L'idealismo
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L'idealismo
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veramente l'avevo gia detto, cmq nn mi sembra che bisognerebbe disertare anzi è una buona cosa per riflettere nn credi? mi sembra che nn si pensi a un concetto nuovo ma sempre quello di cuba e la russia, il mondo cambia e cosi anche il pensiero si modifica, anche le esigenze, io cmq dico scrivete piu potete su questo argomento nn disertatelo, ce liberta di espressione, la conoscenza storica aime si sa da se come è finita


a si la cina, in cina i lavoratori sono trattati male, ho visto diverse notizie al riguardo e ce poco cosa dire stanno crescendo e vero, a spese della gente, le fabriche svuotano direttamente nei fiumi, i contadini che vivono in quelle zone sono alle soglie della poverta, stanno faccendo pulizia etnica in tibet, l'economia nn deve essere a discapito della gente senno meglio restare povero che avere uno solo ricco, nn so se avete letto, ma in questo paese i lavoratori sono trattati malissimo vi allego da wikipendia
19 maggio 2005
Il fenomeno che alcune multinazionali sfruttino manodopera a basso costo in Cina e altri paesi e che i lavoratori sono costretti a lavorare spesso in condizioni disuamane sta sensibilizzando sempre più l'opinione pubblica. Tanto che alcune aziende hanno incominciato ad ammettere l'esistenza del fenomeno e ad impegnarsi, almeno a parole, per un miglioramento della situazione.
In Cina sono ormai schiaccianti le prove che dimostrano come un enorme numero di donne e bambini debbano lavorare in estenuanti turni e per salari da fame per le multinazionali occidentali. Molte multinazionali occidentali, tra cui Timberland, Puma ed altre, attraverso una rete di aziende intermediarie locali, producono in Cina, a costi irrisori tutti quei beni di consumo che saranno venduti a caro prezzo sul mercato occidentale. 40 centesimi di euro è quello che quadagna un quattordicenne cinese per produrre un paio di Timberland che saranno vendute a 150€ in Europa. 90 eurocent per un paio di Puma che compreremo a 178 euro. I turni sono di 16 ore al giorno, si dorme in fabbrica, la violenza e le malattie caratterizzano le fabbriche-lager.
Ora, però, gli operai cominciano a parlare, il malcontento avanza, sorgono ogni tanto proteste spontanee e le organizzazioni umanitarie stanno man mano raccogliendo sempre più prove. Le multinazionali possono solo ammettere le loro responsabilità. Senza molta pubblicità, è chiaro.
Emblematico il caso di una fabbrica nella ricca regione meridionale del Guangdong, che lavora su licenza della Timberland a cui è destinata la maggior parte della produzione. Secondo quanto riferito nella fabbrica lavorano 4.700 dipendenti, in prevelanze (80%) donne. Tra i lavoratori ci sono anche minorenni di 14 e 15 anni. L'associazione umanitaria China Labor Watch, un'associazione impegnata contro lo sfruttamento dei minori e contro le violazioni dei diritti dei lavoratori, ha raccolto numerose testimonianze circa le terribili condizioni di lavoro.
Il fenomeno Timberland appare ancora più stridente se si considera che Fortune nel 2004 le aveva conferito il premio quale "migliore azienda dell'anno per le relazioni umane". "Siamo consapevoli che quella fabbrica ha avuto dei problemi relativi alle condizioni di lavoro. Siamo attualmente impegnati ad aiutare i proprietari della fabbrica a migliorare", afferma Robin Giampa, direttore delle relazioni esterne della Timberland. Tuttavia nei rapporti delle ispezioni semestrali fatte dalla Timberland alle sue fabbriche in Cina, non risulta nulla di quello sfruttamento punibile anche dalla legislazione cinese.
Nel frattempo le multinazionali continuano a ricevere i profitti di tale situazione. I dati rilasciati poco più di un mese fa sul primo trimestre del 2005 parlano di un aumento dei profitti del 36% ed un aumento delle vendite del 10%
http://it.wikinews.org/wiki/Cina:_i_...ali_si_scusano
spero che il governo cinese faccia al piu presto qualcosa, nn disertate liberta di parola sempre


