A proposito di Nazioni etniche di cui nessuno parla, consiglio Sette anni in Tibet.
http://www.youtube.com/watch?v=OGaEZDCXaV4
E' il 1939 quando il presuntuoso e arrogante alpinista austriaco Heinrich Harrer (Brad Pitt) parte per conquistare una delle più difficili vette himalayane, affidando la moglie incinta e in lacrime alle cure di un amico di famiglia, Horst. Quando la spedizione si trova in India scoppia però la guerra... Harrer e i suoi compagni di scalata vengono fatti prigionieri dagli inglesi e rimangono a lungo in un campo di prigionia. Qui Harrer riceve una lettera dalla moglie che lo prega di concederle il divorzio e di non cercare più né lei né suo figlio, perché ha intenzione di rifarsi una vita. Per la prima volta Harrer si rende conto dei suoi errori, di cosa ha perso a causa del suo egoismo, ora non gli rimane altro che se stesso. Ma non sa più chi è, né cosa vuole e tanto meno dove andare. Decide allora di unirsi al gruppetto che si prepara a fuggire dal campo. Una volta fuori, sceglie però di procedere da solo... Ma il destino vuole che incontri lungo il cammino il compagno di spedizione Aufschnaiter (David Thewlis) e che prosegua con questi.Dopo un lungo peregrinare, i due esploratori giungono alle porte della città santa, Lhasa. L'ingresso alla città è vietato agli stranieri, ma i due con uno stratagemma riescono ad eludere la sorveglianza e, una volta dentro, ad ottenere il permesso di restare. Durante il soggiorno a Lhasa, Harrer viene ricevuto dal giovane Lama, un incontro questo che cambierà per sempre la sua vita...
Diretto con cura da Annaud, interpretato con passione da Brad Pitt, suggestivo nei paesaggi, preciso nella ricostruzione storica, pregevole nei costumi, Sette Anni In Tibet è un film senza dubbio ambizioso, ma che non si può definire perfettamente riuscito: sebbene sia splendida tutta la parte ambientata a Lhasa e profondamente commovente il rapporto che unisce il giovane Lama allo straniero, il resto del film presenta numerosi punti deboli che potremmo sintetizzare come "lungaggini". Tutta la prima parte della pellicola, ad esempio, a causa della ripetitività delle situazioni, manca della giusta tensione emotiva risultando terribilmente noiosa. Per quel che concerne invece Pitt, possiamo dire che è convincente nell'esprimere lo sviluppo emotivo del personaggio, ma risulta al limite del ridicolo nella parte alpinistica anche a causa di quella barbetta posticcia che lo rende più simile ad uno dei Re Magi anziché al temerario alpinista. Un film, dunque Sette Anni In Tibet, altalenante, ma comunque lodevole, perché contribuisce a tener viva l'attenzione sulla questione tibetana.
http://www.revisioncinema.com/ci_tibet.htm




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l Vento che accarezza l'Erba.