“L’Arena” del 4.10.'07
Presentata l’associazione fondata dal veronese sopravvissuto ai gulag dell’Albania comunista: obiettivo riscoprire il valore del simbolo nazionale
«UN TRICOLORE IN OGNI CASA», CIENO LANCIA LA SFIDA
Badia Calavena (Vr) - Il suo sogno è vedere un tricolore in ogni casa, magari appeso in salotto, come ha fatto nella sua. Pierino Cieno (pierino.cieno@unabandieraperlavita.it), il veronese rimpatriato dopo 40 anni passati nei gulag albanesi, dalla nascita fino alla caduta del regime, da Badia Calavena ha lanciato una iniziativa per portare nelle piazze il tricolore e sottolinearne il significato, che molti forse hanno dimenticato. «Quale simbolo è più indicato se non l’emblema nazionale?». Spinto dal suo attaccamento alla bandiera, in pochi mesi ha fondato l’associazione onlus «Una bandiera per la vita» e scelto la data della festa nazionale, il 30 settembre.
C’è già un sito (www.unabandieraperlavita.it) e sono arrivate donazioni e adesioni. «Le bandiere sono già state spedite», ha spiegato Cieno, «la prima in assoluto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, poi ai sindaci d’Italia,invitati a aderire al progetto».
L’iniziativa sarà ripetuta a Rieti, dove Cieno risiede; poi l’intraprendente cinquantaseienne si dedicherà a far nascere gruppi locali, per diffondere l’iniziativa in tutta Italia.
La presentazione dell’associazione è avvenuta domenica in piazza Mercato, a Badia, subito dopo il matrimonio religioso di Pierino con Bali. La coppia si era sposata solo civilmente in Albania, nel 1973, quando entrambi erano rinchiusi in un campo di lavoro e i matrimoni religiosi erano proibiti. Lo ha celebrato il vescovo, monsignor Giuseppe Zenti.
«Lo scopo dell’associazione è duplice», ha spiegato Cieno. «Portare nelle piazze di ogni città italiana la bandiera, in offerta libera e non a pagamento (perchè la bandiera non si può vendere). Il tricolore per me è stato, durante i 40 anni di prigionia, un punto di riferimento e un sostegno morale insostituibile. Vorrei fare in modo che ci possa essere un tricolore in ogni casa. Il secondo obiettivo è aiutare, con le offerte, le famiglie bisognose, in modo che possano avere una opportunità come è accaduto a me».
Cieno non chiede posti o cariche: «Voglio solo, e su questo sarò intransigente, la possibilità di controllare personalmente che le offerte raccolte vengano destinate a famiglie veramente bisognose o ad iniziative meritevoli». Tra queste, lo statuto dell’associazione indica anche borse di studio, sostegni a giovani promesse dello sport, azioni nelle scuole, adozioni di minori in difficoltà economica, iniziative per favorire l’integrazione degli stranieri.
La cerimonia si è svolta in una piazza tappezzata di tricolori, con l'Inno di Mameli, l’alzabandiera, un gazebo con le prime bandiere offerte, rappresentanze di tutti i gruppi di volontariato di Badia, e un folto pubblico. Il tricolore ha contraddistinto l’intera giornata: c’era un nastrino tricolore perfino sulle bomboniere offerte dagli sposi agli invitati: naturale per una persona che ha il tricolore sul biglietto da visita.
«Cieno ci hai fatto riscoprire valori come la libertà, che tendiamo a dare per scontati per il solo fatto di viverli quotidianamente», ha detto l’assessore Stefano Valdegamberi, promettendo l’adesione della Regione e una sollecitazione verso tutte le altre regioni. «L’Italia ha bisogno di storie come la sua», ha aggiunto l’on. Cicchetti, ex sindaco di Rieti, che assunse Cieno dopo il suo rientro in Italia nel 1991. «E partendo dalle sue parole e da questo tricolore possiamo creare un futuro migliore per il nostro Paese». «Le vicende che ti hanno visto protagonista hanno forgiato un uomo importante, che può trasmettere valori importanti», ha concluso il sindaco Ermanno Anselmi.
Quindi gli è stata data la cittadinanza onoraria di Badia, dove era nato nel 1914 Leone Cieno, il padre che Pierino non ha mai conosciuto, espulso dall’Albania subito dopo la sua nascita. La giornalista della Rai, Alda d’Eusanio, ha però preferito concentrarsi sull’aspetto umano della vicenda di Cieno e di sua moglie: «Il sogno di Bali era di sposarsi in chiesa. Pierino invece non riusciva a darsi pace per quel padre non ha mai abbracciato. Il nostro compito è far loro dimenticare le sofferenze del passato e Badia, con il suo abbraccio, ha contribuito a sanare le ferite».
Renato Zorzella




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