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Discussione: Una proposta tedesca

  1. #71
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    Predefinito Rif: Una proposta tedesca

    Repubblica Affari&Finanza - Perché i mercati dovrebbero puntare a una riduzione dell'euro


    Repubblica Affari&Finanza di lunedì 19 aprile 2010, pagina 23
    Perché i mercati dovrebbero puntare a una riduzione dell'euro
    di Arcucci Francesco


    Il ragionamento che fanno gli operatori sui mercati dei cambi sembra razionale. Il rapporto euro/dollaro valeva oltre 1,50 all'inizio del dicembre 2009, e, se è sceso, è stato solo a causa del rischio sovrano in particolare con riferimento alla Grecia. A quel punto ci si rese conto che, se il dollaro era debole a causa del parziale rifiuto da parte dei Paesi creditori e in particolare della Cina di continuare a concedere crediti agli usa acquistando dollari da immettere nelle attività finanziare della banca centrale cinese anche l'euro aveva i suoi problemi.

    E non erano problemi piccoli. L'eventualità che uno dei Paesi di Eurolandia fosse insolvente e quindi costretto ad abbandonare l'euro era un evento così traumatico da non essere nemmeno preso in considerazione nel trattato istitutivo della Mcc e della moneta unica. Lo era per la Grecia per la quale si prospettavano fughe di capitali, inflazione e svalutazione, rialzo dei tassi, con conseguente caos economico e politico.

    Lo era per l'Europa perché a quel punto l'euro diventava una moneta sospetta, anche perché si sarebbe cominciato a speculare su quale sarebbe stato il secondo Paese ad essere investito dalla crisi. Da qui quindi il crollo del tasso di cambio euro/dollaro da l,50a 1,35.

    Ecco quindi il ragionamento che fanno i mercati riflettendo la convinzione che, da una palle, l'Europa salvi la Grecia e, dall'altra parte, l'euro tornerà sugli scudi a 1,50 e oltre contro dollaro. In realtà questo tipo di ragionamento è profondamente errato. Certamente è logico che la Germania e i Paesi della core Europa abbia- no già deciso che i costi dell'insolvenza greca siano molto più alti di quelli inerenti all'aiuto per salvare la Grecia. Ma è altrettanto logico che, per realizzare questo obiettivo, che implica anche quello di ridare un pò di fiato nettamente contro dollaro e contro le altre principali monete, all'economia europea, occorre che l'euro si indebolisca come sta avvenendo contro franco svizzero. Questo indebolimento non può non far parte del pacchetto di misure necessarie non solo a salvare la Grecia dalla bancarotta, ma anche ad evitare che lo stesso problema si ripresenti in breve per l' Italia, la Spagna, il Portogallo ecc. Questi Paesi presentano gravi problemi anche a causa delle difficoltà di esportazione che derivano dal fatto che negli ultimi anni l'aumento dei costi per unità di prodotto è stato aggravato dalla forza dell'euro, L'Italia, al tempo della lira, si è fatta una grande esperienza in questo campo: le svalutazioni della lira sono servite dal 1970 alla fine degli anni 90 a ridare flato alla competitività delle nostre esportazioni. In questo nuovo contesto di accentuazione del rischio sovrano della Grecia e di altri Paesi dell'Eurozona, il perseguimento di una politica di euro debole contro dollaro costituisce una parte integrante ed essenziale degli strumenti per raggiungere l'obiettivo che tutti, Germania e Francia in testa, si propongono: evitare che l'insolvenza di uno o più Paesi di Eurolandia di strugga quel processo lungo e faticoso, ma positivo e straordinario che è stato fatto con la creazione dell'unione Monetaria.

    Una politica dell'euro debole inoltre non è suscettibile di essere punita nel modo tradizionale cioè con una più alta inflazione.Data la debolezza della domanda globale per consumi ed investimenti, l'alta disoccupazione e il basso grado di utilizzo degli impianti, all'indebolimento del cambio non seguiranno rinnovate tensioni inflazionistiche.

