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Discussione: MD CODE (Estratti)

  1. #101
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    Predefinito Re: MD CODE (Estratti)

    Bene David.
    Solo un appunto.
    Si può sapere perchè non hai voluto scrivere una introduzione sia pure sommaria al MD CODE?
    Credo sarebbe necessaria.

  2. #102
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    Predefinito Shemhamphorasch 72

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Riguardo al nome di YHWH mi rifaccio non tanto alle questioni che hai sollevato, interessanti, ma alla mistica ebraica e poi a quella forma di mistica ebraica di carattere magico che è la cabbala, così come risistemata dalle monumentali analisi di Moshel Idel discepolo "revisionista" di Schoelem.
    Credo che i suoi studi siano assai vicini a degli esiti definitivi.
    Sostanzialmente il nome di YHWH è incompleto dovendo in realtà constare di 365 lettere.Cosa evidente per il Dio che È.


    http://www.unlockedsecret.com/names/

    La kabbalah contiene delle profonde verità circa gli attributi ed i nomi di Dio, ma la sua sistemazione mistica è incerta e discutibile... e dunque pericolosa se si arriva al punto di farne un uso spiritualistico piuttosto che fermarsi all'indagine ed a ciò che è accertato in base alla Torah, alla Tanak ed al Nuovo Testamento.
    A queste condizioni lo studio della Kabbalah può essere istruttivo, edificante e certamente "POTENTE".

    La questione dei nomi di Dio nella Kabbalah e quella dello "Shemhamphorasch" Shemhamphorasch - Wikipedia, the free encyclopedia.
    Si parte dai tre versi del Libro dell'Esodo 14: 19-21 posti in parallelo e poi divisi trasversalmente in colonne di tre lettere.



    L'idea o l'intuizione mistica di Rabbi Avraham Abulafia Rabbi David Cooper - Cooper Print Index - 2119 About Kabbalist Abraham*Abulafia riflette la convinzione che le Sacre Scritture contengano delle verità e rivelazioni in codice, e certamente nel corso del tempo credo che questo sia stato accertato.
    Quando si vanno a tradurre e decodificare le 72 colonne derivate dal parallelo di Esodo 14 si riscontrano in effetti dei significati che sembrano richiamare caratteristiche divine ma che possono anche riferirsi ad angeli. Il pericolo è che invertendo l'ordine deii nomi triconsonantici potremmo ritrovarci con l'invocazione di angeli decaduti - e guarda caso nel Goetia si riferisce di 72 nomi di demoni costretti - secondo la relativa tradizione - da Salomone a costruire il Tempio.




    Facendo ricorso a diverse suddivisioni e tecniche cabbalistiche lo "Shemhamphorasch" può essere esteso.

    Ed è per tutti questi motivi che ritengo necessario e prudente attenersi alla Parola Certa e Rivelata nell'uso e nella fede del nome di Dio quale rivelato a Mosè, la cui potenza è certamente in Sè e per Sè nell'Essenza, nell'Essere di Dio e nella Sua Energia e Sapienza Creativa... ma che può prendere sostanza reale nel "Credente" nella misura in cui il nome di Dio viene in realtà santificato secondo le indicazioni della Verità e della Volontà dio Dio stesso. Insomma la "Potenza" e le "Sefiroth" di Dio non sono automatiche previo sistemazione "Magica"... bensì corrispondono alle Vie di Dio nelle Sacra Scrittura e nel Vangelo che rende possibile, previo la Grazia in Gesù Cristo, la Rigenerazione dei Figli di Dio e dunque la Potenza dell'Efficacia dello Spirito Santo che prende dimora nel Tempio del Credente.

    YHWH è il Nome che ci è dato - gli altri esprimono attributi, qualità e caratteristiche. YHWH nel LOGOS generato ma non creato prende "Tabernacolo" in Gesù Cristo... e questo cambia la Storia ed il destino degli Uomini.
    Tutta la Potenza di Dio nei Figli di Dio verrà attuata appieno nella Redenzione e nella celebrazione delle Nozze dell'Agnello della Nuova Gerusalemme. Ogni cosa suo tempo e nell'identificazione con Cristo.

    Gesù Cristo è la Via, la Verità e la Vita. - cfr. Giovanni 3: 16
    Ultima modifica di david777; 07-09-13 alle 17:50

  3. #103
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    Predefinito Re: MD CODE (Estratti)

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Bene David.
    Solo un appunto.
    Si può sapere perchè non hai voluto scrivere una introduzione sia pure sommaria al MD CODE?
    Credo sarebbe necessaria.
    Grazie! La prenderò dalla presentazione della Ioppolo Editore del 1994 su "Il Giornale" - dove naturalmente l'MD CODE prendeva il nome originario per la discussione quale tesi di laurea che ha procurato un esilio piuttosto che il dottorato. L'esilio è stato accademicamente umiliante ma sono sopravvissuto. Per quel che ricordo su POL l'introduzione era sostanziale e gli estratti erano lunghissimi. Nel nostro caso i limiti sono più marcati ed ho preferito limitarmi ad "estratti".
    Ultima modifica di david777; 07-09-13 alle 18:01

  4. #104
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    Predefinito Re: MD CODE (Estratti)

    Update: Russia Warship With Secret Cargo Headed To Syria Causes Talk Of WW3 & Nuclear Armageddon | War and Conflict




    Non è la prima volta che la Russia approda in Siria con un cargo segreto, ma questa volta il segnale suona molto male.
    Per essere tanto determinato, Obama deve avere delle prove schiaccianti... oppure Sauditi ed emirati del Golfo devono aver fatto una pressione insostenibile per un NWO con l'America nei debiti e pronta a far uso degli arsenali per riprendere il controllo geopolitico agli ordini dei nuovi padroni globali [di cui i sauditi fanno certamente & egregiamente parte].
    Ultima modifica di david777; 07-09-13 alle 19:13

  5. #105
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    Predefinito Segni decisi di Buona Volontà




      • Francesco si rende certamente conto che l'Occidente è stato sotto assedio per lungo tempo. Le circostanze geopolitiche non sono delle migliori per costruire la pace e rilasciare "buoni sconto" in assenza di segni decisi di buona volontà da parte del mondo islamico, della Russia, dell'Iran e delle "BRICS economies".

    • http://www.youtube.com/watch?v=aNCwW...ZFlUN6TVYuvrzM

      • 777davidelijah
        4 minutes ago

        US geopolitical supremacy & economic health has been damaged & in general the West feels under threat + unfair BRICS competition + Islamic pressure. The chance for US to use military power to readjust the balance will be very tempting. This is also the time for Brics economies and Iran to be very careful & reasonable as the "Beast" is wounded & humiliated. Outcome of Australian election is Conservative-Liberal - a sign that Western Civilisation is intended to respond to geopolitical challenge.

        Reply ·
      • 777davidelijah 15 minutes ago
        Assad has possibly used poison in despair but if so the opportunity to disarm Iran in Syria will not be missed. We should still consider the regional crisis with Israel & Iran makes compassion & understanding for Assad unlikely. Russia has limited Think-Tanks & worldwide justifications for replying to US action would minimal.
        If a negotiation for sparing Syrian army can take place in the balance Iran must talk real peace to Israel. Result could be joint US/NATO+Russian+UN supervision in Syria.

        Reply ·

    • http://www.youtube.com/watch?v=uoLvA...5sj8Szn2osJJIw

      • 777davidelijah 1 day agoI would like this conversation in the country where Dr Shabir comes from & let His People decide freely. Maybe the Gospel doesn't make sense anymore for many in UK but it would 4 many "over there".
        Atonement was not an invention of Paul - you can find already in Leviticus & Yom Kippur. It is clear that Islam needed the Holy Scripture for a start & then Independence Day was declared. No surprise anyway as the West is reaching the end of the appointed Grace. It is called "Time of the Gentiles".

