MVB esonda, Di Pietro la corteggia, il Cav. fa Stranamore
In un sabato romano e piovoso di ottobre Michela Vittoria ha esondato davvero, insieme con il Cav. e quindicimila sostenitori adoranti (migliaia in più migliaia in meno) che riempivano il padiglione 8 della Fiera.
Località non comodissima (tra la capitale e Fiumicino), organizzazione spontanea ma con un’artificiosità molto professionale messa in gioco dalla squadra di MVB e dai prodigiosi collaboratori invisibili di Silvio Berlusconi.
Che poi sono categorie professionali sempre più sovrapponibili.
Il Cav. ha portato con sé Miti Simonetto, truccatrice per i semplificatori, pignolissima curatrice d’immagine per chi la conosce.
Con lei, come lei, Vittorio Bruno.
La così detta struttura era rappresentata dal corpo scelto di Mediaset e della Tv della Libertà, Dede Cavalleri e Giorgio Medail, più Marco Barbieri del settimanale brambillesco.
I resoconti dell’evento confezionati dai giornali sono stranoti (alcuni anche strazianti per la quantità di successo da dover significare al lettore), ma non sempre hanno accompagnato alla raffigurazione della forza numerica il fermo immagine pittorico offerto dal popolo delle libertà.
In parte di origini forziste – di qui il dolore muto irradiato da alcuni dirigenti del partito – la massa accorsa sabato esprimeva una quantità fisiologica di coscritti delusi da FI, e in più larga parte una platea interclassista a base famigliare (molti passeggini in sala) e autorganizzata.
Non male, anzi benissimo considerando che nelle premesse bisognava dare una risposta agli antipatizzanti usi a fare i conti in casa Brambilla: dici di aver fondato cinquemila circoli, dovrai farci vedere almeno una coppia per circolo.
E lei, per rimanere nella figura retorica, ha portato a Roma la coppia richiesta più il primogenito.
Ma sopra tutto ha rappresentato assieme al Cav. uno spettacolo a due con una sua compiutezza politica – il domani del berlusconismo ha i capelli rossi, tacchi da alta quota, una volontà di potenza concretissima – e un affiatamento visibile anche nei dettagli.
Da non sottovalutare un paio d’immagini.
La prima fissava due destini che si tenevano per mano con le braccia alzate, cosa per Berlusconi impensabile altrove e con altri miracolati.
La seconda è la sequenza in cui il Cav. e MVB erano sul palco, coperti fino al busto dal leggìo, con lei che come sempre giocava di anca e giunture per farsi sovrastare da lui in altezza; e lui che a un certo punto la libera quasi sostenendola nel suo avviarsi, altissima e felice al centro della scena.
Se non è un’investitura questa, cos’altro di più?
Forse soltanto l’eventualità (in pratica una certezza) che Berlusconi in persona abbia voluto mobilitare alcune delle migliaia di supporter personali per donarli alla contabilità dei Circoli in marcia.
Si tratta adesso d’indovinare l’uso che MVB intende fare di tanta grazia. Ma è già possibile farlo, avendo davanti agli occhi l’intervista con la quale, ieri, Michela Vittoria ha commentato la propria partecipazione domenicale alla festa dell’Italia dei valori (Vasto):
“I valori del partito di Antonio Di Pietro sono coerenti con quelli di un futuro partito dei moderati, nel nostro movimento ci sono molte persone che hanno votato per il centrosinistra e che ritengono d’aver commesso un errore. Noi nasciamo per dare voce ai problemi della gente e quindi siamo pronti a confrontarci con coloro che condividono le nostre battaglie: associazioni, movimenti, partiti, sindacati”.
Abbiamo capito bene? Sì: “Con questo spirito mi sono recata anche alla festa dell’Idv dove ho registrato un grande entusiasmo”. Sintesi: “Lavoriamo per allargare il consenso del centrodestra e per la creazione di quel grande Partito dei moderati, che in Italia sono il sessanta per cento, di cui ha parlato Silvio Berlusconi nel suo intervento alla nostra convention”.
Si sa che l’invito dipietrista era giunto sulla scrivania delle libertà da molti giorni. Ma a questo punto bisogna illuminare un piccolo retroscena.
Non molte settimane fa, i redattori del suo Giornale comunicarono a MVB la loro idea d’intervistare Di Pietro. Lei sospese la pratica: “Lui non lo ama”.
Adesso si deve guardare proprio a lui, invece, se Brambilla è riuscita ad andare così d’accordo con l’ex pm che voleva azzerare la Prima e la Seconda Repubblica, con una predilezione speciale per il bersaglio di Arcore.
E’ andata così, MVB ne ha parlato con Berlusconi e insieme hanno stabilito che non c’è nulla di male a dialogare con un uomo di destra stanziato provvisoriamente nel centrosinistra.
Di Pietro si conferma un grande animale del moderatismo arrabbiato.
E la Michela delle libertà è riuscita nella mirabile impresa di accorciare le distanze tra due ex avversari o nemici dalle storie apparentemente irriducibili l’una all’altra.
Ci è riuscita grazie a quella leggerezza biografica che per alcuni era un difetto politico, e per la cronaca dei giorni a venire sta diventando un sontuoso atout.
Stasera la rivedremo a Ballarò (se i forzisti addolorati non si mettono di traverso), giovedì fra i lupi di Santoro.
www.ilfoglio.it del 9 ott. ’07
saluti




Rispondi Citando