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Discussione: Pakistan

  1. #11
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    Stato di emergenza

    di Francesca Marino


    Il secondo colpo di Stato di Musharraf in Pakistan. Lo scontro tra il presidente-generale e la magistratura. Le diverse chiavi di lettura. La visita del generale americano Fallon e il doppio volto della posizione Usa. Le sconfitte dell'esercito regolare nella guerra "al terrorismo". La debolezza del presidente.
    “Non posso permettere a questo paese di suicidarsi”: così il generale Musharraf ha giustificato nel suo discorso alla nazione quello che la stampa pakistana ha definito il suo ‘secondo colpo di Stato’.
    Il primo, e molti lo hanno dimenticato facendosi fuorviare dalla facciata di ‘dittatore illuminato’ tenuta dal generale in tutti questi anni, è datato 1999: quando Musharraf, con l’appoggio dell’esercito, imprigionò l’allora premier Nawaz Sharif (democraticamente eletto) prendendo il potere “per il bene del Pakistan”. Copione che si è puntualmente ripetuto nei giorni scorsi: la polizia ha circondato le sedi della Corte suprema, della televisione e della radio di stato. Le televisioni private sono state oscurate e le linee dei telefoni cellulari tagliate nelle maggiori città. Le vie di accesso alle maggiori sedi istituzionali sono state bloccate.
    Alla dichiarazione è seguita immediatamente un’ondata di arresti: più di cinquecento tra oppositori politici, attivisti, avvocati e giudici non disposti a sostenere il governo sono agli arresti domiciliari o in prigione, anche se il leader dell’opposizione Imran Khan, famoso ex-campione di cricket, è riuscito a scappare dopo qualche ora.

    La novità vera, rispetto al 1999, è lo scontro in atto tra il presidente-generale e la magistratura. La Corte Suprema ha definito “nulla e illegale” la proclamazione dello stato di emergenza. Sessanta dei novantasette giudici che compongono la Corte si sono rifiutati di prestare giuramento in base alle nuove norme. Otto giudici, tra cui il giudice Iftikhar Chaudry, sono di fatto agli arresti per essersi rifiutati di ratificare l’emergenza. Chaudry, capo della sezione che avrebbe dovuto effettuare la ratifica, è stato prontamente ‘dimesso’ e dopo poche ore è stato nominato al suo posto Abdul Dogar, uno dei fedelissimi di Musharraf.
    Il braccio di ferro tra il presidente e i magistrati va avanti ormai da mesi. Da marzo, per essere precisi. Da quando, cioè, Musharraf aveva rimosso Chaudry dal suo incarico e lo aveva arrestato con accuse di corruzione e peculato. Le immagini di Chaudry - un eroe dei media per le sue battaglie a favore dei diritti umani - che lasciava il palazzo di Giustizia scortato dalla polizia avevano fatto il giro del paese. E scatenato una violentissima ondata di proteste culminate nel massacro di Karachi in maggio: trenta morti secondo le fonti ufficiali, e un numero imprecisato di feriti.
    Il giudice era stato reintegrato a furor di popolo, e le proteste erano più o meno cessate. Non così le istanze, da parte della società civile e della magistratura stessa, di democrazia e libertà nel paese. Le peripezie di Musharraf erano poi proseguite al momento delle discusse (e discutibili) elezioni presidenziali.
    Il presidente e i suoi fedelissimi avevano operato sostanziali (e illegali) cambiamenti all’ordinamento elettorale perché fosse consentito a Musharraf di candidarsi alle elezioni. Elezioni che si sono regolarmente svolte nonostante molti parlamentari si fossero dimessi per protesta, e che il presidente ha stravinto. Sul risultato pendeva però, e pende tuttora, l’incognita del pronunciamento della Corte Suprema sull’ammissibilità della candidatura di Musharraf. Il risultato era atteso da un giorno all’altro.