        Reply
        ·
      • Islam used the Book of JXstians to justify itself & then dumped its authority with excuses & opportunistic accusations lamentations.
        Islam was conceived to destroy Christianity. Well informed historians&theologians know well the accusation the Holy Scriptures were falsified is a pathetic fabrication.
        Anyway a "Good News" to Islam: millions of Muslims will receive Jesus as Saviour and Lord before Israel will be surrounded by the Nations & Mahdi/Caesar will rule for a WEEK according the Prophets.

        Reply · in reply to 99amuslima
    Ultima modifica di david777; 08-09-13 alle 13:04

  6. #106
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    Predefinito Engage in Reply to Islam is Vital






    • Nuovo post di 99amuslima
    • Did God Die for Our Sins? - FUNNY - Sh. Dr. Shabir Ally Vs Jay Smith - YouTube
    • 99amuslima 18 minutes ago
      God, Jehovah. He did not instruct or command any one to worship him as God or supposed son of God. Where many of you get the stuff you espouse about Islam, muslims, etc. is HILARIOUS ! (VERY FUNNY) ! And so CRAZY ! Peace.

      Reply · in reply to 777davidelijah
      • 777davidelijah 1 second ago
        Yeshua is in the TANAK prophets. He himself declared to be YHWH Logos/Son generated & the Jews wanted to kill him for this. Islam was over 6 centuries far away to come. Yeshua quoted the Scriptures & no mistake pointed out or corrected. It can be proved the same age manuscripts Yeshua quoted R alive today&equal to ours. Islam is the reflection of spiritual competition to offspring of Isaac & Jacob. Instead of submitting to the Will of YHWH & receive salvation in Yeshua... Allah served Islam...

        Reply · in reply to 99amuslima (Show the comment)

    Ultima modifica di david777; 08-09-13 alle 14:41

  7. #107
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    Predefinito Re: MD CODE (Estratti)

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    In un testo sulla storia bizantina era riportato quell'hadith sulla contrazione dell'Islam alle sole Mecca e Medina alla fine dei tempi.
    Curiosamente la frase integrale era: " come il serpente si rintana raggomitolandosi nella tana così l'Islam tornerà dove è nato e resterà un affare di Mecca e Medina".
    Non posso assolutamente ritenerlo un hadith certo, secondo gli ulema è di quelli incerti, forse a parer mio è di origini cristiane,un apocrifo polemico, tuttavia l'Islam è paragonato al Serpente.
    Naturalmente non ne derivo giudizi definitivi riguardo alla tua teoria che in ogni caso è ancora troppo poco dispiegata, tuttavia la coincidenza c'è .
    Non ho dimenticato questa e l'altra questione aperta a cui risponderò non appena mi sarà possibile.
    Non voglio rischiare risposte montate in fretta e superficiali.
    Nel frattempo potresti nel tempo libero fare ulteriore ricerca al riguardo e farne un post.
    A presto.
    Ultima modifica di david777; 08-09-13 alle 14:59

  8. #108
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    Predefinito Re: MD CODE (Estratti)

    Citazione Originariamente Scritto da david777 Visualizza Messaggio
    Non ho dimenticato questa e l'altra questione aperta a cui risponderò non appena mi sarà possibile.
    Non voglio rischiare risposte montate in fretta e superficiali.
    Nel frattempo potresti nel tempo libero fare ulteriore ricerca al riguardo e farne un post.
    A presto.
    Ho il testo, ma in una biblioteca personale sconfinata.
    Farò il possibile.
    A presto.

  9. #109
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    Predefinito Re: MD CODE (Estratti)

    Citazione Originariamente Scritto da david777 Visualizza Messaggio
    Non ho dimenticato questa e l'altra questione aperta a cui risponderò non appena mi sarà possibile.
    Non voglio rischiare risposte montate in fretta e superficiali.
    Nel frattempo potresti nel tempo libero fare ulteriore ricerca al riguardo e farne un post.
    A presto.
    Ho trovato la discussione ortodossa di quell'hadith (manca la parte del ritorno alla ridotta di Mecca e Medina in senso stretto e letterale).Quindi era un hadith certo, sia pure qui riportato in maniera un pò diversa, ma il succo è quello.

    Domanda:
    Qual'è il significato dell'hadith "l'Islam è iniziato come qualcosa di strano e tornerà ad essere strano, cosi' come è iniziato.."?

    Risposta


    "L'Islam inizio' tra pochi individui, e poi si è diffuso ed è prevalso, si ridurra' poi in numero fino a quando non vi saranno solo pochi individui, cosi' come era al principio".
    "L'Islam è iniziato come qualcosa di strano...." | TurnToIslam

    il punto di vista degli Ulema è che questa contrazione sarà in realtà la molla del risveglio finale dell'Islam con la guida del Mahdi.
    Ultima modifica di amerigodumini; 08-09-13 alle 21:45

  10. #110
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    Predefinito RIDUZIONE DELL'ISLAM - PRIMO POST - MD CODE (Estratti)

    Citazione Originariamente Scritto da amerigodumini Visualizza Messaggio
    Ho trovato la discussione ortodossa di quell'hadith (manca la parte del ritorno alla ridotta di Mecca e Medina in senso stretto e letterale).Quindi era un hadith certo, sia pure qui riportato in maniera un pò diversa, ma il succo è quello.

    Domanda:
    Qual'è il significato dell'hadith "l'Islam è iniziato come qualcosa di strano e tornerà ad essere strano, cosi' come è iniziato.."?

    Risposta


    "L'Islam inizio' tra pochi individui, e poi si è diffuso ed è prevalso, si ridurra' poi in numero fino a quando non vi saranno solo pochi individui, cosi' come era al principio".
    "L'Islam è iniziato come qualcosa di strano...." | TurnToIslam

    il punto di vista degli Ulema è che questa contrazione sarà in realtà la molla del risveglio finale dell'Islam con la guida del Mahdi.
    flag of khorasan



    Per correlare adeguatamente all'MD CODE la questione di una severa riduzione dell'Islam e di una sua eventuale rivincita su scala planetaria per poi provare a valutare la possibilità che il Serpente Antico ci entri in tutta questa faccenda [Reptilian thesis of Islam]... credo che farei bene a procedere con calma ed a passo lento senza la poretesa o la fretta di mettere tutto in un solo post.... e prima di tutto riportare almeno alcuni estratti dell'MD CODE.

    Il contesto più ampio del seguente estratto è quello dell'esegesi del capitolo VII del Profeta Daniele. Ci troviamo nel contesto dei versi VII ed VIII.
    L'obiettivo riguarda le dichiarazioni nei confronti degli antichi Parti. In sostanza - qui e altrove - l'MD CODE sostiene che qualsiasi ceppo etnico - non nazionale - che non è stato assorbito in seno alla IV Bestia [ossia l'Impero Romano" e tutti popoli e le nazioni che ne derivano] dovrà scontrarsi o comunque "incontrarsi" per essere assorbito col consenso o con la forza. Tra questi ceppi etnici - per le Sacre Scritture e l'MD CODE = "corni" ancora al di fuori di "Roma" è buona parte degli antichi Parti. Al tempo del seguente estratto la guerra in Afganistan e 11/9 dovevano ancora venire. Prima di fare commenti e correlazioni con la questione della tua fonte procederò prima alla scrittura di questi estratti e poi a quella di altri che anticipano "la riduzione" dell'Islam assieme a quella del Giudaismo e del Cristianesimo in quanto religioni monoteistiche abramitiche/abramitiche - ed in quanto tali [discutibilmente nella loro interezza] avverse allo stravolgimento dei "Tempi e della Legge" [a sua volta nel senso esegetico inteso dal Profeta Daniele]. I prossimi due post si limiteranno ad alcuni estratti senza ulteriori discussioni - si notino i termini evidenziati in colore. Poi seguiranno le valutazioni e le correlazioni. Si tenga presente che le seguenti sono vecchie fonti del 1984-1988 a meno che altrimenti dichiarato.

