Si cerca una variante a nord che colleghi Bologna a San Lazzaro
di RITA BARTOLOMEI
IL PENSIONATO Bruno Giovannini in un paio di assemblee l’aveva chiesto in modo diretto: «Ma dove pensano di spalmare il traffico della via Emilia quando circolerà il Civis?». La politica risponde con un tavolo tecnico — Bologna e San Lazzaro insieme, coordinati dalla Provincia — ma soprattutto s’ingegna a trovare «un’ulteriore connessione a nord tra San Lazzaro e Bologna. Anche questo sarà studiato nel gruppo di lavoro». Così il sindaco di San Lazzaro, Marco Macciantelli. Visto che di mezzo c’è il Savena, sta parlando di un nuovo ponte? «Un ponte culturale, prima di tutto», svia il sindaco. Si capisce poi perché: la soluzione dev’essere condivisa anche dagli altri.
MAURIZIO ZAMBONI, assessore al Traffico di Sergio Cofferati, è molto prudente sul nuovo collegamento a nord. «Se s’intende una nuova sussidiaria alla via Emilia, c’è già la tangenziale a centocinquanta metri», non si fa prendere dall’entusiasmo. «Comunque non ha senso esprimersi ora — aggiunge —, abbiamo pensato al gruppo di lavoro proprio per questo, per studiare i problemi». Giacomo Venturi, vicepresidente della Provincia, dopo qualche tentennamento fa un passo in più. «La necessità di un nuovo collegamento a nord è stata indicata da San Lazzaro — ammette —. E’ da verificare. Ci sono anche perplessità. Abbiamo appena cominciato uno studio conoscitivo del sistema attuale e la valutazione di eventuali interventi di potenziamento della rete viaria Bologna-San Lazzaro». Frase un po’ criptica, mutuata dal comunicato stampa che informa del primo incontro a tre, l’altra mattina.
MACCIANTELLI la prende con calma. «E’ del tutto evidente che il Civis comporta un ingombro che non può non sollecitare una riflessione più ampia sul sistema della mobilità pubblica e della viabilità a regime — concilia —. Confidiamo nell’approfondimento che faremo con Provincia e Comune di Bologna. Crediamo nel rispetto tra istituzioni. Ma non c’è dubbio che rappresentiamo un’esigenza reale. A San Lazzaro il nuovo collegamento a nord è sentito come un’esigenza importante. Bisogna discuterne per tempo. Non vogliamo incentivare uso dell’auto. Ma il Civis sarà un trasporto pubblico di superficie ingombrante». Il sindaco sembra convinto che il nuovo ponte servirebbe anche se non passasse l’idea — oggi discussa — di un senso unico per le auto in direzione Imola-Bologna su mezzo chilometro della via Emilia, tra Caselle e Fornace. Perché «è vero che c’è la tangenziale — osserva Macciantelli —. Ma è anche vero che il pezzo di San Lazzaro che stiamo costruendo a nord richiede quell’intervento».
Lunedì intanto il Civis approda in commissione, in Comune. Approfondimento richiesto da Forza Italia a settembre, come ha ricordato il capogruppo Daniele Carella. C’è l’idea di un referendum su San Lazzaro, avanzata per ora nelle assemblee. «Se i cittadini ci chiederanno aiuto noi siamo disponibili», fa sapere Daniele Corticelli, presidente del ‘Metrò che vorrei’. Che considera invece proprio «dannosa l’idea di bloccare i cantieri».
Da: Il Resto del Carlino / Bologna . pag XVII
(non posso mettere il link in quanto è nel nelle MYPAGE, ovvero il mio abbonamento al Carlino online, SFOGLIATORE IN EDICOLA)
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Insomma, par proprio di capire che stanno brancolando nel buio più totale.
Hanno iniziato dei lavori senza avere un progetto su dove, come e perchè.
"il Civis comporta un ingombro che non può non sollecitare una riflessione più ampia sul sistema della mobilità pubblica e della viabilità a regime", dice Macciantelli.
Certo, infatti sentivamo molto la mancanza di un mezzo di trasporto pubblico ingombrante. I mastodontici e assurdi autobus doppi non erano abbastanza, evidentemente.
Siamo alla disperazione più totale.![]()




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...sei un amante dei cani deduco
piacciono moltissimo anche a me, ne avevo uno (incrocio Labrador-Maremmano) ma mi è morto tre anni fa e da allora basta...troppa malinconia