    La dichiarazione di emergenza è stata quindi letta in questa chiave, come ultima ratio di un presidente ormai alle corde spaventato dal possibile annullamento della sua vittoria elettorale. E’ ovviamente una buona chiave di lettura, ma non è l’unica. Specialmente se si parte dal presupposto che Musharraf, per conservare il potere e, soprattutto, per conservarsi in vita, non aveva alcuna intenzione di abdicare dal suo doppio (e incostituzionale) ruolo di capo dell’esercito e presidente. Sono in molti a credere che tutti gli avvenimenti degli ultimi mesi, inclusi i clamorosi autogol in politica interna (primo fra tutti l’affare Lal Masjid) siano stati in qualche modo orchestrati dal governo.
    Una sorta di strategia della tensione, tesa a creare un clima di ingovernabilità e di incertezza nel paese tale da giustificare il ricorso all’emergenza e, quindi, la sospensione di ogni tentativo di riportare in Pakistan almeno l’apparenza della democrazia. E da accreditare ancora una volta, agli occhi dell’opinione pubblica interna ma soprattutto del resto del mondo, l’immagine di Musharraf come salvatore della patria e unico baluardo contro il dilagare dell’estremismo islamico e del terrorismo internazionale.

    Il gioco, a quanto pare, è riuscito magnificamente. Soprattutto se si prende in esame una circostanza abbastanza singolare: l’emergenza è stata dichiarata subito dopo una serie di colloqui tra il generale Musharraf e il generale americano William J. Fallon, che si trovava in Pakistan per discutere la guerra al terrorismo. Gli Stati Uniti sono evidentemente preoccupati per la mancanza di democrazia in Pakistan, ma sono molto più preoccupati per la guerra al terrorismo che segna ormai da tempo, per usare un eufemismo, una battuta d’arresto.
    Sembra piuttosto chiaro che Musharraf, vista la serie di attentati compiuti negli ultimi mesi in territorio pakistano dagli integralisti, deve aver avuto gioco abbastanza facile nel convincere Washington, ancora una volta, dell’assoluta necessità di un uomo forte al governo. E, soprattutto, di un uomo fedele alla causa. Lo spettro della bomba atomica in mano agli integralisti islamici funziona, ormai da anni, a meraviglia. Così, mentre Fallon si trovava ancora nel paese, Musharraf è ricorso all’unica carta che gli consentiva di rafforzare il suo traballante potere: l’emergenza. Certo, Condoleeza Rice ha rilasciato dichiarazioni molto dure, Washington ha dichiarato che “dovrà ripensare” gli aiuti economici garantiti al Pakistan e che Musharraf “dovrebbe fare ciò che ha promesso e dimettersi da generale”. Ma nessuno, neanche per un momento, ha pensato di tagliare gli aiuti militari a Islamabad. Anzi.
    L’emergenza è stata dipinta da Musharraf come “provvedimento a breve termine” necessario a “rimuovere ogni ostacolo alla guerra al terrorismo combattuta dagli Stati Uniti” e a fare piazza pulita degli integralisti pakistani. Il premier Shaukat Aziz ha dichiarato che il governo è ancora intenzionato a permettere lo svolgimento di elezioni democratiche, ma che “ci sarà probabilmente un ritardo” di un anno circa nel loro svolgimento. E che lo scopo di Musharraf, il dittatore più democratico della storia, rimane quello di traghettare il Pakistan verso la democrazia. Come se il Pakistan, prima del suo colpo di Stato, non fosse almeno formalmente un paese democratico.

    Nei prossimi mesi, quindi, c’è da aspettarsi un intensificarsi dei combattimenti nella North-West Frontier Province (Nwfp) e in Waziristan. E, in particolare, di raid aerei indiscriminati sulle zone in questione. Islamabad ha avuto dagli Stati Uniti, e ancora ne riceverà, un certo numero di bombe ‘intelligenti’, di missili e di sofisticatissimi equipaggiamenti di controllo a distanza da adoperare nella guerra al terrorismo. Visti i precedenti, è più probabile che la campagna contro gli estremisti nelle zone di frontiera si risolva nell’ennesimo genocidio. E che abbia risvolti inquietanti.
    Secondo fonti vicine all’intelligence, difatti, gli scontri tra l’esercito pakistano e gli estremisti islamici si risolvono ormai da tempo in vere e proprie disfatte per le truppe regolari. E non pochi soldati, stanchi di essere adoperati come carne da macello per combattere i propri concittadini, e come bersagli privilegiati per gli attentatori, cominciano a disertare. Si parla di centosessanta diserzioni nel giro di cinque giorni, per esempio.

