Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 17

Discussione: Partito Sociale

  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Partito Sociale

    www.partitosociale.org


    Il Partito Sociale
    Scritto da Administrator
    Martedì 17 Febbraio 2009 21:48
    Il Partito Sociale è un luogo di approfondimento e di elaborazione sui temi del partito sociale, è una community vicina a Rifondazione Comunista (ma non solo), è uno spazio di riflessione che nasce dal bisogno di indagare i legami esistenti tra le mutazioni del corpo sociale di riferimento della Sinistra e la “forma partito” all’indomani della sconfitta alle elezioni politiche dell’aprile del 2008.

    Il Partito Sociale intende porsi come catalizzatore di iniziative, spinte e riflessioni utili per proseguire questa ricerca. Costruire il partito sociale non significa voler creare un’ulteriore area dentro Rifondazione bensì mettere a valore - comunemente - tutte/i quelle/quegli attiviste/i e militanti di Rifondazione Comunista e non che hanno come punto di riferimento “l’agire sociale” nei paesi, nei quartieri e nelle città.

    Il Partito Sociale intende promuovere un dibattito teso a rendere Rifondazione uno strumento realmente utile per creare l’opposizione sociale alle destre e proseguire nella costruzione del processo di costruzione della sinistra dal basso.

    Il Partito Sociale vuole essere come le scarpe che piacciono a noi: rosse, rotte e calzate da chi ha ancora voglia di cambiare il mondo.

    On the road, again!
    http://www.partitosociale.org/index....d=56&Itemid=64

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Partito Sociale

    L'esempio olandese: il Partito Rosso Pomodoro
    Scritto da Administrator
    Mercoledì 18 Febbraio 2009 07:29
    I protagonisti «Abbiamo costruito un’organizzazione di attivisti, con un forte radicamento
    locale. E lo abbiamo fatto in una delle società più ricche del mondo» Viaggio nella Sp.
    A sinistra la rivelazione politica delle ultime elezioni olandesi. Voti triplicati, iscritti in continuo aumento e tanta voglia di battere i socialdemocratici
    [Luca Tomassini - inviato a Amsterdam]

    L’appuntamento con Hans van Heiningen è alle nove del mattino, nella sua abitazione ad Amsterdam sud. Non lontano si trova una delle principali moschee della città, l’anno scorso al centro di polemiche sfociate nell’espulsione dall’Olanda di un imam. Cinquantaquattro anni, di cui otto passati con la moglie medico nel Nicaragua sandinista, per lungo tempo attivo in quel movimento che a partire dagli anni ‘80 aveva trasformato il centro della sua città in una caledoscopica jungla di case occupate, è stato tra i principali animatori dell’opposizione alla guerra in Irak. Nel 2002 il grande salto: si iscrive al Partito socialista (Sp) per divenire nel giro di tre anni segretario nazionale organizzativo. Una “carriera” folgorante che non è un’eccezione ma la regola in un’organizzazione fondata nel 1972 da un manipolo di maoisti e impostasi nelle elezioni nazionali dello scorso 22 novembre come la vera rivelazione della scena politica olandese, volando dal 6 al 17% dei voti.

    Una rapida occhiata all’appartamento, un caffé e poi in macchina verso Het land van ooit («Il paese di mai»), un parco divertimenti stile fantasy-medievale nel Noord-Brabant, per immergersi nella campagna elettorale in vista del voto regionale dello scorso mercoledì. «E’ proprio da queste parti che nasceva l’Sp - racconta van Heiningen mentre un muro di pioggia si abbatte sul parabrezza -. Le nostre radici sono nei piccoli centri del sud cattolico, da qui è iniziato il nostro assedio alle città». Assedio più che riuscito, e non solo elettoralmente: il numero dei militanti, caso unico in Olanda, è in crescita vertiginosa. E l’anno scorso Jan Marijnissen, presidente e leader indiscusso del partito da più di vent’anni, si è presentato con un mazzo di fiori a casa dell’iscritta numero 50mila, una giovane di origini turche residente ad Amsterdam. Che lo ha ricevuto con i capelli coperti da un velo.

    Van Heiningen spiega che «siamo oramai uno specchio della società olandese, anche per quanto riguarda la presenza degli immigrati: siamo un partito popolare, di attivisti, con un forte radicamento locale. E siamo riusciti a fare tutto questo in una delle società più ricche del mondo, dove il problema non è certo la lotta di classe: meglio denunciare la vergogna che il 10% dei giovani olandesi vive in povertà». Forse è proprio qui quello che è stato definito «il segreto di Oss», dal nome del piccolo centro dove Marijnissen è nato e che ha dato al partito il suoi primi eletti locali nel lontano 1974: nell’approccio pratico, «post-ideologico», nella capacità di dare risposta ai bisogni quotidiani delle persone.

