Annuncio Insolitamente Trasparente de "Il Giornale".
<strong>http://www.youtube.com/watch?v=1qGN74_pBYc
Alfano e i ministri attaccano ilGiornale: "Con noi non funziona il metodo Boffo"
Alfano e i ministri attaccano il Giornale. E Sallusti risponde: "Io non ho paura" - IlGiornale.it
http://www.ilgiornale.it/sites/defau...037-alfano.jpg
Manovra tattica apprezzabile ma notizia fuori carattere priva del solito conflitto d'interesse del metodo "Boffo".
Forse nasce il vero partito FI conservatore... ma non ne sono convinto... può essere una trappola per prender voti! Odore di bruciato! Se Alfano dice sul serio avrebbe preso 1000 punti della "Mucca Carolina" in un sol colpo, candidandosi a leader credibile dei Conservatori.
Sarebbe più convincente se Alfano si unisse agli altri conservatori - Fini-Casini-Follini-Monti... magari e forse con riserva Mr Pera... -
Ebbi a rispondere ad un invito elettorale di Mr Pera - o del Suo Ufficio - che la sua proposta di unirsi al Partito Conservatore di FI aveva un solo difetto - ossia che il Suo Leader non era conservatore.
Marcello Pera - Wikipedia
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...cello_Pera.jpg
Dopo un paio di settimane mi arrivò un ordine ufficiale dall'ambasciata per riconsegnare il certificato elettorale...
Conservo ancora la lettera firmata dall'Eccellenza dell'epoca...
Governo Letta alla Fiducia
Governo Letta alla Fiducia
Diretta dal Senato
Diretta - Senato, il voto di fiducia a Letta - Repubblica Tv - la Repubblica.it
Nel momento in cui Alfano si è assentato mi è sembrato che la spaccatura nel PDL è pur sempre sotto la regia del Cavaliere.
Lo "Zio Letta" naturalmente si sta spendendo in un'opera di mediazione onde ottenere le garanzie di copertura per evitare "la Decadenza" e prosecuzioni correlate. Letta Presidente non se;bra interessato a compromessi.
http://www.unita.it/polopoly_fs/1.52.../217196413.jpg
http://www.unita.it/?refresh_ce
Nessuna rifondazione conservatrice dunque per il momento.
Ancora da chiarire che Alfano faccia sul serio.
Era una trappola per la "Mucca Carolina".
Non condivido l'intera posizione del Presidente Letta ma tutto sommato vale la pena di sostenerne il governo.
Si vocifera di un possibile intervento del Cavaliere. Ci vuole un gran fegato a farlo ma non me ne sorprenderei.
I cavalieri si distinguono dal coraggio!
Letta dovrebbe farcela per poco col supporto di alcuni dissidenti.
Tradizione ed Esoterismo Vs Politica
Citazione:
Originariamente Scritto da
Tomás de Torquemada
Scusa, ma che ci azzecca con l'esoterismo? :D Questo non è un forum politico, eh...
Citazione:
Originariamente Scritto da
david777
Carfagna cita Einstein per fare gli auguri a Berlusconi
Il Cavaliere festeggia i suoi 77 anni in collegamento telefonico con il Pdl campano riunito a Napoli. E l'ex ministro per le Pari opportunità cita una frase di Albert Einstein: "Le grandi menti hanno sempre avuto la violenta opposizione delle menti mediocri"
Carfagna cita Einstein per fare gli auguri a Berlusconi - Repubblica Tv - la Repubblica.it
"Il Giornale" ha aperto in prima pagina scrivendo che "Letta ha fatto cadere il Governo" - una fine metafora che certamente non è sfuggita a chi segue l'evoluzione delle "Grandi Menti della Storia".
In Italia il Conservatorismo sia liberale che centrista e socialdemocratico è bloccato e le forze alternative non hanno le forze per governare.
Non è una crisi soltanto politica di una nazione divisa. La crisi è antica ma col Nuovo Ordine Mondiale ha cominciato a venire a galla soltanto di recente:
L'MD CODE ha parlato di crisi antropologica un decennio prima dell'arrivo del Cavaliere in politica... e naturalmente ha fatto un "buco nell'acqua" per il semplice fatto che chiunque prova a mettere su carta le semplice ed originarie ragioni della crisi antropologica si ritrova inevitabilmente a complicarne la spiegazione ed infine a fare la fine del "visionario".
