Molti si stanno eccitando con le esternazioni di Grillo, ad altri invece il comico inizia a stare antipatico perché ha successo e allora, si pensa, se così è qualcosa non va, o sbaglia o fa comodo a qualcuno. E avviene una volta ancora quello che accade di solito; ci si divide in tifo da bar tra grillini e antigrillini ben lungi dal compiere l'unica cosa sensata che si dovrebbe fare: capire come partecipare a questo fenomeno di protesta e mettersi in moto di conseguenza.
Sarà pure una protesta superficiale, raccoglierà di certo un insieme di luoghi comuni, sarà anche qualunquista; ma dall'Uomo Qualunque di Giannini è nata una ripresa neofascista che, purtroppo, si è tarpata le ali nel non-senso Msi che ne ha spezzato la dinamica. Il fenomeno populista in Francia negli Anni Cinquanta, il poujadismo, fece eleggere al Parlamento il più giovane deputato transalpino, tale Jean-Marie Le Pen.
I precedenti, quindi, sono incoraggianti.
La boutade più recente di Grillo poi “fuori dai partiti, creiamo liste civiche popolari” non solo è concreta, realizzabile, ma va nel senso esatto di quanto andiamo predicando da diversi anni. Personalmente la sottoscrivo. Se ci andiamo a leggere proclami e documenti dell'ultimo decennio prodotti dalla cd area non dovrei essere solo.
Ovviamente tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, quello più profondo, quello costituito dalla acque della pigrizia, del tornaconto e della mediocrità. Perché una cosa è certa: non si può partecipare a una protesta civile che assume anche un significato politico (partecipativo e anti-oligarchico) pensando di esserne egemoni; protagonisti sì, ma capi no di certo. Né un'azione del genere garantisce automaticamente ritorni economici o poltrone; permette di rimescolare le acque, di comunicare e di organizzare. Non sono cose da poco se quel che si ha a cuore è il destino comune anziché i particolarismi o i narcisismi di piccoli ras.
Partecipare a una simile protesta costruttiva è tutt'altro che utopico. Rammento che fino a qualche anno fa Fahrenheit 451 faceva “panico mediatico” puntualmente agli spettacoli di Grillo e per tutti gli uni e l'altro erano la stessa cosa.
Certo, bisogna vedere come le cose evolveranno di qui a pochi giorni; ma, a parte il fatto che si può contribuire a farle evolvere, io non prenderei quella provocazione sotto gamba né scarterei l'ipotesi di una vigorosa sterzata.
Forse non porterebbe a niente ma di sicuro rianimerebbe le dinamiche, che sono tristemente spente nelle politichette di periferia fatte di toto-contabilità nel caso che Storace, nel caso che Alemanno, nel caso che la Nipote, nel caso che Fini, nel caso che Berlusconi, nel caso che il governo...
Su, andiamo: recuperiamo il cuore e gettiamolo oltre l'ostacolo; anzi, gettiamolo oltre le palizzate che ci siamo edificati intorno da soli!
Torniamo a essere popolo.
Gabriele Adinolfi
tratto da www.noreporter.org
Quoto!




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