    La perdita di controllo sull’esercito -e un probabile effetto valanga delle proteste di giudici e avvocati- potrebbe avere conseguenze inaspettate e difficilmente prevedibili. Soprattutto se si tiene conto delle strane voci circolate, e prontamente smentite, nelle ultime ore secondo le quali Musharraf sarebbe stato di fatto agli arresti domiciliari. A opera di chi e per quale motivo non è stato reso noto, e la voce si è rivelata infondata. La dice lunga, però, su un paio di cose: sull’estrema instabilità del paese, e sulla debolezza del presidente. Che rimarrà in carica, dicono in molti, soltanto fino a quando tornerà utile ai servizi segreti. Secondo gli analisti, tutto può succedere nelle prossime ore. Ma una cosa è certa: l’attuale situazione pakistana è frutto in gran parte delle miopi politiche estere dell’Occidente e soprattutto della politica del ‘male minore’ testardamente perseguita.

    http://limes.espresso.repubblica.it/...ergenza/?p=319

    Prevedibilmente ancora strategia della tensione....Pianificata a dovere con gli Usa.Il timore maggiore è quello cinese a mio avviso oltre alla polveriera fondamentalista...

  2. #12
    Pasdar
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    E se stermina i fondamentalisti e i pashtun di confine?
    Cinicamente parlando, non è meglio così?
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

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  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    E se stermina i fondamentalisti e i pashtun di confine?
    Cinicamente parlando, non è meglio così?
    La situazione tribale in Pakistan è una delle più complesse al mondo.Bisognerà capire cosa avverrà dopo l'arresto della Bhutto.Di certo "licenziare" Musharraf significherebbe assistere al caos più totale....

  4. #14
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    Una situazione incandescente quella del Pakistan, anche in relazione al fatto che il paese è effettivamente in bilico fra una dittatura che è riuscita a mantenere ordine ed equilibrio el'estremismo islamico che incombe da anni.

    Va sempre ricordata la posizione politica del Pakistan, in aperto rivalità(anche se attenuate dallo stesso Musharraf) con la vicina India, ma anche per l'influenza del Pakistan sul vicino Afganistan, nonché per i rapporti che il gigante islamico intrattiene con gli altri paesi arabi.

    Va inoltre considerata la "stazza" militare del paese, che possiede la settima forza armata del pianeta, nonché un arsenale nucleare probabilmente sottostimato nelle dimensioni. Gli analisti consideravano che il Pakistan avesse a disposizione 34 testate nucleari nel 1998, attualmente la stima è ben più alta, considerando una probabile proliferazione in questi anni; ad oggi le stime vanno dalle 35 alle 80 testate, ma è versimile che il paese ne possieda circa 50. Non vanno dimenticate le capacità missilistiche del paese che dispone di circa 200 missile Shaheen II da 2.000 Km di gittata, oltre che 150 Shaheen I da 800 Km di gittata, inoltre 2005. A ciò va aggiunto che il Pakistan, fra il 2005 ed il 2007 ha testato il suo missile da crociera Babur, nelle varie versioni lanciato da aerei, navi e sommergibili con una gittata variabile da 500 a 700 Km.

    Lorenzo
    Miles Insulae

  5. #15
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    Predefinito Le reazioni

    Nuova Delhi: Il governo indiano ha manifestato preoccupazione per lo stato d'emergenza imposto nel confinante Pakistan dal presidente Pervez Musharraf e ha auspicato che al piu' presto siano ripristinate tutte le garanzie costituzionali. "Ci dispiace per le difficolta' che sta attraversando il Pakistan", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri indiano, Navtej Sarna, "Confidiamo che presto siano ristabilite le condizioni di normalita', che consentano al Pakistan di proseguire la transizione verso la stabilita' e la democrazia", ha aggiunto.

    Washington: The United States has expressed its concern to Pakistan’s moderates. According to Secretary of State Condoleezza Rice “the annual bilateral military negotiations have already been suspended. Moreover we are reviewing our policies of aid to Pakistan”. Thanks to US aid, between 2001 to date, over 12 billion dollars have poured into Islamabad’s coffers.

    Mosca: "The Russian foreign ministry is attentively monitoring the development of internal political situation in Pakistan and expects that after solution of the current crisis democratic processes in this country will be continued," a statement, posted at the ministry's site. Simultaneously, the foreign office has recommended the Russian citizens, planning to visit Pakistan, to keep in view of the complexity of situation in the country.

