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  1. #1
    Sangue contro oro
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    L’islam è una minaccia?

    L’islam è una minaccia?


    L’islam è una religione pericolosa, una minaccia in se stessa?
    E’ prassi comune chiedere risposte non tanto ai musulmani , ma ad esperti esterni alla religione islamica…
    Ci sono nel Corano dei passaggi violenti e quindi la religione islamica è violenta?
    Dimentichiamo che passi dello stesso tipo si trovano anche nella Bibbia e negli altri testi religiosi, come la Baghav-Gita che comincia con la guerra…

    La prima cosa che mi sembra fondamentale chiarire è l’inconsistenza di quell’affermazione, molto diffusa, caricaturale, che consiste nell’essenzializzazione dell’islam, cioè l’islam è uno, è questo, intrinsecamente questo, e quindi i musulmani che hanno punti di vista diversi non rappresenterebbero la vera natura dell’islam, non ci sarebbe possibilità per i musulmani di una diversità di posizioni, come nelle altre religioni, giudaismo, cristianesimo, buddismo…
    Sì, certo l’islam è fondato su due testi fondamentali, il Corano e la tradizione del Profeta, pace e benedizione su di lui, ma fin dalle origini ci sono due testi fondanti e ci sono molteplici letture e interpretazioni, non ci sono nel mondo dell’islam solo i moderati che appaiono tanto simpatici e i fondamentalisti che sono tanto detestati… Se facessimo lo stesso discorso verso il cristianesimo dicendo che ci sono solo i moderati e i fondamentalisti, saremmo lontani dalla verità, ci sono molteplici movimenti, diverse nuances… diversi atteggiamenti anche verso l’islam, il discorso che vede nell’islam una minaccia è ultraminoritario nel mondo cristiano… Nell’islam è la stessa cosa, ci sono coloro che sono più letteralisti, e poi i razionalisti, i riformisti, i tradizionalisti, i mistici, e infine coloro che hanno una lettura strettamente politica, ci sono almeno sei tipi di letture differenti, non solo due…
    A queste letture diverse, presenti nei Paesi europei, si deve poi sommare le diversità culturali dei paesi di origine…
    Quindi prima di tutto bisogna evitare l’essenzializzazione, ed evidenziare la molteplicità e diversità delle letture.

    Poi, dobbiamo dire che se è vero che esistono correnti radicalizzate, queste sono decisamente minoritarie,
    e c’è invece il discorso di un certo un numero di esperti, ideologi o appartenenti ad alcune correnti religiose, i quali sostengono che anche se sono minoritarie, comunque appartengono alla natura dell’islam, sono da esso partorite, ad esso intrinseche, l’islam ne è la sorgente… Questa conclusione è scientificamente inesatta, sarebbe come dire: tutti i violentatori sono uomini, quindi tutti gli uomini sono violentatori… E’ scientificamente falso ed è ciò che facciamo verso l’islam… Si passa da una minoranza reale al dire che tutti sono potenzialmente pericolosi…
    Infine è importante avere il giusto approccio dato la complessità del problema: ci sono discorsi animati da prudenza scientifica altri da generalizzazione ideologica, ci vuole la prima, non si gioca ad individuare un nemico, ma a capire una realtà composita, e le conseguenze di una indebita generalizzazione sono gravi.

    Come esprimere la questione della minaccia?

    Nella vita quotidiana il termine minaccia è polisemico, ha diversi significati... Ci sono diversi livelli di percezione della minaccia che non si riducono alla paura del terrorismo…

    Una prima minaccia appare nella lettura della scena internazionale, a causa dei numerosi conflitti presenti ancora prima dell’11 settembre. Ad esempio in Palestina, nel conflitto israelo-palestinese, nel 1994 iniziano gli attentati suicidi, cambia il metodo di resistenza… ma non è l’unico elemento. Ci sono numerose crisi nella scena internazionale che hanno polarizzato la potenziale radicalizzazione, tra cui l’affare Rushdi, in cui c’è una radicalità che si esprime, un clash, il conflitto di interpretazione tra libertà di espressione occidentale e la resistenza alla blasfemia... Sulla scena internazionale ci sono da diversi anni diversi conflitti violenti, quello Iran- Iraq, il problema dell’Afganistan, che non comincia nel 2001, si parla dei talebani molto prima…

