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Carissimi,
è Legge Islamica espressa da tutte e quattro le Scuole Giuridiche del Mondo islamico:
la hanafiya
la malikiya
la shafi’iya
la hanbaliya.
Tratto dal “Manuale Islam-La Dottrina della Fede e del Diritto del Musulmano”, Edizione tedesca di Ahmad A. Reidegeld, Verlag Spohr, titolo in tedesco: “Handbuch Islam - Die Glaubens- und Rechts- Lehere der Muslime”
Cap. II, Voraussetzung für eine Hehe. (Presupposto per un matrimonio), § 14, pag. 772.
“Die Ehe mit nichtmuslimischen Frauen und die rechtlichen Grundlage dazu”
“Il matrimonio con donne non mussulmane e il conseguente fondamento giuridico”.
“In riferimento a coloro che desiderano il matrimonio un Punto molto importante: la domanda delle rispettive religioni. Questo Punto è spesso causa di accese discussioni fra Musulmani e Nonmusulmani e per questo deve essere presentato con precisione. Il Punto è il seguente: L’Uomo deve essere Musulmano, la Donna invece può essere Musulmana, Cristiana o Ebrea.
Ciò significa che un Uomo per il Diritto islamico, di fatto ha la possibilità di scelta tra Musulmane, Cristiane ed Ebree, la Donna al contrario può sposare solo un Musulmano.
Il motivo è il seguente:
e precisamente il compito dell’Uomo in una specie di Wilaya. In questo contesto Wilaya significa che la Donna si trova sotto la Protezione (la Difesa) dell’Uomo e ciò è il suo Diritto e Dovere (dell’Uomo!).
L’Uomo quindi deve difendere e proteggere (della Donna) la sua Vita, la sua proprietà personale, il suo Onore, la sua Religione e la sua possibilità di praticarla e proteggerla in generale da danni di tipo fisico e psichico (spirituali, geistiger Art).
Sui Diritti di difesa della Donna appartengono anche il Diritto alla pratica ed al rispetto della sua Religione. Il Musulmano accetta (e ciò è molto di più che tollerare) il Diritto all’Esistenza del Cristianesimo, e dell’Ebraismo quale Religione ed inoltre attraverso il Corano ha il dovere di considerare Gesù e Mosè quali Profeti.
Ciò significa che l’Uomo musulmano attraverso l’Islam, la sua Religione, ha il dovere di (einzuräumen) concedere nel loro reciproco matrimonio un posto - viceversa ciò non vale in modo alcuno: Dal punto di vista cristiano Muhammad (S.a.s.) non viene (e non può) essere accettato come Profeta, e non c’è in nessun Diritto Ecclesiastico e nemmeno in una visione generale dal punto di vista cristiano che in un matrimonio fra un Cristiano ed una Musulmana quest’ultima abbia il Diritto di veder rispettata la Religione dell’Islam.
Nel Corano in diversi punti viene chiaramente detto che non è stato dato al non musulmano alcun diritto di Wilaya sopra i Musulmani, e che a loro non può essere concessa. In questo Senso fu esplicitamente confermato anche dal Profeta Muhammad (S.a.s.) che un matrimonio tra un Uomo non musulmano ed una musulmana non è concesso e dal punto di vista islamico impossibile.
Poiché il Profeta Muhammad (S.a.s.) di fatto, sia da un cristiano praticante così come da un ebreo praticante non viene riconosciuto quale Profeta e questo nel quadro di ambedue le religioni non viene nemmeno preteso è anche dal punto di vista del Diritto Matrimoniale Islamico inammissibile e irresponsabile di dare una Musulmana sotto la protezione (tutela) religiosa o Wilaya di un non musulmano. Questo è il motivo del divieto di un matrimonio fra un non musulmano ed una musulmana, un Divieto che chiaramente non fu mai ritirato e mai lo sarà”.
Questi caro Stuart sono le VERE cause del divieto che chiunque che ha apprezzato ad esempio il Diritto Antico Romano (quello della Repubblica) può facilmente comprendere.
Poiché nemmeno il Diritto islamico viene riconosciuto essendo religioso e non ateo-laicista come quello Occidentale (che non riconoscerebbe nemmeno il Diritto dell’Antica Repubblica Romana) esiste, per questo fatto uno stato di perenne conflittualità, poiché ogni accordo è di fatto sabotato.