    Lotte per il diritto alla casa, per la difesa dell’ambiente, contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali, fino all’impegno nelle voedselbanken, organismi che raccolgono nei supermercati prodotti destinati al macero per distribuirli ai poveri. E questo con chiunque, dal collettivo di giovani radicali fino all’associazione caritatevole cristiana. «Cosa mi ha più colpito - dice mentre parcheggiamo - quando sono entrato nel partito? L’efficacia. La nostra è una macchina perfettamente adatta a crescere in un periodo di egemonia della destra». Van Heiningen mostra una copia del Volkskrant, secondo quotidiano del paese di tendenza liberalsocialista, dove il noto articolista Henrik-Jan Scoo dichiara il suo voto: «E’ ora che la politica si faccia più umana e sociale, nel giardino di casa come nella capitale. E a volte l’Sp sembra l’unico vero partito politico sopravvissuto: serio, concreto e capace di mobilitare». Ma forse non è tutto qui. In un paese attraversato da una religiosità profonda, che negli anni ‘70 aveva amato l’allora leader socialdemocratico (PvdA) Joop den Uyl e la sua proposta di salari uguali per tutti, i deputati dell’Sp che consegnano l’intero stipendio al partito per riceverne 2.000 euro al mese non possono che suscitare fiducia. Così come l’orgogliosa rivendicazione delle proprie origini operaie di Marijnissen medesimo, l’unico politico di un certo rilievo che non si sia trasferito all’Aia, la capitale.

    E’ uno “stile” raccomandato su un vero e proprio manuale per militanti partorito circa dieci anni fa, e significativamente intitolato «Lokaal Actief», dove molto spazio è dedicato all’esempio che ogni iscritto al partito è chiamato a dare. «Sperimentiamo su noi stessi cosa significa vivere in maniera modesta, come socialisti», spiega van Heiningen mentre ci facciamo largo tra biciclette con rimorchi a forma di pomodoro dai quali viene distribuita zuppa di pomodoro, giovani con pomodori dipinti sul viso distribuiscono spugnette a forma di pomodoro e i più grandi bevono birra appoggiando i loro bicchieri su cartoncini a forma di pomodoro. Poco lontano una piccola folla circonda la Fiat 500 rosso pomodoro usata da Marijnissen in campagna elettorale.

    Inutile dirlo, è il «pomodoro» il simbolo del partito, dal 1994. In quell’anno Marijnissen faceva il suo ingresso in parlamento dopo una aggressiva campagna contro il PvdA di Wim Kok, che avrebbe dato vita alla coalizione “porpora” con i liberali (Vvd) e inaugurato una stagione fatta di diritti civili e liberismo. Lo slogan era «Vota contro, vota Sp», su un manifesto col disegno di un omino nell’atto di lanciare, appunto, un pomodoro contro il palazzo del governo. All’interno del parco c’è di tutto, spettacoli con con fatine per i bambini e concerto stile roaring sixties per i più grandicelli, in attesa dei comizi finali.

    Mikie, 19 anni, pettorina rossa, diploma tecnico e iscritta a una laurea breve, viene da Tilburg, a Sud: «Nell’Sp imparo cos’è la politica. Ho conosciuto tanta gente e ho anche imparato qualcosa su me stessa. E’ importante incontrare persone diverse da te». Ma perché proprio l’Sp? «Sono gli unici che fanno veramente qualcosa per i giovani: centri sociali, attività ricreative, iniziative culturali. E poi la casa». A Ton, studente universitario a Amsterdam, piace «la loro concretezza». Dice di volere una società più umana e solidale e anche lui insiste sul fatto che con l’Sp impara «a conoscere la politica». E Pim Fortuyn, Theo van Ghog e le tensioni esplose dopo l’11 settembre 2001? «E’ vero, c’è un razzismo diffuso. Le persone sono sole, spaventate e per questo si barricano nelle loro case.
    Mentre i politici non fanno altro che indurle ad avere sempre più paura».

    Dopo l’assegnazione di un premio per il miglior manifesto elettorale, è l’ora dei comizi: esordisce il senatore Tiny Cox. Quando grida che presto l’Sp supererà il PvdA gli applausi sono scroscianti, e quando domanda quanti tra i presenti votassero socialdemocratico almeno la metà della sala alza la mano. Tocca a Marijnissen, che salta sul palco afferrando un borsalino e saluta quasi come un giullare: è attento a gettare sul PvdA le responsabilità della mancata formazione di una coalizione di sinistra. Ora la parola d’ordine è «Vota per, vota Sp»: «Oramai il problema non è più se andremo al governo, ma quando». Ancora applausi. L’obiettivo è chiaro e i quattro anni di opposizione probabilmente attendono il partito di Marijnissen serviranno per consolidare l’organizzazione. «Mi sono dato questo tempo per trasformare la quantità in qualità - spiega van Heiningen sulla via del ritorno - e per questo stiamo intensificando gli sforzi per la formazione dei quadri».

    Un argomento caro a Ronald van Raak, 37 anni, senatore prima e oggi deputato alla testa del “dipartimento cultura”. Non si definisce marxista ma ha appena pubblicato «Una vita piena e rossa» dove con altri commenta vari testi della tradizione socialista. Vive a Amsterdam e lo incontriamo nel centralissimo caffé de Balie, a due passi dall’università. «Siamo un partito popolare - ripete anche lui - ma gli intellettuali cominciano a avvicinarsi. Ci sono due problemi, uno legato alla loro età, l’altro che definirei più propriamente di classe. I più anziani sono con noi ma restano legati al PvdA. E poi gli intellettuali sono individualisti, faticano a trovare il loro posto in un partito di militanti. Ma per i giovani il discorso è diverso,si avvicinano a noi e cercano più che un semplice stipendio». Parla del corso “Marx for dummies”, organizzato l’estate scorsa, e ne annuncia uno sulla storia del movimento socialista: «Ma non ci identifichiamo con nessuna corrente di pensiero», precisa. Forse, per capire, bisogna ricordare che in Olanda a parte Spinoza teorici politici di rilievo non sono mai esistiti, ma van Raak suggerisce anche di andare a Rotterdam a vedere una lezione Actievoering, organizzazione di azioni.