    La seconda percezione della minaccia è più locale: nella vita quotidiana con i concittadini europei c’è, da parte loro, la percezione di una minaccia, dovuta prima di tutto alla nuova visibilità dei musulmani, data dal colore della pelle, il modo di vestire, i luoghi di culto che sorgono, con le crisi e le polemiche che nascono dalla loro presenza, come quella del foulard in Francia, sui minareti in Svizzera, tutto questo è legato alla loro visibilità… Sentirsi minacciati da una presenza diversa, sentimento comune alla realtà di ogni popolo coinvolto in un fenomeno migratorio, paura di perdere la propria identità culturale, la questione dell’identità è seria…Cosa stiamo diventando? Potremo continuare ad essere ciò che siamo? Primo elemento della minaccia locale è quindi la nuova composizione sociale. Inoltre, tutte le previsioni statistiche ci dicono che il processo di immigrazione in Europa non si può arrestare, chi dice di chiudere le frontiere fa un discorso di opportunità politica, che sfrutta le paure delle persone, in realtà l’Europa ha bisogno di immigrati, nei prossimi venti anni è prevista una necessità dagli 11 ai 20 milioni di lavoratori… Se il discorso politico vuole chiudere le frontiere, la realtà economica le apre… Ci sono bisogni economici a cui far fronte, perché la nostra cultura sopravviva…
    La peggior cosa che ci può accadere sul piano politico, non è l’emergere dei partiti di estrema destra, ma la normalizzazione del loro discorso, il partito è sostenuto da pochi, ma le loro tesi sono sostenute da molti…. Sono state prese delle citazioni del Front National e del British N. P., partito di estrema destra inglese, e sottoposte al giudizio delle persone senza citarne la fonte. Esse hanno ricevuto un alto tasso di approvazione circa il 68% degli inglesi, il 72% dei francesi, ma quando sono state poste le stesse questioni dichiarando il partito, la percentuale è scesa precipitosamente, solo il 22% dei francesi si è espresso a favore…
    C’è un discorso politico che afferma: la minaccia è l’islam, il minareto è l’espressione dell’arroganza dei musulmani…. le moschee sono la colonizzazione del Paese, la moschea è una terra conquistata… Invece per me, che sono nato in Svizzera, una moschea è essere a casa mia, sono svizzero, non è aver conquistato il paese, ma di vivere chez-moi… A meno che io non mi possa mai considerare a casa mia, nato in Svizzera… dopo 43 anni vissuti in Svizzera, un partito svizzero ha suggerito… “si deve ritirargli la nazionalità”…
    La terza minaccia è il terrorismo, la radicalizzazione, la violenza, l’islam politico radicale… No, l’appartenenza all’islam come musulmano praticante non equivale a quella dell’islam come progetto politico, non è la stessa cosa… voler ridurre l’islam all’islamismo, dicendo è tutto la stessa cosa è un’operazione riduttiva e ideologica…
    Un esempio in Egitto, nel 1950 ci fu un dibattito teologico nelle carceri, tra chi disse che “noi siamo tutti musulmani e chi sostiene Nasser è un kuffar”, infedele, e si può uccidere, e chi invece sosteneva che no, “siamo tutti musulmani, ma noi siamo anche islamisti “islami’un”, con un progetto politico e sociale, essi stessi fecero la differenza, e nelle prigioni egiziane non pregavano insieme… C’è dunque una differenza fondamentale tra islam e islamismo.
    Dire che c’è un islam politico, però ancora non basta, perché ci sono diversi tipi di islam politico.
    Come nel cristianesimo ci sono diversi modi di rapportarsi tra cristiani e politica, così è nell’islam… Ci sono cristiani della teologia della liberazione dell’America del Sud, che sono completamente diversi da Lèfevre o dai cristiani del partito democratico, per i musulmani è la stessa cosa…
    Allora:
    ·Per sconfiggere il terrorismo e il radicalismo, bisogna comprendere che è molto importante ciò che avviene sul piano della politica internazionale
    Tony Blair disse che il 7 luglio 2005, in cui avvennero gli attentati di Londra, non c’entra con la situazione in Iraq, sul piano etico ha ragione gli attentati non si possono giustificare, non possiamo giustificare l’uccisione dei londinesi con ciò che succede in Iraq, ma sul piano politico ha torto, gli attentati londinesi hanno una relazione con la guerra dell’Iraq, ciò è affermato anche da coloro che ne sono coinvolti. Finché non ci saranno posizioni chiare sulla politica internazionale come verso Iraq e Palestina, è aperto uno spazio che nutre il terrorismo… non è la sola ragione, ma è una delle componenti.
    ·C’è bisogno poi di vere politiche sociali che esprimano l’accettazione dei cittadini europei e musulmani, che esprimano la coscienza che è possibile essere musulmani ed europei in accordo con le leggi e le costituzioni. Ci sono milioni di cittadini musulmani che non hanno nessun problema con la legge, con la secolarizzazione, con la laicità, le statistiche lo dicono chiaramente… Non si deve confondere una parte minoritaria conflittuale col tutto.
    ·La relazione tra radicalizzazione e integrazione è falsa sociologicamente e scientificamente … Abbiamo fatto uno studio nella taskforce in Inghilterra, sulla radicalizzazione ed estremismo … Uno degli implicati negli attentati era perfettamente integrato, sposato con una bambino, alti voti a scuola, bac, università, lavoro, e pure occidentalizzati nel comportamenti, non si incontravano nelle moschee, nessun rendez-vous alla moschea è stato accertato… incontri alla periferia della comunità. Integrati intellettualmente culturalmente, socialmente, ma sono caduti nel radicalismo… Perciò non si può passare semplicemente da problemi sociali a radicalismo…
    Però esiste realmente “una zona grigia” da trattare, costituita gente afflitta da problemi sociali, bisogna cercare di risolvere i problemi sociali, perché possono portare alla radicalità …
    ·Infine c’è un discorso propriamente musulmano, discorso circa una radicalità che non è fondata sui problemi sociali, i musulmani debbono riconoscerla come tale, con coraggio, denunciando che non appartiene allo spirito dell’islam e condannarla chiaramente.


