Presidente, dovendo lasciare poi questo paese a causa delle pressioni del settore chavista della sinistra marxista che non lo tollerava.

    Le sue più recenti opere edite in Spagna sono: Terrorismo fondamentalista giudaico, nuovi scenari di conflitto (Libertarias, Madrid, 1996); Il Nazional-giudaismo: un messianismo postsionista, con prólogo di Roger Garaudy (Libertarias, Madrid, 1997); La Spagna e i giudei, Espulsione, Inquisizione, Olocausto 1492-1997. (Amanecer, Madrid, 1997).
    I suoi due ultimi libri: La Falsificazione della Realtà (Libertarias, Madrid-Buenos Aires, 1998) e La Conquista dell'Imperio Americano (Al-Andalus, Madrid-Buenos Aires, 1998) sono stati anche stampati in lingua araba, per tutto il mondo arabo, a Beirut, Líbano; e in lingua farsí, a Teherán, Irán, per l'Asia Central, nuovo centro geopolítico del mondo.

    Affabile, pimpante, possedeva un'altra virtù l'ottimismo. Credeva possibile una rivoluzione nazionale in Sudamerica, fomentata dalla brutale oppressione che gli USA esercitano lì, le masse lavoratrici brutalmente sfruttate, la crisi del debito immensa e impagabile, e per questo appoggiava il populismo di Chavez o quello peronista, pan-americano, sempre antisionista.

    Con Norberto Ceresole perdiamo un uomo valido e ottimista, capace di lottare sempre al fianco degli oppressi in Sudamerica e nelle altre parti del mondo, sempre al fianco delle popolazioni musulmane e particolarmente di quella iraniana, di cui era grande amico e sostenitore.

    da Spazioforum

    Versione digitale in spagnolo:



  2. #2
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    Predefinito

    Caudillo, ejército, pueblo. La Venezuela del presidente Chávez
    Caracas, enero-febrero de 1999

    Norberto Ceresole

    Índice
    Introducción
    La «cuestión judía» y el Estado de Israel
    Capítulo 1. Caudillo, ejército, pueblo
    La Constituyente
    La concentración del poder dentro de la historia reciente
    La internacionalización del conflicto colombiano
    Capítulo 2. Cambios y conflictos
    Capítulo 3. La participación popular
    Capítulo 4. El amplio marco de la política exterior venezolana
    Las nuevas fronteras de la política mundial
    Polarización versus globalización
    La fragmentación antioligárquica
    La despolarización del sistema internacional
    Los Estados Unidos de América como factor declinante de la polarización internacional
    Decadencia de la civilización norteamericana
    Estados Unidos: capacidad de globalización y voluntad «aislacionista»
    La ruptura del orden bipolar
    Hegel, Haushofer y Spengler
    La estructura global y los segmentos de poder
    La «ruptura del mapa»
    Capítulo 5. Una forma de generación de poder: la producción de Inteligencia
    La Inteligencia como nueva forma de conocimiento y condición de supervivencia
    La Inteligencia entendida como «capacidad de anticipación»
    «Entorno» y «Sistema» entendidos como sistema comunicacional
    Capítulo 6. Cuatro enfoques finales sobre la Venezuela del Comandante Chávez
    a. El 25 de julio de 1999 o la mochila del presidente
    b. La Asamblena Nacional Constituyente y el Nuevo Orden Mundial
    c. Inteligencia y geopolítica
    d. Defensa y Seguridad en América Meridional
    6.1. Anexo Documental: El extraño caso de José Vicente Rangel
    Anexo 2: Marzo-Mayo de 2000. La reconducción del proceso
    1. Venezuela ha comenzado a transitar el camino hacia la guerra civil
    2. Sobre la Fuerza Armada Nacional
    3. Carta al diario El Universal
    4. Venezuela en el mundo
    5. La abdicación de la Iglesia Católica Romana
    6. Kuwait News Agency (Kuna)
    7. Fuerza Armada y partidos en Venezuela
    8. El «Holocausto» argentino (según Israel)
    9. El mundo apolar: Fujimori y Brasil
    10. Los Mariscales de la derrota

  3. #3

  4. #4
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    Predefinito

    febrero, 2001

    05 J.V. Rangel expresa la entropía de la revolución bolivariana y es la antesala de un proceso destinado a destruir a las fuerzas armadas Norberto Ceresole


    noviembre, 2000

    09 El síndrome albanés Norberto Ceresole


    septiembre, 2000

    20 La gran jugada del presidente Fujimori o el comienzo del fin del sistema democrático en la América Meridional Norberto Ceresole
    18 Entre Jimmy Carter y Frantz Fanon: ¿Es el chavismo una versión levemente militarizada de la vieja socialdemocracia? Norberto Ceresole
    06 Palestina: la única víctima del Holocausto Norberto Ceresole.
    04 El presidente Chávez en el espacio de la América Meridional Norberto Ceresole


    agosto, 2000

    29 La nueva clase Norberto Ceresole
    25 Geopolítica y Revolución Norberto Ceresole
    04 Cuestiones de Revolución y de Contrarrevolución en América Meridional Norberto Ceresole