    Paradossalmente, quindi, i mercati dovrebbero reagire in modo opposto a quello con cui stanno reagendo. Alle notizie positive in merito al riequilibrio dei conti pubblici greci o alla volontà dell'Europa di aiutare la nazione ellenica dovrebbe seguire una reazione di indebolimento e non di rafforzamento dell'euro. Alla base del rafforzamento del dollaro non ci sono soltanto queste considerazioni relative all'opportunità che l'euro si indebolisca, ma ci sono determinanti economie finanziarie ben più potenti, il miglioramento della bilancia dei pagamenti correnti degli Usa e la parità dei poteri d'acquisto che milita a favore di una rivalutazione della moneta americana.

  2. #72
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    Predefinito Rif: Una proposta tedesca

    Anche Arcucci ha voluto dire la sua.
    E' una voce autorevole infatti è stato presidente della Banca Credieuronord ai suoi inizi.

    Lo scandalo della Banca CrediEuroNord - it.politica | Google Groups

    La banca Credieuronord è un istituto bancario, nota come Banca della Lega
    per la vicinanza ai vertici della Lega Nord

    Nata nel 1998, venne sponsorizzata dallo stesso Umberto Bossi, che invitava con una lettera i vertici del movimento a sottoscrivere le quote.[2]. Il presidente era Francesco Arcucci allora nel consiglio di Banca Intesa, vice presidente il leghista Gian Maria Galimberti [1]. Arcucci si autosospenderà, denunciando poi cosa non andava nella banca dopo le prime sentenze giudiziarie. Ispezionata Bankitalia nel 2003, la banca rivelerà seri problemi gestionali, per cui verranno multati i vertici aziendali nel 2004 dall'allora Ministro Giulio Tremonti. La documentazione relativa, però, non è mai stata trasmessa alle procure . Venne iniziata un'operazione di salvataggio da parte della Banca Popolare di Lodi di Fiorani, che però di lì a breve sarà anch'essa al centro di uno scandalo finanziario. Nel 2006arrivano le prime sentenze giudiziarie contro Gian Maria Galimberti,
    Giancarlo Conti e Piero Franco Filippi, condannati a risarcire 3 milioni di euro.
    Ultima modifica di jotsecondo; 20-04-10 alle 11:05

  3. #73
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    Predefinito Rif: Una proposta tedesca

    Nessuno ha il coraggio di dire che la carta è solamente carta, e sarà sempre carta.

    L'importante è la cultura dei popoli che credono in quella carta, ma se la cultura di quei popoli è affossata, allora tutto va in fumo.

  4. #74
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    Predefinito Rif: Una proposta tedesca

    Foglio - L'Islanda in bancarotta recita il mea culpa a teatro


    Foglio di giovedì 22 aprile 2010, pagina 2
    L'Islanda in bancarotta recita il mea culpa a teatro

    di Affaticati Andrea

    L'Islanda in bancarotta recita il mea culpa a teatro. Islanda, grande quanto un terzo dell'Italia e con una popolazione di scarsi 300 mila abitanti, da lunedì 12 aprile e fino a venerdì 16 si è recata in massa a quella che si potrebbe definire una gigantesca terapia teatrale di gruppo. L'appuntamento era allo stabile di Reykjavik. dove veniva messa in scena la grande crisi . A interpretare l'opera gruppi di attori più o meno noti, mentre la sceneggiatura porta la firma della commissione parlamentare incaricata di appurare i fatti che hanno spinto il paese, un tempo tra i più benestanti al mondo (dove la parola disoccupazione era sconosciuta) alla bancarotta nell'autunno del 2008. Una terapia d'urto della quale il paese intero ha disperatamente bisogno, dopo le rivelazioni di lunedì mattina. Il rapporto era attesissimo, come facevano intendere le migliaia di prenotazioni in libreria, e hanno confermato i dati di vendita: le prime mille copie sono andate subito a ruba. E sì che si tratta di 2.500 pagine scritte, si suppone, in uno stile non certo da best seller, in compenso il contenuto è da vero e proprio thriller politico finanziario. Fino a dieci giorni fa gran parte degli islandesi era convinta che la colpa del tracollo del paese fosse degli inglesi, che la bancarotta si dovesse imputare in primo luogo alla decisione presa a suo tempo da Londra di congelare temporaneamente i capitali della banca islandese Kaupthing, in ottemperanza a disposizioni antiterrorismo. Una decisione che innescò poi una reazione a catena, fece collassare l'intero sistema, inghiottì i soldi di centinaia di migliaia di piccoli risparmiatori non solo islandesi ma anche del resto d'Europa. E sempre guardando verso la Gran Bretagna ma anche gli Stati Uniti, si puntava il dito contro gli hedge funds e quei diabolici strumenti chiamati derivati.