    Riassunto della conferenza tenuta da Tariq Ramadan, a Genève le 24 mai 2007. La versione audio integrale,in lingua francese è possibile ascoltarla a:
    http://www.tariqramadan.com/IMG/mp3/...isse240507.mp3

    http://www.islam-online.it/

  2. #2
    www.inviaggiopertamara.co m
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    L'islam E' UNA MINACCIA !!
    Si espande e vuole imporre le sue regole.
    Per me l'islam è una minaccia ed in piu' fuorilegge in italia: si pensi al volto coperto o alla concezione della donna che hanno (qui esiste un ministero delle pari opportunità).

  3. #3
    Sangue contro oro
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    Citazione Originariamente Scritto da alexdra Visualizza Messaggio
    L'islam E' UNA MINACCIA !!
    Si espande e vuole imporre le sue regole.
    Per me l'islam è una minaccia ed in piu' fuorilegge in italia: si pensi al volto coperto o alla concezione della donna che hanno (qui esiste un ministero delle pari opportunità).
    Hai letto l'articolo?
    L'Islam non è una minaccia, è un mondo variegato, una religione, come tale non può essere messa fuorilegge in quanto la Costituzione garantisce libertà di culto. Quando avrete abrogato la Costituzione instaurato una dittatura con Silvio nuovo 'duce' (oppure quando Bossi e i 4 pensionati che gli vanno appresso avranno "liberato la Padania") allora la metterete fuorilegge...

  4. #4
    Sangue contro oro
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    Citazione Originariamente Scritto da alexdra Visualizza Messaggio
    alla concezione della donna che hanno (qui esiste un ministero delle pari opportunità).
    Sette equivoci sulla donna e l' Islam.

    1. La donna è sottomessa all’ uomo.

    Falso. La donna, così come l’ uomo, deve essere sottomessa unicamente al Creatore. E’ comunque ovvio che, se il padre o il marito di chiunque di noi, essendo davanti a Dio responsabili in primis della propria famiglia, ci suggeriscono di evitare un determinato comportamento che potrebbe nuocere a noi stesse, alla nostra famiglia, alla religione o ad altri, è bene ascoltarli (sempre nel caso che ciò che ci propongono sia in accordo con l’ Islam, perché in caso contrario, dovremmo rifiutarci di obbedire), ma questa non è sottomissione. A chiunque è capitato di ricevere dei consigli dai propri amici, e di trarre giovamento da essi, perché non accettare che questo venga fatto dagli uomini della propria famiglia? Solo per orgoglio?

    2. Alla donna non è permesso uscire.

    Falso. C’ è un detto del Profeta Mohammed (pace su di lui) che, rivolgendosi alla propria moglie Sawda, dice :”Allah ti ha permesso di uscire per le tuenecessità”. Quindi, la donna è libera di andare a svolgere le proprie lecite mansioni anche fuori casa.