    PRIMO ESTRATTO

    - Verso VII -
    Dal mio punto di vista,accapigliarsi per decidere chi o cosa rappresenti la quarta bestia ese le dieci corna siano dieci re macedoni oppure romani, èsostanzialmente inutile. L’inutilità dipende dal fatto chel’esegesi e la ricostruzione storica dei fatti soggiace in realtàad una precomprensione dell’intera questione. Il problema èpiuttosto un altro e riguarda la dignità e la credibilità delmessianismo giudeocristiano, ovvero la possibilità che il libro diDaniele possa rientrare coerentemente in un più ampio quadroapocalittico, non illusorio e neppure confutato da un presuntofallimento dell’obiettivo escatologico che abbia esaurito ilcomplesso del simbolismo delle quattro bestie con l’avvento diAntioco IV detto Epifane, senza che la fine di quest’ultimo abbiadeterminato l’avvento del regno di Dio. Quando non si è animatidal tentativo di verificare una relazione coerente tra, ad esempio,il libro di Daniele e l’Apocalisse di Giovanni,174le cui descrizioni della bestia che saledal mare ben si adattano alla quartabestia di Daniele, ogni identificazioneè buona, quasi indifferentemente, (tantosi tratta di miti...) purché si riescaa collocarla nel simbolismo del settimo capitolo di Daniele: “Ledieci corna potrebbero simboleggiare dieci diramazioni dello stessoramo cioè dello stesso regno, in senso di simultaneità o disuccessione. Nel primo caso potrebbero simboleggiare i Diadochi o idieci successori di Alessandro Magno. Nel secondo, invece, diecisuccessori di Alessandro fino all’ultimo corno, di cui nel v.8.”175L’attitudine a risolvere la questione dell’identità della quartabestia entro l’epoca di dominio ellenistico è l’inevitabileconseguenza della storiografia naturalistica, nel senso che, apartire dal gratuito assunto che l’autore principale (o gli autori)del libro di Daniele sia un patriota vissuto al tempo dei maccabei,si è indotti a spiegare la seconda sezione del libro, inparticolare, (denominata dagli storico-critici Daniele B) inesclusiva dipendenza dalle vicende storiche di quel tempo,richiamando in tutto ciò gli assunti, le prevenute motivazioni ed iprocedimenti porfiriani, la cui opera ci perviene in frammentiattraverso le citazioni dei padridella Chiesa e specialmente di Girolamo.176E’ infatti Porfirio a ritenere che Antioco Epifane rappresentil’ultima espressione della quartabestia a differenza degli antichiautori ecclesiastici, i quali all’unanimità ritengono che le diecicorna rappresentano dieci re romani.177
    Un tentativo di ovviare all’apparente fallimentodelle profezie messianiche all’indomani della caduta dell’ImperoRomano, tale quale concepito tradizionalmente, è quello riferito daGiovanni Calvino, il quale così commenta il verso in questione: “...since it is clear, from this prediction, that Christ’s kingdom waserected by the overthrow of the Roman dominion, the Jews turn round,and as I have said, join the Turkish monarchy with the Roman, sincethey do not find their Christ according to their imagination. Andthere are some of our writers who think this image ought not to berestricted to the Roman Empire, but ought to include the Turkish. InMy view, there is nothing probable in that opinion; I have no doubtthat in this vision the Prophet was shewn the figure of the RomanEmpire, and this will be more apparent as we go on.”178
    L’individuazione della quartabestia, a partire dai presupposti naturalistico-porfiriani, implicala compressione dei tempi escatologici e dunque la persuasione che letesi messianiche siano così confutate. Le ragioni per cui la quartabestia è considerata formidabilee molto fortevengono individuate nelle stabili ed estese conquiste dell’ImperoRomano, oltre quelle delle bestie precedenti.179Un motivo, infatti, per cui è poco credibile che la quarta bestiariguardi Alessandro ed i suoi derivati, è la globalità, anche seconflittuale, del potere della bestia a cui i vv. 23 e 25 sembranoriferirsi, senza escludere alcun territorio, popolo e lingua,(medesimo destino per Israele) in assoluta sintonia con la medesimaidea della globalità del sistema apocalittico del N.T.180Se di globalità si tratta nei versi di Daniele prima menzionati,allora l’evidenza che Israele sia l’ultima a capitolare a seguitodi una coalizione internazionale capeggiata dal PiccoloCorno concerne una situazione che sicolloca nel tempo che intercorre tra il verso 23 ed il 25.181
    Se tutto ciò è necessario alsistema apocalittico, senza soluzione d’interdipendenza econtinuità tra Antico e Nuovo Testamento, come si spiega chel’Impero Romano, pur essendo più vasto dei precedenti non puòessere considerato globale neppure dal punto di vista delledimensioni del mondo allora conosciuto? E come si spiega che, purprescindendo dal presunto fallimento dell’ideale messianicoall’epoca di Antioco IV, relativo alla tesi seleucida e comunqueellenistica della quarta bestia, l’apocalittica giudeocristianasembra aver fallito anche qualora si sostenesse la tesi tradizionaledei padridella Chiesa riguardo all’identità tra quartabestia ed Impero Romano? Per poterrispondere a quest’ultimi interrogativi è opportuno proporneancora altri. Dal punto di vista biblico, l’Impero Romano èrealmente estinto oppure soltanto apparentemente e momentaneamentenel V secolo d.C.? Gli imperi costituitisi sul suolo europeo, ocomunque dei popoli originariamente parte dell’Impero, purché nonsoppiantati radicalmente e geneticamente da altri, sono daconsiderarsi romani?I nuovi continenti ed eventuali territori aggiuntivi, non facentiparte originariamente dei domini di Roma, ma attualmente sotto ilcontrollo politico e culturale di popoli anticamente governati daRoma, sono eventualmente da considerarsi di fatto o potenzialmenteparte dell’Impero,benché questi sia in apparenza in frammenti? Nell’ipotesi in cuisi possa parlare d’Impero Romanodi fatto o potenziale, includendo tutti i popoli i quali,geneticamente o soltanto culturalmente rappresentano uno sviluppodella romanità(benché ciò non implichi la generalità del ceppo latino, siagenetico che linguistico), è possibile che la nuova capitale possaessere diversa da quella antica e situarsi persino sul territorio dialtri continenti o di nuove colonie emancipatesi?
    In primo luogo dovremmo, prima dirispondere a tutti gli altri interrogativi, verificare la possibilitàche l’antico Impero Romano non sia da considerarsi realmenteestinto, ovvero che possa, dal punto di vista biblico, rinnovarsi erifondersi più che ricostituirsi. Un possibile indizio diquest’ultima possibilità è rappresentato semplicemente dai versi3, 12 e 14 del tredicesimo capitolo dell’Apocalissedi Giovanni. L’apocalittica giudaica,senza le possibilità offerte dal N.T. e dall’Apocalissedi Giovanni in particolare, sitroverebbe con molta probabilità dinanzi ad un muro imponente diavverse evidenze storiche, tali da provocare la riduzione dell’idealemessianico a mito religioso. Inoltre, se l’apocalittica del librodi Daniele non si risolvesse in quella del N.T., i tentativi diattualizzazione degli schemi escatologici, così come il messianismo,risulterebbero privi di senso, inutili ed utopici.182Gli elementi che si ricollegano al settimo capitolo di Daniele sonocosì evidenti in Apocalisse 13 che si può parlare dicomplementarità ed interdipendenza. G. R. Beasley - Murray ritieneche i particolari del mostro marino sono tratti da Daniele 7, e, che,pur trattandosi di caratteristiche delle prime tre bestie in Daniele,nondimeno esse si riferiscano, tra le altre, alla quarta bestia(l’Impero Romano), alle sette teste (la successione degliimperatori) ed alle dieci corna (dieci re alleati), mentre i nomi dibestemmia sarebbero gli attributi divini che i sovrani pretendono.183
    Si è riscontrato che la testarappresenta un’entità personale di una particolare bestia, ma nonsi può dare per certo che, almeno illusoriamente, la forma di poterenon muti in modo da chiamare con un diverso appellativo l’entitàche prima veniva riconosciuto come l’Imperatore. Se la testaè il rappresentante del potere, allora la testa come ferita a mortenon è la quarta bestia nel suo insieme, bensì soltanto uno degliimperatori che a causa del colpo mortale ricevuto determinaun’attenuazione del potere della quarta bestia, oppure una suaparziale sospensione. Prescindendo dai riferimenti storici, “lamaggior parte dei commentatori sono propensi ad interpretare laguarigione della ferita a morte riferentesi alla testa (imperatore)in questione, che è quindi identificata con la bestia stessa (comenei vv. 12, 14, 17)” e “ciò potrebbe significare soltanto cheuno degli imperatori doveva sorgere dai morti e riassumere ilcarattere dell’Impero di diabolica ispirazione.”184Negli anni in cui si scriveva l’Apocalisse di Giovanni si andavadicendo di Nerone, suicidatosi nel 68 D.C., “che sarebbe ritornatoalla testa delle potenze orientali contro Roma.”185


