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Discussione: Hamas Hamas Hamas

  1. #221
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  2. #222
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    Il chiodo nel legno: un'intervista ad Ismail Abu Shanab

    Nel luglio del 2002, Paul Hilder, di Open Democracy, intervistò Ismail Abu Shanab, il mediatore politico di Hamas, "l'anima moderata" della resistenza palestinese. Poco più di un anno dopo, Abu Shanab veniva assassinato da Israele a Gaza, con un attacco missilistico. Il medico palestinese anticipa in quest'intervista molti scenari, alcuni dei quali stanno prendendo già forma oggi, a due mesi dalla sua morte.


    Introduzione
    Incontrai Ismail abu Shanab nell'estate del 2002, a Gaza. Tutti sapevano dove abitava. Il mio giovane amico Yusuf, che frequentava l'Università Islamica con suo figlio, mi accompagnò con orgoglio a casa sua, nella periferia di Gaza City. Suonammo il campanello. Sua figlia ci condusse in un soggiorno pieno di libri dove abu Shanab, vestito di bianco, ci offrì una limonata. Non vedemmo alcuna guardia del corpo.
    Tre giorni prima del nostro incontro, Salah Shehadeh, leader dell'ala militare di Hamas ed ex compagno di prigionia di abu Shanab, era stato assassinato con una bomba da una tonnellata. Essa demolì un intero blocco del campo profughi ed uccise quattordici civili. Non vi era, comunque, un'atmosfera di paura. Abu Shanab era il più moderato tra i leaders dell'ala politica di Hamas, ed in quel periodo non era un obiettivo. Era il negoziatore dei cessate il fuoco di Hamas, un uomo che invocava l'impegno in un processo parlamentare, che si sentiva apertamente pronto a considerare la soluzione dei due stati.


    Il 21 agosto 2003, Ismail abu Shanab fu assassinato da un attacco missilistico israeliano mentre viaggiava nella sua auto, a Gaza. La stampa governativa israeliana lo definì "terrorista".
    Tuttavia, cambiando radicalmente rotta, una fonte della sicurezza israeliana dichiarò al Washington Post dopo il suo assassinio: "Non importa se questa persona fosse o meno coinvolta [nel terrorismo]. Ciò che importa e' che quest'uomo ... e' uno di coloro che decidono quale dovrà essere la politica di Hamas".

    Parlammo per un'ora. Non era un liberale, ma Hamas, senza di lui, sarà molto diversa.

    Come vede la vita a Gaza, oggi? Come e' cambiata negli ultimi due anni?
    Tutto e' influenzato dagli attacchi israeliani. Abbiamo chiusure. Abbiamo assassinii e distruzioni. Demolizioni di terreno agricolo e fattorie. Economicamente siamo in una posizione che nessuno può descrivere. Le cose sono estremamente complesse. La disoccupazione e' terribilmente alta, la gente non riesce a guadagnarsi da vivere. Ma la determinazione palestinese cresce, perché il fallimento del processo di Oslo non ci ha lasciato speranze.

    Non capisco. Come può esserci determinazione senza speranza?
    Determinazione a non arrendersi. Gli attacchi israeliani mirano ad ottenere la resa palestinese e la continuazione dell'occupazione. Dunque cresce la determinazione palestinese per continuare a resistere. L'obiettivo e' la fine dell'occupazione. E speriamo di costruire lo stato palestinese, libero, sovrano ed indipendente.

    Nel passato lei ha detto che questa generazione deve puntare a costruire uno stato su confini internazionalmente riconosciuti del 1967. Questo punto di vista e' sicuramente "radicale" nell'ambito di Hamas. Crede ancora in ciò?
    Non possiamo parlare per le generazioni future, ma per la nostra sì. Questo e' ciò che noi sappiamo. Non possiamo conoscere oggi quali saranno gli obiettivi della prossima generazione. Soffriamo a causa dell'occupazione e degli attacchi israeliani da oltre mezzo secolo. Nel 1948, noi palestinesi fummo scacciati dalla nostra terra e rinchiusi nei campi profughi. Oggi abbiamo una popolazione di profughi che supera i 4,5 milioni. Nel 1967 Israele ha continuato, occupando il resto della Palestina con tutto il dolore e le sofferenze che ciò ha causato. Ma la generazione di oggi, con questo carico di sofferenza, desidera costruire e mantenere la sua identità palestinese. Quest'identità può essere esplicata solo attraverso lo stato palestinese. Questa generazione sarà occupata a costruire questo stato, ed a rendere migliore la vita dei nostri bambini.