    3. Il velo e l’ abbigliamento islamico non sono obbligatori.

    Falso. Per le credenti è l’ esatto contrario. Allah lo dice in un versetto del Sacro Corano “Copritevi dei vostri veli per essere riconosciute e non essere molestate”. Chi fa un’ affermazione che dice l’ opposto di ciò che è riportato nel Corano, è in evidente errore.

    4. Il velo e l’ abbigliamento islamico possono essere imposti alla donna dalla propria famiglia o dal proprio marito.

    Falso. Uno dei principi dell’ Islam, riportati nel Sacro Corano, è “Non c’ è costrizione nella religione”. E siccome nella nostra religione sono le intenzioni che contano, indossare il velo soltanto per far tacere i rimproveri delle nostre famiglie, snaturerebbe il significato religioso di questa pratica, quindi dinnanzi a Dio, non avrebbe alcun valore. Comunque, è anche ovvio che la famiglia deve dare ai figli (maschi e femmine) una corretta educazione religiosa, che, sicuramente porterà, fra gli altri, il beneficio di sentire da sé il bisogno di indossare il velo per amore e timore di Allah, rendendolo un piacere e non una sorta di costrizione psicologica.

    5. La donna è un individuo di serie “b” rispetto all’ uomo.

    Falso. L’ uomo, come del resto accade nella maggior parte delle famiglie del mondo, è il capo-famiglia, ma ciò non significa che la donna non abbia un ruolo fondamentale in essa. Infatti, a lei è designato uno dei compiti più difficoltosi: l’ educazione dei figli. Ciò dimostra che eccome se abbiamo importanza! Se non la avessimo, non dovremmo svolgere un compito così fondamentale, che sicuramente influisce in modo diretto anche sulla società esterna. Educare bene un figlio, significa formare un uomo onesto e corretto della società futura, che eviterà di spargere corruzione sulla Terra, e che anzi, nel suo piccolo, se Dio vorrà, potrà contribuire a migliorarla.

    6. La donna musulmana deve subire l’ infibulazione.

    Falso. Questa pratica barbara e crudele, proviene da usanze tribali risalenti addirittura all’ epoca faraonica, che assolutamente non ha niente a che fare con l’ Islam, infatti non viene citata né dal Corano, né dalle raccolte di detti e fatti del Profeta Mohammed (p.b.s.l.). E’ vero che in molti paesi islamici viene tuttora praticata, ma soltanto per tradizione, ed anche in questi stati sta cadendo in disuso, perchè vi è una grande mobilitazione anche da parte dei musulmani e delle musulmane stesse che lavorano per abolire questa pratica una volta per tutte.

    7. La donna musulmana non è libera di scegliere con chi e se sposarsi.

    Falso. Anche in questo caso, vi è un hadit del Profeta Mohammed (pbsl) che dice: “non sposate una vergine senza il suo consenso…”. Perciò, i matrimoni imposti non hanno nulla a che fare con l’ Islam. Anzi, se ciò capita (del resto, anche nel mondo non islamico possono, purtroppo, accadere queste cose), la donna per legge può ottenerne l’ annullamento.

    Aisha.

    http://sistersinblog.splinder.com/

  5. #5
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    Le fonti

    L' Islam è avversato essendo una POLITICA che si crede di essere una RELIGIONE.

    Ovvero: l'aspetto politico gli è essenziale per poter essere tale. Ciò non è rilevabile in altre religioni, meno che mai in quella Cristiana. Quali mezzi ha adottato l'Islam per il raggiungimento del proprio scopo? La storia docet! Islam non vuol dire PACE ma SOTTOMISSIONE. Questo è l'etimo corretto del termine e non quello spacciato da quella ecumenica vulgata oggi di moda in certi ambienti. La radicale SLM semitica non accomuna il semantema a termini quali: salam e shalom. Oggi, dati i venti di fronda che soffiano, si comprende come molti musulmani sentano il bisogno di scrollarsi di dosso l'accusa di violenza intrinseca al dettato proprio del loro messaggio. Nel far questo ( e T. Ramadan ne è il testimonial più noto ) ci fanno assistere ai più istrionici funambolismi argomentativi; l'impresentabile è poi risolto nel nascondimento ambiguo della divagazione, non disdegnando poi di far generoso uso di quella faciloneria che tanto deprecano quando usata contro di loro. Esempio: l' inserimento della Bibbia tra le fonti di altre religioni attestanti un portato di violenza. Ciò può essere calzante in riferimento al solo testo masoretico e alla mera trasmissione e lettura ebraica del testo ma, per la teologia cristiana che ricapitola l' Antico Testamento nel Nuovo, ciò non è più verosimile. E' il Nuovo Testamento che illumina l ' Antico nella verità cristologica. Il Cristianesimo, quando in passato, è stato coartato a difendersi dall' agressione islamica ha dovuto ricorrere all' Antico Patto e ad esso fermarsi nell' interpretazione giustificante, non trovando nel Nuovo Patto alcun elemento scritturistico atto a legittimare il ricorso armato contro l' agressione subita.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Gatto Koboldo Visualizza Messaggio
    L' Islam è avversato essendo una POLITICA che si crede di essere una RELIGIONE.
    Anche il Vaticano,allora. No?
    E il Papa conta in Italia molto più di qualsiasi imam..

