flag of khorasan
VII ESTRATTO
E'improbabile che il fondamentalismo islamico possa da solo ribaltarel'Occidente, ma promuovendo la coesistenza ed il pluralismodemocratico è possibile che, insieme ad altre fedi religiose, possariformarne alcuni aspetti negativi e disumani, sulla base di comuni ebasilari valori etico-sociali. E' difficile ed impopolare presentaread una popolazione islamica, (quale quella egiziana) attanagliata dagravi disagi esistenziali, una ricetta dalle apparenzeinevitabilmente teoriche, per cui, quando il relativo governo ècostretto ad intaccare il sistema dei prezzi politici di molti benidi prima necessità (2,35 miliardi di dollari il costo per il 1989delle sovvenzioni ai soli prodotti energetici), la rivolta popolare el'acuirsi dello spirito fondamentalista islamico è prevedibile chesi combinino nella miscela più esplosiva di cui l'Islam possa oggidisporre allo scopo di realizzare l'unificazione dei paesi islamiciper coalizzarli contro l'Occidente ed abbatterlo. Non si tratta dicompiere, dunque, esclusive operazioni di carattere politico, bensìdi eticizzare e moderare il sistema economico-finanziariooccidentale. La cristianità può mediare la difficile relazione traIslam ed Occidente, riconoscendo la necessità di una riformaetico-sociale ed il superamento delle secolari divisioniconfessionali che hanno plasmato all'origine lo spirito dellaborghesia imprenditoriale, ma nello stesso tempo l'Islam dovrebbecercare delle forme di dialogo più proficue con le varie componentiideologiche e religiose dell'Occidente. Mentre si discute, HosniMubarak deve confrontarsi con le regole severe dell'economia e con ilmalcontento aizzato dagli estremisti islamici verso le sue scelteinevitabilmente occidentalizzanti. Nell'Agosto scorso la poliziaegiziana ha sventato, arrestando 41 persone, il complotto diun'organizzazione clandestina sciita che, secondo il ProcuratoreGenerale della Repubblica GamalChouman, voleva "abbattere il regime egiziano e instaurare unarepubblica islamica come in Iran".
VIII ESTRATTO
Imotti del fondamentalismo somigliano in maniera sorprendente. AdOriente si dice: Islamizzare lamodernità e non modernizzare l'Islam.Ad Occidente si discute se cristianizzarela modernità o modernizzare il Cristianesimo, l'Ebraismo e l'Islam.La soluzione che mi sembra ragionevole per tutti, e che sia nellostesso tempo conforme sia alla Ragione che alle Sacre Scritture puòessere sintetizzata come segue: modernizzare, giudaizzare,islamizzare, cristianizzare, senza confondere l'identità, senzafacili ecumenismi, ma coesistendo secondo grazia e libertà. Sitratta però di verificare fino a che punto modernità, Islamismo,Giudaismo e Cristianesimo, sono compatibili con la graziae la libertà. Nella misura in cui le grandi religioni del monoteismonon sapranno coesistere, certa modernitàsi garantirà l'alibi per snaturare, opprimere e globalizzare,conforme ad un oscuro programma di potere, comunque già preordinato.Il fondamentalismo islamico preoccupa perché è in rotta dicollisione con l'Occidente. Lo scontro vero (lamadre delle battaglie) risultateoricamente inevitabile, ma ritengo debba attendere la formalepacificazione del conflitto arabo-israeliano. I venti di guerrapropongono un'interrogativo che la cattolicità non ha mancato diconsiderare e risolvere: sarà lecito prendere le armi contro unnemico che non è più ingiusto degli amici provvisori e presunti,oggi democratici di comodo e domani dittatori di fatto? Ammesso chegli esperti generali occidentali abbiano potuto giovarsi di un alibiin occasione della guerra nel golfo,grazie ad una democrazia ancora parzialmente in vita, (nonostante gliultimi rantoli siano prossimi a venire), la prossima guerra control'Islam fondamentalista potrebbero doverla combattere senza gliuomini e le consacrazioni di qualsivoglia autentica componente dellacristianità. Oggi il Cattolicesimo ed i suoi esponenti politici nonsembrano più sufficientemente compatibili con le strategieeconomico-politiche predominanti dell'Occidente, perciò le nazioni amaggioranza cattolica sono teoricamente a rischio, nel senso che isignori della guerra e del denaro potrebbero consacrare nuovirappresentanti, i quali siano maggiormente in sintonia con i progettiin cantiere per il mondo dei prossimi anni.