    Lì, nella spartana direzione nazionale del partito, attende Leo de Kleijn, consigliere comunale, tessera dal 2002 dopo anni nel Socialist international, una piccola organizzazione di ispirazione trotzkista. Che l’anno scorso è entrata nell’Sp ma è stata subito espulsa: «Sono stati troppo bruschi, si presentavano alle riunioni con le loro bandiere». E’ l’unico caso di provvedimenti disciplinari di cui siamo venuti a conoscenza, in un partito che tuttavia ha conosciuto momenti di intenso dibattito interno. Per esempio quando ha “riconosciuto” la Nato e molti militanti «temevano di vedere l’Sp fare la fine del PvdA». Le lezioni di Actievoering si svolgono in un centro so ciale, dove una ventina di persone seguono Mark, armato di computer e proiettore. Tra le massime sullo schermo: «Nessun diritto di parola senza inchiesta», poi una lunga lista di indicazioni pratiche, centrate sul rapporto con le persone, con i loro bisogni, fino a un rotondo «servire il popolo».

    Alla fine è il momento delle proposte degli “studenti”: i biondi concordano sull’occupare case, gli immigrati e i loro figli sostengono invece iniziative contro la destra razzista. Ipotesi bocciata perché, spiega Mark, «così si scatenano emozioni che impediscono di ragionare, di convincere. Meglio portare quelle persone con noi a prendere possesso di un appartamento».

    per approfondimenti: http://international.sp.nl/(in inglese)
    http://www.sp.nl/(in olandese)

    http://www.partitosociale.org/index....d=57&Itemid=67

  3. #3
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Partito Sociale

    (se possibile, da pinnare)

  4. #4
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Partito Sociale


  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Partito Sociale


  6. #6
    Forumista senior
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    ComunismoE'Libertà
    Messaggi
    3,057
     Likes dati
    0
     Like avuti
    12
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Partito Sociale

    Citazione Originariamente Scritto da MaRcO88 Visualizza Messaggio
    (se possibile, da pinnare)
    per pinnare intendi mettere in rilievo?

  7. #7
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Partito Sociale

    zizi

  8. #8
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Partito Sociale

    Vademecum sul mercatino del libro usato
    materiali - Materiali scuola
    Scritto da amministratore
    Giovedì 02 Aprile 2009 107


    Disponibile per lo scaricamento il primo vademecum di Rifondazione su come costruire localmente un mercatino del libro usato.

    Lo trovate a questo link:
    vademecum

  9. #9
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Partito Sociale

    Come creare una cassa di resistenza
    materiali - Materiali sul mondo del lavoro
    Scritto da amministratore
    Martedì 24 Febbraio 2009 09:29


    In alcune parti d’Italia, nel disastro della crisi , si stanno sviluppando nei luoghi di lavoro alcune forme di resistenza sociale e di mutualismo, fra queste oltre ai GAP (Gruppi di Acquisto Popolare contro il carovita) ci pare interessante lavorare sulla creazione delle casse di resistenza. Come dipartimento Partito Sociale forniamo una traccia di lavoro per cercare di agevolare ulteriormente tali pratiche di autorganizzazione sociale e renderle riproducibili. Ancora una volta il motto prima fare e poi parlare ci pare il miglior modo per far sì che da questa sperimentazione si possa sedimentare quella solidarietà di classe positiva, contro l’impoveriemento generalizzato prodotto dal capitalismo e dalla speculazione. Forniamo oggi la versione 0.0 del manuale per come attivare una cassa di resistenza, perchè ci aspettiamo da tutti utili contributi per riaggiornare, come se fosse un programma free software il manuale.
    Per far questo si può scrivere direttamente sul sito o scrivere una mail a:
    piobbico@hotmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

    Come attivare una cassa di resistenza.
    Quando in un luogo di lavoro si sviluppa una vertenza non dobbiamo soltanto esprimere la nostra solidarietà, non dobbiamo soltanto attivare i canali istituzionali per cercare di tutelare i lavoratori, dobbiamo anche materialmente e finanziariamente sostenere la lotta dei lavoratori e delle lavoratrici, questo tipo d’intervento va inteso come un’ulteriore estensione della lotta, sia nella durata che nella possibilità di coinvolgere altri settori sociali. Per questo pensiamo che sia necessario cercare di sviluppare forme di sostegno finanziario in grado di supportare i lavoratori nella lotta, per questo occorre creare una rete di solidarietà territoriale composta da partiti ed associazioni che abbia il compito di sostenere questa vertenza. Pensiamo che sia impraticabile, se pur necessario, poter pensare in questa fase a forme di solidarietà generalizzata a livello di territorio. Questo obiettivo è di lungo periodo, almeno inizialmente ci pare praticabile sostenere le singole vertenze, e costruire con esse percorsi riproducibili. Ancora una volta come abbiamo lavorato per i gruppi di acquisto popolari, la tecnica orizzontale dello scambio da pari a pari (peer to peer) ci pare la più concreta nell’agire concreto del partito sociale.