    Esistono vari tipi di Islam politico,se vi decidete a leggere l'articolo,o pensate di avere la verità in tasca solo perchè avete letto la trilogia dell'odio di Oriana Fallaci?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da goodbye_cat Visualizza Messaggio
    Anche il Vaticano,allora. No?
    E il Papa conta in Italia molto più di qualsiasi imam..

    Esistono vari tipi di Islam politico,se vi decidete a leggere l'articolo,o pensate di avere la verità in tasca solo perchè avete letto la trilogia dell'odio di Oriana Fallaci?

    Bravo! Esatto! In Italia! E solo in Italia! Hai controbattuto polemicamente svelando da te medesimo il LIMITE dell' obiezzione rivolta.

    Non si astrae dal problema storicistico dell' Islam politico e delle diverse concretizzazioni particolari che ha assunto. Si argomenta sui fondamenti teologici e questo anche in assenza di una autorità dottrinale centrale dell' Islam, cosa quest' ultima carica di ambiguità per ogni confronto.

    La trilogia della Fallaci è quì tirata in causa con lo stesso animus con il quale Ella si è abbandonata ad eccessi verbali.

  8. #8
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    Predefinito hai domandato a gli Indiane che cosa ne pensono ?

    ?
    Cuello testo e in ITALIANO cuelo che posso leggerere in franches, Spangnolo o Inglese....
    ?
    Parole che sono UN SISTEMA IN SE.
    ?
    Vede cuesta e lamio mano dretta ..... puo essere una menacia.
    ?
    Ora vedette la mano dretta e nella mia tasca .... sono pacifico.
    ?
    Si ma che cosa hai nella tu tasca ?
    ?
    Gli vangeli non parlano di comettere genocidi sul la lbase de la religione ....
    O si voi lo sapete sete pui forte del santo padre.
    ?
    Il bagah gita non chiama ne meno a uccidere gli gente .
    ?
    Doamandate a gli indiani che ne pensono degli mahometanni.
    ?
    Domandate a gli Spagnole chene pensono del geneocifdo de 3 milioni di Spagnole .
    ???????? Signore : ????? Il vostro testo fa SPUZZA . ?????
    in Italiano : fa puza, me pare ;o(

    ??????? cacalupo in cacalupo. ??????
    Non dimenticate LEPANTO.


    Citazione Originariamente Scritto da goodbye_cat Visualizza Messaggio
    L’islam è una minaccia?


    L’islam è una religione pericolosa, una minaccia in se stessa?
    E’ prassi comune chiedere risposte non tanto ai musulmani , ma ad esperti esterni alla religione islamica…
    Ci sono nel Corano dei passaggi violenti e quindi la religione islamica è violenta?
    Dimentichiamo che passi dello stesso tipo si trovano anche nella Bibbia e negli altri testi religiosi, come la Baghav-Gita che comincia con la guerra…

    La prima cosa che mi sembra fondamentale chiarire è l’inconsistenza di quell’affermazione, molto diffusa, caricaturale, che consiste nell’essenzializzazione dell’islam, cioè l’islam è uno, è questo, intrinsecamente questo, e quindi i musulmani che hanno punti di vista diversi non rappresenterebbero la vera natura dell’islam, non ci sarebbe possibilità per i musulmani di una diversità di posizioni, come nelle altre religioni, giudaismo, cristianesimo, buddismo…
    Sì, certo l’islam è fondato su due testi fondamentali, il Corano e la tradizione del Profeta, pace e benedizione su di lui, ma fin dalle origini ci sono due testi fondanti e ci sono molteplici letture e interpretazioni, non ci sono nel mondo dell’islam solo i moderati che appaiono tanto simpatici e i fondamentalisti che sono tanto detestati… Se facessimo lo stesso discorso verso il cristianesimo dicendo che ci sono solo i moderati e i fondamentalisti, saremmo lontani dalla verità, ci sono molteplici movimenti, diverse nuances… diversi atteggiamenti anche verso l’islam, il discorso che vede nell’islam una minaccia è ultraminoritario nel mondo cristiano… Nell’islam è la stessa cosa, ci sono coloro che sono più letteralisti, e poi i razionalisti, i riformisti, i tradizionalisti, i mistici, e infine coloro che hanno una lettura strettamente politica, ci sono almeno sei tipi di letture differenti, non solo due…
    A queste letture diverse, presenti nei Paesi europei, si deve poi sommare le diversità culturali dei paesi di origine…
    Quindi prima di tutto bisogna evitare l’essenzializzazione, ed evidenziare la molteplicità e diversità delle letture.