    a. Attualità e composizione dellaIV Bestia
    In un certo numero di testiqumranici i kittimrappresentano l’ultimo potere mondiale dei gentili, ma lo stessotermine è usato nel Commentario diHabacuc dalla Grotta n. 1 per farriferimento ai Caldei (mandati da Dio per giudicare la rapacità deigovernanti della Giudea), ed in un frammentario commentario su Isaiadalla Grotta n. 4, in cui l’avanzata e la caduta degli Assiri èintesa quale “guerra dei kittim”.186 Una rilevante coincidenza ai fini dei propositi etico-messianici delpresente lavoro, concerne il contesto escatologico entro il quale ikittimoperano contro il Pattoe dunque in opposizione ai tempie la legge,nel luogo ove si menziona la guerra deifigli della luce contro “le bande deikittim diAsshur e coloro che aiutano chi opera malvagiamente contro ilPatto”.187E’ stata suggerita una derivazione da Dan. 11: 45 della seguenteaffermazione: “Asshur giungerà alla sua fine; nessuno loaiuterà”.188Se il seguito del medesimo brano conduce nuovamente al momentoescatologico della tensione tra i kittimed i figli della luce,allora Asshursi rivela una componente della IV bestia di Daniele, essendo che “ildominio dei kittimsvanirà, facendo soccombere l’empietà senza lasciare traccia, enon rimarrà alcun rifugio per tutti i figli delle tenebre”.189Tale idea è rafforzata dall’atmosfera apocalitticadell’avvenimento e dalla globalità delle sue conseguenze, inarmonia con la predizione dell’eternità del regno messianico inDaniele190:“Verità e giustizia risplenderanno per tutti i confini del mondo,illuminando senza posa fino a quando saranno finiti tutti i tempistabiliti per le tenebre. E al tempo stabilito per Dio, la suaeminente maestà risplenderà per tutti i tempi determinati in eternoper la pace e la benedizione, la gloria, la gioia e giorni lunghi pertutti i figli della luce. Nel giorno in cui i kittimcadranno vi sarà un combattimento e una strage grande al cospettodel Dio di Israele; giacché questo è il giorno, da lui determinatoda molto tempo per la guerra di sterminio dei figli delle tenebre nelquale saranno impegnati in una grande strage, l’assembramento degliuomini, i figli della luce e il partito delle tenebre... Sarà questoil tempo dell’angustia per tutto il popolo della redenzione di Dio:tra tutte le loro angustie non ce ne fu mai simile, dal momento nelquale si scatena fino al suo compimento nella redenzione eterna”.191
    L’idea che l’angustiacorrisponda alla grande tribolazione(la più grande che ci sia stata fino adoggi, e non ce ne sarà più una uguale)collocata al tempo in cui “un giorno vedrete nel luogo santo coluiche commette l’orribile sacrilegio”, ci ricorda che “il profetaDaniele ne ha parlato. Chi legge cerchi di capire”.192Che Asshur sia solo una componente, tra le altre, dei kittim,ed indicativo del territorio attraverso il quale l’ultima bestiamuove alla conquista di Gerusalemme, è suggerito come segue: “Insuch a passage Asshur (Assyria), as in Isaiah, is probably a term todenote the gentile oppressor of Israel, whereas Kittimindicates more precisely where this oppressor comes from. Ifthe arms and tactics specified in the war scroll are of Roman type,as Y. Yadin argues, the Kittim would be the Romans, as inDaniel 11: 30. Likewise, in the Nahum Commentary, Jerusalemremains uncaptured by the kings of Greece from Antiochus (VII) tothe rise of the rulers of the Kittim, who are most probably theRomans”.193
    Una lettura attenta delleinformazioni riportate nella EncyclopaediaJudaica,194è in grado di chiarire quale sia il carattere composito dei kittim,riconoscendone però ai Romani un’attribuzione del tutto speciale,alla cui origine è la semplice constatazione che “in the table ofnations Kittimis mentioned among the sons of Javan and the brothers of Elishah”.195L’idea che kittimdivenga poi tutto ciò che è conquista degli stessi (e dunque sicomprende perché Asshur venga inteso come tale) si spiegherebbe in“an obscure verse in the prophecies of Balaam, which seems to say:Ships come from the quarter of Kittim;they subject Ashur, subject Eber...”196Tale criterio può indurre ad estendere l’individuazione della IVbestia con il potere che è conseguenza dei tradizionali territoridei kittime con le nazioni subordinate al proprio ordine politico ed economico,perciò può essere in tal modo ammessa l’ipotesi che l’ImperoRomano non si sia mai realmente estinto e che sia sopravvissuto, siapure con alterna fortuna, nelle forme di potere ed in seno ai popolidi matrice ed origine occidentale ed europea, in genere, e latina editalica in particolare, con Roma quale centro motore, la cuirinascita in tutta la sua ispirazione autarchica si presenta comeprobabile e verosimile, secondo le forme politiche, economiche espirituali che le sono più congeniali.
    Tutto ciò esige una visione piùelastica nell’individuare, in relazione a quel sistema politicoglobale che potrebbe con maggiore probabilità unificare i popoli ele nazioni, i caratteri peculiari della IV bestia. Il cedimento delleideologie e delle barriere politiche a tale processo diglobalizzazione, per quanto inevitabile ed addirittura necessarioagli scopi del pluralismo, anche se non necessariamente in unasfrenata e vincente versione laico-capitalistica, appare come ilsegno dell’approssimarsi dei tempi escatologici e quale indiziodella consapevolezza delle nazioni dell’impossibilità di opporreresistenza al medesimo processo, la cui risonanza sembra emergere dalfunesto presentimento apocalittico, nonostante i proclami di pace esicurezza: “Gli abitanti della terra moriranno per la paura e peril presentimento di ciò che dovrà accadere... Chi è simile allabestia? e chi può guerreggiare con lei? Quando diranno: Pace esicurezza, allora di subito una improvvisa ruina verrà loro addosso,come le doglie alla donna incinta; e non scamperanno affatto”.197
    Fermo restando la destinazioneprivilegiata dell’identificazione della IV Bestia all’ImperoRomano è ammissibile che il suggerimento dell’Olmstead, qualecitato dal Montgomery, si collochi nel contesto dell’esegesi diDan. 7: 7: “... Professor Olmstead suggests that themonstrous sirushu198 beastwould have given a prototype from Bab. art.”199Si può anche capire che “this terrible beast is type of theHellenistic age” e che “this fearful figure meant to theMaccabæan Jew the Seleucide Hellenism which he knew”, ma dire che“it might be equally applied, although with no better reason, bylater interpretation, to the Roman empire or its barbarouscontinuation, to Edom (Rome)” riduce i termini complessivi dellaquestione e mira a suggerire la necessità della compressione deitempi escatologici sulla base di motivi che non sono necessariall’esegesi in senso stretto.200