Con la descrizione della "crisi antropologica", l'MD CODE si avventurò nel 1984 a prevedere che la Costituzione Repubblicana si sarebbe trovata al centro di un complotto per una sua snaturata modifica in senso autocratico/autarchico - ne vedremo qualche fonte MD CODE.
L'Italia è stata violentata ed umiliata ma la responsabilità non è soltanto delle grandi menti.
La soluzione esiste ma i nemici e gli ostacoli illustri sono enormi. Temo che si dovrà toccare il fondo che è ancora molto più a fondo dell'attuale.
Caro Tomás de Torquemada - la tradizione apocalittica giudeocristiana è l'obiettivo primario dell'MD CODE, dove l'Apocalittica non è solo esercizio teologico, "esoterico", escatologico... L'intenzione è di restare ancorati al realismo della tensione tra Città di Dio e Città dell'Uomo. Il proposito di rispondere alla crisi dell'Italia è pure parte integrante della riflessione antropologico-biblica per intravvedere qualche fondata diagnosi dei mali che affliggevano già negli anni 80 e 90 l'Occidente e che avrebbero condotto alle malattie croniche dei nostri giorni. Durante la diretta per la riconferma del Governo Letta la mia curiosità era quella di vedere pure fino a che punto la consapevolezza della crisi etica ed antropologica si è fatta strada tra senatori, ministri e parlamentari.
Certo che l'occultismo, la Massoneria, Aleistare Crowley, i Templari, la Kabbalah, Baphomet, Allah, Saturno... c'entrano eccome nell'indagine teologica e dunque multidisciplinare dell'MD CODE... ma coi piedi per terra ed ancorati ai fenomeni ed agli eventi politici e geopolitici. La tradizione e l'esoterismo, come la teologia biblica e l'apocalittica... nel sistema multidisciplinare di pensiero dell'MD CODE... restano collegati alle vicende ed alle dinamiche economiche e finanziarie, ai conflitti politici ed alle manovre delle lobbies del NOM per l'acquisizione del potere globale da dove emergerà l'Anticristo ed il Piccolo Corno.
Bible Study - Who Is The Lawless One?
http://www.keyway.ca/jpg/tencom.jpg
In Italia credo che ci ritroviamo con apprezzabili candidati a tale potere globale... la cui caratteristica sintomatica è quella del rifiuto caparbio della legalità... e questo per il Libro di Daniele - capitolo 7 - e lo stesso San Paolo ai Tessalonicesi è significativo per il fatto che l'Uomo della Perdizione è anche l'Uomo Senza Legge. Insomma... la tradizione e l'esoterismo dell'MD CODE sono intrecciati alla realtà ed alle vicende politiche, benché l'intenzione sia pure quella di addentrarsi in quei più tipici fenomeni escatologici - quali i Nephillim, il Satanismo, lo schiavismo, il Sincretismo... - di cui certamente l'Apocalittica Biblica tratta.
A History of the Baphomet
http://www.angelfire.com/empire/serp...6/Templars.gif
Nelle prime pagine di questo thread vi sono altri estratti "antropologici" ma qui di seguito è quanto promesso dei pertinenti estratti MD CODE come sopra.
Di seguito gli Estratti dall'MD CODE annunciati -
Il profeta Daniele si rende conto che nell’ideale politico, non si tratta tanto del trapasso o della transizione dei poteri, quanto piuttosto della necessità di garantire l’ordine più ampio possibile, purché quest’ultimo si renda permeabile alle istanze ed agli ideali di giustizia sociale ed ai principi del Regno di Dio. Daniele era consapevole che il dominio sulle genti ed il territorio è comunque transitorio, e che oltre la sontuosità dei palazzi, lo sfarzo della corte, la forza degli eserciti, esiste una dinamica di ricambio del potere che procede direttamente dalla qualità del governo, nonché dall’affinità di quest’ultimo con la volontà dell’Onnipotente. I suoi consigli in tal senso, alla lunga disattesi da Nabucadnetzar, avevano determinato il collasso dell’impero babilonese, ed ora la mano passava ai Medi ed ai Persiani, la cui strutturazione etica ed il pluralismo nell’esercizio del potere esprimevano una maggiore affinità con l’etica teocratica della spiritualità biblica.75
Le due forze che realmente si opponevano all’epoca dei sovrani di Media e di Persia, sono le stesse che si opponevano al tempo dell’impero babilonese, e l’attacco è puntuale sul medesimo fianco debole di Daniele: la Città di Dio e la Città dell’Uomo. L’attacco è puntuale sul medesimo fianco debole di Daniele, il quale esercitava la propria fedeltà nei confronti del potere temporale, caratterizzandolo sulla base del riconoscimento di un solo Sovrano Onnipotente dal quale ottenere principi e forza per l’esercizio del potere, in contrapposizione alle avide aspirazioni al potere di colleghi politicanti (allora come oggi) animati da brame che ben poco hanno da spartire con l’autentica vocazione politica e stimolati da un latente narcisismo autarchico, il quale è in ogni epoca tradizionalmente nel fondo della natura umana dei monarchi terreni, allo scopo di realizzare il proprio regno:76le pagine della storia degli uomini (naturalmente non pochi contemporanei italiani sono illustremente compresi) concernono in buona misura nobili colleghi di tal sorta e la maniera in cui si fanno a vicenda le scarpe, tanto sono in gamba!
