L’islam è una religione pericolosa, una minaccia in se stessa?
E’ prassi comune chiedere risposte non tanto ai musulmani , ma ad esperti esterni alla religione islamica…
Ci sono nel Corano dei passaggi violenti e quindi la religione islamica è violenta?
Dimentichiamo che passi dello stesso tipo si trovano anche nella Bibbia e negli altri testi religiosi, come la Baghav-Gita che comincia con la guerra…
La prima cosa che mi sembra fondamentale chiarire è l’inconsistenza di quell’affermazione, molto diffusa, caricaturale,
che consiste nell’essenzializzazione dell’islam, cioè l’islam è uno, è questo, intrinsecamente questo, e quindi i musulmani che hanno punti di vista diversi non rappresenterebbero la vera natura dell’islam,
non ci sarebbe possibilità per i musulmani di una diversità di posizioni, come nelle altre religioni, giudaismo, cristianesimo, buddismo…
Sì, certo l’islam è fondato su due testi fondamentali, il Corano e la tradizione del Profeta, pace e benedizione su di lui, ma fin dalle origini ci sono due testi fondanti e ci sono molteplici letture e interpretazioni,
non ci sono nel mondo dell’islam solo i moderati che appaiono tanto simpatici e i fondamentalisti che sono tanto detestati… Se facessimo lo stesso discorso verso il cristianesimo dicendo che ci sono solo i moderati e i fondamentalisti, saremmo lontani dalla verità, ci sono molteplici movimenti, diverse nuances… diversi atteggiamenti anche verso l’islam, il discorso che vede nell’islam una minaccia è ultraminoritario nel mondo cristiano… Nell’islam è la stessa cosa, ci sono coloro che sono più letteralisti, e poi i razionalisti, i riformisti, i tradizionalisti, i mistici, e infine coloro che hanno una lettura strettamente politica,
ci sono almeno sei tipi di letture differenti, non solo due…
A queste letture diverse, presenti nei Paesi europei, si deve poi sommare le diversità culturali dei paesi di origine…
Quindi prima di tutto bisogna evitare l’essenzializzazione, ed evidenziare la molteplicità e diversità delle letture.
Poi, dobbiamo dire che se è vero che esistono correnti radicalizzate, queste sono decisamente minoritarie,
e
c’è invece il discorso di un certo un numero di esperti, ideologi o appartenenti ad alcune correnti religiose, i quali sostengono che anche se sono minoritarie, comunque appartengono alla natura dell’islam, sono da esso partorite, ad esso intrinseche, l’islam ne è la sorgente… Questa conclusione è scientificamente inesatta, sarebbe come dire: tutti i violentatori sono uomini, quindi tutti gli uomini sono violentatori… E’ scientificamente falso ed è ciò che facciamo verso l’islam… Si passa da una minoranza reale al dire che tutti sono potenzialmente pericolosi…
Infine è importante avere il giusto approccio dato la complessità del problema: ci sono discorsi animati da
prudenza scientifica altri da generalizzazione ideologica, ci vuole la prima, non si gioca ad individuare un nemico, ma a capire una realtà composita, e le conseguenze di una indebita generalizzazione sono gravi.
Come esprimere la questione della minaccia?
Nella vita quotidiana il termine minaccia è polisemico, ha diversi significati... Ci sono diversi livelli di percezione della minaccia che non si riducono alla paura del terrorismo…
Una prima minaccia appare nella lettura della scena internazionale, a causa dei numerosi conflitti presenti ancora prima dell’11 settembre. Ad esempio in Palestina, nel conflitto israelo-palestinese, nel 1994 iniziano gli attentati suicidi, cambia il metodo di resistenza… ma non è l’unico elemento. Ci sono numerose crisi nella scena internazionale che hanno polarizzato la potenziale radicalizzazione, tra cui l’affare Rushdi, in cui c’è una radicalità che si esprime, un clash, il conflitto di interpretazione tra libertà di espressione occidentale e la resistenza alla blasfemia... Sulla scena internazionale ci sono da diversi anni diversi conflitti violenti, quello Iran- Iraq, il problema dell’Afganistan, che non comincia nel 2001, si parla dei talebani molto prima…
La seconda percezione della minaccia è più locale: nella vita quotidiana con i concittadini europei c’è, da parte loro, la percezione di una minaccia, dovuta prima di tutto alla
nuova visibilità dei musulmani, data dal colore della pelle, il modo di vestire, i luoghi di culto che sorgono, con le crisi e le polemiche che nascono dalla loro presenza, come quella del foulard in Francia, sui minareti in Svizzera, tutto questo è legato alla loro visibilità…
Sentirsi minacciati da una presenza diversa, sentimento comune alla realtà di ogni popolo coinvolto in un fenomeno migratorio, paura di perdere la propria identità culturale, la questione dell’identità è seria…Cosa stiamo diventando? Potremo continuare ad essere ciò che siamo? Primo elemento della minaccia locale è quindi la nuova composizione sociale. Inoltre, tutte le previsioni statistiche ci dicono che il processo di immigrazione in Europa non si può arrestare, chi dice di chiudere le frontiere fa un discorso di opportunità politica, che sfrutta le paure delle persone, in realtà l’Europa ha bisogno di immigrati, nei prossimi venti anni è prevista una necessità dagli 11 ai 20 milioni di lavoratori… Se il discorso politico vuole chiudere le frontiere, la realtà economica le apre… Ci sono bisogni economici a cui far fronte, perché la nostra cultura sopravviva…
