(AGI) - Washington, 30 set. - Gli Stati Uniti hanno cambiato i piani per il possibile attacco contro l'Iran: i nuovi obiettivi sono le basi dei Pasdaran, il nerbo delle forze armate di Teheran, e non piu' le installazioni del controverso programma nucleare della Repubblica islamica. E' quanto sostiene sull'ultimo numero del settimanale 'New Yorker' il giornalista investigativo Seymour Hersh, autore in passato di importanti scoop, citando fonti riservate del Pentagono. George W. Bush ha chiesto agli 'Stati maggiori riuniti', il vertice delle forze armate, di rivedere i piani per l'eventuale operazione contro l'Iran concentrandosi su attacchi "chirurgici" con missili cruise contro le basi dei 125.000 uomini del corpo dei 'Guardiani della rivoluzione'. I Pasdaran sono accusati dall'intelligence Usa di organizzare la resistenza delle milizie sciite irachene attraverso le truppe di elite della forza 'Quds'. Hersh ha sottolineato che il cambio di strategia e' iniziato durante l'estate quando Bush e i suoi consiglieri hanno iniziato a parlare pubblicamente della guerra in Iraq come di "una battaglia strategica tra gli Usa e l'Iran". Il giornalista, che durante la guerra del Vietnam rivelo' al mondo gli orrori del massacro di 'My Lai' e piu' recentemente gli orrori di 'Abu Ghraib' a Baghdad, ha raccontato che nel corso di una video conferenza con l'ambasciatore a Baghdad Ryan Crocker Bush aveva chiarito che anche i britannici "sono della partita". Secondo i piani messi a punto dal Pentagono l'attacco sara' condotto dalla flotta Usa presente nel Golfo Persico con il lancio "di missili cruise" e con "bombardamenti aerei...per distruggere i campi di addestramento dei Pasdaran, i depositi logistici e le basi di comando e controllo", ha scritto Hersh.
Il cambio di strategia, che ha irritato gli israeliani favorevoli invece a distruggere gli impianti nucleari iraniani, si deve al fatto che alla Casa Bianca hanno capito come dopo il bluff delle armi di distruzione di massa, mai trovate, di Saddam Hussein l'opinione pubblica americana non sia pronta a credere che Teheran sia gia' in possesso della bomba atomica e che quindi possa rappresentare un'imminente minaccia per gli Usa. Con le presidenziali in programma a novembre del 2008 e i repubblicani in grande difficolta' Bush ha deciso di giustificare l'attacco contro l'Iran come una manovra di "anti-terrorismo". Secondo il New Yorker le teste d'uovo dell'amministrazione sono certe che gli americani digeriranno piu' facilmente l'eliminazione di forze responsabili della morte di tanti soldati che un attacco contro obiettivi la cui pericolosita' non e'certa. Secondo Zbigniev Brezinski, ex consigliere della sicurezza nazionale di Jimmy Carter, "questa volta, a differenza dell'invasione dell'Iraq, faremo la parte delle vittime", che reagiscono alle manovra di Teheran in Iraq.
Mentre il presidente non ha ancora emanato un "ordine esecutivo" per l'attacco gli strateghi del Pentagono stanno lavorando alacremente cosi' come alla Cia sono state incrementate le risorse delle unita' che si occupano dell'Iran.