La stesura di un commentario sul libro di Daniele rischia di perdersi nella polemica, nei calcoli escatologici e nella semplice tensione tra opposte cronologie, trascurando l'individuazione e lo studio delle tematiche etico-messianiche. Mentre l'esegesi cristiana si cimentava nello studio dei particolari del libro di Daniele (che pure hanno una loro precisa funzione), Agostino ne traduceva la sua vocazione teocratica in principi politici programmatici: "hewent on to develop his ideas of the Christian alternative, and in so doing provided the foundation literature of the next phase of world history".286Il De civitate Dei "was written deliberately to provide the alternative to the pagan sistem which, according to its argument, had brought catastrophe in this world, and implied in it was the idea that the adoption of this alternative would bring peace in this world and happiness in the world to come."287
Gli interrogativi che agitano la cristianità contemporanea erano i medesimi di Agostino, il quale però non intese risolverli mirando alla prosperità ed alla netta separazione tra lo stato e la chiesa, piuttosto che agli ideali teocratici: "... what was this city of God which was thus to be brought down to earth, and who were its citizens? Was it to bea great totalitarian State, as moderns would call it, requiring all its citizens to be of one faith and follow one way of life, and merging the secular and spiritual in a government trascending both? Or was it the ecclesiastical organization known as the Church with agovernment of priests and bishops?"288
E' verosimile che l'acquisizione della coscienza teocratica abbia richiesto ad Agostino un lungo processo di riflessione, tale da condurlo oltre le posizioni dottrinali di una cristianità ferma allo stadio della prevalenza degli elementi soteriologici su quelli teocratici nella definizione del kerigma. La transizione da una fase pietistica ad una riformata di tipo teocratico, risulta essere un archetipo non solo del Cristianesimo, rappresentando il livello di massima sensibilità alla vocazione al governo dell'uomo da parte delle religioni monoteistiche. Che la Chiesa possa indicare e promuovere i valori della Città di Dio, non significa che i cristiani siano in grado di garantirla, poiché anch'essi sono caratterizzati da quelle espressioni negative dell'uomo, di cui essi si liberano solo nella misura in cui il messaggio evangelico viene assimilato ne lprofondo dell'essere.
L'analisi che Agostino ha fatto della politica è stata intesa come dettata da una prospettiva antropologica negativa: "Sant'Agostino fece una perfetta analisi della politica, qualche secolo prima di Machiavelli, come libido dominandi. Oggi si capisce bene. Non è vero che gli uomini combattano per ragioni economiche o di classe...La verità è che gli uomini combattono per la libido dominandi, ossia per il desiderio del potere. Inutile che i comunisti ci promettano una umanità priva di lotte e di guerre."289Il pessimismo di Agostino è anche realismo e determinazione alla resistenza nei riguardi delle forze che si oppongono ai principi del Regno di Dio, (l'impossibilità della perfetta applicazione delle leggi della città di Dio, a causa della natura umana degli stessi cristiani, non esclude il rinnovamento interiore dell'umanità): "Infatti... la fama di sant'Agostino era soprattutto filosofica o teologica. Pochi avevano notato l'importanza, in questo pilastro del pensiero cristiano, di un disegno realistico e pessimistico. Forse il primo che mise sulla strada di queste ricerche fu il Meinecke, quando fece notare la concordanza di alcuni interrogativi di sant'Agostino con certe affermazioni del Machiavelli. Infatti sant'Agostino aveva domandato ai suoi lettori: Che cosa sono i grandi imperi se non associazioni di ladri? E che cosa sono le associazioni dei ladri se non degli incipienti piccoli imperi? Mai nel pensiero aristotelico e tomistico (e quindi dantesco) si sarebbe dubitato in questo modo brutale della divina istituzione dello Stato. Per capire questa coincidenza bisogna ricordare che fra i pensatori cristiani colui che più fortemente insisté sul dogma del peccato originale e che più radicalmente contrappose la Città di Dio alla Città del Mondo, fu sant'Agostino. La maggioranza degli uomini - per lui - è condannata al peccato; soltanto una minoranza di eletti può salvarsi; quest'ultima passerà in mezzo alla grande maggioranza come un gruppo di viaggiatori (viatores), formando la vera Chiesa, ed arriverà a conoscere il Regno dei Cieli.