    Ci sono stati incontri, recentemente, a proposito della possibilità di una hudna, un cessate il fuoco, e poi Israele ha assassinato Saleh Shehadah, leader della vostra ala militare. Perché stavate considerando la possibilità di una hudna?
    Per ottenere calma e lasciare che questa generazione viva in pace. Per dare una possibilità alla pace. Per scoprire se gli israeliani desiderano o meno vivere in pace. Affinché possiamo dire agli americani, che accusano i palestinesi di non essere "seri": "Okay, noi siamo seri per quello che concerne la pace. Parlate con Sharon".

    Quali sono le conseguenze dell'assassinio di Shehadah?
    Noi di Hamas sappiamo che Sharon non e' interessato minimamente alla pace. I palestinesi, però, desiderano dare un'altra opportunità ai leaders arabi di fare pressioni su Bush e convincerlo a fare a sua volta pressioni per il ritiro di Israele dai Territori Occupati. Abbiamo dichiarato, tramite sheikh Yassin, che, se gli israeliani vogliono e sono pronti a ritirarsi, Hamas fermerà le sue operazioni in Israele. Si trattava del primo passo verso la calma, se gli israeliani e gli americani fossero stati seri.
    Quando Sharon ha colpito Gaza con questo orribile attacco, per Hamas non si e' trattato di nulla di nuovo. Ma per molti altri, nel mondo arabo e soprattutto per lo stesso Bush, la figura comincia a delinearsi con maggiore chiarezza: Sharon non e' pronto per la calma.
    La strategia sionista e' di occupare tutta la terra palestinese e obbligare il suo popolo ad andar via, o assassinandolo o deportandolo. Ciò e' accaduto nel 1948, nel 1967 e gli insediamenti colonici israeliani entro la Cisgiordania e Gaza lo dimostrano. Guardi questa mappa di Gaza. Cosa ci fanno tutte queste colonie? Perché? Forse che la loro presenza aiuti a portare la sicurezza delle aree popolate? E' folle.
    No, non e' folle. I coloni sono folli, ma Sharon non lo e'. Questo e' un obiettivo storico del movimento sionista. Prendono immigrati che siano disposti a venire qui, gli danno denaro e sostegno e promettono loro prosperità, una vita di miele ... Sono come un chiodo nel legno. Il chiodo nel legno non si ritirerà mai da solo. Non gli puoi dire: "Per favore, vieni via". C'e' bisogno di fare una pressione. Ora, la comunità internazionale potrebbe farla. Ma la comunità internazionale, come gli USA, non ne hanno alcuna intenzione. Quindi noi riteniamo che questo chiodo non verrà estratto senza resistenza, senza forza. Questa e' la convinzione di Hamas, ed i palestinesi l'hanno a loro spese capito. Le centinaia di migliaia di partecipanti ai funerali di Shehadah e del resto dei martiri mostrano che anche i palestinesi ne sono convinti.


    Chi sono gli alleati strategici più importanti per i palestinesi?
    A questo punto, non abbiamo alcun alleato. Abbiamo perso ogni supporto, tranne quello di Dio. Ed abbiamo in Lui grande speranza. Abbiamo fede, e perciò, se Dio vuole, vinceremo.

    Dunque non avete speranza che gli americani ...?
    No, questo sarebbe troppo. Forse all'inizio ... era possibile averne. Ma con questa amministrazione Bush, le cose sono completamente diverse. Essa tende naturalmente verso la sicurezza di Israele, e gli da' la luce verde per attaccare. E Israele ha sfruttato il gioco molto bene.
    Noi crediamo che ci sia Israele dietro l'attacco dell'11 settembre alle Torri Gemelle. Gli americani sono rimasti così coinvolti in Afghanistan, dove combattono contro i Talebani ed Osama bin Laden. Israele dichiara che l'Autorità Palestinese e' il suo regime Talebano e che Hamas e sheikh Yassin sono i suoi bin Laden ... "Ci comportiamo allo stesso modo", dicono. Gli americani hanno ucciso migliaia di afgani innocenti. Cosa possono dire se Israele ne uccide 15 alla volta?