IX ESTRATTO
A. FONDAMENTALISMO ISLAMICO E CRISI ALGERINA
Aproposito della crisi politica in Algeria (nella speranza che non siarrivi in breve ad un scontro armato, prevedibilmente fallimentareper il fondamentalismo islamico) faccio notare le affermazioniscritte nel presente volume che mi sembrano più attinenti, e chehanno, in sostanza, dimostrato una certa validità in occasione dellaguerra nel golfo:
Versioni del 2 Dicembre, 1988 e del 15 Agosto, 1990:
-Piuttosto si deve badare affinché non sia la semplicitàcontraria all'impegnosocio-politico-religioso acompromettersi con gli opprimenti potentati di questo mondo, la cuiascesa al potere planetario è prevista dalla tradizioneapocalittica, e che nessun fondamentalismo, islamico, cristiano osecolare sarà in grado di fermare.
-Le previsioni economico-politiche e le implicazioni sociologicherelative all'assetto internazionale ed all'ordine autarchico cheprecedono l'avvento del Regno di Dio, quali emergono dalla tradizioneapocalittica in relazione alle profezie del libro di Daniele,rappresentano un importante riferimento del presente volume. Tra leprevisioni che potrebbero farsi risalire al libro di Daniele, ed acui si dedicherà maggiore spazio nelle pagine seguenti, èl'organizzazione di un ordine internazionale del pianeta, la cuirealizzazione esige il sacrificio di tutte quelle religioni edideologie che perseguono ideali di tipo teocratico e monoteistico nelsenso biblico. A partire dall'ipotesi di tale previsione, ifondamentalismi teocratici non hanno nessuna speranza di realizzarsi,prima che l'autarchia del Piccolo Cornovenga sconfitta senza opera di manod'uomo. L'ipotesi di una soluzione delle ingiustizie, delleoppressioni e dell'instaurazione di un ordine mondiale confessionale,che preceda i tempi dell'avvento del Regno di Dio menzionati daDaniele, e che procede dalla forza di una delle grandi religionimonoteistiche, è esclusa. Quel che risulta prevedibile edinevitabile è il graduale passaggio dal laicismo democratico dellepiù avanzate società occidentali, all'autarchia. Perciò è ancheprevedibile che ogni programma militare di liberazioneteocratico-fondamentalista si tradurrà in un fallimento,contribuendo anzi ad aggravare le oppressioni alla vigiliadell'avvento del Piccolo Corno,perché ogni nuova occasione di guerra o di grande dispendio dirisorse, si dimostrano puntualmente quali alibi, sia per glistatalismi sociali che per i poteri privati, per licenziare,competere, tassare, arricchirsi e perfezionare la strategia perl'internazionalizzazione del sistema vincente. Nella misura in cui ipopoli, le ideologie e le religioni verranno fittiziamente eprematuramente acquisite al pluralismo ed alla democrazia, sipotranno determinare quelle condizioni di confusione, commistione edabuso che sono necessarie al progetto autarchico... Vi sarà modo diriprendere l'argomento, ma per il momento vorrei far notare che labestia di Ap. 13, la quale è l'equivalente della quarta bestia diDan. 7, possiede alcune caratteristiche delle tre bestie precedenti.Il fatto che la quarta bestia sia di origine occidentale nonsignifica che il potere di quest'ultima non possa dislocarsi edimplicare il coinvolgimento, l'assimilazione e la parziale e vigilataricostituzione dei poteri delle precedenti tre bestie. Ciò non potràperò verificarsi sulla base d'ideologie che non siano compatibilicon il programma autarchico, e tanto meno in relazione a qualsivogliadei fondamentalismi attestati attualmente in seno al monoteismo. Leazioni rivoluzionarie dei fondamentalismi sono sempre un'occasioneper snaturare la vocazione della democrazia e dell'autenticopluralismo, per rendere evidente la capacità del PiccoloCorno di divorare, calpestare efrantumare la terra. Ogni azione rivoluzionaria dovrebbe oggirendersi conto che l'Occidente non può essere messo in discussione,ma per i testardiesperti apparenti di messianismo le sofferenze non sono maiabbastanza. Se i testardiguardassero più addentro alle profezie, essi potrebbero scorgerealtre soluzioni per la salvezza dei popoli che rappresentano, e cherivestono, malgrado ogni tentativo di esplicazione, carattereesoterico e strategico, quale è ad esempio l'attesa messianica neldeserto dei profeti e del popolo di Dio. 123Per il fondamentalismo, non solo cristiano, è indispensabile lostudio della letteratura apocalittica, onde evitare inutili avventurebelliche ed adeguarsi ai principi della coesistenza democratica,lasciando alla storia ogni decisione sull'esito del confronto tra imodelli teocratici del monoteismo ed il sistema verso il quale leideologie umane sembrano convergere.