L’Occidente, come sempre, viaggia diritto verso un conflitto di “weltanschauung” ma in fondo, per l’Occidente, dalla scoperta dell’America in poi si è trattato solo e solamente di dominio sull’intero pianeta, interpretando così a suo modo un canone cristiano che autorizza quest’ultimi (i cristiani) a capovolgere completamente la vita altrui, con il divieto persino di essere liberi di vestirsi come si vuole, vedi ad esempio la laica Turchia di Atatürk.
Cordiali saluti Harun Abdel Nur
Quindi, se una donna non porta il velo, può essere lecitamente molestata....
Quindi, se non molesto una donna senza velo, cado in "evidente errore"... Meglio cadere in "evidente errore", che essere molestatori, anche se così non farò di certo felice il muftì d'Australia: http://www.theaustralian.news.com.au...37-601,00.htmlChi fa un’ affermazione che dice l’ opposto di ciò che è riportato nel Corano, è in evidente errore.
Io ritengo che l'islam non sia una minaccia, per come ce lo vogliono far vedere i burattinai del mondialismo, però esso va analizzato e valutato sotto il profilo identitario e culturale e nel contesto della storia dei popoli europei, e del ruolo di alcune nazioni (Serbia, Grecia, etc) come "trincea" difensiva contro l'espansione ottomana.


E dove starebbe scritto?![]()
Il mufti ha assolutamente ragione, se le donne si vestono in maniera provocante solo per tenere in pugno gli uomini bisogna capire che la colpa non è degli uomini, ma delle donne scostumate, non c'è niente di strano, il buon costume c'era anche da noi, qualche tempo fa...Quindi, se non molesto una donna senza velo, cado in "evidente errore"... Meglio cadere in "evidente errore", che essere molestatori, anche se così non farò di certo felice il muftì d'Australia: http://www.theaustralian.news.com.au...37-601,00.html


Ma oggi non si può ragionare come in passato, perché siamo già sotto l'occupazione americana e sottomessi all'american way of life, non vedo perché rimproverare ai musulmani il fatto di volere conservare le proprie tradizioni (per non parlare degli italiani che hanno abbacciato l'Islam, che gli fai?), se mai il problema dovrebbe essere l'immigrazione selvaggia, che non è certo solamente "islamica"..
L'avevi scritto tu stesso...
Questa frase vuol dire che il velo deve essere portato dalle donne affinchè possano essere riconosciute (come musulmane), e che non possano essere molestate; senza il velo, ogni comportamento, compresa la molestia, è accettato.Scritto in origine da goodbye_cat
“Copritevi dei vostri veli per essere riconosciute e non essere molestate…”.
Quindi, a meno che tu non sia uno di quelli che va a colazione da Ezechiele (per dirla con Voltaire), il significato mi sembra chiaro...
Sono buono, e voglio pensare che tu, non sapendo l'inglese, non abbia letto ciò che c'è scritto:Originariamente Scritto da Goodbye_cat
The sheik then said: "If she was in her room, in her home, in her hijab, no problem would have occurred."
He said women were "weapons" used by "Satan" to control men.
"It is said in the state of zina (adultery), the responsibility falls 90 per cent of the time on the woman. Why? Because she possesses the weapon of enticement (igraa)."
In breve sta parlando di uno stupro avvenuto diversi anni prima a Sydney (in una parte che non ho quotato qua sopra), e dice che, se la donna violentata (da 14 libanesi...) avesse portato l'hijab (qui puoi vedere alcuni esempi di hijab http://www.altavista.com/image/resul...ab&kgs=1&kls=0 ), non sarebbe successo niente.
Ossia, per il muftì, se una donna non porta il velo per non far i capelli, si può tranquillamente violentarla! Inoltre le fa anche una colpa il fatto che non solo non fosse dentro la sua camera, ma che persino.... fosse uscita!
In più, crede che le donne siano "armi di Satana" per controllare gli uomini () e che anche lo stesso adulterio è colpa delle donne, poichè hanno l'igraa!
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L'Islam come religione non può essere considerata una minaccia, è però a mio giudizio una religione estranea allo spirito dell'Europa, non a caso in Europa è stata abbracciata solo da pochi popoli a seguito del'invasione turca, mentre nel sud del mondo si è ampiamente diffusa. La minaccia nasce nel momento in cui vengono a stabilirsi nei paesi europei vaste masse di allogeni di religione musulmana, con tutti i problemi di convivenza che ne conseguono e con il rischio che si diffonda anche nei paesi europei l'islam politico.