    Lei non crede, quindi, che bin Laden sia coinvolto nell'11 settembre?
    No, assolutamente. Si e' trattato di un complotto organizzato da lobbies estere connesse al sionismo, passato a bin Laden. Ne sono assolutamente convinto. Ciò che e' avvenuto e' stato molto più grosso di quanto bin Laden avesse potuto fare. Uno scrittore francese ha scritto un libro sull'argomento. Fino ad ora, l' FBI non ha raccontato la verità.

    Quando si arriva alla resistenza violenta, alcuni dicono che per Hamas sia più prudente focalizzare gli attacchi all'interno dei Territori Occupati, contro i soldati ed i coloni.
    Le dirò una cosa. Gli israeliani che arrivano da Brooklyn e dalla Russia per fare soldi, si preoccupano solo di due cose: del loro sangue e, appunto, dei soldi. E' questa la cosa che conta. Per convincerli a ritirarsi, bisogna mostrare loro che queste due cose sono a rischio. La loro vita e' a rischio ed i loro soldi e la loro economia sono a rischio.
    La creazione di Israele e' stata una manovra del colonialismo per liberare l'Europa dagli ebrei. Essi disturbavano la sua unità. I cristiani li detestavano. Quindi crearono il mito del popolo della terra biblica: "Andate nella vostra terra biblica, e noi vi supporteremo".
    I colonialisti considerano gli israeliani parte della strategia colonialista. Ma se essi soffrono, soffrono da soli. Gli europei non soffriranno con loro. Gli daranno soldi e supporto, se avranno successo. E se falliscono, che vadano all'inferno.
    Il sistema sudafricano di apartheid infine e' stato sconfitto. E sono certo che neanche il futuro degli israeliani sarà buono se continuano ad insistere con il loro schema di apartheid. Non possono vincere. Attorno a loro, persino tra di loro, le cose sono differenti. Nell'apartheid, finiranno per essere gli uni contro gli altri, e ciò non durerà a lungo.


    Le avevo posto una domanda sulla vostra strategia, non la loro.
    Quando reagiamo all'interno della Linea Verde ... e' una guerra. Il nostro nemico non resta tra noi, nei territori del 1967. Esso viene qui, uccide i nostri figli e scappa in Israele. La comunità israeliana e' una comunità di combattenti, tutti coloro che hanno più di 17 anni sono arruolati nell'esercito e vi restano con un compito o un altro. Quelli che non restano nell'esercito, sono riservisti. Ed ora, l'esercito che occupa i territori della Cisgiordania e' composto da riservisti.

    Ma i riservisti sono una parte potente della società. Il Consiglio per la Pace e la Sicurezza, una vecchia organizzazione di riservisti della sicurezza, ha cominciato ad evocare un ritiro unilaterale come preludio ai colloqui sullo status finale. Lo evoca in parte per ragioni pragmatiche, perché non vogliono morire per i coloni, in parte per motivi di sicurezza, in parte, probabilmente, perché vedono che i palestinesi sono in crescente difficoltà, il che rende impossibili i negoziati. Cosa farebbe Hamas se questo ritiro dovesse aver luogo?
    Non avrà luogo. Le dirò perché. Sharon ed il suo governo credono nella vecchia strategia del sionismo. Essi non cambieranno seppure tutti gli israeliani dovessero restare uccisi. Sharon vuole scrivere la sua storia ed essere ricordato come uno degli eroi sionisti. Anche se li ucciderà tutti, con la sua politica.
    Ricordo che, quando giunse al potere, chiese agli israeliani di essere pazienti. Come mai un militare che e' a capo di una superpotenza come Israele, che combatte contro i palestinesi che, al confronto, non hanno nulla e contro i quali può ottenere una vittoria militare, come mai parla di essere pazienti? Perché sa che i palestinesi non si arrenderanno. E, dal momento che non intende ritirarsi, continuerà la sua battaglia. Ciò e' vero fin dall'inizio. Noi lo capiamo molto, molto chiaramente. Nessuno al mondo può capire gli israeliani meglio di noi.
    Quando poi si arriva al giochetto della democrazia tra partito laburista e Likud, si appronta il teatro per un altro periodo di dominio del Likud. La sinistra regge solo il gioco della democrazia all'interno d'Israele. Ma non e' influente al punto da assumere la leadership israeliana. La parte influente viene da Brooklyn, dagli Stati Uniti, dall'amministrazione Bush. Solo loro possono decidere un cambiamento in Israele.
    Invece i lobbisti sionisti degli USA che oggi controllano l'amministrazione Bush vogliono che le cose continuino e vadano verso altri obiettivi. Oggi vogliono attaccare l'Iraq. Vogliono controllare tutta l'area. Preferiscono dunque un Israele forte, più che un Israele stabile. Saranno poi gli americani a pagare, in dollari, il prezzo di tutto ciò. Se possono permettersi di continuare a versare milioni di dollari a Israele ...