    Parigi: La France exprime sa préoccupation après la proclamation de l’état d’urgence au Pakistan. Elle appelle à un retour au fonctionnement régulier des institutions et au maintien de l’Etat de droit. Elle souhaite que le dialogue entre toutes les forces politiques pakistanaises puisse garantir la stabilité et la démocratie dans ce grand pays partenaire et ami.

    Pechino: Chinese Foreign Ministry spokesman Liu Jianchao has issued the following statement: "We are concerned about the situation in Pakistan, and believe the Pakistani government and people are capable of solving their problems by their own."

    Lorenzo
    Miles Insulae

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    E' di vitale importanza sottrarre l'arsenale nucleare al Pakistan, un paese eccessivamente instabile e che al suo interno cova un fondamentalismo elevatissimo (intere regioni sono in mano alle tribù che sostengono i talebani).

    In proposito gli Stati Uniti hanno un piano, da attuare nel caso in cui Islamabad cadesse in mano a persone poco gradite, per sottrarre, con un blitz, le testate nucleari e distruggere le postazioni di lancio missilistiche.
    Se non fosse che non sanno nemmeno dove sono. E' un piccolo dettaglio...

  7. #17
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    Citazione Originariamente Scritto da Lorenzo Visualizza Messaggio
    Va sempre ricordata la posizione politica del Pakistan, in aperto rivalità(anche se attenuate dallo stesso Musharraf) con la vicina India, ma anche per l'influenza del Pakistan sul vicino Afganistan, nonché per i rapporti che il gigante islamico intrattiene con gli altri paesi arabi.
    Diciamo che ne è stato la rovina, sin da prima dei tempi dell'invasione sovietica.....Una curiosità:l'ex presidente Sharif attualmente è in esilio in Arabia Saudita.Pur non essendo un uomo forte del potere, ha sempre goduto di buone relazioni con il mondo occidentale e dunque apparirebbe alquanto facile riabilitarlo.Ma oramai Musharraff ha creato una situazione tale in cui a detronizzarlo, si correrebbero rischi non indifferenti: personaggio ambiguo si, ma comunque l'unico in grado di tenere a bada fondamentalismi e tensioni tribali che potrebbero sfociare in tentativi secessionisti che farebbero vacillare il debole ordinamento federale, vedi Balochistan, i confini del nord ovest e soprattutto le aree tribali tra cui spicca il Waziristan, meta di tanti profughi e diseredati.Come al solito i comunicati cinesi mostrano un certo "distacco"

  8. #18
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    Citazione Originariamente Scritto da Peucezio Visualizza Messaggio
    Se non fosse che non sanno nemmeno dove sono. E' un piccolo dettaglio...
    Le aree tranquille del Pakistan, idonee a installazioni missilistiche-nucleari, sono poche e l'intelligence statunitense, con l'aiuto di quelle europee, non avrebbe problemi a individuarle.

  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Le aree tranquille del Pakistan, idonee a installazioni missilistiche-nucleari, sono poche e l'intelligence statunitense, con l'aiuto di quelle europee, non avrebbe problemi a individuarle.
    Sì, forse nel giro di qualche settimana o mese... Peccato che dovrebbero fare un blitz di poche ore, perché chiunque stesse andando al potere, non è che una volta insediatosi direbbe: "accomodatevi, cercate pure con calma, fate come a casa vostra!".
    Scusami ma quello che dici tu è irrealistico e gli americani sono i primi a saperlo.
    Tra l'altro il Pachistan si trova politicamente sotto l'ombrello protettivo di Pechino, che non so fino a che punto li lascerebbe scorrazzare liberamente nel paese suo alleato, per neutralizzarne gli armamenti.

  10. #20
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    China-Pakistan relations