per chi nn crede a wikipendia credera al manifesto
Valle Serina: Il viaggio choc del sindacalista in Cina
Lavoro operaio senza diritti, licenziamenti a tassametro e «corruzione a manetta»
(Il Manifesto - 20/06/2005)
Lavoro operaio senza diritti, licenziamenti a tassametro e «corruzione a manetta» «Pensavo d'andare in Cina, invece mi sono trovato a Manhattan». Martino Signori, segretario della Fiom di Bergamo, deve ancora metabolizzare i cinque giorni trascorsi a Shanghai. Grattacieli, autostrade, megasvincoli, gente di «tutte le razze», il rumore del business che cresce. E poi - meraviglie delle meraviglie - il treno a levitazione magnetica che sfreccia a 430 km all'ora senza toccare terra. Prodotto dalla Thyssen-Siemens in Germania, dove il lavoro costa il 35% in più che in Italia. «Ad avere roba interessante da vendere, lì ce n'è per tutti. Il mercato tira alla grande e i cinesi non fanno questioni di prezzo».
Il problema dell'Italia? «Salvo il vino e la moda firmata, non abbiamo da vendere ai cinesi cose che non abbiano imparato a fare». Compresi i telai, che sono la ragione del viaggio a Shanghai di una delegazione di sindacalisti e giornalisti bergamaschi (c'era pure il segretario dei Ds). Ce li ha portati Miro Radici, padrone dell'Itema (leader mondiale del meccanotessile), che ha inaugurato una fabbrica nuova di zecca fuori Shanghai. Scopo dell'ospitalità, convincere i sindacalisti che non si possono più produrre in Val Seriana i telai da vendere in Cina. Costano troppo. Per stare sul mercato asiatico bisogna produrli direttamente in Cina. «E' vero», ammette Signori, «Itema fa per buona ultima quel che gli altri gruppi europei hanno fatto da un pezzo». Radici ormai riesce a piazzare in Cina solo un centinaio di telai «bergamaschi». La fabbrica di Shanghai parte sfornandone 1.200 all'anno per arrivare a 2 mila. Unica prospettiva per i 4 mila dipendenti che il gruppo Radici conta in Italia produrre telai per il mercato europeo e statunitense. Prospettiva comunque di breve respiro perché tra dieci anni la Cina sarà in grado d'esportare anche il meccanotessile. Questa la «nuda e cruda verità» che Signori dirà ai lavoratori dell'Itema. Oggi la prima assemblea, e sarà dura. Molti non hanno gradito che dei sindacalisti «invitati dal padrone siano andati a vedere quelli che ci rubano il lavoro». altri, invece, pensano sia stato giusto accettare, per «toccare con mano» la realtà. A tutti il segretario della Fiom dirà sostanzialmente due cose. La prima: «Togliamoci dalla testa che i cinesi sappiano solo copiare e taroccare. Sanno fare.
La Cina è una grande potenza industriale e un grande mercato. Non la fermiamo con i dazi della Lega». La seconda: «Piaccia o no, la decisione di Radici di produrre telai in Cina ha una sua logica. La nostra richiesta è che investa parte dei profitti che farà sul mercato asiatico in tutto il gruppo. Per modernizzare e innovare qui in Italia. altre strade non ne vedo». Il sasso Signori l'ha già lanciato a Shanghai, prendendo la parola alla cerimonia inaugurale. «Devo pensare ai miei azionisti», gli ha replicato Miro Radici. No bello, controreplica Signori, «devi pensare anche ai lavoratori che hai in Italia». Per gli standard cinesi, l'Itema di Shanghai è una fabbrica modello: pulita, ben aerata, dotata di mensa e spogliatoi. Ritmi di lavoro sostenuti ma non pazzeschi. Lavoratori giovani, molte donne. Il salario superiore alla media (120 euro) permette d'avere un'abitazione individuale. «Ma per i diritti, siamo al Medio evo». Su una parete all'ingresso sono appese le foto di tutti gli operai. «Sotto ogni foto c'è una luna divisa in sei spicchi.
Ogni errore cancella uno spicchio. Sei errori, sei licenziato. Sporcare il bagno o il tavolo e non pulire è valutato un errore grave». Il sindacato? Non c'è. Per fortuna, visto che quello di regime funziona solo come agenzia di controllo o di collocamento. A un terzista servono 200 operai? Si rivolge al sindacato che li «recluta» velocemente nelle campagne: paghe basse, vivono nei dormitori, tornano al paese solo tre volte all'anno. Il partito comunista cinese? «C'è, ma chi sta lì pochi giorni e non deve concludere affari non se ne accorge. Ho visto solo due o tre bandiere rosse, nessuna statua». Cosa fa il partito? «E' al servizio del capitalismo più sfrenato». Con le contraddizioni che ne conseguono. Il sistema scolastico, che serve a sfornare cervelli per la sviluppo, funziona benissimo. La sanità e il welfare sono un disastro. Occorre sventrare un quartiere per tirar su altri grattacieli? «Non guardano in faccia a nessuno, neppure agli anziani che si incatenano all'uscio di casa per restare dove sono nati». Ultima nota di viaggio: corruzione a manetta. Un'automobile costa poco più di 4 mila euro. Ma ce ne vogliono altrettanti per «comprare» la targa. «Ci hanno detto che è così per legge. Sì, la legge della mazzetta». MANUELA CARTOSIO
http://www.vallibergamasche.info/new...cina/cina.html


