Sull'emergenza della casa
Prosegue inesorabilmente l’emergenza casa, cioè, la grave difficoltà per gli italiani a trovare una casa o a mantenere quella che si ha. Sono 3.600.000 le famiglie italiane oppresse dalla difficoltà di mantenere la casa: di queste, 1.900.000 stanno pagando il mutuo che è servito a comprare la casa, 1.700.000 pagano l’affitto.
A determinare entro quest’anno un aumento del 19% dei pignoramenti di case e di esecuzioni di sfratto è prevalentemente l’aumento dei tassi di interesse per i mutui a tasso variabile; ben il 91% dei mutui stipulati con le banche in Italia per l’acquisto della casa sono a tasso variabile. Se per i mutui a tasso fisso il tasso d’interesse rimane lo stesso per tutta la durata del mutuo con interessi sulla somma prestata del 7-8%, nei mutui a tasso variabile la percentuale di interessi da pagare varia nel corso del tempo, un periodo può essere mettiamo dell’ 1% ma 2 anni dopo può salire al 9%. Con l’aumento dei prezzi delle case molte coppie, in maggioranza giovani (fino a 40 anni d’ età), non seppero che pesci prendere per trovare una sistemazione abitativa, così nel 2004 entrarono in gioco le banche come vampiri che assalgono le prede costrette per cause di forza maggiore a rivolgersi a loro: per molte famiglie con una situazione economica non brillante anche se non per forza malvagia, i mutui a tasso fisso per ovvie difficoltà economiche non erano attrattivi, così furono stimolate attraverso sorrisi e bugie a contrarre i presunti facili mutui a tasso variabile, in un anno in cui i tassi di interesse per questi mutui erano molto bassi, del 2%; ma nel corso degli anni gli interessi su questi mutui salirono sempre più in funzione di politiche monetarie adottate dall’alto arrivando ai tassi attuali del 6%. Ma nel 2004 queste evenienze non furono mica paventate ai contraenti, così ora parecchie famiglie non riescono ad arrivare a fine mese per colpa di questi mutui. E in futuro si troveranno il sogno di una vita espropriato dalla banca per farne ciò che vuole.
Riguardo i canoni d’affitto, la loro insostenibilità è stata la causa dello sfratto per centinaia di migliaia di persone, compresa parecchia gente della classe media che un tempo stava benone. Con la liberalizzazione del mercato immobiliare molti palazzi sono stati venduti dai loro proprietari, per lo più costruttori edili, banche, assicurazioni, ad altri privati tra cui noti giocatori di alta finanza, i nuovi compratori hanno così raddoppiato gli affitti, per poi spesso rivendere i palazzi ad altri usurai dello loro risma, i quali hanno a loro volta rialzato gli affitti, insomma, un sali e risali che ha mandato sul lastrico milioni di famiglie. Ci sono state poi le numerose vendite di alloggi popolari fatte dallo Stato a capitalisti, i quali sui malcapitati inquilini che ricchi non sono hanno praticato alti canoni d’affitto insostenibili e imprevisti per persone che stavano abitando in quelli che fino a poco tempo fa erano alloggi popolari, ed ecco dunque migliaia e migliaia di famiglie sfrattate.
Il dramma della casa sta contribuendo alla moria demografica del popolo italiano, sta costringendo anche gente che prima stava bene a vivere per le strade, in ostelli di associazioni umanitarie, in grotte, in umidi malsani rifugi costruiti sotto terra, in baracche, con situazioni che si fanno insostenibili per malati, anziani, bambini, senza la possibilità neanche di lavarsi. Si innesca una lotta per la sopravivenza che conduce genitori con bambini ad occupare appartamenti disabitati popolari o anche privati, e purtroppo dove il problema è più grave come a Cagliari, una lotta tra poveri in cui appartamenti popolari dove vivono persone anziane o sole vengono occupati durante i periodi di assenza dei legittimi inquilini da persone alla disperata ricerca di un tetto.
Vediamo quelli che i nostri governati chiamano aiuti alle famiglie per la casa, tipo alcune misure contenute nell’ultima finanziaria in via di approvazione al parlamento: che volete che siano sgravi su Irpef (imposta sul reddito) di massimo 300 euro l’anno per i redditi annui fino a 15.493 euro e di massimo 150 per redditi annui da 15.493 a 30.493 soprattutto se si conta che in pochi mesi i generi di prima necessità sono rincarati a livelli esponenziali e ancora stanno rincarando? Una presa per i fondelli!
Gli scaldasedie di centrodestra e centrosinistra non andranno mai contro i “palazzinari”, dai quali sono finanziati i loro stupidi partiti; del resto gli scaldasedie in questo capitalismo usuraio di rapina hanno interessi privati, e possono tranquillamente acquistare (analogamente a sindacalisti, papaveri dell’esercito, manager statali) interi palazzi, interi piani di palazzi di pregio a prezzi parecchio più bassi rispetto a quelli di mercato. E allora preso atto che la classe politica italiana cooperante con il capitalismo usuraio di rapina negatore del diritto alla casa se ne frega del popolo, il diritto alla casa sarà un diritto da conquistare soltanto attraverso dure lotte sociali. Anche in questo particolare campo lo stato borghese ha dimostrato la sua natura di dittatura antifascista, visto e considerato che il Fascismo dichiarava il diritto alla proprietà della casa.
Per risolvere il problema della casa noi proponiamo 5 semplici cose: regolamentazione dei canoni di affitto e dei prezzi degli appartamenti portandoli a livelli accettabili per il cittadino comune (nel caso dei prezzi per comprare casa, essi non devono rendere necessario il ricorso a mutui); blocco delle speculazioni di compravendita degli immobili; ri-appropriazione da parte dello Stato delle case popolari vendute ai privati, che ovviamente dovranno tornare ad essere popolari; rilancio dell’edilizia popolare che vada al di là della creazione di meri quartieri di casermoni di cemento puntando a creare sensibili aree di verde; utilizzo degli immobili requisiti a corrotti e mafiosi per sistemare le persone che hanno immediata urgenza di un alloggio.
Alfredo Ibba
15 ottobre 2007
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