    Poi, dobbiamo dire che se è vero che esistono correnti radicalizzate, queste sono decisamente minoritarie,
    e c’è invece il discorso di un certo un numero di esperti, ideologi o appartenenti ad alcune correnti religiose, i quali sostengono che anche se sono minoritarie, comunque appartengono alla natura dell’islam, sono da esso partorite, ad esso intrinseche, l’islam ne è la sorgente… Questa conclusione è scientificamente inesatta, sarebbe come dire: tutti i violentatori sono uomini, quindi tutti gli uomini sono violentatori… E’ scientificamente falso ed è ciò che facciamo verso l’islam… Si passa da una minoranza reale al dire che tutti sono potenzialmente pericolosi…
    Infine è importante avere il giusto approccio dato la complessità del problema: ci sono discorsi animati da prudenza scientifica altri da generalizzazione ideologica, ci vuole la prima, non si gioca ad individuare un nemico, ma a capire una realtà composita, e le conseguenze di una indebita generalizzazione sono gravi.

    Come esprimere la questione della minaccia?

    Nella vita quotidiana il termine minaccia è polisemico, ha diversi significati... Ci sono diversi livelli di percezione della minaccia che non si riducono alla paura del terrorismo…

    Una prima minaccia appare nella lettura della scena internazionale, a causa dei numerosi conflitti presenti ancora prima dell’11 settembre. Ad esempio in Palestina, nel conflitto israelo-palestinese, nel 1994 iniziano gli attentati suicidi, cambia il metodo di resistenza… ma non è l’unico elemento. Ci sono numerose crisi nella scena internazionale che hanno polarizzato la potenziale radicalizzazione, tra cui l’affare Rushdi, in cui c’è una radicalità che si esprime, un clash, il conflitto di interpretazione tra libertà di espressione occidentale e la resistenza alla blasfemia... Sulla scena internazionale ci sono da diversi anni diversi conflitti violenti, quello Iran- Iraq, il problema dell’Afganistan, che non comincia nel 2001, si parla dei talebani molto prima…

