mi dispiace ma è falsoche il regime Birmano è un regime comunista
perchè è spinoso? e i karen? i baschi? i corsi?popoli a cui siamo legati..irlanda..ungheria..cuba...(aggiungerei palestina ma il tasto è spinoso).
mi dispiace ma è falsoche il regime Birmano è un regime comunista
perchè è spinoso? e i karen? i baschi? i corsi?popoli a cui siamo legati..irlanda..ungheria..cuba...(aggiungerei palestina ma il tasto è spinoso).




Anch'io sostengo le tesi di Gio91 però nn capisco perchè nel thread che ho aperto io nessun camerata mi ha sostenuto mentre venivo attaccato da altri (tra l'altro pure maleducati)
Io qui nel mio territorio ho fatto un azione pari pari alle parole di alemanno a orvieto cioè "Se la cina e il myanmar sono il risultato, allora questa globalizzazione non la vogliamo"
Anche Alemanno chiama le cose con il suo nome!!!!


La natura "comunista" del regime birmano è discutibile.
La dittatura birmana infatti, pur cooperando all'epoca della guerra fredda con l'URSS, ha sempre avuto un carattere politico un po' anomalo.
Si potrebbe parlare di una sorta di regime socialista nazionale, se con esso non si rimandasse alla corrente dei fratelli Strasser all'interno del partito nazionalsocialista e ad una corrente dell'area neo-fascista le cui origini sono nella "sinistra" fascista.
Perciò, tanto per chiarire, non ci troviamo di fronte ad un regime guidato da un Bombacci asiatico, quanto piuttosto ad un regime che potrebbe essere paragonato un po' a quello baathista di Saddam, un po' a quello di Gheddafi e un po' a quello di Ben Bella in Algeria.
Un regime la cui "ideologia" si basa su una via birmana al socialismo.
Infatti in un paese in cui il buddhismo è fortemente radicato nessuna persona dotata di cervello si sarebbe messa a contestare la tradizione e la religione, contestazione che è invece è propria del comunismo materialista e ateo.
Inoltre, la stessa Cina, che protegge questo regime autoritario, non è più un regime comunista ortodosso sul modello maoista, ma un regime che mantiene molti aspetti della vecchia e putrefatta ideologia marxista bilanciati dall'apertura verso il libero mercato. Una sorta di "mao-liberismo".
Fra l'altro il regime militare birmano "ha fatto affari" anche con la Russia di Putin, che non è proprio un regime comunista, se non nella testa bacata di qualche fanatico del liberalcapitalismo.
Gli stessi USA in passato non hanno disdegnato un buon rapporto coi militari.
Detto ciò, queste cose non fanno del regime birmano un "regime positivo", anzi, ai miei occhi è un tipico esempio di squallido regime socialista del Terzo Mondo.
Ciò non toglie che dietro all'opposizione birmana ci siano gli interessi americani e occidentali, che preferiscono un regime democratico che possa far fare a loro liberamente i loro affari.
E poi, sinceramente, non sono mai stato un fanatico nè della liberaldemocrazia nè di questo presunto diritto universale di tutti i popoli all'autodeterminazione, che non è un diritto, cioè un qualcosa di dovuto, ma una conquista.
Ma infatti qual è il fine? Esportare la "democrazia occidentale"?





