Referendum 21 ottobre: perchè votare "No"
"Votare No è una scelta di libertà e di civiltà, ed anche la scelta politica giusta per chi vuole davvero cambiare e la politica e voltare pagina"
ALGHERO - "Fra qualche settimana i sardi saranno chiamati ad esprimersi sulla legge regionale statutaria.
Alleanza nazionale invita gli elettori a votare No ma il problema va molto al di là della classica scelta “secca” che impone il referendum".
Il consigliere regionale di Alleanza Nazionale, Nanni Moro, con una lettera aperta spiega le ragione per votare "No" al referendum del 21 ottobre.
"Le ragioni del No sono semplici. Non si tratta di mettere in discussione il presidenzialismo, che An sostiene da oltre 10 anni, quanto di respingere una pessima legge “ad personam” imposta da Soru ai suoi alleati per poter avere le mani libere e continuare a gestire la Regione come ha fatto in questi anni, esercitando un controllo politico e personale su tutto: dall’urbanistica all’energia, dall’ambiente alle banche, dalla sanità alla pubblicità istituzionale".
"Lo ha fatto perché la sua maggioranza glielo ha consentito, limitandosi a brontolare nei corridoi ed accettando qualunque condizionamento pur di non perdere la poltrona. Lo ha fatto anche violando la legge, come confermato da molte sentenze della magistratura, dalle energie alternative alla pesca, e molti altri tribunali devono ancora pronunciarsi, sulle tasse sul lusso e sui bilanci taroccati, solo per fare qualche esempio. Mai come ora la Regione sarda è finita del mirino dei giudici di ogni ordine e grado, dalla Corte Costituzionale alla Corte dei Conti, dai Tar alla magistratura civile: mancano solo i giudici di pace. Tanto i costi delle cause e degli avvocati finiscono nel conto dei contribuenti sardi".
"Se fosse approvata la nuova statutaria, questo modo di governare contrario ad ogni regola democratica diventerebbe legge fondamentale della Sardegna. E soprattutto diventerebbe legge la possibilità per il Soru – imprenditore di incrementare il volume d’affari della sua azienda grazie ad una disciplina del conflitto di interessi annacquata e inefficace, costruita “su misura” dopo aver attribuito a Berlusconi tutti i mali del mondo".
"Dovrebbe far riflettere il fatto che questa legge non la vuole anche una gran parte del centro sinistra che pure l’ha votata in aula, non la vuole la Confindustria che chiede per le imprese regole chiare e non privilegi, non la vuole la Cisl perché è contro il mondo del lavoro, non la vuole il centro destra (lo metto volutamente per ultimo), perché in una democrazia moderna non ci possono essere poteri senza controllo e soprattutto non ci devono essere istituzioni che non rispettano la volontà dei cittadini".
"Votare No è dunque una scelta di libertà e di civiltà, ed anche la scelta politica giusta per chi vuole davvero cambiare e la politica e voltare pagina. Insomma, c’è solo un sardo che non vuol sentire. Ma che dovrà accettare (suo malgrado) il verdetto delle urne".
foto: cons. reg. Nanni Moro (An)
redazione 25/09/2007 3:41