Lo zen alla guerra.
Una documentata indagine sul ruolo svolto dal buddhismo zen a sostegno del militarismo giapponese
di Victoria Brian
Titolo: Lo zen alla guerra. Una documentata indagine sul ruolo svolto dal buddhismo zen a sostegno del militarismo giapponese
Autore: Victoria Brian
© 1997 Weatherhill, inc
© 2001 Edizioni Sensibili Alle Foglie Cooperativa
Anno di pubblicazione: 2001
Lingua: italiano
Note:
Nostro giudizio: 4/5
ISBN: 88-86323-87-5
In Giappone, a partire dal 1868, si assiste a un coinvolgimento sempre piu diretto del buddhismo, e in particolare delle scuole Zen. nella politica militarista ed espansionista del governo. Dalla guerra sino-giapponese, alla guerra russo-giapponese fino alla II guerra mondiale troviamo puntualmente le gerarchie religiose e il clero buddhisti perfettamente allineati con la politica imperiale, impegnati a fornire la giustificazione etica alla guerra e a forgiare Io spirito del "soldato Zen"
Brian Victoria, studioso, a sua volta praticante Zen, ha il grande merito di aver portato alla luce nel suo libro proprio questo lato oscuro della tradizione spirituale del Giappone. Troppo a lungo, e forse con troppa facile disinvoltura, anche in occidente si e voluta ignorare la sottomissione totale della legge del Buddha alla legge del Sovrano che e stata fatta propria anche da insegnanti e maestri che pure si ritiene avessero conseguito profonde realizzazioni. Sono dovuti trascorrere quarant'anni dalla fine della guerra perche solamente quattro scuole buddhiste giapponesi ammettessero pubblicamente le proprie responsabilita' in quanto accaduto. Le altre ancora tacciono, Ne serve a evitare gli interrogativi che questi fatti pongono trincerarsi dietro un superficiale storicismo dal sapore vagamente giustificatorio. Perche ci fu anche chi - e il libro lo ricorda - davanti alle stesse circostanze storiche, agi in maniera diversa subendo l'ostracismo dell' establishment religioso e persecuzioni da parte del governo.
Le vicende storiche dello Zen ancora una volta mostrano i rischi mortali a cui va incontro ogni insegnamento spirituale quando, trasformatosi in istituzione, si allea con il potere politico. E allora, che si tratti dei primo precetto buddhista o del quinto comandamento ricevuto da Mose, si troveranno sempre ragioni sufficienti per non rispettare il dettato a non uccidere nell'invocare la distruzione di un nemico preventivamente ridotto al rango di non persona. Di fronte alle guerre sante che continuano a bagnar di sangue il pianeta, a volte proviamo non solo smarrimento, ma anche un senso dl estraneita'. Ma proprio la conoscenza di quei atti puo suscitarci l'urgenza a guardare in profondita' ai meccanismi che li hanno resi possibili e che appartengono in qualche modo anche a ciascuno di noi.
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