    Quale forma
    Innanzitutto occorre sentire la disponibilità, della RSU dell’azienda coinvolta nella crisi. Se la RSU accoglie la nostra proposta occorre subito che si nomini un cassiere che abbia il compito di raccogliere i finanziamenti. Il cassiere deve essere eletto fra tutti i lavoratori, compresi i lavoratori che si trovano in cassa integrazione, sia i lavoratori ai quali non è stato rinnovato il contratto, e comunque tutti i lavoratori subordinati (secondo noi anche le partite Iva mascherate da lavoro autonomo che lavorano per l’azienda madre dovrebbero essere coinvolte).
    I lavoratori e le lavoratrici a loro volta, eleggono un consiglio di solidarietà o comitato di gestione che può essere composto da 3 a 5 membri che ha il compito di attuare le linee d’indirizzo generali che decide l’assemblea, (per le situazione di lotta prolungata può rendersi utile e necessario dare una forma organizzativa più strutturata all’esterno, proponendo che alle riunioni del consiglio partecipi come osservatore, e quindi senza diritto di voto, un rappresentante della rete di solidarietà territoriale che sostiene la cassa). Spetta quindi all’assemblea esprimere le priorità di finanziamento rispetto agli obiettivi, mentre spetta al consiglio di solidarietà l’attuazione diretta degli stessi. Il consiglio ha l’onere una volta al mese di rendicontare le spese, e di riportarle in assemblea, in forma di bilancio pubblico le decisioni.


    Finalità della cassa
    Posto che la gestione concreta può variare fortemente a seconda delle situazioni, del carattere della vertenza e della capacità di raccogliere i contributi in maniera più o meno significativa, e che da questo dipenderanno le scelte concrete per gli indirizzi e la gestione della cassa, alcune ipotesi possono essere:

    Sostegno ad iniziative di lotta generali.
    Forme di sostegno non direttamente economico (buoni pasto, mensa popolare, sostegno al gruppo di acquisto, ecc).
    Contributi economici diretti per situazioni di particolare gravità.
    Sostegno a singoli lavoratori sottoposti a licenziamento politico o altri provvedimenti repressivi.


    Come sostenere la cassa di resistenza
    Va creato un conto corrente postale al quale vengono inviati i finanziamenti.
    Organizzare cene di finanziamento, feste, concerti, lotterie, collette, sottoscrizioni, manifestazioni sportive, chiedere che gli artisti del luogo dedichino i ricavati di una propria opera per sostenere la cassa di resistenza, sono le azioni principali che devono svolgere i circoli e le associazioni.
    Occorre inoltre chiedere pubblicamente che vengano destinati i gettoni di presenza dei consigli, delle società partecipate, alla cassa di resistenza.



    Cassa e Contrattazione Territoriale
    Oltre al sostegno nelle forme della solidarietà diretta, pensiamo che sia importante chiedere alle amministrazioni pubbliche, nonché ad altri soggetti economici (Coop, municipalizzate, enti di locazione, ecc) di contribuire sia con versamenti diretti, sia con erogazione di servizi a prezzi calmierati o gratuiti, o anche nella dilazione delle bollette di propria competenza. Lo stesso meccanismo si dovrebbe attuare con le banche locali rispetto al pagamento dei mutui ed altri ratei. I GAP (Gruppi di Acquisto Popolare) possono essere un utile strumento per sostenere la lotta nei luoghi di lavoro, dato che controbuiscono ad abbassare il prezzo dei prodotti alimentari, si potrebbe utilizzare tale strumento per contrattare con le realtà locali panieri di prezzi di solidarietà per i lavoratori e le lavoratrici in lotta.
    http://www.partitosociale.org/index....voro&Itemid=78

  10. #10
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    25,548
     Likes dati
    2,490
     Like avuti
    1,723
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Partito Sociale

    Come si fa un GAP
    materiali - Materiali su GAP, GAS e carovita
    Scritto da amministratore
    Lunedì 23 Febbraio 2009 13:18
    Ecco come distribuire il pane ad un euro al Kg nel tuo territorio

    Il prezzo del pane è cresciuto negli ultimi anni in maniera impressionante così come quello dei generi di prima necessità, questa dinamica è coincisa con la progressiva diminuzione del potere di acquisto dei salari e delle pensioni. Sull’impoverimento generalizzato che ha subito la nostra popolazione per opera della speculazione e dell’assenza di forme d’Indicizzazione dei salari e delle pensioni, la politica è stata incapace di intervenire se non con operazioni di facciata. Il mercato inoltre è riuscito anche su questo terreno a ritagliarsi una nicchia di profitto, creando una serie di strutture con prodotti sottocosto con un livello bassissimo di qualità.