Ora Dio nella sua eterna saggezza per quella maggioranza ha predisposto dei modi di vita e di organizzazione politica che accettano... la cattiveria e l'egoismo fondamentale degli uomini come un dato di fatto per il quale esistono dei rimedi temporali, imperfetti, ma utili per render l'esistenza meno penosa e insopportabile."290
L'interpretazione che il Prezzolini fa di sant'Agostino giunge a ritenere che "tutta la politica appartiene alla città terrestre, che è organizzata da dei dannati per il loro temporaneo benefizio...", per ammettere subito dopo che è solo "l'azione politica senza l'intervento della grazia di Dio" ad essere"confinata entro i limiti posti per essa da Machiavelli", dal punto di vista del pensiero "genuino" del Cristianesimo originario.291L'idea di Prezzolini secondo la quale è "vano cercare nella dottrina cristiana un concetto di Stato" in modo da sostenere che " ... quando la Chiesa si mette nella politica entra in un dominio non suo e per il quale non è adatta e deve abbandonare i principi suoi, superiori alla politica", appare animata dall'intento di vanificare la dottrina sociale della Chiesa e di conseguenza la vocazione profetica che essa è chiamata ad esercitare, ammonendo i governanti ed indirizzandoli al riconoscimento della sovranità di Dio sullo Stato ed all'osservanza della sua volontà nella condotta politica: "Un commentatore cattolico è rimasto sconcertato dalla mia opinione, espressa in un colloquio con un altissimo prelato, che la Chiesa, se si occuperà di programmi sociali, finirà per trovarsi sempre superata nella vendita all'incanto delle promesse politiche; e che la funzione della Chiesa è di consolare e assolvere i pentiti, non di animare i rivoltosi e di sognare la pace universale in terra."292
Il frequente uso che Prezzolini fa dell'affermazione di Cristo ("Il mio regno non è di questo mondo") non sembra in linea con l'altra affermazione, la quale chiarisce sia la precedente che l'intenzione del De civitate Dei: "Sia fatta la tua volontà in Terra come è fatta nel Cielo..."293Pregare per l'avvento del Regno di Dio e subito dopo assumere il Cielo quale criterio di vita della Terra esige l'impegno alla realizzazione della volontà di Dio in ogni sfera dell'esistenza terrena, e dunque anche politica.294Il desiderio di relegare l'impegno della Chiesa alla consolazione dei pentiti, lasciando il governo del mondo ai macchiavellici della politica, esprime evidentemente gli interessi delle entità interessate a monopolizzare il mondo, senza dover subire le ingerenze o la sovranità di un'entità superiore. Sant'Agostino non ha certo voluto rassegnare le dimissione per consegnarsi ai monopoli, anziché ricordare che gli affari della terra vanno condotti secondo le leggi del cielo. Il De Civitate Dei non predica il disimpegno politico, la rinuncia alla dottrina sociale e la capitolazione della vocazione alla teocrazia. L'intenzione diAgostino è quella di evidenziare la natura delle forze schierate sulcampo di battaglia della storia umana. Due città sono in lotta e"non si dividono mai nettamente il loro campo d'azione nella Storia".295Le due città non "s'identificano mai con i particolari elementi da cui la storia degli uomini è costruita, giacché dipendono soltanto da ciò che ogni singolo uomo decide di essere."296 La Chiesa Visibile non è necessariamente costituita da individui che sono cittadini della Città di Dio, così come gli individui ritenuti ordinariamente cittadini della Città Terrena non sono necessariamente tali. Il criterio per l'individuazione delle due categorie non è quello anagrafico, bensì, in sintonia con il fondamento dell'etica giudeocristiana, il seguente: "L'amore di sé portato fino al disprezzo di Dio genera la città terrena; l'amore di Dio portato fino al disprezzo di sé genera la città celeste. Quella aspira alla gloria degli uomini, questa mette al disopra di tutto la gloria di Dio. I cittadini della città terrena sono dominati da una stolta cupidigia di predominio che li induce a soggiogare gli altri; i cittadini della città celeste si offrono l'uno all'altro in servizio con spirito di carità e rispettano docilmente i doveri della disciplina sociale."297L'atteggiamento