    (fmprc.gov.cn)
    Updated: 2006-11-14 10:23


    I. Reviewing the Bilateral Political Relations.
    Pakistan is one of the first groups of countries that have recognized China. On May 21, 1951, the two countries officially established their diplomatic relations. Since then, China and Pakistan have witnessed smooth development of friendly and neighborly relations as well as mutually beneficial cooperation.
    1) In the early years of the establishment of Sino-Padistani diplomatic relations, Pakistan maintained cool relations with China, as it was an ally of the West. Due to little interactions between the two countries, their relations only remained general. During the Bandung Conference in 1995, Premier Zhou Enlai held two friendly talks with Pakistani Prime Minister M. Ali, and both sides shared the view that exchange and cooperation in various areas should be strengthened between the two countries. The talks played an important role in promoting understanding and developing friendly relations and cooperation between the two countries. After the Bandung Conference, there was a gradual increase of high-level exchanges of visits between the two countries, In October 1956, at the invitation of the Chinese Government, Pakistani Prime Minister Sulawadi paid an official visit to China. In December the same year, Premier Zhou Enlai visited Pakistan. The successful exchange of visits between the Pakistani prime minister and Chinese Premier within one year greatly promoted the development of friendly relations and cooperation between the two countries and strengthened the friendship between the two peoples.
    2) The period between 1957 and 1069 saw a very important phase in the history of the Sino-Pakistani relations. During this period, historical changes took place in the bilateral relations, and the change of Pakistan from being hostile toward to friendly with China opened a new chapter in the Sino-Pakistani relations.
    Between 1957 and 1960, Pakistan followed the West with regard to its position on restoration of China's legal status in the UN, and Taiwan Tibet questions, so the political relations between the two countries were setback. In 1961, by voting for the bill concerning the restoration of China's legitimate rights in the UN put to the vote the UN General Assembly, the Pakistani Government took a step forward in the course of improving the Sino-Pakistani relations. In 1962, the two countries, through friendly talks, reached an agreement in principle on the position and alignment of Sino-Pakistani boundary. In March 1963, the two countries signed a boundary agreement on China's Xinjiang and the adjacent areas whose defence was under the actual control of Pakistan. In February 1964, Premier Zhou Enlai visited Pakistan and in December Pakistani President Ayub Khan visited China. In March 1966, President Liu Shaoqi visited Pakistan. Between 1965 and 1971, as a sponsor country for the aforesaid bill Pakistan supported the restoration of China's legitimate fights in the UN.
    3) 1970s saw steady development of the Sino-Pakistani relations and continuous strengthening of friendly cooperation between the two governments and peoples.
    In November 1970, Pakistani President Yahay Khan visited China. While in power, Z.A.Bhutto visited China three times respectively in 1972, 1974 and 1976. In November 1974, CAAC opened its Beijing-Karachi-Paris flight. After coming into power, Zia-ul Huq visited China in December 1977.
    4) 1980s witnessed frequent exchange of visits between the Chinese and Pakistani leaders and further consolidation and development of friendly relations and cooperation between the tow countries.
    In May 1980,Pakistani President Zia-ul Huq visited China. In June 1981, Premier Zhao Ziyang visited Pakistan. In August 1982,the two countries signed the protocol on opening Khunjerab Pass on the Sino-Pakistani border. In October the same year, President Zia-ul Huq visited China again. In March 1984,President Li Xiannian visited Pakistan. In November 1985, Pakistani Prime Minister Junejo visited China. In June 1987, Premier Zhao Zhiyang visited Pakistan again. In May 1988, Prime Minister Junejo paid another visit to China. In February 1989, Pakistani Prime Minister B.Bhutto visited China, and in November Premier Li Peng visited Pakistan.
    5) Since 1990s, great changes have taken place in the international situation. Instead of being affected by the changing situation, the time-tested friendship and cooperation between China and Pakistan has further developed.
    In May 1990s, Chairman of the Standing Committee of the National People's Congress Wan Li visited Pakistan. In September the same year Pakistani President Ishaq Khan visited China and attended the 11th Asian Games as the chief guest. In February 1991, Pakistani Prime Minister Shariff visited China, and in October President Yang Shangqun visited Pakistan. In October 1992, Prime Minister Shariff visited China again. In December 1993, Chairman of the Chinese People's Political Consultative Conference Li Ruihuan visited Pakistan, and in the same month Prime Minister B.Bhutte paid another visit to China. In December 1994, Pakistans President Leghari visited China. In September 1995, invited by the Chinese Government Prime Minister B.Bhutte attended the 4th World Women Conference sponsored by the UN in Beijing ad a special guest. In November the same year, Chairman