
Originariamente Scritto da
Ichthys
Questo dipende dal fatto che una certa destra che si sente emarginata vive una sorta di complesso d'inferiorità nei confronti della sinistra radicale come se andasse in cerca della sua approvazione per "sdoganarsi".
C'è comunque abbastanza contrapposizione perché quella linea non risulti predominante.
Infatti, come ben saprai, Mussolini prima dell'errore delle leggi razziali fece molto per le comunità ebraiche italiane. Infatti gli Ebrei italiani, molti dei quali erano accorsi tra i primi nei fasci, ottennero un riconoscimento solenne con la legge del 1931 che istituiva le nuove "Norme sulle Comunità Israelitiche e sulla unione delle comunità medesime". Con tale legge gli Ebrei italiani poterono eleggere democraticamemne i loro rappresemtanti, provvedere alle loro necessità, all'amministrazione dei loro beni, alla conseravzione delle tradizioni, etc.
Il 17 ottobre 1031 il presidente del Consorzio delle Comunità Israelitiche, Angelo Sereni, telegrafò a Mussolini la "vivissima riconoscenza" degli Ebrei italiani".
Capisco che oggi Israele in mezzo alle critiche non può fare a meno dello strumento "olocaustico" per giustificarsi, ma in estrema sintesi, l'"olocausto" inteso come tentativo di sterminio sistematico di tutti gli ebrei tramite camere a gas e forni crematori è una sonora stupidaggine inventata per i gonzi dalla propaganda americana...
È bene chiarire una volta per tutte che i revisionisti seri non si sognano di negare che vi siano state persecuzioni ai danni degli ebrei, o che, nelle intenzioni del governo nazionalsocialista, la Germania dovesse diventare judenfrei.
In virtù di solidissime argomentazioni di ordine fisico, chimico, demografico, ecc. si sosteniene, invece, che:
1) Non esiste uno straccio di prova che il Terzo Reich perseguisse l'obiettivo dello sterminio sistematico degli ebrei. Al contrario, esistono fior di documenti che dimostrano come l'intento della Germania (in perfetta collaborazione con i gruppi sionisti...) fosse, da tempo, l'allontanamento degli ebrei dall'Europa, per consentire loro la fondazione dello stato di Israele (questo il significato dell'espressione Die Endlösung der Judenfrage, erroneamente intesa come "sterminio di massa"). Non a caso, i campi di concentramento erano gestiti dagli stessi ebrei concentrati (i "Kapo" = Kameraden Polizei).
2) Non esiste uno straccio di prova che, a tale scopo, fossero usate le "camere a gas", delle quali, vista la loro struttura (provate a paragonarla con quella delle vere camere a gas americane...), non si comprende, anzi, quali potesse essere il funzionamento, per uno scopo diverso dalla disinfestazione.
3) Nei campi di concentramento tedeschi si moriva per epidemie, malnutrizione, ecc., esattamente come in tutti gli altri campi di concentramento, ad esempio quelli "alleati", di cui, però, non si parla mai.
È proprio questa la barriera che divide, ma noi non pretendiamo che voi abbracciate la causa del revisionismo olocausto, è comprensibile che non potete farlo... anzi, le critiche se sono costruttive ci stanno bene. Quindi sarebbe più che sufficiente che ai revisionisti riconosceste la libertà di parola senza demonizzarli e senza minacciare ritorsioni legali o, peggio, aggressioni fisiche e vedrai che forse potremmo andare anche d'accordo perché in fondo il sionismo altro non è che nazionalismo identitario e resistenza etnica e per questo aspetto in linea teorica dovrebbe essere apprezzato... e lo stesso Nietzsche apprezzava negli Ebrei la loro capacità di conservarsi nel tempo per quello che sono.