    L’iniziativa che è partita da Roma dei Gruppi di acquisto popolari dal PRC ed ACTION denominata "boni come er pane" cerca di rompere il ricatto, per il quale se non arrivi a fine mese devi mangiare prodotti di bassa qualità. Associandosi come consumatori infatti si è riusciti sensibilmente a ridurre il prezzo del pane arrivando al prezzo di un euro al kg, ma anche ad averlo di ottima qualità.

    Questo obiettivo si è raggiunto sostanzialmente perché il gruppo di acquisto contratta il prezzo direttamente dal produttore saltando ogni tipo d’intermediazione.



    Ecco come funziona
    Innanzitutto occorre dire che Il gruppo di acquisto popolare nato sul pane a Roma si ispira al lavoro fatto dai GAS (Gruppo di Acquisto Solidale). In questi decenni, i GAS e la rete che li mette insieme www.retegas.org infatti hanno nel tempo svolto un lavoro molto importante in termini di innovazione sul versante dei consumi critici, tant’è che i GAS, pur essendo molto diversi fra loro sono stati riconosciuti dalla Finanziaria del 2008 – negli art. 266 –267 - 268. Il Gas può essere riconosciuto quindi come ente associativo o come gruppo di persone informale che si mettono d’accordo per ordinare direttamente il prodotto al distributore. Quello che lo contraddistingue è il fatto che esso è un soggetto associativo senza scopo di lucro costituito al fine disvolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale. Non è necessario avere la partita Iva per la fatturazione, basta il codice fiscale della singola associazione o della persona fisica che acquista per conto del gruppo, è sufficiente anche lo scontrino. E’ chiaro che per partire con un lavoro di questo genere nel proprio Circolo il primo elemento su cui lavorare è la costituzione di un gruppo informale di consumatori che decidono di acquistare il pane o altri prodotti (se si sceglie di creare un gruppo di acquisto informale sarebbe bene sottoscrivere una carta d’intenti la cui bozza è inserita qui di seguito).

    Per questo sarebbe opportuno che i gruppi informali partissero da un elenco iniziale di persone che ordinano il pane (basterebbe ad esempio "inscriverele famiglie degli iscritti", o fare il "porta a porta" per alcuni condomini o caseggiati vicini), ed è importante avere una lista delle persone che hanno ordinato il pane. Se esistono già dei gruppi di acquisto che già lavorano sul territorio occorre lavorare con loro sulla questione del pane ad un euro al kg, così come se esistono altre strutture nel territorio, la pratica sulla quale muoversi è quella dell’obiettivo

    Le persone che acquistano il pane associandosi tramite il gruppo di acquisto infatti, possono in futuro ordinare altri prodotti (latte, pasta, uova, olio), e possono iniziare a lavorare sulla questione del consumo critico, oltre che della ricostruzione di legame sociale nel proprio quartiere, per questo la costruzione del GAP deve essere intesa come pratica di reinsediamento e di costruzione di una nuova forma di democrazia . La cosa importante che non dovrebbe essere fatta è quella di ricaricare il prezzo sul prodotto, esso deve essere lo stesso di quello che viene stabilito con il produttore. Per cui diventa importante tenere con se sempre la fattura o lo scontrino dell’acquisto in caso di controlli. In futuro si consiglia di associarsi formalmente anche perché in questa maniera è possibile ottenere finanziamenti da parte dei comuni e dalle altre istituzioni. La pratica di dare il pane gratis rappresenta per noi un metodo deleterio e controproducente, che non costruisce solidarietà fra pari ma mantiene inalterate le gerarchie tra padrone e servo, tra ricco e povero. La storia del movimento operaio ci ha insegnato che la dignità è uno dei terreni fondamentali che ci contraddistingue, queste pratiche non ci appartengono.



    Come contrattare il prezzo e la qualità dal Produttore

    Con il gruppo di acquisto popolare si ribalta la logica della coperta corta che mette i ceti popolari l’uno contro l’altro, non conta se sei clandestino o Italiano, più si è meglio è, perchè meglio si contratta il prezzo con il produttore, questo almeno è quanto è avvenuto per il GAP romano, che è riuscito ad abbassare il prezzo del pane da 1.10 ad 1 euro al kg in una settimana,passando da un’ordinativo da 800 a 1150 kg di pane. A Roma ad esempio il pane distribuito dai GAP è prodotto da un forno umbro, che utilizza grano proveniente esclusivamente dall’Umbria. Il prodotto viene consegnato a file di unkg confezionato in maniera tale da rendere possibile la tracciabilità del prodotto. Nella scelta del produttore però pensiamo sia giusto inserire anche la qualità del lavoro come criterio di scelta, in questo caso occorrerebbe determinare un criterio di tracciabilità che immette elementi di trasparenza non soltanto su come si forma il prezzo e la qualità del prodotto, ma che assicura ad esempio che non ci sia lavoro nero dal campo al molino.



    Come parto nel mio quartiere
    Il volantino messo vicino ai centri commerciali, distribuito nei mercati, inserito nella cassetta delle poste resta uno dei strumenti più efficaci di comunicazione. L’esperienza romana ci dice che l’argomento pane, ha con se un valore simbolico estremamente potente che qui non ricostruiamo. Questo elemento fa si che sul terreno del pane e del caro vita abbiamo una certa facilità a passare sui media, per cui occorre predisporre comunicati stampi che spieghino in cosa consiste l’iniziativa e la quantità di kg distribuiti ( di seguito troverete lo schema del comunicato stampa). Occorre ad esempio cercare di utilizzare la sigla del GAP con il nome della propria città e del proprio quartiere per passare sulla stampa locale. E’ importante creare una mail per le informazioni da inserire nel volantino, e se si ha una certa affinità con internet creare un blog specifico, oltre che una mailing list.

