Il punto
La situazione attuale e quello che ci aspetta. In un'ottica conservatrice
Cari amici conservatori, facciamo il punto della situazione.
1) In Italia la situazione politica, a destra, è da un lato assai fluida, dall’altro completamente bloccata. Da un lato c’è Fini, dall’altro Berlusconi. Credo si possa dire che, a prescindere delle simpatie o antipatie di ciascuno di noi, nessuno dei due leader è particolarmente interessato a portare avanti una politica conservatrice e men che mai ha una forma mentis conservatrice. Fini è un politico borderline, Berlusconi un moderato. Purtroppo di conservatori non se ne vedono, e nel Pdl e fuori dal Pdl. La Lega offre qualcosa in termini di tradizione ed identità, ma resta una forza locale. Il sud è abbandonato a vecchi politicanti. Come se ne uscirà? Non è dato saperlo.
Per il momento ci sono queste elezioni da espletare. Diamoci l’ennesimo pizzico sulla pancia e votiamo il meno peggio, nella speranza che si torni dopo a parlare di politica.
2) Il conservatorismo sta scomparendo dall’Europa. Attaccato dal Centro moderato e riformatore (Merkel, Sarkozy, Cameron) e da un nuovo radicalismo destro-liberale (Wilders, Le Pen). Purtroppo di punti di riferimento autenticamente conservatori non ne vedo all’orizzonte e questo promette male, molto male, per le vicende italiane.
3) Il conservatorismo americano sta rinascendo, ma questa rinascita rischia di risultare inservibile per le destre europee. Infatti il movimento Tea Party, quanto quello conservatore-evangelico, sono profondamente americani e non guardano al di là dei loro confini. Per loro stessa ammissione la loro tradizione conservatrice non è esportabile all’estero, con gran dispiacere di chi vorrebbe vedere un Pdl modello GOP.
4) Il neoconservatorismo americano è in una fase di sonno e non sappiamo se e quando si risolleverà. Al contrario dei Tea Parties, i neocons offrono una sponda alle destre europee: esaltazione del modello democratico, diritti umani, american way of life. Alcuni conservatori ne sono affascinati, altri in nessun modo. Paradossalmente in Europa la retorica neocon si è affermata più in alcuni settori del laburismo riformista (Blair) che del moderatismo (Merkel) o del conservatorismo classico (Chirac).
5) La Chiesa cattolica vive un grande momento di crisi e i conservatori hanno il dovere di sorreggerla. Ma basterà? Ormai si è creato un vulnus profondo tra le gerarchie vaticane e il mondo delle parrocchie, che si riconoscono nel complesso più in un Martini che in Benedetto XVI. Il teoconservatorismo nostrano è più un vezzo intellettuale che un fenomeno radicato nel popolo. Forse la destra cattolica dovrebbe guardare meno ad influenzare le gerarchie e più a richiamare i fedeli. Ma è difficilissimo perché l’Europa è di fatto scristianizzata. E gli ultimi vergognosi attacchi dei media sulla pedofilia nel clero stanno demolendo l’immagine pubblica del cattolicesimo.
6) La situazione generale, sotto tutti gli aspetti, dovrebbe farci disperare. Tuttavia è compito dei conservatori restare vigili e forti nonostante il vento soffi ormai in direzione contraria. Molto del nostro futuro prossimo si deciderà in base al risultato delle elezioni di midterm americane e a quello delle politiche inglesi. Se tramonta Obama e Cameron riesce, non solo ad affermarsi, ma ad imporre una nuova visione dell’Europa (senza rifugiarsi nello scetticismo sterile) allora il conservatorismo potrà avere a breve una chanche. In caso contrario, dovremo aspettare tempi migliori.




Rispondi Citando