che genera la città terrena è proprio del Piccolo Corno, il quale lo fa radicalmente suo fino alla pretesa di sostituirsi a Dio. La contrapposizione tra le due città corrisponde alla tensione tra due diversi sistemi di pensiero e modelli etici, lungo il corso della storia umana, fino all'avvento del Piccolo Corno ed al suo superamento nel Regno di Dio.298Il collegamento del De civitate Dei al libro di Daniele è concettuale e fa riferimento alla vocazione teocratica ed alla sensibilità etico-messianica di entrambi. E' verosimile che il programma sociale della Chiesa cattolica non tenga in dovuto conto il realismo antropologico di Agostino, il quale credeva fermamente nel peccato originale e riteneva che l'umanità tutta, in massa, sia incline al male e che possa redimersi da esso soltanto per la grazia di Dio.299In altri termini, l'idea teocratica del De Civitate Dei si colloca nel contesto della teologia di Agostino, in opposizione all'ottimismo antropologico di Pelagio, il quale negava che la colpa di Adamo avesse indebolita radicalmente la libertà originaria dell'uomo e quindi la sua capacità di fare il bene.300Nonostante l'ottimismo antropologico della teologia cattolica, la sua dottrina sociale risulta conforme all'etica messianica derivata dalla letteratura profetica ed apocalittica, mentre una parte consistente del Protestantesimo contemporaneo, al seguito della teologia agostiniana, non sembra aver formulato un'etica sociale che non sia ascritta entro i termini della subordinazione ai potenti di turno. Il dibattito relativo alle conseguenze politiche da desumersi dalla teologia agostiniana, ha visto come protagonisti principali, Lutero e Calvino. Le esperienze teocratiche riformate ed il pietismo anabattista sono conseguenze estreme e polarizzate della medesima matrice agostiniana. La questione relativa al governo dell'uomo si lega, nel pensiero dei due grandi riformatori, al problema del rapporto tra Chiesa e Stato.
c. Affinità etico-messianiche della dottrina
sociale del magistero cattolico
La stesura del De civitate Dei richiese 13 anni, duranti i quali Agostino ne rendeva note le sezioni man mano che si rendevano disponibili. Non si vuol suggerire che l'idea iniziale di Agostino abbia subito una modificazione radicale lungo il percorso del De Civitate Dei, bensì che l'intuizione teocratica abbia potuto evolversi a partire dall'esigenza di guardare alle vicende del proprio tempo dal punto divista della fede nel Cristo, Dio Sovrano e Salvatore del mondo, piuttosto che dalla precomprensione logica ed organica dei principi teocratici, suggerendo in tal modo che all'origine dell'intero movimento è la semplice fede che medita su se stessa: "To expect a poet and a mystic writing in this way to maintain theological consistency which would be required from an engineer or aneconomist presenting what moderns call a plan would be an absurdity. His moods vary; he approaches his theme from many points of view and with many repetitions and variations. At one moment he is on the heights; at another in the depths - or so it seems to a modern..."301 La relazione della Città di Dio di Agostino con lo stato terreno ha suggerito "an analogy with Plato's idea of the relation of his Republic to the pratical constitution propounded in his Laws."302 La Città di Dio e la Repubblica si propongono entrambi come riferimenti ideali, i cui valori assoluti determinano la dipendenza delle istituzioni e delle leggi umane, benché sia scontata la tensione tra le due città, dovuta "to the hardness of human hearts", e previsto che "it is only in the heavenly city that absolute righteousness can be realized".303Secondo Harnack, Agostino "roused the conviction that the empirical Catholic Church sans phrase was the kingdom of God, and the independent State that of the devil."304Il fatto che la "Chiesa dell'Iddio vivente "venga detta "casa di Dio" e che essa sia destinata a costituire la Gerusalemme celeste305,non indica che le autorità ecclesiali debbano governare direttamente lo Stato, piuttosto che influire su di esso affinché vengano assicurati, quando ciò è possibile, reggenti, leggi ed istituzioni compatibili con il pensiero e l'etica biblica.
