Tratto dal Blog del camerata Daniele Caroleo
E’ una frase che sento o leggo molto spesso ultimamente. Rispetto delle regole! Bisogna rispettare le regole! Esiste uno Statuto e bisogna rispettarlo!
Preciso, innanzitutto, che sono consapevole che questa mia riflessione a voce alta, visto l’argomento che andrò ad affrontare, potrebbe crearmi anche qualche problema (tra i tanti già affrontati in passato), ma a causa della mia impostazione caratteriale e valoriale, non riesco a tacere di fronte a certe assurdità!
Dicevo: rispetto delle regole. Quante volte ho sentito questa frase, citata, a mio parere, totalmente a sproposito? Quante volte l’ho letta su documenti e lettere varie, tese a screditare e/o a diffidare questo o quel dirigente/militante/iscritto di Azione Giovani in nome e per conto di questo famoso Statuto di AG di cui tanti si riempiono la bocca, ma che, guarda caso, viene utilizzato solo in determinati contesti ed in determinati momenti?
Io stesso, insieme ad alcuni ragazzi della mia comunità militante, siamo stati vittima di questo meccanismo. E ora c’è qualcuno, nella mia provincia, che gira con una copia di un deferimento nei miei confronti (dal febbraio di quest’anno), solo e unicamente per screditare la mia persona ed il mio operato, cercando di farmi apparire, agli occhi dei ragazzi che si stanno avvicinando da poco alla struttura di AG, come un poco di buono, o comunque come un personaggio da cui diffidare (colgo inoltre l’occasione per ringraziare tutte quelle persone che, a tutti i livelli, dopo aver appreso la notizia del deferimento, hanno manifestato la propria solidarietà nei nostri confronti anche con un semplice gesto)!
La cosa più comica, poi, è il fatto che se qualcuno si mettesse a guardare, realmente, le motivazioni che hanno portato la Presidenza Nazionale a deferire me e i miei ragazzi alla commissione dei probi viri, rimarrebbe totalmente allibito. Si evince, infatti, dalla stessa lettera, che il sottoscritto viene deferito in quanto colpevole di aver organizzato alcune iniziative politiche e militanti sul territorio. Allucinante..
Ma il problema, ricordo, non è personale. E non è tantomeno basato sulle motivazioni di tali interventi dall’alto (nonostante le assurdità). Il problema è innanzitutto di coerenza.
Quella coerenza che dovrebbe ricordare l’esistenza di decine e decine di Presidenti Provinciali e di Dirigenti Nazionali di AG assolutamente nulli, incapaci di rappresentare anche loro stessi. Dirigenti di questa struttura che non partecipano alle manifestazioni nazionali, alle riunioni, ai convegni. Ma questo pare non essere assolutamente importante! Non sono questi i problemi di questa struttura! L’importante è il tentativo, costante, di tagliare le gambe a quelle persone che, malgrado tutto, continuano a cercare di fare politica attiva in nome e per conto di quella fiaccola tricolore, solo e unicamente perché considerati dall’altra parte della barricata, in quanto scomodi e poco gestibili! O magari perché sono amici di quello o di quell’altro e, conseguentemente, nemici di questo e di quest’altro!
Questo è il movimento giovanile che parla di LEGALITA’, di GIUSTIZIA e di MERITOCRAZIA! Che si riempie la bocca con questi termini altisonanti! Ma quale legalità e quale giustizia, se poi le stesse norme che dovrebbero essere applicate per regolamentare l’attività normale di questo movimento, vengono tirate fuori in determinati contesti e totalmente dimenticate quando si tratta di altre situazioni? Quale meritocrazia, quando la tendenza rimane sempre e solo quella di difendere e tutelare non chi è più bravo o chi produce, ma solo l’amico dell’amico dell’amico?
E mi riferisco, e vengo finalmente al punto, a tutte quelle persone che puntualmente mi hanno rinfacciato che lo Statuto di Azione Giovani sono le “regole”, e come tali vanno rispettate! Ebbene…queste regole stabiliscono anche che “…Il Presidente Provinciale dura in carica tre anni e viene eletto dall' Assemblea degli iscritti. Alla scadenza del mandato il Pres. Prov. uscente convoca il Congresso Provinciale, nel caso di inerzia dello stesso alla convocazione provvede il Coordinatore Regionale ovvero il Presidente Nazionale…” [art.5], senza dimenticare che “…Trascorsi tre anni dalla celebrazione del Congresso Nazionale,la Direzione Nazionale richiede alla direzione del partito l’indizione di un nuovo Congresso Nazionale…” [art. 10].
Eppure di queste regole pare non ricordarsene mai nessuno! Sono regole minori forse? Di minor valore? Non ho fatto studi approfonditi in materia di giurisprudenza, ma non mi risulta che all’interno di un regolamento esistano regole minori o maggiori, o regole che vanno sempre applicate e regole di cui ci si può dimenticare!
Perché nessuno vuole rispondere a queste miei quesiti? Perché nessuno ha il coraggio di affrontare determinati argomenti?
Sorrido al pensiero, che proprio un paio di settimane fa, durante un Coordinamento Regionale di Azione Giovani della Calabria qualcuno ha addirittura dichiarato, davanti ai presenti, che avrebbe ritirato la richiesta di deferimento nei miei confronti, se mi fossi piegato e avessi accettato determinate condizioni, che prevedevano, tra l’altro, la completa accettazione e legittimazione (diventando vicepresidente provinciale di AG) di una gestione piuttosto fallimentare e totalmente a senso unico del movimento giovanile di AN nella provincia di Crotone. Ebbene: non mi sono piegato e non ho accettato quelle condizioni per due semplicissimi motivi. In prima istanza perché non mi sono mai piaciuti i compromessi, soprattutto quando il sottoscritto, in ambito di “trattative”, non rappresenta solo se stesso, ma tutta la propria comunità, e quindi tutti quei ragazzi che hanno tenuto comunque duro e sono andati avanti, nonostante le infamie e le calunnie gratuite di certi personaggi in cerca d’autore (senza dimenticare le minacce e gli atteggiamenti violenti anche nei confronti delle ragazze appartenenti alla nostra comunità). Ma non ho accettato, soprattutto, perché io a Roma ci voglio andare, e al più presto, per poter avere modo di raccontare, in maniera precisa e dettagliata, come sono andati realmente i fatti e come la gente tenti di approfittare del proprio ruolo (piovuto dal cielo, o comunque ottenuto grazie anche al lavoro di altre persone, tra cui il sottoscritto) per massacrare dei poveri ragazzi la cui unica colpa è quella di voler fare politica, a destra, sul proprio territorio.
Come so per certo che tutte quelle persone (alcuni, amici carissimi e di vecchia data) che hanno subito o stanno subendo lo stesso trattamento, non vedono l’ora di potersi confrontare a Roma in merito alle varie ingiustizie subite. E soprattutto, abbiamo tutti voglia di sapere se c’è ancora qualcuno disposto a dire che "le regole vanno rispettate”, perché a questa affermazione, ormai priva di senso, rispondiamo che “TUTTE le regole, nessuna esclusa, vanno rispettate, altrimenti è più opportuno tacere!”.
Scusate lo sfogo…
Trovo questo pezzo di Daniele un motivo in più per proseguire le nostre battaglie all'interno di questo mondo.
Grazie Daniele!
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