    La seconda percezione della minaccia è più locale: nella vita quotidiana con i concittadini europei c’è, da parte loro, la percezione di una minaccia, dovuta prima di tutto alla nuova visibilità dei musulmani, data dal colore della pelle, il modo di vestire, i luoghi di culto che sorgono, con le crisi e le polemiche che nascono dalla loro presenza, come quella del foulard in Francia, sui minareti in Svizzera, tutto questo è legato alla loro visibilità… Sentirsi minacciati da una presenza diversa, sentimento comune alla realtà di ogni popolo coinvolto in un fenomeno migratorio, paura di perdere la propria identità culturale, la questione dell’identità è seria…Cosa stiamo diventando? Potremo continuare ad essere ciò che siamo? Primo elemento della minaccia locale è quindi la nuova composizione sociale. Inoltre, tutte le previsioni statistiche ci dicono che il processo di immigrazione in Europa non si può arrestare, chi dice di chiudere le frontiere fa un discorso di opportunità politica, che sfrutta le paure delle persone, in realtà l’Europa ha bisogno di immigrati, nei prossimi venti anni è prevista una necessità dagli 11 ai 20 milioni di lavoratori… Se il discorso politico vuole chiudere le frontiere, la realtà economica le apre… Ci sono bisogni economici a cui far fronte, perché la nostra cultura sopravviva…
    La peggior cosa che ci può accadere sul piano politico, non è l’emergere dei partiti di estrema destra, ma la normalizzazione del loro discorso, il partito è sostenuto da pochi, ma le loro tesi sono sostenute da molti…. Sono state prese delle citazioni del Front National e del British N. P., partito di estrema destra inglese, e sottoposte al giudizio delle persone senza citarne la fonte. Esse hanno ricevuto un alto tasso di approvazione circa il 68% degli inglesi, il 72% dei francesi, ma quando sono state poste le stesse questioni dichiarando il partito, la percentuale è scesa precipitosamente, solo il 22% dei francesi si è espresso a favore…
    C’è un discorso politico che afferma: la minaccia è l’islam, il minareto è l’espressione dell’arroganza dei musulmani…. le moschee sono la colonizzazione del Paese, la moschea è una terra conquistata… Invece per me, che sono nato in Svizzera, una moschea è essere a casa mia, sono svizzero, non è aver conquistato il paese, ma di vivere chez-moi… A meno che io non mi possa mai considerare a casa mia, nato in Svizzera… dopo 43 anni vissuti in Svizzera, un partito svizzero ha suggerito… “si deve ritirargli la nazionalità”…
    La terza minaccia è il terrorismo, la radicalizzazione, la violenza, l’islam politico radicale… No, l’appartenenza all’islam come musulmano praticante non equivale a quella dell’islam come progetto politico, non è la stessa cosa… voler ridurre l’islam all’islamismo, dicendo è tutto la stessa cosa è un’operazione riduttiva e ideologica…
    Un esempio in Egitto, nel 1950 ci fu un dibattito teologico nelle carceri, tra chi disse che “noi siamo tutti musulmani e chi sostiene Nasser è un kuffar”, infedele, e si può uccidere, e chi invece sosteneva che no, “siamo tutti musulmani, ma noi siamo anche islamisti “islami’un”, con un progetto politico e sociale, essi stessi fecero la differenza, e nelle prigioni egiziane non pregavano insieme… C’è dunque una differenza fondamentale tra islam e islamismo.
    Dire che c’è un islam politico, però ancora non basta, perché ci sono diversi tipi di islam politico.
    Come nel cristianesimo ci sono diversi modi di rapportarsi tra cristiani e politica, così è nell’islam… Ci sono cristiani della teologia della liberazione dell’America del Sud, che sono completamente diversi da Lèfevre o dai cristiani del partito democratico, per i musulmani è la stessa cosa…
    Allora:
    ·Per sconfiggere il terrorismo e il radicalismo, bisogna comprendere che è molto importante ciò che avviene sul piano della politica internazionale
    Tony Blair disse che il 7 luglio 2005, in cui avvennero gli attentati di Londra, non c’entra con la situazione in Iraq, sul piano etico ha ragione gli attentati non si possono giustificare, non possiamo giustificare l’uccisione dei londinesi con ciò che succede in Iraq, ma sul piano politico ha torto, gli attentati londinesi hanno una relazione con la guerra dell’Iraq, ciò è affermato anche da coloro che ne sono coinvolti. Finché non ci saranno posizioni chiare sulla politica internazionale come verso Iraq e Palestina, è aperto uno spazio che nutre il terrorismo… non è la sola ragione, ma è una delle componenti.
    ·C’è bisogno poi di vere politiche sociali che esprimano l’accettazione dei cittadini europei e musulmani, che esprimano la coscienza che è possibile essere musulmani ed europei in accordo con le leggi e le costituzioni. Ci sono milioni di cittadini musulmani che non hanno nessun problema con la legge, con la secolarizzazione, con la laicità, le statistiche lo dicono chiaramente… Non si deve confondere una parte minoritaria conflittuale col tutto.
    ·La relazione tra radicalizzazione e integrazione è falsa sociologicamente e scientificamente … Abbiamo fatto uno studio nella taskforce in Inghilterra, sulla radicalizzazione ed estremismo … Uno degli implicati negli attentati era perfettamente integrato, sposato con una bambino, alti voti a scuola, bac, università, lavoro, e pure occidentalizzati nel comportamenti, non si incontravano nelle moschee, nessun rendez-vous alla moschea è stato accertato… incontri alla periferia della comunità. Integrati intellettualmente culturalmente, socialmente, ma sono caduti nel radicalismo… Perciò non si può passare semplicemente da problemi sociali a radicalismo…
    Però esiste realmente “una zona grigia” da trattare, costituita gente afflitta da problemi sociali, bisogna cercare di risolvere i problemi sociali, perché possono portare alla radicalità …
    ·Infine c’è un discorso propriamente musulmano, discorso circa una radicalità che non è fondata sui problemi sociali, i musulmani debbono riconoscerla come tale, con coraggio, denunciando che non appartiene allo spirito dell’islam e condannarla chiaramente.