    - Verso VIII -
    Nella sostanza la storia non ècambiata e gli argomenti sono sempre i medesimi: i naturalistiriprendono la tesi di Porfirio, mentre i biblisti d’ispirazionemetafisica, o anche neo-platonici ecclesiastici e conservatorifondamentalisti in genere, ripropongono l’apologetica di SanGirolamo. Benché di opinione diversa, il Montgomery riconosce cheesiste “one ancient and very respectable reason why the FourthMonarchy has been sought in Rome”, ma egli crede che tale ragionederivi dal fallimento dell’aspettazione apocalittica relativa alRegno di Dio e dunque dalla necessità di posticipare la data dellaprofezia.201Il fatto che i giudei abbiano (in seguito al presunto fallimento altempo dei Maccabei), intravisto nell’Impero Romano prima (“andthis ruling Jewish interpretation was naturally carried over by theChurch with its vivid eschatological hopes”) e nell’Islam dopo,la IV monarchia (“and in the same spirit Protestant theologianswere content to work out the fulfilment of prophecy through theMiddle Ages down to their own day”) e che il Papato sia statoidentificato con l’Anticristo, dovrebbe al più dimostrare che ifallimenti riguardano le interpretazioni, anche se animatedall’attesa messianica, e non le profezie.202Nel prendere atto che i primi cristiani seguirono l’interpretazionegiudaica, intravedendo la profanazione del santuario203nell’opera di distruzione di Gerusalemme compiuta dai romani, ilMontgomery è naturalmente consapevole dell’interpretazione di GesùCristo circa le profezie di Daniele relative ad un’abominazionedella desolazione ancora daverificarsi.204Ciononostante, a sentire il Montgomery dovremmo conveniresull’attendibilità che i dieci re altro non sono che re greci, percui il Cristo stesso non sarebbe attendibile nella suainterpretazione del libro di Daniele.205
    Ammesso che gli OracoliSibillini, i quali Hilgenfeld e Schürerascrivono ad una data non più tarda del 140 a. C., possanointerpretare le dieci cornaquale simbolo di Antioco Epifane e dei suoi successori, ciò nondimostra nulla di autorevole, perché è verosimile e comprensibileche ogni generazione abbia la tendenza ad applicare le profezie alproprio tempo, in quanto il criterio della globalità del potere delPiccolo Cornonon sembra aver indotto i movimenti messianici di ogni epoca allaconclusione che la realizzazione delle profezie esige un processo diunificazione planetario del potere che solo la nostra epoca rendeconcretamente imminente.206
    All’esegesi del Montgomery,indubbiamente accompagnata da utili citazioni e riferimenti, sidevono ancora proporre le semplici riflessioni di San Girolamo alseguito dei tentativi esegetici porfiriani, perché nellecontrapposizioni accademichesugli studi biblici, non c’è nulla di effettivamente nuovo sottoil sole: “E’ inutile che Porfirio insinui che il corno piccolo,spuntato dopo le dieci corna, sia Antioco Epifane, e che delle diecicorna le tre strappate siano rispettivamente per il sesto Tolomeodetto Filometore, per il settimo Tolomeo Evergete e Artassia re diArmenia; i due primi morirono molto prima che Antioco nascesse, esappiamo che Antioco combatté, si, contro Artassia, ma questi rimasesempre sul suo trono”.207Ciò che sorprende è la sicurezza con cui San Girolamo interpreta letre corna divelte: “... verso la fine del mondo, quando l’imperoromano sarà in completa dissoluzione, verranno dieci re che sidivideranno il mondo romano, e sorgerà poi un altro piccolo re,l’undecimo, che dei dieci re ne abbatterà tre, ossia quellid’Egitto, d’Africa e d’Etiopia, come veniamo a sapere piùesplicitamente nei versetti che seguono; e una volta fatti fuoriquesti, anche gli altri sette re si sottometteranno al vincitore”.208
    I tratti umani del PiccoloCorno indicherebbero che si tratta diun individuo e non di un’entità composita ed impersonale, oaddirittura “come opinano alcuni...”, di un demone o del diavolo,giacché in questi Satana tutt’interoabiterà corporalmente: “ne eumpotemus iuxta quorumdam opinionem, uel diabolum esse uel daemonem,sed unum de hominibus”.209Oltre che astuzia e perspicacia, tali tratti esprimerebbero ancheorgoglio ed insolenza.210Il Piccolo Cornoha una bocca che proferisce grandi cose specialmente nel senso che“ha il coraggio di piazzarsi nel tempio di Dio proclamandosi luistesso Dio.”211Le corna rappresenterebbero capacità di autodifesa ed attacco, edunque potere.212 L’affermazione di San Girolamo a proposito dell’identità delletre corna abbattute ripropone ancora una volta la questione relativaalle componenti della quarta bestia discussa altrove. Dirò quisemplicemente che la tesi secondo cui si tratterebbe di 10 nazionieuropee sostenuta generalmente dai fondamentalisti, presental’inconveniente del rischio di un’ennesima confutazione a seguitodelle vicende politiche che si stanno consumando alla vigiliadell’unificazione europea, benché non sia definitivamente dascartare. Se il criterio è quello della globalità del potere delPiccolo Cornoperché non ipotizzare che si tratti delle principali 10 potenzemondiali? In tal caso le tre corna divelte rappresentano, tra le 10,quelle che soccombono all’emergere di un undicesimo corno, peraffluirvi. Quanto alla loro identità si possono soltanto fareipotesi rese verosimili dai contemporanei avvenimenti politici. Adesempio, la crisi del blocco sovietico può essere interpretata comela rimozione di una delle tre corna, mentre la rinascita dell’Europacome l’apparizione del Piccolo Corno,resa ancor più ragionevole dal fatto che nell’Apocalisse diGiovanni si dice che “avea ricevuta la ferita della spada ed eratornata in vita”.213In tal modo una riedizione dell’Impero Romano e gli abitantidelle isole verrebbero a costituire nelloro insieme i kittim,attesi sullo scenario escatologico-apocalittico dalla tradizionegiudeocristiana.
    Che Giovanni l’apostolo abbiapotuto ritenere confermati nel proprio tempo i dati suggeriti dallibro di Daniele intorno alla IV Bestia, descritta dotata di diecicorna più uno, può essere confermato dall’evidenza di dieciimperi confluiti nell’Impero Romano nelle varie fasi della suaespansione, sette dei quali forse acquisiti dall’impero macedone.Tale evidenza è stupendamente descritta nella TheWall Chart of World History,214dove a tutto tondorisulta che a partire dal 168 a. C. si attua quel processo diassorbimento secondo il quale la Tracia e la Macedonia, in un unicoblocco, al tempo di Perseo, nel 168, distintamente la Grecia eCartagine nel 146, Pergamo nel 138, la Bitinia al tempo di NicomedeIII, il Ponto insieme alla Cappadocia nel 41, la Siria sotto iSeleucidi nel 65, l’Egitto sotto i Tolomei, al tempo di Cleopatranel 30, e più tardi la Palestina e la Britannia, escludendo leconquiste minori, entrano a far parte della Repubblica Romana, laquale al termine di tale processo si trasforma in Impero. Se tuttociò è originato da una migrazione di una colonia greca in Italianel 1700 a. C. circa,215è probabile che i kittim,biblicamente discendenti di Iavan,siano da identificarsi col la medesima colonia, giacché con taletermine si tende ad identificare tutti i popoli assorbiti dall’ImperoRomano. Infatti la Genesi cita i discendenti di kittimtra coloro e che abitarono le isole delle nazioni, al fianco peròdegli altri figli di Iafet, perciò il termine kittimandrebbe riferito in primo luogo agli antenati dei Romani, ed in unsecondo momento a tutti i popoli assorbiti da questi ultimi.216