    Ma la cosa davvero importante è il passaparola, se il GAP viene vissuto come uno strumento del popolo per il popolo la diffusione delle informazioni avviene quasi per naturalità, ed è questo quello che ad esempio è avvenuto in queste due settimane a Roma. La prima uscita del GAP per il pane ad un’euro al kg deve essere comunque un’uscita pubblica e visibile, se le sedi dei nostri circoli sono in punti di passaggio possiamo direttamente distribuire il pane da lì, altrimenti possiamo fare un banchetto dimostrativo facendo vedere che è possibile concretamente ridurre il prezzo dei generi alimentari, è importante inoltre lavorare perchè altre realtà (centri sociali, camere del lavoro, condomini di quartiere, GAS già esistenti) si aggreghino.

    Queste uscite, devono essere intese come dimostrative del funzionamento dei GAP, e quindi possono anche essere episodiche. Quello che però richiede una continuità è tenere in vita il gruppo di acquisto in quanto tale. A Roma il GAP distribuisce il pane, una volta a settimana, una continuità che richiede un alto livello di militanza sociale, per i circoli più piccoli consigliamo di partire con questa scadenza per almeno alcuni mesi e poi di verificare la sperimentazione.



    Chi fa che?
    La forza dei gruppi di acquisto consiste nel fatto cheil lavoro viene distribuito fra i singoli associati, tenere aperta una sede anche una volta a settimana, andare a prendere il pane dal forno o al punto di raccolta è un onere che non deve ricadere sui soliti noti. Dobbiamo cercare di fare in modo che si sviluppi una rotazione degli incarichi, per certi aspetti possiamo dire che un GAP funziona come una banca del tempo, in cui ognuno dei singoli associati dedica una parte del suo tempo per un determinato obiettivo. Per quanto riguarda la scelta di quale fornitore prendere essa dovrà avvenire per decisioni prese collettivamente da tutti i singoli associati, per questo è opportuno che il gruppo di acquisto in via di formazione sviluppi un proprio regolamento con relativo statuto.

    E’opportuno inoltre lavorare per moltiplicare i gruppi di acquisto, in maniera tale da rendere il nostro intervento ancora più capillare. Infine i GAP devono essere in grado di articolare nel proprio territorio una campagna contro il caro vita che chiede che le istituzioni intervengano per bloccare i prezzi.

    Intrecciare democrazia, consenso, e mutualismo è la strada feconda per ricostruire la nostra utilità sociale, sperimentazioni come queste, servono anche a questo. Importante infine la formazione di militanti sociali pari in grado di formarne a loro volta altri in grado di poter creare altri GAP, occorre concepire la nostra organizzazione come un modello che si muove agilmente nella crisi della rappresentanza e dell’agire politico classico, per questo è importante concepire le nostre sezioni anche come luoghi formativi, e fare in modo che l’autorganizzazione popolare cresca.



    Quale sbocco politico
    Oltre ai Gap ed alla pratica di mutualismo che rappresentano, è importante sviluppare una vertenza politica su più livelli, riuscire a convocare in ogni città una riunione sull’emergenza carovita è fondamentale per generare massa critica e partecipazione attorno alla nostra iniziativa e agli ordini del giorno, occorre lavorare che questa nostra campagna possa in futuro costruire una mobilitazione generale su questo terreno con una giornata nazionale, per questo occorre essere pragmatici sul piano pratico e della messa in comune delle esperienze senza rinunciare alla nostra identità nello sviluppo della rete. Nei volantini deve essere esplicitato chiaramente che noi ci muoviamo perchè il nostro governo invece di aiutare chi non arriva a fine mese aiuta i banchieri e speculatori. Occorre chiedere alle istituzioni il prezzo politico dei prodotti di prima necessità, il controllo delle speculazioni sul prezzo, l’esposizione del prezzo sorgente del prodotto. Inoltre occorre inserire questa nostra battaglia in una campagna sulla crisi, noi la crisi non la paghiamo vuol dire anche reintroduzione di una nuova forma di tutela di salari e pensioni dall’inflazione e dalla perdita di potere di acquisto che ne segue.

    Ancora una volta quindi muoversi sul versante di un investimento nelle forme di nuovo mutualismo intrecciate a percorsi di vertenzialità e generalizzazione della lotta ci sembra la risposta adeguata per creare una nuova opposizione di sinistra al neoliberismo.

    Piobbichi Francesco - DIPARTIMENTO PARTITO SOCIALE PRC - info 334/6883166 piobbico@hotmail.com Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.