    Riassunto della conferenza tenuta da Tariq Ramadan, a Genève le 24 mai 2007. La versione audio integrale,in lingua francese è possibile ascoltarla a:
    http://www.tariqramadan.com/IMG/mp3/...isse240507.mp3

    http://www.islam-online.it/

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da goodbye_cat Visualizza Messaggio
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    L'Islam non è una minaccia, è un mondo variegato, una religione, come tale non può essere messa fuorilegge in quanto la Costituzione garantisce libertà di culto. Quando avrete abrogato la Costituzione instaurato una dittatura con Silvio nuovo 'duce' (oppure quando Bossi e i 4 pensionati che gli vanno appresso avranno "liberato la Padania") allora la metterete fuorilegge...
    Andare a volto coperto in italia è fuorilegge
    Considerare la donna un essere inferiore è fuorilegge (L’Islam insegna che gli uomini sono superiori alle donne - Sura 2:228)
    L'islam permette la poligamia che in italia è fuorilegge (
    "Sposate allora di fra le donne che vi piacciono, due, tre o quattro…" - Sura 4)

    ... potrei continuare all'infinito ... ti basta ?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da goodbye_cat Visualizza Messaggio
    Sette equivoci sulla donna e l' Islam.
    Tu mi posti dando tuoi pareri ... io ti cito invece il corano !!

    1. La donna è sottomessa all’ uomo.

    VERO:
    L’Islam insegna che gli uomini sono superiori alle donne (Sura 2:228)
    L’Islam insegna inoltre che le donne hanno la metà dei diritti degli uomini:

    * nelle testimonianze pubbliche (Sura 2:282)
    * nell’eredità (Sura 4:11)

    L’Islam insegna che una moglie è passibile di punizione da parte di suo marito, picchiare una moglie o astenersi dall’avere rapporti sessuali con lei è permesso: "Quanto a quelle di cui temete atti di disobbedienza, ammonitele, poi lasciatele sole nei loro letti, poi battetele…" (Sura 44).

    2. Alla donna non è permesso uscire.

    L’Islam istruisce le donne perché si velino sempre quando sono fuori delle loro case: "E dì alle credenti che…si coprano i seni d’un velo e non mostrino le loro parti più belle." (Sura 241).

    3. Il velo e l’ abbigliamento islamico non sono obbligatori.

    L’Islam istruisce le donne perché si velino sempre quando sono fuori delle loro case: "E dì alle credenti che…si coprano i seni d’un velo e non mostrino le loro parti più belle." (Sura 241).

    4. Il velo e l’ abbigliamento islamico possono essere imposti alla donna dalla propria famiglia o dal proprio marito.

    VERO
    L’Islam istruisce le donne perché si velino sempre quando sono fuori delle loro case: "E dì alle credenti che…si coprano i seni d’un velo e non mostrino le loro parti più belle." (Sura 241).

    5. La donna è un individuo di serie “b” rispetto all’ uomo.

    Maometto insegna che le donne sono mancanti in intelligenza e religione: "Io non ho mai visto qualcuno più deficiente in intelligenza e religione delle donne." (Al Bukhari vol. 241).
    Maometto insegna anche che le donne sono di cattivo auspicio: "Vi è cattivo auspicio nelle donne, nella casa e nel cavallo." (Al Bukhari vol. 70).
    Maometto insegna infine che le donne sono dannose per gli uomini: "Dopo di me non lascio alcuna afflizione che sia più nociva agli uomini delle donne." (Al Bukhari vol. 73).
    L’Islam considera la moglie come un oggetto sessuale: "Le vostre donne sono come un campo per voi, venite dunque al vostro campo a vostro piacere." (Sura 2:223).

    6. La donna musulmana deve subire l’ infibulazione.

    VERO
    In molti paesi islamici è un dovere !!

    7. La donna musulmana non è libera di scegliere con chi e se sposarsi.

    Un uomo può divorziare da sua moglie per mezzo di una dichiarazione pubblica, mentre la moglie non possiede tale diritto: "Il ripudio v’è concesso due volte." (Sura 2:229).
    L’Islam considera la moglie come un possesso: "Fu reso adorno agli occhi degli uomini l’amor dei piaceri, come le donne, i figli, e le misure ben piene d’oro e d’argento, e i cavalli…" (Sura 3:14).

    Alessandro

    http://sistersinblog.splinder.com/[/quote]

 

 
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