Formalmente lo Stato può essere diviso dalla Chiesa, ma ambedue non possono che dipendere dai medesimi principi teocratici e spirituali ai quali il De Civitate Dei fa riferimento. Quando tali aspirazioni vengono disattese dal governo in carica, la Chiesa è chiamata a svolgere il suo ruolo profetico e ad informare le autorità secolari della tendenza a radicalizzarsi dell'incidenza delle cinque maledizioni di Habacuc e dunque della prossimità del giudizio divino, il quale "stabilisce chi deve essere re e può innalzare anche il più povero degli uomini."306E' dunque inevitabile che le autorità ecclesiali, nonostante non siano chiamate ad occuparsi direttamente dell'amministrazione dello Stato, ne rappresentino collegialmente l'autorità morale e spirituale, responsabile dei principi adottati nell'esercizio del governo. La collegialità, caratteristica degli antichi giudici, prima dell'avvento della monarchia ebraica, e dei vescovi durante il periodo del N.T., dovette ridimensionarsi, probabilmente anche a motivo della necessità di un riferimento autorevole e preciso, e tradursi nel sistema teocratico cattolico, il quale colloca il "Collegio dei Vescovi" alle dipendenze del Pontefice. Indubbiamente l'aspirazione alla teocrazia è alla base dell'evoluta dottrina sociale della Chiesa Cattolica, ed a prescindere dal dibattito dottrinale, si può riconoscere che il suo magistero è la maggiore autorità morale in seno alla cristianità, capace di tenace resistenza, senso critico e profetico nei riguardi delle manovre culturali e delle strategie economiche contemporanee, nei confronti delle quali rilevanti componenti del Protestantesimo, nonostante l'ortodossia dottrinale, si sono rese vittime ed in molti casi complici.
Dal confronto con le istanze teocratiche derivate dal Libro di Daniele, il pensiero sociale della Chiesa Cattolica risulta estremamente autorevole e coerente, oltre che capace di tradurre i termini dei Tempi e della Legge in principi etici che si riferiscono a molti campi dell'attività umana, ed in particolare a quel sistema di forze e di discipline che presiedono al governo ed allo sviluppo dell'uomo. Una delle prime encicliche, la Vix Pervenit di Benedetto XIV nel 1745, mentre la rivoluzione industriale iniziava il suo fatale corso al seguito, nel bene e nel male, della nascente borghesia nordeuropea, prende "in esame il problema dell'usura e stabilisce dettagliate disposizioni circa il giusto prestito ad interesse, sottolineando che la giustizia innalza la gente e il peccato rende miseri i popoli" e dunque opponendosi, sul nascere, a quella visione economico-politica responsabile del progresso indiscriminato ed unilaterale del mondo moderno, oltre che di una recrudescenza degli egoismi dell'individuo, quale condizione per la coesistenza e l'integrazione sociale.307
La preoccupazione dell'insegnamento pastorale e sociale della Chiesa è l'uomo inteso in senso storico e concreto, e la difesa della dignità dell'uomo. Oggetto delle encicliche sociali è l'uomo nei suoi rapporti economico-sociali: i diritti e i doveri della proprietà, del lavoro, dei soggetti che gestiscono sia l'una che l'altra, ossia i proprietari e i lavoratori, intesi tanto in senso individuale quanto in senso collettivo (associazioni professionali e di categoria, corporazioni, sindacati); le condizioni e i limiti degli utili provenienti sia dalla proprietà che dal lavoro, della lotta sociale per il conseguimento dei frutti economici; le condizioni e i limiti di eventuali interventi da parte dello Stato, inteso come arbitro al di sopra delle parti.308
Il pensiero sociale del Magistero appare animato dalla visione profetica ed escatologica sul presente degli uomini, alla luce dei segni dei tempi e del Vangelo; dalla volontà di "rinnovare, meglio che può, il messaggio di Cristo, adattandolo alle sempre diverse situazioni storiche; e "dall'amore di Cristo" quale "testimonianza di amore per l'uomo."309Leone XIII dedica la prima enciclica sociale, la Rerum novarum del 15 maggio 1891, alla questione operaia: "Alle ideologie liberista e socialista, il papa oppone la filosofia cristiana".310Pio XI riprende ed aggiorna il messaggio di Leone XIII con la Quadrigesimo anno del 15 maggio 1931, dopo mezzo secolo di "capitalismo selvaggio", a partire dall'Excelsior andato in scena alla Scala di Milano l'11 gennaio del 1881, quale manifesto entusiastico del capitalismo, liberista ed individualista in politica interna e protezionista in politica estera.