    Il problema, comunque, di unadistinzione di kittimdagli altri suoi fratelli non esiste, dal momento che Iavan nel suoinsieme penetra nel IV Impero, assumendo esso stesso la connotazionedi kittim.Secondo la stessa Wall Chartsoltanto Fohi oppure Yao, supposti discendenti diretti di Noè efondatori della I dinastia Hiah e dunque della Cina, resterebberoesclusi, insieme ai Parti, alla Caledonia, e loro derivati,dall’antica conformazione dell’Impero Romano, fino a quando lanuova non assorbirà tutto. La Scozia, derivata dall’anticaCaledonia finisce per essere assorbita, ad opera degli Stuart,dall’Inghilterra, mentre l’India ed il Giappone contemporaneipossono essere intesi (nonostante la loro indipendenza) quali sintomid’indebolimento dell’autonomia degli antichi Parti e Cinesi.L’idea base dell’intera questione relativa all’ipoteticariedizione della IV Bestia, consiste nel ritrovare 10 + 1 entità,progressivamente differenziatesi all’indomani della cadutadell’Impero Romano, nel senso che i relativi gruppi etnici,distintisi come imperi durante il Medioevo, hanno dato luogo allanascita della quasi totalità delle nazioni, secondo quanto ci vieneindicato dallo studio comparato della storia dei popoli fino all’etàcontemporanea.217Ad esempio il ceppo britannico verrebbe a caratterizzare, oltre allagià menzionata Scozia, anche gli U.S.A., la Repubblica d’Irlanda,l’Australia, la Nuova Zelanda, il Canada, la Repubblica delSudàfrica e la Gran Bretagna, allo stesso modo di quanto si puòconcepire per gli altri ceppi originari dell’antico impero.218
    E’ di grande interesse l’otticacon cui la Wall Chartguarda allo Stato del Vaticano, ponendo quest’ultimo quale direttaconseguenza dell’Impero Romano d’Occidente, per cui esisterebbeun residuo cristianizzato dell’antica tradizione imperiale, acominciare da Costantino il Grande e senza soluzione di continuità.L’idea che la ricostituzione dell’Imperopossa procedere dallo Stato del Vaticano non può che ripugnareall’intera cristianità, se è vero che la ricostituzione della IVbestia procede dal medesimo impero.Potrebbe rendersi verosimile che un’autorità secolare possainfluenzare così pesantemente lo Stato del Vaticano da riuscire coninganni e prepotenze a farne il centro dinamico e politico per laricostituzione dell’Impero Romano. Ciò potrebbe significarel’unificazione di tre potenze occidentali in seno allo statovaticano riformato in senso imperiale. Il Piccolo Corno potrebbeimpossessarsi della sede del potere vaticano, unificare trecomponenti occidentali e procedere alla stipula di un pattointernazionale di pace e sicurezza, con particolare riferimento adIsraele ed in accordo con un falso messia giudeo, il quale puòessere assimilato alla bestia che saledalla terra di Ap. 13. Dovremmo perciòconsiderare con attenzione quelle entità che oltre a combinare ilpotere dell’economia e della politica, mirino al potere religioso esiano capaci di acquisirlo.
    E’ difficile arrendersiall’idea che la prima autorità morale della cattolicità possaconcepire e soggiacere ad una simile deviazione, radicalmentecontrapposta alla concezione etico-messianica del regno di Dio, anchese i tentativi di snaturamento dell’autorità cattolica da parte dientità animate dalla volontà di un ritorno all’autarchiaimperiale sia tutt’altro da escludere. Evidentemente si tratterebbedi un impostura, perché è impossibile che il Piccolo Corno possacredere e rappresentare la tradizione della Chiesa Cattolica Romana:la finzione sarebbe tale da non poter dubitare dell’adesione siaalla teologia dogmatica in senso stretto che alla dottrina sociale,alla quale l’attuale papa è fortemente ispirato. Comunque, nelvalutare i fenomeni religiosi, economici e politici da unaprospettiva apocalittica, non si può rischiare d’interpretareaffermazioni programmatiche di sviluppo etico e civiltà spiritualequale sicuro segno d’ortodossia ed estraneità alle decisioni edalle responsabilità che preludono all’avvento del PiccoloCorno. Il dominio della religione, eprobabilmente anche quello della politica, dovrebbero dunque stare inguardia nei confronti delle manovre del mondo economico, il qualeappare sempre più ed implicitamente deciso ad espugnare quelleroccaforti ch’esso palesemente interpreta come una minaccia alraggiungimento della propria meta finale? Il tentativo di dominare lacultura e la comunicazione di massa, oltre che i processi diproduzione e le regole di mercato, quale intento cela in realtà?219Esiste il rischio di una degenerazione del liberismo economico, nelsenso di una opposizione sia ai principi di democrazia che a quellidi teocrazia? Anche se tale rischio fosse reale, a motivo dellegrandi questioni antropologiche rimaste insolute e problematiche peril dialogo ecumenico, è improbabile che vi sia una soluzione allabelligeranza tra ideologie, diversa dalla strategia del laicismoliberistico.
    Ciò che può essere fattoconsiste nella promozione della comprensione e della coesistenza tradiverse entità confessionali, ma la laicizzazione dello stato ed unaliberalizzazione sociale dell’economia rappresentano delle tappeinevitabili per un’umanità irrisolta ed eterogenea. Ritengo che,da una prospettiva biblica, la religione umanistica non sia in gradodi eticizzare il mondo e le forme degenerate dell’economia e dellapolitica, a meno che non si affrontino i problemi antropologicicorrelati alla verità teologica. In seno al fondamentalismoprotestante è diffusa l’idea secondo la quale “la Babiloniafinale è un grande sistema ecclesiastico, il cui centro è Roma...una chiesa universale piena di corruzione, che si costituirà duranteil tempo della fine.”220Il sopravvento della IV Bestia sul sistema ecclesiastico sarebbeprevisto: “Babilonia sarà sovvertita dalle dieci corna prima che isette anni, con cui terminerà il tempo dei Gentili, sianocompiuti... Il potere politico abbatté la Babilonia di un tempo ecosì pure il potere politico sovvertirà la Babiloniaecclesiastica.”221
    Talvolta l’impressione è chenel fondamentalismo ognuno interpreta le cose a suo uso e consumo,dichiarandosi al di fuori di Babilonia. Se una parte dellacristianità applica al Vaticano il ruolo apocalittico di falsachiesa al seguito della tradizione imperiale romana, altricoinvolgono l’insieme delle religioni, ivi comprese le chieseprotestanti, dichiarandosi naturalmente esclusi: “Il vino della suafornicazione: Una parte notevole di Babilonia la Grande è la ChiesaCattolica Romana... Babilonia la Grande è la componente religiosadell’organizzazione di Satana... La sua parte più notevole è oggil’apostata cristianità, che emerse nel IV secolo dopo Cristo comepotente organizzazione illegale, con credi e formalismi attinti nondalla Bibbia, ma in gran parte dalla religione babilonica.”222
    Il rischio per il fondamentalismoè quello di giudicare le altre chiese, oltre che le altre religioni,senza accorgersi di fungere in alcuni casi da supporto teologico aquelle entità economiche che sono ancor più rappresentative delleforze oscure schierate contro il Regno di Dio, e di essere da questenello stesso tempo strumentalizzate ai fini della legittimazione diuna spietata, disumana e liberistica competitività, propagandando lanecessità di una coalizione laico-pietistica allo scopo di farfronte comune contro gli indubbi mali burocratici, la corruzione e lastrumentalizzazione dello stato sociale, e dunque gli abusi dellapolitica d’ispirazione cattolica e socialista, all’origine deldissesto del bilancio di molti stati, tra i quali la RepubblicaItaliana. Sia il fondamentalismo pietista che (non di rado)riformato, non sembrano neppure sufficientemente consapevoli delrischio di una combinazione del liberismo economico con le forzeautarchiche. Credendo così di evitare il coinvolgimento babilonico,si rischia l’acquisizione di un ruolo apocalittico ancor piùdiretto, ed illudendosi di non partecipare alle colpe della politica,si prevarica economicamentecontro lo stesso uomo che si vorrebbe salvare.