Solo le pecore hanno bisogno di leader. La Democrazia richiede partecipazione diretta e assunzione di responsabilità.
Se non stai attento, i mass media ti faranno odiare gli oppressi e amare le persone che opprimono.


Il comunismo non è un atto d'amore. Il comunismo è un manlio d'acciaio che serve a schiacciare il nemico.
MAO


nn mi piace questo pensiero, perche il nemico vero a cui si riferisce è il popolo, basta vedere la pulizia etnica che hanno e stanno facendo in tibet, nn mi dire che erano soggiogati dai monaci buddisti, perche il buddha ha detto soltanto con l'amore universale, la vita si colma di pace e gioia. anche ghandi era buddhista.


sono nuovo del forum nn ho letto tutto, cmq lo so il sistema feudale, pero nn giustifica la morte di innocenti, popolo tibetano compreso, è come per i afgani mi dirai che gl americani hanno fatto male a invaderli come nel iraq anche gl afgani avevano un sistema feudale, ma il tibet è diverso, è vero che sembra assurdo che il dalai lama sia un monaco e che sia la rincarnazione del buddha, anche se il buddha ha detto io sono qualunque di voi che ha compreso il significato della buddhita ed è colui che ha coquistato la serenita e la tiene in qualsiasi situazione, come vedi i insegnamenti del buddha li conosco, anche del dalai lama nn ho letto cose diverse che pace e amore, la cina nn mi sembra che abbia aiutato molto anche perche
ho trovato questo
Le forze d'occupazione hanno commesso e commettono tuttora numerosi e orribili atti di barbarie.
Si stima che circa 2 milioni di tibetani siano morti tra il 1950 e il 1980, in conseguenza dell'occupazione cinese.
Nel corso della famigerata "rivoluzione culturale" (1966-1976), seimila templi (cioè la quasi totalità dei luoghi di culto) e una miriade di tesori artistici sono stati distrutti.
Alla popolazione tibetana viene negata (totalmente sino al 1980, parzialmente oggi) la pratica del Buddhismo (come del resto il Bön, l'antica religione autoctona del Tibet) e gli viene imposto l'insegnamento della lingua cinese a scapito di quella tibetana.
Mentre leggi questa pagina la tragedia tibetana continua:
* Migliaia di tibetani sono in carcere spesso torturati barbaramente per semplici reati di opinione
* Lingua, religione (della quale il regime vorrebbe cancellare l'influenza), storia e cultura sono negate o assurdamente falsate nei contenuti
* Le donne di etnia tibetana subiscono continuamente un esecrabile controllo delle nascite patendo sterilizzazioni forzate e aborti, operati senza alcuna pietà anche in fase avanzata di gravidanza
* Quello che risultava fino a pochi anni fa *ecosistema primario*, unico al mondo, è gravemente minacciato.
L'ambiente già efferatamente saccheggiato è in serio pericolo: la imponente deforestazione (che ha fruttato agli invasori vari miliardi di dollari) provoca inondazioni sempre più frequenti e devastanti, si stanno estinguendo numerose specie animali ormai uniche nel pianeta e lo sfruttamento dei terreni sta provocando una preoccupante desertificazione di vaste aree
* Malgrado il muro di silenzio eretto dalla Cina, sappiamo che in Tibet esistono molti siti di stoccaggio e di lancio di pericolose armi nucleari
* La situazione economica è catastrofica: il livello di vita è tra i più bassi del mondo, tanto che ai coloni e ai soldati cinesi viene dato uno status privilegiato e grossi incentivi economici
* Il trasferimento massiccio e ininterrotto di coloni cinesi riduce i tibetani ad essere sempre più minoranza nel proprio paese.
http://www.consapevolezza.it/tibet/tibet_index.asp
si puo dire che l'attegiamento dei cinesi nei confronti del tibet è sbagliato, anche perche un mio amico ci è stato ha fatto il giro con la bicicletta e mi ha raccontato che queste cose sono vere, anche se scrivi tibet in cina nn lo trovi sulle pagine dei motori di ricerca, ce una specie di censura