    Ma questa non è la verità, per lo meno non tutta. Il rapporto parlamentare ne racconta una molto pi scomoda e cioè che a causare il tracollo è stata innanzitutto la classe politica in combutta con i vertici degli istituti di credito e che il primo tra gli indiziati è David Oddson, ex capo del Partito indipendentista e dal 1991 al 2004 primo ministro. Sotto il suo governo vennero privatizzati gli istituti di credito. Lui stesso poi, lasciata la guida del paese, entrò a far parte dei vertici della Banca centrale, ruolo che ha continuato a ricoprire nel pieno della bufera finanziaria. Solo successivamente ha dovuto liberare il posto, per ricomparire per solo qualche mese dopo in veste di direttore del più grande quotidiano del paese il Morgunbladid. Una carica discutibile, fanno ora notare molti: come tratterà il quotidiano la vicenda, essendovi al timone uno dei principali sospettati?

    Secondo gli inquirenti c'è stata anche una deplorevole connivenza tra istituzioni, finanza e giornalisti compiacenti, tutti impegnati a minimizzare le preoccupazioni espresse da istituzioni straniere già a inizio 2008. Allora né il primo ministro Geiraarde, né la Banca centrale e nemmeno il ministero delle Finanze avevano disposto controlli più severi. Anzi, si prodigavano a parlare di un allarmismo infondato. Ora per , dopo il rapporto della commissione, non solo il comportamento dei diretti interessati risulta moralmente condannabile, ma c'è anche chi rischia l'incriminazione: le accuse vanno dalla falsificazione del bilancio a insider trading e conflitto di interesse:
    molti tra i grandi beneficiari di linee di credito erano infatti anche proprietari delle banche stesse e usavano i crediti ottenuti per investimenti rischiosi in tutta Europa. Le banche prestavano inoltre soldi ai dipendenti, che a loro volta acquistavano azioni per far crollare il titolo. Insomma di materiale ce n'era abbastanza per costringere gli attori dello stabile di Reykjavik a darsi il turno in questa maratona durata una settimana.

  5. #75
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    Predefinito Rif: Una proposta tedesca

    Come terzo contributore al BCE: 5,5 miliardi italiani per Grecia

    I tedeschi protestanto e insultano i loro politici:
    Nach Griechenland-Krise: Bundesbank-Chef warnt EU vor Ansteckungsgefahr - Nachrichten Wirtschaft - WELT ONLINE

    Gli italiani sono fieri di essere parte dell'Unione. Sono sicuro che la maggior parte degli italiani pensano che l'UE è un grande business.

  6. #76
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    La Stampa 24 aprile 2010 pagina 9

    Ostacoli in vista per la Merkel

    L'aiuto potrebbe essere incostituzionale
    Niente preoccupava Angela Merkel più della eventualità di dover tirare fuori denaro per salvare la Grecia prima del 9 maggio , giorno in cui si vota nel Nordreno- Westfalia, la regione più grande della Germania:
    La cancelliera rischia una batosta nelle urne, dunque sperava di poter mettere mano al portafoglio soltanto dopo. Così non sarà, a quanto pare, e il passaggio del provvedimento al Bundestag, il parlamento nazionale, non sarà una passeggiata. Anche perché l'esborso manda definitivamente in soffitta i piani di sgravi fiscali per i tedeschi che non saranno entusiasti. C'è una altra incognita sulla strada della Merkel: l'aiuto ad un altro paese potrebbe essere anticostituzionale. In questo senso è stato presentato un ricorso alla Corte Costituzionale.
    Se i giudici tedeschi dovessero decidere che davvero non si può aiutare la Grecia, la locomotiva d'Europa verrebbe a trovarsi in grave imbarazzo con gli altri paesi dell'Unione.