La peggior cosa che ci può accadere sul piano politico, non è l’emergere dei partiti di estrema destra, ma la normalizzazione del loro discorso, il partito è sostenuto da pochi, ma le loro tesi sono sostenute da molti…. Sono state prese delle citazioni del Front National e del British N. P., partito di estrema destra inglese, e sottoposte al giudizio delle persone senza citarne la fonte. Esse hanno ricevuto un alto tasso di approvazione circa il 68% degli inglesi, il 72% dei francesi, ma quando sono state poste le stesse questioni dichiarando il partito, la percentuale è scesa precipitosamente, solo il 22% dei francesi si è espresso a favore…
C’è un discorso politico che afferma:
la minaccia è l’islam, il minareto è l’espressione dell’arroganza dei musulmani…. le moschee sono la colonizzazione del Paese, la moschea è una terra conquistata… Invece per me, che sono nato in Svizzera, una moschea è essere a casa mia, sono svizzero, non è aver conquistato il paese, ma di vivere
chez-moi… A meno che io non mi possa mai considerare a casa mia, nato in Svizzera… dopo 43 anni vissuti in Svizzera, un partito svizzero ha suggerito…
“si deve ritirargli la nazionalità”…
La terza minaccia è il terrorismo, la radicalizzazione, la violenza, l’islam politico radicale… No, l’appartenenza all’islam come musulmano praticante non equivale a quella dell’islam come progetto politico, non è la stessa cosa…
voler ridurre l’islam all’islamismo, dicendo è tutto la stessa cosa è un’operazione riduttiva e ideologica…
Un esempio in Egitto, nel 1950 ci fu un dibattito teologico nelle carceri, tra chi disse che “noi siamo tutti musulmani e chi sostiene Nasser è un kuffar”, infedele, e si può uccidere, e chi invece sosteneva che no, “siamo tutti musulmani, ma noi siamo anche islamisti “
islami’un”, con un progetto politico e sociale, essi stessi fecero la differenza, e nelle prigioni egiziane non pregavano insieme… C’è dunque una differenza fondamentale tra islam e islamismo.
Dire che c’è un islam politico, però ancora non basta, perché ci sono diversi tipi di islam politico.
Come nel cristianesimo ci sono diversi modi di rapportarsi tra cristiani e politica, così è nell’islam… Ci sono cristiani della teologia della liberazione dell’America del Sud, che sono completamente diversi da Lèfevre o dai cristiani del partito democratico, per i musulmani è la stessa cosa…
Allora:
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Per sconfiggere il terrorismo e il radicalismo, bisogna comprendere che è molto importante ciò che avviene sul piano della politica internazionale…
Tony Blair disse che il 7 luglio 2005, in cui avvennero gli attentati di Londra, non c’entra con la situazione in Iraq,
sul piano etico ha ragione gli attentati non si possono giustificare, non possiamo giustificare l’uccisione dei londinesi con ciò che succede in Iraq, ma sul piano politico ha torto, gli attentati londinesi hanno una relazione con la guerra dell’Iraq, ciò è affermato anche da coloro che ne sono coinvolti. Finché non ci saranno posizioni chiare sulla politica internazionale come verso Iraq e Palestina, è
aperto uno spazio che nutre il terrorismo… non è la sola ragione, ma è una delle componenti.
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C’è bisogno poi di vere politiche sociali che esprimano l’accettazione dei cittadini europei e musulmani, che esprimano la coscienza che è possibile essere musulmani ed europei in accordo con le leggi e le costituzioni. Ci sono milioni di cittadini musulmani che non hanno nessun problema con la legge, con la secolarizzazione, con la laicità, le statistiche lo dicono chiaramente… Non si deve confondere una parte minoritaria conflittuale col tutto.
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La relazione tra radicalizzazione e integrazione è falsa sociologicamente e scientificamente … Abbiamo fatto uno studio nella
taskforce in Inghilterra, sulla radicalizzazione ed estremismo … Uno degli implicati negli attentati era perfettamente integrato, sposato con una bambino, alti voti a scuola, bac, università, lavoro, e pure occidentalizzati nel comportamenti, non si incontravano nelle moschee, nessun rendez-vous alla moschea è stato accertato… incontri alla periferia della comunità. Integrati intellettualmente culturalmente, socialmente, ma sono caduti nel radicalismo… Perciò
non si può passare semplicemente da problemi sociali a radicalismo…
Però esiste realmente “una zona grigia” da trattare, costituita gente afflitta da problemi sociali, bisogna cercare di risolvere i problemi sociali, perché possono portare alla radicalità …
·Infine c’è un discorso propriamente musulmano, discorso circa una radicalità che non è fondata sui problemi sociali, i musulmani debbono riconoscerla come tale, con coraggio, denunciando che non appartiene allo spirito dell’islam e condannarla chiaramente.
Riassunto della conferenza tenuta da Tariq Ramadan, a Genève le 24 mai 2007. La versione audio integrale,in lingua francese è possibile ascoltarla a:
http://www.tariqramadan.com/IMG/mp3/...isse240507.mp3
http://www.islam-online.it/