    Mi sento addolorato ... Tutto ciò e' contro qualsiasi fondamentale valore umano, fare in modo che la gente uccida per gli interessi di un pugno di capitalisti e colonialisti negli Stati Uniti. Sono i colonialisti che vogliono che la lotta continui. Ad essi non importa delle perdite, degli esseri umani, delle sofferenze, di nulla di ciò. E gli israeliani ordinari sono vittime esattamente come i palestinesi. E quando si tratta di pagare il prezzo di questa lotta, pagano esattamente come i palestinesi.

    Crede che l'Intifada possa continuare nel prossimo futuro? Non vi sono segni di cambiamento, sviluppi? Una guerra d'attrito?
    Molto di più. Gli USA ed Israele stanno facendo pressioni enormi affinché i paesi arabi non ci supportino. Stanno facendo pressioni gigantesche sull'Autorità palestinese. Dopo aver distrutto tutto, durante le invasioni, ora stanno assediando Arafat. Ciò che vogliono e' un nuovo governo non eletto dai palestinesi. Prendono in giro anche i media. "Vogliamo le riforme, vogliamo un processo democratico tra i palestinesi". Ciò e' totalmente falso. La realtà e' che gli americani stanno progettando di installare nuovi leaders palestinesi che siano filo-americani, e che faranno in modo che i palestinesi si combattino gli uni gli altri. Ecco tutto.

    Ci sarà una leadership post-Arafat in Palestina?
    Non e' un problema. In Gran Bretagna, i britannici hanno eletto la Thatcher. Poi hanno eletto Blair. Non c'e' alcun problema con le elezioni. In quasi nessuna elezione si sa chi vincerà, ma, nel momento in cui il candidato e' eletto, governa. Perché tutto questo parlare, da parte dei media, su chi sarà il successore di Arafat? Chiunque sia eletto dal popolo palestinese, sarà in grado di svolgere il ruolo. E' semplice. Ma gli americani, gli israeliani ed i media lo hanno reso un problema, perché essi hanno paura dei risultati reali della democrazia.

    Arafat e', per i palestinesi, una specie di simbolo nazionale. Vede come possibile conseguenza la sua sostituzione non da parte di un individuo, ma di un gruppo di individui?
    No. Noi abbiamo bisogno di un sistema parlamentare. Un gruppo che controlla richiederebbe un sistema differente. Il nostro sistema e' basato sulla democrazia repubblicana. Abbiamo ministri e poi il leader - il presidente. Se cambiassimo il nostro sistema per un sistema parlamentare - parlamento, primo ministro, ministri, presidente, come il sistema israeliano, o quello americano, forse funzionerebbe. Ma un Politburo come quello del partito comunista sovietico non e' adeguato, oggi.
    Cosa pensa della prospettiva di elezioni, o di riforme, o di un tipo di governo di unità nazionale ...?
    Penso che e' un giochetto di pubbliche relazioni. Non accadrà nulla. Nulla. Arafat non parla seriamente. La situazione non e' a lui favorevole. Gli americani vogliono che alle elezioni partecipino solo filo-americani. Sanno che se Hamas dovesse parteciparvi, Hamas vincerebbe. E ciò non fa felici gli americani.
    Tutto questo insieme di problemi complessi rende il futuro molto confuso. Non mi aspetto elezioni, né alcun processo democratico. Solo più sofferenza. Aspetto di vedere ciò che gli americani stanno preparando. Non so cosa può esserci nella mente dell'amministrazione Bush.



    traduzione a cura di www.arabcomint.com
    fonte: FromOccupiedPalestine

  3. #223
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    I funerali di Abu Shanab

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    Il Martirio di Abu Shanab!

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