of the Standing Committee of the National People's Congress Qiao Shi visited Pakistan. In December 1996, President Jiang Zemin, invited by Pakistan, paid a state visit to the country. It is a big event in the Sino-Pakistani relations and the leaders of the two countries decided to establish an all-round cooperative partnership into the 21st century. President Jiang Zemin made an important speech entitled Carrying Forward Friendly and Neighborly Relations from Generation to Generation, and Working together for a Better Tomorrow during his visit to Pakistan, a expounding for the first time China's policy toward South Asia. In April 1997, President Leghari visited China. In February 1998, Prime Minister Sharif visited China. In April 1999, Chairman Li Peng of the Standing Committee of the NPC visited Pakistan. In June the same year, Prime Minister Sharif visited China again. In January 2000, Pakistan's Chief Executive General Musharraf paid a working visit to China. In September the same year President Jiang Zemin met him during the UN Millennium Summit held in New York.
    2001 marked the 50th anniversary of the establishment of Sino-Pakistani diplomatic relations and colorful celebrations were held in the two countries. In May the same year, Premier Zhu Rongji was invited to visit Pakistan. In December, President Musharraf paid a state visit to China. In January 2002, he made a stopover in Beijing on his way to Nepal to attend the SAARC Summit. In March the same year Vice-Premier Wu Bangguo visited Pakistan as head of a Chinese Government delegation and attended the groundbreaking ceremony of Gwadar Port, a joint project to be built by China and Pakistan. In May, Foreign Minister Tang Jiaxuan visited Pakistan. In early June, President Jiang Zemin met President Musharraf at Alma-Ata during the CICA Summit. At the end of June, Pakistani Foreign Minister of State Haque visited China. In early August, while President Musharraf was in Beijing for a stopover after visiting Bangladesh and Sri Lanka, President Jiang Zemin met him. In January, 2003, Pakistani Speaker Hussain called on Chairman of the Standing Committee of the NPC Li Peng while attending the meeting of the Executive Council of AAPP held in Beijing. In February the same year, Foreign Secretary Khokhar visited China. In March, Prime Minister Jamali paid an official visit to China, and during his visit he and the Chinese Premier jointly announced the founding of China-Pakistan Friendship Forum.
    II. Economic and Trade Relations and Economic Cooperation.
    Since the early 1950, China and Pakistan have established trade relations and started trade transactions. In January 1963, they signed their first trade agreement. In October 1982, China-Pakistan Joint Committee of Economy, Trade and Technology was set up. With the joint efforts from both sides, Sino-Pakistani economic and trade cooperation has seen good progress. Especially since the 1990s, their bilateral trade volume has witnessed relatively fast growth. In 2002 alone, Sino-Pakistani trade volume reached US$ 1.8 billion, a new record in terms of their trade relations.
    Statistical Chart for Sino-Pakistani Trade (unit: million US dollars)
    Year Total Exports Imports Balance
    1996 963.75 621.48 342.27 279.21
    1997 1067.0 688.00 379.00 309.00
    1998 913.00 524.00 389.00 35.00
    1999 971.00 581.00 390.00 191.00
    2000 1162.00 670.00 492.00 178.00
    2001 1397.00 815.00 582.00 233.00
    2002 1800.00 1242.00 558.00 684.00
    (Statistics from China General Administration of Customs)
    III. Bilateral Exchanges and Cooperation In Culture, Sci-Technology and Education
    1) Cultural Exchanges between China and Pakistan
    Being always friendly to each other, China and Pakistan have kept close contacts in the cultural field. Since the establishment of Sino-Pakistani diplomatic relations, the two countries have sent cultural delegations and groups and held exhibitions in the other. In March 1965, the representatives from the Chinese and Pakistani Governments signed the cultural agreement in Rawalpindi and for the first time inked the plan of annual cultural exchanges for implementation. There have been 9 such plans signed between the two countries.
    2) Scientific and Technological Cooperation between China and Pakistan areas. Their cooperation in these areas has been fruitful. Along with the sustained development of their friendly relations, Sino-Pakistani cooperation in science and technology has grown in depth, which developed from individually independent exchanges into inter-governmental cooperation like that of joint committee of science and technology. Since signing the agreement on cooperation in science and technology in 1976, the Chinese and Pakistani Governments have held 15 meetings and signed 417 inter-governmental cooperation progress science and technology.
    IV. Important Bilateral Agreements and Documents
    1) The Boundary Agreement on Xinjiang China, and the Adjacent Areas
    whose Defence is under Actual Control of Pakistan. 2) President Jiang Zemin's Speech delivered in Islamabad during his State visit to Pakistan in December 1996.




    http://www.chinadaily.com.cn/china/2...ent_732562.htm


    Il porto di Gwadar che risulta essere di una importanza geostrategica non indifferente è frutto a tutti gli effetti degli investimenti cinesi.

 

 
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