La "filosofia cristiana" di Leone XIII ePio XI, la quale si ispira alla collaborazione di classe e propone una terza via di fronte al fallimento degli opposti sistemi del capitalismo e del comunismo, rappresenta il riferimento culturale di generazioni di seminaristi, i quali divenuti sacerdoti porteranno, così come il citato Don Rocco di Palazzo San Gervasio, il fermento sociale e la visione etica giudeocristiana nelle proprie parrocchie, in modo da richiedere ai propri fedeli una chiara presa di posizione di fronte alle implicazioni morali, economiche e complessivamente culturali del Vangelo, oppure ammettere il proprio paganesimo e collocarsi al di fuori della comunità ecclesiale senza disgustose ambiguità. Il significato dell'opera di Don Rocco, la sua stessa risentita rigidità e quasi sdegnata intransigenza, resterebbero velate e ridotte all'esigenza della tradizione popolare di nuovi misteri di santità senza quelle riforme che la religione esige. I prelati della generazione di Don Rocco hanno vissuto un'ulteriore ampliamento del pensiero sociale cattolico al sopraggiungere della seconda guerramondiale. Pio XII colloca la questione sui fondamenti più ampi del diritto internazionale, sulla base della convinzione (ripresa più tardi nella Sollicitudo Rei Socialis da Giovanni Paolo II) che la pace sia frutto della giustizia, e che la giustizia sociale può emergere solo dalla pace. La Materet Magistra di Giovanni XXIII commemora, il 15 maggio del 1961, il settantesimo dell'enciclica leoniana, introducendo il tema della giustizia sociale alle dimensioni dei complessi equilibri internazionali, alla quale fa seguito, l'11 aprile 1963, la Pacem in Terris, a completamento del documento precedente: "ora l'insegnamento sociale della Chiesa si fa più attento ai segni dei tempi, diventa più storico e meno filosofico, riconosce la necessità del pluralismo rinunciando a progetti unidirezionali, sollecita tutta la Chiesa e particolarmente i laici ad assumersi le proprie responsabilità evangeliche." Il discorso sulla pace e la giustizia rientra così nelle pagine della costituzione pastorale Gaudium et Spes (7 dicembre 1965) in seno al Concilio Vaticano II, poi ripreso da Paolo VI nella Populorum Progressio (26 marzo 1967) e nella Octogesima Adveniens (4 maggio 1971).
Alle soglie del terzo millennio, mentre "di fronte ad una nuova era tecnologica che avanza da Occidente ed Oriente, ogni individuo, ogni società sembrano rimessi in discussione", Giovanni Paolo II rivolge all'uomo contemporaneo il pensiero sociale del Magistero, dalla Laborem Exercens(14 settembre 1981) alla Sollicitudo Rei Socialis (30 dicembre 1987). Da Leone XIII fino a Giovanni Paolo II, il magistero cattolico ha confermato la legittimità e la responsabilità di riferirsi alla tradizione biblica per attingervi i principi dell'etica sociale e di uno sviluppo equilibrato e globale dell'umanità.
L'insegnamento sociale del magistero cattolico risulta dunque ancorato all'etica giudeocristiana e giunge alla elaborazione di un pluralismo cristiano che tollera le ideologie e riconosce tutte le entità nazionali. Le riserve riguardano piuttosto il modello antropologico che soggiace alla dottrina sociale. Il rischio consiste nell'affidare i buoni propositi etici ad un mondo che s'identifica sempre di più con i modelli della citta terrena, nonostante la sua veste religiosa, ragion per cui l'insegnamento sociale deve procedere di pari passo con l'annuncio delle fondamentali verità evangeliche relative alla rigenerazione del cuore dell'uomo, nonostante l'antropologia cristiana riconosca la possibilità di corrette ed ordinarie attitudini umane animate dall'opera dello Spirito Santo. L'impressione è che le lacerazioni nella cristianità corrispondano ad un'alterazione degli equilibri antropologici e dell'integrità del modello etico e teocratico giudeocristiano, all'origine dello smarrimento di porzioni del sistema e dei contenuti teologici, interdipendenti. Se la pace è legata alla giustizia, l'etica è compromessa dove la verità è resa frammentaria. E dove l'etica è compromessa, l'avventura individualistica è destinata a tradursi prima o poi nell'avvento del Piccolo Corno e della Città Terrena.