- Anche qualora certi fondamentalismi non cristiani ritengano didover superare le contraddizioni dell'Occidente infiltrandosi inesso, le eventuali strategie terroristiche e violente dei proprimodelli teocratici rivoluzionari non potranno che, da una prospettivamessianica ed apocalittica, dimostrarsi fallimentari e tragiche peressi stessi, oltre che favorire la commistione e la confusione trarazzismi revanscisti ed oggettive diversità strategiche edideologiche. La presenza degli immigrati extracomunitari, especialmente da paesi del terzo mondo non ha posto fino ad oraproblemi tali da giustificare il sospetto di tentativi rivoluzionaridi fondamentalismi estranei alla tradizione giudeocristiana, puressendo teoricamente prevedibili, e dunque l'intervento del magisterocattolico in occasione dei fatti di Firenze non può che aversuscitato la sincera commozione per il coraggio e la visioneevangelica dimostrati dai vertici della cattolicità, nonostante ladefezione di una larga parte della cristianità. Se la profeziarelativa al Piccolo Corno è fondata, ogni movimento rivoluzionario eviolento contro quest'ultimo non potrà che rivelarsi inutile.
- Il sistema occidentale avrà sì le sue mostruosità, alle qualifanno riferimento le accuse dei movimenti fondamentalisti islamicipresenti anche in Egitto, ma è improbabile che vi sia una viad'uscita dal sottosviluppo che non passi attraverso il pluralismodemocratico, risolvendo così quelle tensioni storiche plurisecolariche hanno sempre più approfondito il divario tra cultura europea edislamica. Il problema dei paesi islamici che versano in difficoltàeconomiche consiste proprio in quelle tentazioni di fondamentalismoteocratico che interpretano l'occidente laico a prescindere dallecause storiche o confessionali che lo hanno determinato, prima ancoradi rendersi strutturale nell'adozione degli automatismi delle regoledi mercato. E' improbabile che il fondamentalismo islamico possa dasolo ribaltare l'Occidente, ma promuovendo la coesistenza ed ilpluralismo democratico è possibile che, insieme ad altre fedireligiose, possa riformarne alcuni aspetti negativi e disumani, sullabase di comuni e basilari valori etico-sociali. E' difficile edimpopolare presentare ad una popolazione islamica, (quale quellaegiziana) attanagliata da gravi disagi esistenziali, una ricettadalle apparenze inevitabilmente teoriche, per cui, quando il relativogoverno è costretto ad intaccare il sistema dei prezzi politici dimolti beni di prima necessità (2,35 miliardi di dollari il costo peril 1989 delle sovvenzioni ai soli prodotti energetici), la rivoltapopolare e l'acuirsi dello spirito fondamentalista islamico èprevedibile che si combinino nella miscela più esplosiva di cuil'Islam possa oggi disporre allo scopo di realizzare l'unificazionedei paesi islamici per coalizzarli contro l'Occidente ed abbatterlo.Non si tratta di compiere, dunque, esclusive operazioni di caratterepolitico, bensì di eticizzare e moderare il sistemaeconomico-finanziario occidentale. La cristianità può mediare ladifficile relazione tra Islam ed Occidente, riconoscendo la necessitàdi una riforma etico-sociale ed il superamento delle secolaridivisioni confessionali che hanno plasmato all'origine lo spiritodella borghesia imprenditoriale, ma nello stesso tempo l'Islamdovrebbe cercare delle forme di dialogo più proficue con le variecomponenti ideologiche e religiose dell'Occidente. Mentre si discute,Hosni Mubarak deve confrontarsi con le regole severe dell'economia econ il malcontento aizzato dagli estremisti islamici verso le suescelte inevitabilmente occidentalizzanti.