    julio, 2000

    20 Hipótesis de conflicto y guerra ideológica Norberto Ceresole
    18 El striptease de la inteligencia Norberto Ceresole
    13 El presidente corona su estrategia: la revolución ha comenzado Norberto Ceresole


    junio, 2000

    01 El "Holocausto argentino" (según Israel) Norberto Ceresole


    mayo, 2000

    31 El mundo apolar: Fujimori y Brasil Norberto Ceresole
    26 Los Mariscales de la derrota Norberto Ceresole


    abril, 2000

    18 La abdicación de la iglesia católica Norberto Ceresole
    15 Venezuela en el mundo Norberto Ceresole


    marzo, 2000

    31 Sobre la fuerza armada nacional Norberto Ceresole
    20 Venezuela ha comenzado a transitar el camino hacia la guerra civil Norberto Ceresole

  5. #5
    legione muti
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    Predefinito bravo Sabotaggio

    Ottimo tread.
    C'è solo un punto oscuro in Ceresole, che non saprei certo sciogliere io...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da legione muti Visualizza Messaggio
    Ottimo tread.
    C'è solo un punto oscuro in Ceresole, che non saprei certo sciogliere io...
    Lo conosco poco....cosa?

  7. #7
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    [IMG]file:///C:/DOCUME%7E1/fonsav/IMPOST%7E1/Temp/moz-screenshot-10.jpg[/IMG]

    http://usuarios.lycos.es/resistencia/


  8. #8
    Avanguardia
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  9. #9
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    Riporto integralmente dal sito Ernesto Guevara.it (consiglio vivamente di leggere nel forum del sito l'intervento "Ci mancava solo Mark l'ebreo", del 6 dic. 2005 e reply, per capire il disastro culturale del nazional-Socialismo comunista):

    "Parole del presidente Hugo Chavez ad una riunione del 13 novembre 2004 al palazzo di Miraflores e poi ripetute in un suo discorso pubblico a reti unificate nel gennaio 2005:

    "Ai miei compagni:
    La lotta per un paese libero e migliore inizia ora. Dopo aver combattuto tante lotte contro l'opposizione, che resiste a perdere il suo vecchio stile di vita, ormai manca poco.
    E' ora imperativo prendere il potere assoluto.
    Fintanto che domineranno i mezzi di comunicazione radiotelevisivi come la carta stampata e i gruppi religiosi, essi condurranno i nostri bambini verso cammini antinazionalisti, e condurre il Venezuela ad essere il paese leader del socialismo americano sarà un'utopia.

    Abbiamo già avanzato leggi contro i media. Molto presto avremo una legge sulle religioni, i miti ed altro ancora. La mia grande illusione, compagni, è quella di portare a compimento il sogno di Bolivar. Riunire in Americalatina i cinque paesi bolivariani, Venezuela, Colombia, Perù, Ecuador e Bolivia nella federazione delle repubbliche che chiameremo Unione delle Repubbliche Socialista Bolivariane (U.R.S.B.). Con una moneta unica, che sarebbe il Sucre.

    Sappiamo che il cammino è difficile, ma è siamo in cammino, come ripeteva sempre il mio compagno comandante Argimiro Gabaldon, quando combatteva nelle gloriose battaglie guerrigliere degli anni 60 e 70, contro l'esercito fascista che imperava in Venezuela.

    Sappiamo anche che non ci può essere rivoluzione senza morti, perchè la rivoluzione è un'interminabile guerra contro interessi molto potenti, come diceva il nostro mentore Norberto Ceresole [N.B. negazionista antisemita argentino, ndr].
    Però a mano a mano che i giovani saranno condotti verso la nostra causa, sarà più facile la vittoria finale. Prendiamo l'esempio di Cuba. Nei primi anni avrebbero potuto distruggere la rivoluzione, ma ora non più, dopo che i bambini sono cresciuti con una mentalità socialista. Possiamo affermare che Cuba è invincibile e la frase "non torneranno" ormai è un fatto compiuto.
    In Venezuela, prima abbiamo creato i Circoli Bolivariani, poi le missioni ed ora le UBES [Università Bolivariane, ndt]. Però manca compiere l'ultimo passo, il più importante e decisivo: i tribunali popolari. Questi si devono creare possibilmente in ogni isolato per poter avere un controllo dei controrivoluzionari e mantenerli con mano dura. Non possiamo essere deboli, anche se questi sono i nostri vicini, a meno che si integrino al processo. E' la stessa tecnica utilizzata dal nostro libertador, il generale Bolivar quando decretò la guerra fino alla morte.

    Ogni giorno dell'anno e lavorando per la rivoluzione in ogni momento, senza preoccuparci se mangiamo o se abbiamo di che vestirci: solo così potremo ottenere il trionfo totale. Che queste idee non restino dentro a queste quattro mura. Dobbiamo diventare missionari della rivoluzione. Compagni. Patria o Morte".

  10. #10
    legione muti
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Stan Ruinas Visualizza Messaggio
    Lo conosco poco....cosa?
    Meglio non scendere nei dettagli. Riguarderebbe il potere piduista in certe zone sudamerikane. Cmq il fatto che sia morto chavista depone certamente a suo favore.

 

 
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