Tira (o molla) il dossier iraniano.
Nonostantela presa di posizione del premier Prodi, la Farnesina ritiene che i rapporti con Teheran debbano essere affrontati in tutte le sfaccettature, ispezioni comprese.
Ieri è stato il ministro Massimo D’Alema a chiarire che lui non ha “mai escluso sanzioni europee”, lasciando trasparire che, per discutere certe questioni, la sede prescelta è il Consiglio di sicurezza dell’Onu.
La convinzione è maturata dopo che, sul dossier iraniano, gli Stati Uniti hanno ammorbidito la loro bozza.
Il ministro-vicepremier sta cercando di insinuare a New York la possibilità di intraprendere “un’iniziativa politica” italiana (ieri il collega tedesco Steinmeier ha cercato di riportarlo su una “efficace linea unitaria europea”).
Condoleezza Rice è intanto pronta a ridiscutere le bozze di risoluzione a dicembre, quando l’Italia sarà presidente di turno. In questo modo D’Alema potrebbe sia mitigare la posizione di Palazzo Chigi, si ragiona alla Farnesina, sia presentarsi il 15 ottobre al Cagre con un biglietto da visita alternativo a quello del collega francese Kouchner.
Un Limes all’estremismo.
Il medio oriente resta in cima all’agenda del capo della diplomazia italiana. D’Alema ha espresso il proprio pensiero in un colloquio con Limes, sostenendo che il “prolungarsi del conflitto” nei Territori è la “conseguenza della volontà di alcuni settori della classe dirigente israeliana di ‘gestire’ la crisi invece di risolverla”. Per D’Alema è il ruolo di Israele che “sta producendo la progressiva trasformazione del problema palestinese da questione nazionale a questione religiosa”. Gli esperti del fondamentalismo vicini alla Direzione generale per il medio oriente fanno notare, silenziosamente, che alcune frasi del ministro incoraggiano gli islamisti. Il rischio è di normalizzare l’estremismo. D’Alema ha infatti aperto a nuovi “islamisti democratici”: in Egitto “i Fratelli musulmani potrebbero divenire un movimento politico vasto e variegato, non necessariamente antidemocratico”.
Roma-Rangoon.
Roma esporta ancora oggi turisti e armi, due settori saldamente in mano all’esercito che (almeno per ora) la Farnesina non ha intenzione di utilizzare come deterrente in favore della rivolta zafferano. Lo dimostrano le carte della missione italiana in India: il ministro D’Alema volerà a New Delhi lunedì e non sono previste iniziative che superino il profilo diplomatico (si attende l’iniziativa dell’Onu). L’appello lanciato dalle ong, affinché il Parlamento italiano si pronunci contro questi commerci, a Roma è stato ignorato. Cecilia Brighi, esperta di questioni birmane, ha chiesto chiarimenti sull’asse Roma-Rangoon: i commerci “vanno contro la legge 185/90 sulla vendita d’armi e le norme europee sui diritti umani”. Alcune feluche hanno però definito la richiesta di embargo inoltrata all’Onu da Amnesty international (e sostenuta di fatto soltanto dal sottosegretario Gianni Vernetti) “tipica da ong”.
Tele e vele. “L’italiano e il mare” sarà il tema della settimana della lingua italiana (22-28 ottobre). E’ stato il ministro, appassionato velista, a dare lo spunto per la mostra “Mare di Salgari. Gli oceani, i porti, le navi e gli eroi”. In calendario, anche eventi in memoria di Luciano Pavarotti.
Tagli. Superati i congressi di partito, a gennaio è certa una “selezione” dei sottosegretari con competenze accorpate. I funzionari studiano forme di “captatio benevolentiae”.
Da www.ilfoglio.it pg 3 del 5 ott 07
saluti




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