-Accade così che il sistema democratico porta con se allo stessotempo due diverse attitudini, prescindendo dalle distinzionipartitiche e talvolta confessionali: l'aspirazione alla cittàdi Dio ed alla cittàterrena, unitamente alle relativeconseguenze sul piano etico, economico, politico, sociale eculturale. I fondamentalismi che si propongono la distruzione delsistema democratico, credendo con ciò di soffocare le ingiustizie esconfiggere il male, finiscono per combattere contro la cittàdi Dio e riproporre una versione ancorpiù brutale della città terrena.
-Gli estremi da evitare saranno le riduzioni del pietismo da una parte(pressoché ortodosso nelle dottrine fondamentali, ma discutibilequanto all'interezza del kerigmaa seguito delle implicite limitazioni della sovranità di Dio sullevicende politiche terrene), e l'ideologia rivoluzionaria dellateologia della liberazione dall'altra, la quale dimostra affinitàcoi fondamentalismi islamici e la teologia del ConcilioMondiale delle Chiese, specialmente esuccessivamente alla Conferenza suChiesa e Società, tenutasi a Ginevranel 1966.392Il Regno di Dio deve avere una posizione centrale nell'azionepolitica, ma senza "trascurare la natura teocentrica edescatologica di questo regno", badando dunque a non farsianimare da uno spirito di anticipazioni rivoluzionarie, il quale nonpuò che dimostrarsi vano e fallimentare.393Sono specialmente i mezzi di comunicazione e gli strumenti di lottademocratica a dover essere utilizzati, almeno finché il PiccoloCorno non riuscirà a neutralizzarli.
-A partire da talune riflessioni circa Dan. 2 e 7, un eventuale ordineglobale del mondo, che rifletta i principi di un'etica fittizia edillusoria, non dovrebbe essere osteggiato ricorrendo alle armi, bensìsoltanto con le prerogative costituzionali e democratiche (almeno finquando sarà possibile), perché è soltanto il Regno di Dio a poterrovesciare il potere del Piccolo Corno.Se i fondamentalismi armati, nazionalisti o relativi ai messianismisia giudeocristiani che islamici, potessero convenire sul fatto cheogni tentativo di anticipare a proprio modo l'avvento di unagiustizia rivoluzionaria o teocratica comporta l'inutile spargimentodi sangue ed un'ulteriore consolidamento di quelle forze giàdifficilmente controllabili in Occidente, non si verificherebberoquegli episodi fallimentari che caratterizzano frequentemente ilMedio Oriente. Le gravi perdite di cui si parla in Zac. 12-14 siverificheranno proprio a motivo di una resistenza armata illusoriacontro il Piccolo Corno.
- Un nuovo ordine internazionale autentico potrà essere realizzatoquando e nella misura in cui le diversità ideologiche e religioseverranno autenticamente e non fittiziamente risolte. L'identitàetico-sociale non implica una sprovveduta creduloneria nei confrontidelle entità che non aspirano affatto alla soluzioni dei conflitti edelle antitesi più gravi, perciò anche taluni fondamentalismireligiosi potranno coerentemente conservare una misura di liberismoeconomico, senza però abusarne e compromettere l'incolumità deideboli e dei più poveri, oltre che la partecipazione allo sviluppodelle nazioni meno avanzate. Come si può notare, le soluzioni ed iprovvedimenti potrebbero risultare meno radicali, a seconda dei casi,di quelli suggeriti da varie dichiarazioni programmaticheevangeliche, perché la borghesia protestante potrebbe ancoraconservare legittimamente delle riserve e dei motivi di prudenzaoggettivamente fondati, senza con ciò porsi in contrasto con ladisciplina etico-sociale.