Europeismo da Pasticceria
http://www.france24.com/en/files/ima...pedusa-m_0.jpghttp://www.france24.com/en/20131005-italy-bad-weather-sea-halts-lampedusa-island-shipwreck-victim-search-rescue
Papa: "Tutti chiamati ad essere e a stare con poveri"
"Tutti siamo chiamati ad essere poveri, spogliarci di noi stessi; e per questo dobbiamo imparare a stare con i poveri, condividere con chi è privo del necessario, toccare la carne di Cristo!". Così Papa Francesco nel suo discorso ufficiale nella Sala della Spoliazione di San Francesco del Vescovado di Assisi, davanti poveri assistiti dalla Caritas. "Il cristiano -dice il Papa- non è uno che si riempie la bocca coi poveri, no! È uno che li incontra, che li guarda negli occhi, che li tocca"
Papa Francesco ad Assisi: "Prego sulla tomba di chi si spogliò di sé" - Repubblica.it
http://images.scribblelive.com/2013/...e103c5c24b.jpg
Francesco ne fa comprensibilmente una questione di coerenza per tutti coloro che si "riempiono la bocca coi poveri". La Dottrina Sociale della Chiesa Cattolica ritorna al centro della Tradizione Giudeocristiana...ma l'idea che l'accoglienza risolve la crisi della coscienza rischia di fare da cavallo di battaglia per una soluzione superficiale della "crisi antropologica".
L'Italia - e Lampedusa in particolare - è nuovamente sotto la pressione degli sbarchi ma questa volta ci sono molti morti e l'accusa che a provocarli siano stati i ritardi dei soccorsi.
L'Italia ottiene fondi dall'Europa Cecilia Malmström "L'Europa farà di più ma l'Italia ha già avuto i fondi che servono contro gli scafisti" - Repubblica.it ma non si tratta solo di soldi e soccorsi. Se si va a guardare la provenienza dei disperati che arrivano presso le coste italiane Paesi di provenienza dei migranti che sbarcano sulle coste italiane - Repubblica.it notiamo in teoria dovremmo ritrovarci con perseguitati che scappano da dittature e guerre di religione.
http://www.repubblica.it/images/2013...f3299e1535.jpg
Questa supposizione va avanti da decenni ma poi ci ritroviamo con milioni di mussulmani che superata l'avventura ci ripropongono la stessa cultura e struttura di governo da cui in teoria sono scappati. Sarà vero che una percentuale di questi rifugiati siano veramente perseguitati e non soltanto "migranti economici" ma io non vedo che i cristiani perseguitati ed a rischio di martirio sia la sostanza degli sbarchi... e dunque devo supporre che la "quota" del centinaiox1000 di martiri cristiani nel mondo continua lontano dalla nostra vista e dalle coste occidentali - ma ci arrivano specialmente i Mussulmani... che potrebbero confluire invece verso i paesi islamici ricchi.
Francesco ne fa una questione "Francescana" e dunque di coerenza dottrinale e certamente l'Europa deve soccorrere chiunque sia in pericolo e derelitto presso le nostre coste, ma... l'Accoglienza di cui parla Francesco e la SX va di molto oltre e rischia di esporre l'Europa e l'Occidente ad una crisi irreversibile.
Dei milioni di Mussulmani che già risiedono o che sono nati in Occidente la grande percentuale vuole e persegue la Sharia e guarda con nostalgia al ritorno del Califfato. La seconda generazione di Mussulmani naturalmente si sente perfettamente in diritto di reclamare l'Europa o l'Occidente come la propria terra, nonostante certi fraintendimenti giuridici, civili e culturali non siano mai stati adeguamente affrontati e risolti, piuttosto che essere lasciati alla sopravvivenza "multiculturale".
Ebbene il Francescanesimo di Francesco mi sta bene purché l'emigrazione a rischio venga chiusa e convogliata presso paesi congeniali - previo la dovuta e caritatevole assistenza.
L'Islam ha disatteso la necessità vitale della "Reciprocità"... e mentre noi abbiamo visto le centinaia di morti presso le coste di Lampedusa i media ci hanno fatto dimenticare il milioni di martiri cristiani dell'ultimo decennio nei paesi da dove sono partiti i milioni di immigrati occidentali. I governi che si ispirano al relativismo culturale hanno contribuito al disastro demografico dell'Europa e forse i paesi ricchi del Golfo non sono estranei alla linea politica dei nostri governi. Francesco ed il Francescanesimo dovrebbero anche prevenire l'Europeismo da Pasticceria.
http://www.youtube.com/watch?v=vbdZV9PMzMw