    II ESTRATTO

    Un’ulteriore riflessioneriguarda il grado di conflittualità economica nei confrontidell’Islam e viceversa, e dunque la possibilità di realizzare unacoesistenza, utile anche a promuovere una soluzione della questionepalestinese. La più attenta comprensione dell’esperienza ibericamedioevale potrebbe contribuire a convincersi della capacitàdell’Islam di prodigarsi nella formulazione di norme convenzionalidi coesistenza, di rispettarle e di contribuire in tal modo allacomprensione tra mussulmani, giudei e cristiani, non solo in Israele.116Probabilmente ciò implicherebbe però la rinuncia da parte delfondamentalismo di ognuna delle parti alla realizzazione di uno statoconfessionale, applicando quei principi teocratici che non sonocomuni, riconosciuti e condivisi, esclusivamente alla propriacomunità. Non si tratta di rifiutare e diluire i valori teocraticinel vasto mare del laicismo, bensì di adeguarsi alla necessitàdella coesistenza, evitando però di pregiudicare, nel ricorso aimezzi ed ai privilegi offerti dal sistema laico, l’incolumità e lasicurezza di ogni particolare confessione religiosa. Quando sipretende di subordinare il mondo intero ai valori etico-sociali, cisi dovrebbe anche chiedere se dal confronto con le altre identitàspirituali, il proprio modello teocratico ed i relativi presuppostiteologici sono riconoscibili come autentici, e se, comunque sia,ottengono il consenso dell’altrui coscienza. Perciò ognuno sifaccia coinvolgere perlomeno dal proprio ed originario modelloteocratico, limitandosi però al di fuori della comunità religiosaalla cooperazione, affinché gli essenziali valori etico-sociali,nella misura in cui il livello di coesistenza lo permette, sianoriconosciuti e praticati dallo Stato e dai cittadini. In tal modo loStato pur essendo laico nell’impostazione potrà fondarsi suiprincipi della teocrazia biblica, benché sia soltanto l’avventodell’era messianica a realizzare, secondo la tradizionegiudeocristiana, il governo ed i cittadini ideali. L’eterogeneitàdella spiritualità umana e l’inclinazione al malgoverno che nederiva, laddove si costruiscono complesse strutture sociali eprevidenziali gestite da enti pubblici, non permettono per il momentoil superamento del liberismo economico, però si può, a seconda deicasi, calibrarlo: se la spiritualità di un popolo è elevatal’efficienza dello stato sociale può dimostrarsi molto elevata ela coesistenza riuscita, nondimeno anche in tal caso una certa misuradi liberismo provvederà maggiore sicurezza e garantirà un piùeffettivo pluralismo. Una soluzione provvisoria per i popolimaggiormente caratterizzati dall’opportunismo e dalla corruzionedel potere, oltre che dall’indisciplina e dall’ignoranza, nonconsiste nell’instaurazione di una dittatura, bensì nella presenzaal governo di almeno due forze di potere e concezioneeconomico-finanziaria...
    Gli avvenimenti esigono conmaggiore urgenza che il Giudaismo, il Cristianesimo e l’Islamadeguino la competitività all’esigenza di coinvolgere l’umanitàin una comune esperienza soteriologica, e di non applicarespregiudicate strategie di guerra finanziaria, politica e militare.Le “applicazioni”, per eccesso o difetto, non potranno cherispecchiare l’oggettivo e globale stato delle relazioniinternazionali tra religioni e culture, perché non è pensabilecolpire un particolare nella periferia di una qualsivoglia entitàideologica e spirituale senza chiamarne in causa la sua anima globaleed interattiva. Tale premessa è necessaria prima di trattare dellalegittimità del prestito ad interesse nei confronti di non giudei,perché che così facendo si determinano le condizioni perché anchequest’ultimi siano disposti ad imitare i precedenti a partire da unparagonabile atteggiamento religioso che gradualmente si trasforma insemplice cupidigia di denaro e potere individuale. La responsabilitàdell’autenticità dei propri motivi religiosi e culturali, laconsapevolezza della reazione di quelle entità che oggetto di sfidafinanziaria (oltre che la fondatezza dei propri moventi a partiredall’oggettiva pericolosità ed inimicizia delle entità con lequali ci si confronta), la necessità di limitare i costi e lesofferenze umane (disoccupazione, miseria, fame, sottosviluppo) cheinevitabilmente ne derivano, la speciale tutela dei membri dellapropria comunità, 117rappresentano una componente essenziale nell’adozione delle regoledella competitività e del liberismo economico, implicite nelprestito ad interesse e all’origine dell’attività bancaria.Maimonide descrive il verso 20 del XXIII capitolo del Deuteronomio,(“Potrete esigere interessi da uno straniero...”) comeun’ingiunzione positiva, in quanto egli intravede in tashikh(presterai ad interesse) l’ingiunzione di una mitzvah 118e non una prerogativa lasciata alla personale discrezione, secondoquanto sostenuto dal Ramban (Nachmanide) e dal Raivad sulla MishnehTorah...
    Il Medio Oriente potrebberitrovare nel laicismo sufficienti condizioni per la coesistenzapacifica, purché l’Occidente non renda più aspro il conflitto colfondamentalismo islamico a causa di un mercato sempre più disumano,utilitaristico ed asociale: in tal caso sappia l’Occidente chedovrà prepararsi ad una guerra più distruttiva delle precedenti.Israele viene erroneamente confuso con l’Occidente oppressivo,ritrovandosi sempre quale immediato bersaglio del fondamentalismoislamico, mentre in realtà il Giudaismo potrebbe, in condizioni dipace, condividere le fondamentali concezioni etiche dell’Islam edel Cristianesimo, per una coesistenza in seno ad una civiltàpolitica che escluda e prevenga ogni degenerazione dell’economia edel mercato. Però ciò che è teoricamente possibile non significache venga concretamente realizzato. Erroneamente si crede che talecoesistenza implichi necessariamente l’ecumenismo delle religionimonoteistiche ed il sincretismo di tutte le fedi.