X ESTRATTO
- Le previsioni storiografiche nellibro di Daniele
Le previsioni economico-politiche e leimplicazioni sociologiche relative all’assetto internazionale edall’ordine autarchico che precedono l’avvento del Regno di Dio,quali emergono dalla tradizione apocalittica in relazione alleprofezie del libro di Daniele, rappresentano un importanteriferimento del presente lavoro.
Tra le previsioni che potrebbero farsirisalire al libro di Daniele, ed a cui si dedicherà maggiore spazionelle pagine seguenti, è l’organizzazione di un ordineinternazionale del pianeta, la cui realizzazione esige il sacrificiodi tutte quelle religioni, sistemi e correnti di pensiero edideologie che perseguono ideali di tipo teocratico e monoteistico, edin genere di disegni politici, il cui contenuto sociale è tale daescludere il principio dell’autarchia.
A partire dall’ipotesi di taleprevisione, qualunque fondamentalismo teocratico non ha nessunasperanza di globalizzazione del governo planetario, prima chel’autarchia del Piccolo Cornovenga sconfitta senza opera di manod’uomo. Che il Regno di Dio potrà coincidere con uno deifondamentalismi teocratici noti è molto improbabile, anche se nonteoricamente escludibile. L’ipotesi di una soluzione delleingiustizie, delle oppressioni e dell’instaurazione di un ordinemondiale confessionale, che preceda i tempi dell’avvento del Regnodi Dio menzionati da Daniele, e che proceda dalla forza di una dellegrandi religioni monoteistiche, è esclusa. E’ verosimile chel’Islam ed il Cattolicesimo, più che altri, si cimenterannoeroicamente nell’opposizione all’autarchia, con un esito che sipreannuncia però funesto. Quanto alle ideologie politiche laiche,sociali e democratiche, prive però di riferimenti spirituali, èprevedibile una massiccia assimilazione autarchica, da una parte, ela decisa resistenza di quelle entità, le cui convinzioni non sonoanimate da esclusivi interessi economici.
E’ inevitabile il gradualepassaggio dal laicismo democratico delle più avanzate societàoccidentali, all’autarchia. Perciò è anche prevedibile che ogniprogramma militare di liberazione teocratico-fondamentalista sitraduca in un distruttivo e straziante fallimento, contribuendo anziad aggravare le oppressioni alla vigilia o anche dopo l’avvento delPiccolo Corno,perché ogni nuova occasione di guerra o di grande dispendio dirisorse, si dimostrano puntualmente quali alibi, sia per glistatalismi sociali che per i poteri privati, per opprimere,licenziare, rubare, tassare, arricchirsi e perfezionare la strategiaper l’internazionalizzazione del sistema vincente. Nella misura incui i popoli, le ideologie e le religioni verranno fittiziamente estrategicamente acquisite al pluralismo ed alla democrazia, si potràcontribuire a determinare quelle condizioni di confusione,commistione ed abuso che sono necessarie al progetto autarchico.
XI ESTRATTO
Il luogo comune è che ilProtestantesimo debba coincidere con la promozione di un esasperatoliberismo economico, oltre che con il rifiuto di un riconoscimentoteocratico alla religione,169ma a giudicare dalle conclusioni a cui giunge Calvino (il cuicommentario sul libro di Daniele è certamente tra i maggiori) nellasua Istituzione della ReligioneCristiana, il Protestantesimo dovrebbefondarsi sull’etica biblica per realizzare con equilibrio gliideali teocratici, così spesso soggetti agli abusi del fanatismo edella prepotenza. Si direbbe che alcuni signori vorrebbero strumentalizzare il Protestantesimo pensando con ciò di “liquidare”la nobile vocazione e la straordinaria portata dell’eticacattolica, allo scopo di sbarazzarsi, una volta riusciti nel lorointento, sia del Protestantesimo che del Cattolicesimo, come anche diogni altro monoteismo che si prefigga degli obiettivi teocratici(dunque l’Islam ed il Giudaismo).




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