  7. #77
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    Predefinito Rif: Una proposta tedesca

    Siamo tutti nelle mani della corte Costituzionale tedesca.

    Questa poterebbe decidere che non si può aiutare la Grecia.
    Così in Europa si potrebbe mettere un po' di ordine prima che il sistema salti in modo traumatico.

    Certamente che la Germania, avendo perso la guerra, dovrà sottomettersi alle richieste del sistema economico.
    Però se la Germania non scuce si avrà un futuro più roseo.

    Il problema dell'Unione Europea è di viaggiare con la mentalità massonica.
    Il mondo è stato diviso geograficamente in continenti e a fianco dell'Asia ed a nord dell'Africa vi è questa Europa.

    E questa secondo i teoreti politici dovrebbe stare insieme.

    Qui sta l'errore madornale. .

    Anche l'America del Nord è un continente.
    Però a nessuno viene in mente di fare un solo stato con una sola moneta tra gli USA ed il Messico.
    Sarebbe una pazzia.

    Una cosa contro natura.
    Una mina per lo sfaldamento economico degli Usa.

    Ed allora se per l'America del Nord è giusto che vi sia un nord (USA) diviso da un sud ( Messico) non si vede il perché tale situazione non si debba applicare all'Europa.

    Chissà forse a copiare l'America in tal senso si fa finalmente qualcosa di buono.
    ( Finora abbiamo sempre copiato solo i lati negativi)
    Una Europa con una unione di stati al Nord ed una unione di stati mediterranei- semiti al Sud.

    Le catene di monti Alpi, Pirenei e Balcani fanno da confine, però non un confine tracciato sulle creste delle montagne, ma con un confine che deve essere attuato considerando le due catene come complesso confinario nel suo complesso dei due versanti.

    No lo fanno!! Ed allora la baracca salta!!.
    Ultima modifica di jotsecondo; 24-04-10 alle 18:48

  8. #78
    phasing out
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    Predefinito Rif: Una proposta tedesca

    Citazione Originariamente Scritto da jotsecondo Visualizza Messaggio
    Foglio - L'Islanda in bancarotta recita il mea culpa a teatro


    Foglio di giovedì 22 aprile 2010, pagina 2
    L'Islanda in bancarotta recita il mea culpa a teatro

    di Affaticati Andrea
    Chi è sto coglione che si fa citare per cognome e nome come costume delle scuole medie del regno sabaudo?
    Italiani coglioni coglioni coglioni coglioni coglioni.
    Nome, poi cognome, come fa tutto il mondo civile meno noi e i cinesi.
    L'occasione fa l'uomo italiano

  9. #79
    phasing out
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    Predefinito Rif: Una proposta tedesca

    Citazione Originariamente Scritto da catalano Visualizza Messaggio
    Come terzo contributore al BCE: 5,5 miliardi italiani per GreciaGli italiani sono fieri di essere parte dell'Unione. Sono sicuro che la maggior parte degli italiani pensano che l'UE è un grande business.


    sì perché gli itaglioni, dalle alpi alle piramidi, sono dei grandissimi coglioni, e schiavi per vocazione.
    L'occasione fa l'uomo italiano

  10. #80
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    Predefinito Rif: Una proposta tedesca

    Citazione Originariamente Scritto da semipadano Visualizza Messaggio
    Chi è sto coglione che si fa citare per cognome e nome come costume delle scuole medie del regno sabaudo?
    Italiani coglioni coglioni coglioni coglioni coglioni.
    Nome, poi cognome, come fa tutto il mondo civile meno noi e i cinesi.
    va che in itaghhia conta solo il cognome perchè così si può capire di che famiggghia sei (provenzano, riina, zagaria, calò, ecc...)

    repapelle: repapelle: repapelle:

 

 
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