    Carta d’Intenti Gruppo d’acquisto popolare (GAP)
    (specificare Comune oppure quartiere o via/piazza o altra denominazione)

    Premessa
    Il gesto di fare la spesa può assumere una forte e chiara valenza sociale, economica e politica. Prendere consapevolezza di questo potere permette di elaborare una strategia di condizionamento della politica di approvvigionamento, produzione e distribuzione delle imprese. Siamo cittadini che si pongono obiettivi sociali e che intendono appropriarsi della capacità - libera e non condizionata - di scelta dei prodotti, in un equilibrio di prezzi accessibili e qualità in senso lato. In questa fase di grave crisi economica-finanziaria assume una valenza prioritaria il prezzo al dettaglio dei beni di prima necessità, sottoposti ad ingiustificati aumenti anche a causa di speculazioni finanziarie senza scrupoli.

    Accanto a questa finalità il GAP di _____________ ispira la sua azione anche a criteri legati alla qualità merceologica e alla valutazione delle politiche compiute dalle imprese produttrici in termini di:

    Impatto sociale: rispetto delle norme di sicurezza e dei diritti dei lavoratori, tipo di rapporti adottati con i regimi oppressivi, forme di presenza nei Paesi del Sud del Mondo.
    Impatto ambientale: rispetto della natura e dei suoi ritmi, rispetto delle norme e convenzioni internazionali, scelte in materia di imballaggi e di riciclaggio, test sugli animali. Essere un Gruppo d’acquisto popolare perciò vuole dire risparmiare, ma anche chiedersi che cosa c’è dietro a un determinato bene di consumo: se chi lo ha prodotto ha rispettato le risorse naturali e le persone che le hanno trasformate; quanto del costo finale serve a pagare il lavoro e quanto invece la pubblicità e la distribuzione; qual è l’impatto sull’ambiente in termini di inquinamento, imballaggio, trasporto fino a mettere in discussione il concetto stesso di consumo attuale ed il modello di sviluppo che lo sorregge.


    Linee guida e intenti del GAP

    Realizzare prezzi contenuti di distribuzione ai soci. Occorre realizzare condizioni di acquisto dai produttori che consentano di realizzare un prezzo dei prodotti che tenga conto della riduzione del potere di acquisto di salari e pensioni negli ultimi anni. Ciò si realizzerà utilizzando i criteri della filiera corta, della garanzia di acquisto di quantità importanti per il produttore, di riduzione al minimo di imballaggi e confezionamenti, di nessuna spesa per pubblicità, di trasporti ridotti al minimo attraverso la scelta di produttori locali.
    Sviluppare e mettere in pratica il consumo critico. Inteso come atteggiamento critico dei consumatori, che non subiscono i messaggi pubblicitari ma valutano e scelgono i prodotti in base a criteri stabiliti da loro stessi e non imposti dal mercato. Il GAP praticherà formazione ed informazione, sviluppando nei componenti del gruppo la mentalità di consumatori consapevoli. In tal senso le riunioni e gli incontri del gruppo devono diventare un vero e proprio momento di scambio e formazione reciproca, di crescita di consapevolezza delle contraddizioni sociali indotte da questo modo di produzione.
    Sviluppare e creare solidarietà e consapevolezza. É una solidarietà che si estende, a partire dai membri del gruppo stesso, ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, fino a comprendere, nel rispetto dell’ambiente, i popoli del Sud del mondo, e tutti coloro che, a causa dello spreco e della ingiusta ripartizione delle ricchezze, subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo. Interessandoci alle problematiche dell’ambiente, del suo sfruttamento e delle condizioni di lavoro, acquisiamo una maggiore consapevolezza del mondo che ci circonda e delle sue contraddizioni.


    I criteri di scelta dei produttori
    L’occupazione
    I produttori piccoli sono in generale ad elevata intensità di mano d’opera (ore di lavoro utilizzate per un prodotto), rispetto alle aziende grandi che sono per lo più ad elevata intensità di capitale (quota di finanziamenti utilizzata per un prodotto). La scelta dei primi rispetto ai secondi è quindi uno strumento importante per creare occupazione, ovvero per fare in modo che i soldi che spendiamo servano a pagare in misura maggiore chi ha lavorato rispetto alle banche o agli azionisti.



    Le condizioni di lavoro
    L’economia mondiale, nell’era della globalizzazione, sta portando ad una corsa verso il fondo nelle condizioni di lavoro: le multinazionali spostano la loro produzione dove i costi sono più bassi, ovvero dove la manodopera è pagata meno ed i diritti dei lavoratori sono meno rispettati. L’unico modo per uscire da questa corsa che danneggia tutti è richiedere un livello minimo accettabile nelle condizioni di lavoro, che venga rispettato in qualsiasi parte del mondo.



    Cultura e coltura
    I prodotti locali spesso si accompagnano a colture e culture tradizionali della propria zona; entrambe rischiano di scomparire sotto le spinte di uniformità del mercato globale. Mangiare prodotti tradizionali è un modo per allungare la loro vita e proteggere la biodiversità, oltre che conservare un mondo di sapori, ricette e tradizioni.