    III ESTRATTO

    Una delle polarità del Protestantesimo italiano è rappresentatadall'identità valdo-metodista e riformata in genere (ancherigorosamente fondamentalista). Dall'altra parte vi sono forze capacidi acuire il carattere pietista del fondamentalismo, radicando unaspiritualità fortemente emozionale, esclusivista ed immediatamenteedificazionale, ma si tratta di entità potenzialmente vulnerabili esoggette alle strumentalizzazioni degli strateghi dell'autarchia, iquali sono fortemente interessati alla possibilità di garantire unalibi storico-religioso alle proprie manovre, destinate aldisinnesco, altrettanto retorico epropagandistico, delle operazionietico-sociali della cristianità. Cosa ha a che fare tutto ciò conAndreotti? La risposta è che una buona parte della cristianità,l'Islam fondamentalista ed alcune componenti del Giudaismo,rappresentano per alcune importanti forze economico-finanziaredell'Occidente, un prolungamento spiritualistico dell'ideologiamarxista. Tutti i leaders politici (laici o confessionali, giudei,cattolici, protestanti, sunniti o sciiti, non importa) cherappresentano formalmente un tale prolungamento, sono potenzialmentein pericolo, benché ciascuna delle confessioni religiose inquestione disponga di un'identità esclusiva, tale da non poterlaassimilare alle altre. Da qualche tempo Andreotti è sotto mira perquel che riguarda la Dc,ma non è escluso che personalità di altre forze politiche,assimilate sotto il profilo etico-sociale al precedente, non sianoanch'esse sotto stretta sorveglianza in Europa. Su altri fronti chenon siano strettamente laici non mancano forti aspirazionietico-sociali, ma quel che non convince sono le strategie economicheed internazionali, le quali risentono ancora di filtri che tuttorapregiudicano la comprensione delle dinamiche spirituali che hannointeragito con la cultura borghese dell'Occidente laico eliberistico, e che quasi certamente indurrebbero a schieramentierrati nel caso di conflitti bellici. Forse può esservi unasoluzione che combini laicismo, socialità, riforme, democrazia eprogresso, ma essa dovrebbe accompagnarsi ad una prudente riflessionecirca l'ipotesi di una superpresidenza, il cui eventuale snaturamentocomprometterebbe, alla pari di altre nefaste alternative politiche,ogni autentico valore civile per ritrovarci comunque sul terrenodelle restaurazioni dei regimi a carattere totalitario.

    IV ESTRATTO

    Il diritto dell'Europa all'autodeterminazione va riconosciuto, ma anchei timori degli Stati Uniti e d'Israele dovrebbero essere compresi.Quel che ad Andreotti dovrebbe risultare utile, (così come ad altriuomini politici caratterizzati dalla conoscenza del testo biblico,quali ad esempio Valdo Spini) è la conoscenza di quegli aspettiteologici ed esegetici, i quali interagendo con l'apocalittica el'escatologia, sono all'origine delle previsioni sociologiche e,dunque di quella tesi che sostiene il carattere profetico di un pattofallimentare di pacee sicurezzacon Israele, (a partire da una possibile lettura esegetica di Dan. 9:27) non necessariamente stipulato dal PiccoloCorno, ma da quest'ultimo eventualmenteabrogato. Quest'ultima tesi dovrebbe prevedere la possibilità, acavallo del patto,della transizione dell'Europa dal sistema democratico a quelloautarchico. contemporaneamente ad estesi conflitti per il definitivocontrollo internazionale. Se Andreotti può rappresentare la prima epositiva fase democratica dell'Europa federale, si deve anche comprendere che alcuni popoli nel mondo (maggiormente versati nellediscipline bibliche) temono lo snaturamento del vecchio continentenell'autarchia del Piccolo Corno,con gravissime conseguenze proprio per la cristianità (inclusaquella cattolica!), l'Islam ed Israele. Il diritto ad una reazioneequilibrata da parte di Andreotti non può essere negato neppuredalle forze che non condividono appieno le sue strategie politiche,ma che nondimeno apprezzano i principi etico-sociali che sono allabase della sua vocazione politica, però la strategia europeisticache scaturisce dalle forze cattoliche e dalla relativa dottrinasociale, dovrebbe anche prendere atto del fatto che una sezione dellateologia biblica, a cui essa ritiene di far riferimento, riguardal'escatologia ed i pericoli derivati dall'avvento del Piccolo Corno.

    V ESTRATTO

    E'però prevedibile che la questione palestinese non venga risolta, senon nella precarietà e provvisoriamente, a motivo degliatteggiamenti più radicali del Giudaismo e dell'Islam, nonostante ilrecente moderatismo di Arafat. E' improbabile che si potrà ottenerepiù di uno statuto di autonomia dei territori di Gaza e dellaCisgiordania. Mentre il Cristianesimo rende possibile la"giudaizzazione" dei popoli, attraverso l'annuncioevangelico, e dunque una soluzione del problema palestinese,ricorrendo ad una redifinizione del concetto di ebraicitàapplicabile agli arabi (qualora questi lo vogliano), tale da rendernecompatibile la loro integrazione in uno stato che risponda allecategorie teocratiche giudeocristiane, l'Islam ed il Giudaismosembrano mirare entrambi ad un opposto radicalismo teocratico,secondo modalità che non incoraggiano la coesistenza, benchéprovvisoria ed in transizione verso il regno escatologico. IlCristianesimo si presenta più disponibile alla coesistenza entro itermini ed i confini di uno stato laico, probabilmente a motivo dellanozione di grazia, la quale dovrebbe in teoria indurre allacoesistenza con ogni popolo di qualsivoglia ideologia e religione chesia disponibile alla coesistenza ed al dialogo.


    VI ESTRATTO

    L'eventualeprogetto di un sacro romano imperoin Europa, oltre a scontrarsi con forze confessionali paragonabili alCattolicesimo, potrebbe semplicemente accelerare la crisi dellacristianità nel suo insieme e restaurare sì un impero romano, ma dinatura autarchica. Deve essere chiaro che non si può pretenderelaicismo e democrazia a New York, sfidare la cristianità nelprocesso ecumenico, e seminare nello stesso tempo confessionalismofazioso al parlamento italiano. Forse si potrà percorrere insieme ilpezzo di strada più difficile per la storia della Chiesa, marimangono realisticamente delle difficoltà rilevanti da superare.Che non siano più convenienti anacronistiche dispute dottrinali emanovre diplomatico-religiose è evidente proprio nel rischio che laChiesa Cattolica si ritrovi in un prossimo futuro indebolita egravemente ridimensionata, alla pari delle altre confessionicristiane, del Giudaismo e dell'Islam. Il Vaticano non si rassegneràfacilmente e darà perciò fondo a tutte le sue risorse spirituali etemporali, fino a stringere forse qualche legame di troppo con capi emonarchi.




    Ultima modifica di david777; 09-09-13 alle 04:20

 

 
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