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Lo scetticismo è una parodia dell'intellettualità.
Si dubita di tutto, ma mai della propria esistenza poiché per dubitare ( cosa di cui si va biecamente fieri ) è ovvio che si postuli la presenza di qualcosa che compia tal atto...che vi sia una funzione dubitante espletata da qualcuno, il dubitatore/dubitante/dubitatista/dubitantolo.
E' un poco limitato questo dubbio, un poco paraculo.
Max Stirner è uno dei paraculi più paraculi che abbia usato tal tecnica di fondo ad esempio, idoltatrato da chi non comprede cosa sia la verità, l'essere, l' universale.
Oltretutto, appurata già questa contraddizione, del dubbio in sé non si dubita mai e tal cosa dovrebbe far riflettere.
Chi non se la beve e uno di quelli che non je l'ha fatta più a bere il resto dato che era già pieno di precedenti ipotesi-pregiudizi-ideologismi-faziosismi ecc.
L'intellettuale è quella figura individualista che sà che per dirsi tale abbisogna di un punto di riferimento, tal punto essendo in realtà un non punto di riferimento dacché punto prefigura un luogo fisico e riferimento un'orientamento fisico.
Qui invece intendo un "punto di riferimento" , che dovrebbe essere rigorsamente posto tra virgolette - come fatto - interiore ed Universale , inesistente in sé ,ma esistente nella traduzione materiale , mediata.Ecco la Giustizia ( concetto-essenza universale ), e la scienza giuridica ( traduzione materiale ) indagante gli atti, ossia la possibilità del giusto e del criminale sotto vari rapporti sempre e perennemente adattivi poiché il mondo si muove...ma l'essenza è così come è la Giustizia.
Il riconoscimento individualista che l'uomo in quanto uomo è superato da altro poiché nel limite non c'è oggettività e ogni suo porre in atto se scisso dalla verità è coercizione sugli altri, fandonie convenzionalistiche, barbarie opportunistiche; il riconoscimento che l'universale non ha limite né parti e che per carpire l'essenza di deve compartecipare di questa ossia si deve avere una facoltà non umana : il bistrattato intelletto,.
Facoltà universale, il lume della ragione che altrimenti brancola nel buio ( dubitando solo di quello che le conviene tra l'altro... ) lo Spirito personale nella simbolica quanto mai infangata da religioni ormai prive di senso a sé stesse.
Un conservatore che non abbia chiaro ciò è un asservito, quel che può conservare è sottomesso a regole d'ingiustizia facendo notare tutto il tornaconto emotivo che trae da simili consolazioni , escludendo il tornaconto pecuniario o materiale che tali persone devono avere più o meno per potersi dire esteriormente-faresaicamente conservatori.
p.s. E' un'attacco alla figura dello scettico conservatore. Chiunque si rispecchia in questa categoria può sentirsi coinvolto, per gli altri credo possa comunque darsi un certo tipo di riconoscimento, anche se minore.
Io stesso mi ci riconosco e mi faccio schifo al riguardo; d'altronde se l'Universale è UNO ed UNICO ed ognuno di noi lo ha...ma apriamo un baratro che gli scettici, per precauzione, non vogliono indagare, ancorati come sono all'affezzione che hanno nei confronti dell' io minore.
Nessuno chiede cose agli altri. I veri ribelli all'ingiustizia hanno sempre e solo chiesto di non venir costretti dalle altrui visioni , dalle patenti di autenticità che troppo spesso circolano...