    L’orizzonte del GAP
    Il Gruppo d’acquisto popolare può costituire dunque uno degli aspetti di un nuovo stile di vita che, accanto al consumo critico e al risparmio etico, fornisce una possibilità di impegno concreto per chiunque desideri cominciare a lavorare nella vita quotidiana per un nuovo modello di sviluppo costruito dal basso. La forza apparentemente senza limiti delle imprese produttrici, in modo particolare delle società multinazionali, ha in realtà una debolezza intrinseca in quanto la capacità di sviluppare business e di creare profitto dipende principalmente dal comportamento dei consumatori nel momento in cui acquistano prodotti o servizi. Il consumatore, sviluppando una coscienza critica, acquisisce dunque un grande potere e proprio perché le imprese hanno timore di questo tentano di dominare la nostra volontà spendono miliardi in pubblicità.

    Dobbiamo perciò riappropriarci della volontà decisionale e rivalutare il potere che abbiamo fra le mani. Un potere che preso singolarmente è certamente piccolo, ma che moltiplicato per milioni di persone può condizionare le imprese fino a coinvolgere l’intero sistema. Il Gruppo d’acquisto popolare si costituisce quindi per essere parte del movimento più generale che agisce e lotta nella realtà sociale e politica per migliorare le condizioni materiali e di vita, in difesa dei salari e delle pensioni, della natura e della dignità umana.

    L’agire collettivo risponde all’esigenza di sottrarre alla prepotenza del mercato e alla sua logica consumistica il diritto alla salute e ad un ambiente sano. A ciò va aggiunta la dignità dei lavoratori a cui devono essere salvaguardati i diritti, affinché anche loro possano essere protagonisti di questa lotta. In questa ottica, parte specifica dell’attività del Gruppo d’acquisto popolare è una coscienza critica verso il consumo e i metodi produttivi che attivano il mercato. Da qui nasce l’impegno del Gruppo d’acquisto popolare a promuovere e sostenere tutte quelle pratiche che si propongono analoghi fini: il Commercio equo e solidale, le azioni di boicottaggio verso le multinazionali, la finanza etica. Inoltre il Gruppo d’acquisto popolare ricerca nel rapporto-coordinamento con le altre realtà di movimento la forza ed il significato del proprio costituirsi in itinere come risposta per un mondo diverso possibile e in costruzione. Consapevole che le scelte di stili di vita personali sono la base del proprio agire politico, il Gruppo d’acquisto Popolare promuove al proprio interno forme di collaborazione e di responsabilizzazione di tutti i propri aderenti.



    Forma di adesione
    Il GAP _____________ è un’associazione informale non riconosciuta. L’adesione al GAP è libera, volontaria e gratuita e può avvenire in ogni momento sottoscrivendo una richiesta di adesione contenente i dati anagrafici del richiedente. L’attività del GAP si realizza attraverso riunioni periodiche dei soci, atte a realizzare gli intenti e gli obiettivi della presente carta, che verrà consegnata a ciascun socio, il quale ne condivide i contenuti. Il recesso da socio del GAP si realizza a discrezione del socio stesso, salvo casi di pratiche di manifesta contraddizione con gli intenti del gruppo, per i quali decide l’assemblea plenaria.



    Sede e modalità di distribuzione dei prodotti

    La sede del GAP è in via/piazza __________________________. Presso tale sede è custodito l’elenco degli aderenti. I prodotti potranno essere distribuiti presso tale sede o anche in spazi pubblici specificatamente autorizzati. All’atto della distribuzione, nel rigoroso rispetto dello spirito del GAP, non verranno apposti ricarichi di nessun tipo rispetto al prezzo di acquisto al produttore. Eventuali necessità di copertura di spese verranno discussi e deliberati unicamente in sede di assemblea plenaria, con specifico ordine del giorno.



    Bozza di comunicato stampa
    Questa mattina presso _____________ si è svolta l’iniziativa contro il caro vita del PRC che consiste nella promozione dei Gruppi di Acquisto Popolare che consentono alle persone associate di acquistare collettivamente pane di qualità a un euro il Kg, poi distribuito tra i partecipanti al gruppo. In quest’ultimo anno il prezzo della pasta e del pane è salito senza che nessuno intervenisse per fermare le speculazioni, il Governo Berlusconi fa solo spot mentre le persone continuano a diventare sempre più povere. Per questo chiediamo il prezzo politico per i generi di prima necessità. La nosra iniziativa tende a fornire una risposta concreta sul versante sociale e verrà riprodotta nel tempo cercando di ampliare il paniere popolare ad altri prodotti come la pasta. Il PRC di ______________ presenterà sul tema un odg in consiglio comunale che chiede all’amministrazione di ________________ azioni concrete su questo terreno.
    http://www.partitosociale.org/index....iali&Itemid=77

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. A crisi sociale partito sociale..arrivano i dentisti sociali!
    Di MaRcO88 nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 09-10-09, 10:19
  2. Partito sociale e radicamento sociale
    Di MaRcO88 nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 21-08-09, 13:18
  3. [sinistra sociale] studenti e Partito Sociale
    Di Palvesario nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 51
    Ultimo Messaggio: 23-06-08, 16:17
  4. [sinistra sociale] studenti e Partito Sociale
    Di Palvesario nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 19
    Ultimo Messaggio: 20-06-08, 12:43
  5. [sinistra sociale] verso il Partito Sociale - Roma 12 giugno
    Di Palvesario nel forum Comunismo e Comunità
    Risposte: 8
    Ultimo Messaggio: 14-06-08, 02:13

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito