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    Predefinito [Vicenza] No Dal Molin!

    http://www.informationguerrilla.org/...nza-allitalia/



    Diserzione e resistenza: due lettere dai soldati americani a Vicenza, all’Italia

    18 Ott 2007 17:24


    Le lettere che seguono sono state scritte da CHRIS CAPPS-SCHUBERT, veterano della guerra in Iraq e disertore, e da JAMES CIRCELLO, del movimento di resistenza tra i militari (GI Resistance movement). Sono rivolte a Vicenza, a tutte le donne e gli uomini italiani.





    Agli uomini e alle donne della comunità di Vicenza, a tutti i gruppi che appoggiano il movimento No Dal Molin, oltre a tutti gli Italiani, gli Americani e le persone del mondo che lottano unite contro il militarismo e l’imperialismo degli Stati Uniti:
    Il mio nome è James Circello. Ero nello fanteria aviotrasportata degli Stati Uniti. Ho prestato servizio con gli stessi uomini e donne che inondano le strade delle vostre città ogni giorno.
    Come rappresentante dell’America, mi sono sentito fortemente imbarazzato quando ho visto girovagare centinaia di Americani ubriachi per le strade di Vicenza e nei dintorni.
    Ho tratto ispirazione dalla gente italiana che ho visto organizzarsi e scendere in piazza. Pronti a scioperare pressochè ogni settimana per i diritti dei lavoratori. Non tanto tempo fa ho assistito a migliaia e migliaia di manifestanti riempire le strade di Vicenza per mandare un messaggio ai politici italiani e americani e ai leader militari, un messaggio contro l’acquisto e l’utilizzo della base Dal Molin da parte degli Americani. Parliamoci chiaro, questa base verrà usata per perpetuare la guerra, per continuare a occupare il Medio Oriente, e mi congratulo con la gente europea e del mondo che ha opposto la forza della verità alla forza del potere, per alzarsi in piedi e dire no.
    Attualmente sono negli USA ma solidale con la vostra lotta e vorrei poter esser con voi nelle strade.
    Proprio in questo momento sto vivendo personalmente questa stessa lotta. Una lotta che è cominciata quasi sei anni fa, quando mi sono arruolato nelle forze armate americane. Sembravo un ingenuo di soli 23 anni quando mi sono arruolato, ma mi sono ben presto reso conto che qualcosa non andava nell’ America e nella costante necessità di costringere altri popoli a piegarsi al nostro volere e alle nostre esigenze.
    Oggi come negli anni passati l’America necessita petrolio. Questo costante bisogno alimenta e guida la nostra economia, portando le famiglie al lavoro, i bambini a scuola e gli eserciti alle terre innocenti.
    Questo è il motivo per cui gli Americani continuano ad occupare le terre dei poveri del Medio Oriente: instaurando governi fantoccio ed emanando costituzioni prefabbricate. Non è questo il paese per cui mi sono arruolato volontariamente per la difesa. L’America non è il paese per cui voglio dare la mia vita. I pochi al potere si arricchiscono sulle spalle di tanti.
    E quei tanti sono i poveri.
    Vi chiedo, se pensate agli Americani non ci identificate con George W. Bush o Dick Cheney. Questi non hanno l’appoggio della gente, e non ce l’ha neanche il Congresso che continua a consolidare e appoggiare questa Guerra al Terrorismo.
    Abbiamo fatto tutto quello che potevamo per pronunciarci contro questa guerra. A volte si fa orecchie da mercante. Altre il tutto viene riportato in modo inappropriato dai Media, che continuano a supportare questa strategia. Altre volte ancora sembra che non si possa far nulla per fermare questa occupazione illegale e immorale del Medio Oriente. Ci sono piccole vittorie, ma niente che abbia fatto svegliare gli Americani. A oggi, la maggior parte degli Americani vuole che le truppe ritornino a casa subito. Circa il 75% degli Americani si oppone alla guerra, si tratta di circa 200 – 220 milioni di persone.
    Sebbene vi siano 200 milioni contro la guerra è estremamente difficile mobilitare 100 mila persone per marciare sul Campidoglio in un fine settimana. Gli Americani sono stanchi. Abbiamo accumulato questa stanchezza attraverso i pessimi stipendi e la mancanza di cure sanitarie per milioni di lavoratori. Ci sono persone che devono fare due o tre lavori per rimanere a galla.
    Altre che non ce l’hanno fatta quando gli uragani Katrina e Rita hanno distrutto New Orleans e la costa sud degli Stati Uniti. Americani senza tetto. Rifugiati. Mentre le compagnie assicurative traggono profitto. Ancora una volta il Governo ha tradito la fiducia del suo popolo. E ancora una volta sono i poveri che soffrono e muoiono.
    A tutt’oggi si può notare appena qualche miglioramento da cui tuttavia sono rimaste completamente escluse alcune comunità. Lo so perché sono stato lì fino a pochi mesi prima. Ho visto il disastro che rimane lì ancora oggi.
    Dov’è il nostro Governo?
    Continuano a fare la guerra ai poveri dell’America e ai poveri del mondo.
    La vera ragione per cui sto scrivendo questa lettera è informarvi tutti pubblicamente che al momento si sta affermando una resistenza all’interno delle forze armate statunitensi. Non è ancora grande quanto il Vietnam, ma sta crescendo. Migliaia di soldati Americani si stanno rifiutando di combattere e prendere parte a queste occupazioni. Migliaia si allontanano senza permesso (AWOL – Absent without leave). Molti fuggono in altri paesi, come Canada e Europa. Questi soldati hanno bisogno del vostro appoggio. Hanno bisogno di tutto l’appoggio possibile dall’Europa. Si tratta di una questione fondamentale occultata dai Media.
    Io stesso chiedo il vostro appoggio, da persona che ha deciso di non restare impalato di fronte all’Impero Americano e di opporsi. Per ribadirgli che mi rifiuto di combattere e fare la guerra contro i poveri e gli innocenti nel Medio Oriente, solo perché i loro paesi hanno il petrolio e il colore della loro pelle e la loro religione è diversa dalla mia.
    Il regime di Bush non può parlare a nome del popolo Americano.
    Io sono stato un sergente nella 173esima brigata aerotrasportata e dal 10 Aprile 2007 mi sono allontanato senza permesso (AWOL) dalla Caserma Ederle. Da allora ho partecipato a molte manifestazioni, conferenze e ho fatto molte interviste pronunciandomi contro l’occupazione. Continuo a girare il Paese per dare il mio supporto al movimento di resistenza tra i militari (GI Resistance movement). Per parlare con la gente dei crimini che si stanno compiendo in Iraq. Per parlare con i ragazzini che hanno intenzione di arruolarsi e spiegare a loro come sarebbe esattamente la loro vita.
    La guerra in Iraq è una guerra di aggressione, sotto lo slogan “Non dimenticheremo mai”; la famosa dichiarazione dell’11 Settembre 2001. Bene, ho qualcosa da dire alla gente del mondo e alla gente di questa amministrazione, così come ai membri del Congresso Americano:
    Non dimenticheremo mai. Assolutamente.
    Non dimenticheremo mai che gli uomini che hanno dirottato quegli aerei l’11 Settembre 2001 non erano Iracheni.
    Non dimenticheremo mai che l’Iraq non aveva armi di distruzione di massa quando noi li abbiamo invasi.
    Non dimenticheremo mai che quelle armi di distruzione di massa che l’Iraq effettivamente aveva anni prima, gli erano state vendute dal Governo Americano.
    Non dimenticheremo mai i milioni di Iracheni: uomini, donne e bambini che hanno sofferto a causa della dittatura di Saddam Hussein, la Guerra Iraq-Iran, la Guerra del Golfo, l’Uranio impoverito, anni di sanzioni illegali, la strategia “Shock and Awe” (terrore e sgomento), la “liberazione” dai tiranni, tutto questo solo per trovare un altro tiranno che lo sostituisca.
    Non dimenticheremo mai 2 milioni di Iracheni: uomini, donne e bambini oggi profughi nel loro stesso paese.
    Non dimenticheremo mai 1,5 milioni di rifugiati in Siria, 775 mila rifugiati in Giordania e circa 200 mila rifugiati in Egitto.
    Non dimenticheremo mai 1 milione di morti Iracheni: uomini, donne e bambini dal Marzo del 2003.
    Non dimenticheremo mai i circa 100 mila Iracheni fuggiti dal paese ogni mese dal Marzo del 2003.
    Non dimenticheremo mai vedove, vedovi e orfani di questi morti.
    Non dimenticheremo mai gli effetti dell’Uranio impoverito delle munizioni Americane che hanno ricoperto i paesi del Medio Oriente.
    Non dimenticheremo mai l’aumento del tasso di mortalità infantile. Le fogne a cielo aperto. La violenza settaria che non si è mai vista in Iraq prima che noi insediassimo un Governo filoamericano.
    Non dimenticheremo mai la distruzione “Shock and Awe” che ha distrutto tutte le infrastrutture Irachene.
    Non dimenticheremo mai Abu Ghraib.
    Non dimenticheremo mai gli uomini e le donne scomparse a Guantanamo e le altre carceri segrete americane.
    Non dimenticheremo mai gli Iracheni che quotidianamente vengono freddati da stanchi adolescenti americani ai posti di blocco stradali.
    Non dimenticheremo mai i suoni di IED (dispositivi esplosivi improvvisati) diretti non ai soldati americani ma bensì alla politica americana.
    Non dimenticheremo mai le donne e i bambini colpiti indiscriminatamente dopo un’esplosione IED perché stavano lavorando negli orti, e che spaventati hanno iniziato a correre.
    Non dimenticheremo mai che la Guerra è di fatto Terrorismo. E l’America è il più grande promotore del terrorismo.
    Non dimenticheremo mai che gli uomini, le donne e i bambini del Medio Oriente possono essere dello stesso colore di Saddam Hussein, ma non hanno la sua faccia. Loro non sono lui. Loro non meritano quello che hanno dovuto subire.
    Non so cosa succederà quando mi consegnerò alla polizia, ma accetterò serenamente qualunque conseguenza.
    Non chiedo Congedo Onorevole dal Governo e dall’Esercito che non sono loro stessi onorevoli. Dunque vi chiedo ancora una volta di stare dalla parte di questi Uomini e Donne Americani che rifiutano l’occupazione e la guerra.
    E che voi siate con me.
    Con voi nella lotta,
    James Circello
    8 Ottobre 2007





    Saluto ancora una volta la popolazione di Vicenza. Ritorno tra voi felice di sapere che esistono soldati con una coscienza morale anche qui a Vicenza. Si tratta della prova assoluta che non tutti rientrano nello stereotipo del killer a sangue freddo che alcuni di noi abbiamo in mente quando pensiamo ai soldati. Come alcuni di voi avranno già sentito, la scorsa primavera due soldati se ne sono andati da Vicenza e attualmente si trovano negli Stati Uniti, dove sono definiti “allontanatisi senza permesso” dalle autorità militari, in modo simile alla mia situazione in passato. Attendono il momento il momento giusto per consegnarsi alle autorità e rischiare un periodo in carcere, una realtà che preferiscono affrontare come alternativa alla possibilità di trovarsi inviati in Afghanistan. Ho inviato ad entrambi dei messaggi, e insieme hanno dichiarato la volontà di aprire una corrispondenza con il movimento No Dal Molin. Ritorno a Vicenza per dirvi che questi soldati non sono gli unici tra i loro commilitoni a provare una forte opposizione alla guerra, sono semplicemente coloro che fino ad ora hanno il coraggio e la coscienza di agire di conseguenza, Essi rappresentano soltanto la punta dell’iceberg e sono solo gli esempi più estremi del risentimento nei confronti di questa guerra che si è diffusa all’’interno delle stesse forze armate. Perfino quelle persone all’interno del mio reparto che erano contrari alla mia presa di posizione e alla mia attività attuale comunque provano una forte opposizione questa guerra. Sono felice di trovarmi di nuovo qui tra persone che disapprovano questa guerra e le ricadute che ci saranno nella vostra comunità. Spero che da qui a poco assisteremo alla fine dell’espansione delle operazioni militari statunitensi a Vicenza, e anche in Iraq e in Afghanistan.
    Vi ringrazio,
    Chris Capps
    Fonte: www.altravicenza.it e www.comitatovicenzaest.splinder.com

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    VICENZA: Le ruspe arrivano nel cuore della notte. Partita la bonifica.


    18 ottobre 2007-PRESIDIO A RISCHIO DI DEMOLIZIONE


    Dal Giornale di Vicenza di oggi:
    "DAL MOLIN: SCATTA L’OPERAZIONE “EDERLE 2”


    La bonifica è stata affidata dagli americani, attraverso una gara d’appalto, a due ditte italiane: Abc Sas di Firenze e Strago Srl di Pozzuoli. L’opera durerà circa 270 giorni: al setaccio verrà passato tutto il terreno dell’aeroporto, per rendere sicura l’intera area, sia nel caso in cui la nuova caserma americana venga costruita a est, sia che venga costruita a ovest.

    Il commissario Costa esprime soddisfazione: «Accolgo con favore la notizia dell’inizio dei lavori di bonifica da eventuali ordigni bellici inesplosi. È un fatto comunque positivo per la sicurezza di Vicenza. Credo che eliminare in modo controllato gli eventuali ordigni inesplosi dall’intera area dell’aeroporto rappresenti la soluzione per un problema storico di Vicenza, che i vicentini tutti non possono che apprezzare. Circa modi, tempi e organizzazione dei lavori ho lasciato ovviamente che se ne occupasse chi di dovere e competenza».


    Dura la risposta del Presidio permanente: «Il commissario Costa è venuto a Vicenza per imporre la nuova base Usa, non per rendere le procedure trasparenti. La bonifica è iniziata all’alba senza che i cittadini fossero informati. Se il commissario Costa nasconde ai vicentini anche la data d’inizio delle bonifiche, come è possibile credere che dirà la verità sulla realizzazione e sull’impatto del progetto statunitense?». Il Presidio annuncia che la mobilitazione continua e già ieri sera era convocata una riunione per decidere le azioni da intraprendere.
    «Senza che sia noto il piano di evacuazione e le misure di sicurezza per la popolazione, i lavori vanno fermati», dichiara il sen. Mauro Bulgarelli dei Verdi. Interrogazioni a firma dei Verdi fioccano anche in Regione, con Gianfranco Bettin, e in Comune, con Ciro Asproso, che scrive: «La notizia sta generando un crescente allarme, giustificato anche dal ricordo della grande evacuazione del maggio 2001, per il disinnesco di una bomba rinvenuta al cimitero maggiore. Vi è il timore che per evitare le proteste e agire con la massima celerità, s'intenda derogare alle più consuete misure di sicurezza». Pronta la risposta dell’on. Costa: «Vorrei evitare, per amor di verità, che inutili polemiche sull’operazione di bonifica in corso generassero allarmi assolutamente non necessari. È evidente che l'attività in atto ha la sola finalità di rilevare la presenza di eventuali ordigni inesplosi. Ed è altrettanto evidente che, qualora venissero individuati e si dovesse procedere alla loro rimozione, la procedura verrà espletata con tutte le cautele del caso informando per tempo e in modo ampio la popolazione, come successo nel 2001».
    Le ruspe sono arrivate al DAL MOLIN. A sorpresa, nella notte. Un blitz che ha colto di sorpresa tutti, a partire dalle ronde organizzate DAL Presidio permanente contro il DAL MOLIN. Intorno alle 4.30 del mattino un convoglio con due camion e due ruspe ha varcato i cancelli dell’aeroporto militare. Può avere così inizio il sondaggio dei terreni per scovare eventuali ordigni bellici, eredità dei bombardamento anglo-americani della Seconda guerra mondiale. Secondo gli esperti, le bombe inesplose potrebbero arrivare a 900.

    L’aeroporto protetto dalla polizia e dai Cc
    immagine('gdv_f1_233.jpg') Dopo i sopralluoghi del presidio nelle settimane scorse, alla ricerca delle prime ruspe, il timore di azioni eclatanti di protesta era elevato. Per questo, a partire dalla notte, squadre in borghese della Digos hanno controllato il perimetro dell’aeroporto DAL MOLIN per avvisare le pattuglie nel caso in cui coloro che contestano la nuova base americana decidessero di tentare di impedire l’ingresso dei mezzi necessari per la bonifica bellica che durerà molto a lungo.
    I controlli in borghese sono proseguiti tutta la giornata; alla Digos si è poi aggiunto altro personale della questura e dei carabinieri per verificare che non vi fossero manifestazioni improvvisate e pertanto non autorizzate da parte dei vari gruppi di oppositori al raddoppio della caserma americana Ederle.
    L’attenzione delle forze dell’ordine in queste ore è massima. Il questore Dario Rotondi sa che l’inizio dei lavori, anche se si tratta di opere preparatorie alla costruzione delle caserme, è considerata una data simbolica per il fronte del “No”. Da mesi la preoccupazione maggiore per eventuali scontri è legata proprio «alle prime ruspe» al DAL MOLIN, facendo venire meno la striscia positiva di proteste senza sangue che ha caratterizzato, grazie alla mediazione della polizia, questi mesi di confronto politico e soprattutto in strada.
    Per questo viene seguito da vicino l’atteggiamento del presidio permanente, dove ieri sera è stata organizzata un’assemblea. Dando per scontata una manifestazione davanti all’aeroporto, si ripeterà l’occupazione del DAL MOLIN del giugno scorso?



    «Capannone abusivo, domani la giunta decide»

    Il futuro del presidio No Dal Molin? Si conoscerà con ogni probabilità domani, giorno in cui a Palazzo Trissino è prevista una riunione della giunta comunale di Vicenza, durante la quale l'assessore all'Edilizia privata Michele Dalla Negra farà un resoconto delle ultime vicende che riguardano la struttura che sorge in un terreno privato di strada Ponte del Marchese. E se da una parte l'assessore è sempre più convinto che il presidio vada demolito perché irregolare, dall'altra non è escluso che la giunta appoggi questa decisione. Il capannone potrebbe avere insomma i giorni contati. Il condizionale è d'obbligo perché, come precisa Dalla Negra, quella di domani sarà una decisione politica, non tecnica. L'ultima parola spetterà infatti all'ufficio tecnico del Comune, chiamato a pronunciarsi sul possibile abuso dell'impianto che ospita le attività dei comitati No Dal Molin che si battono contro il raddoppio della base Usa a Vicenza.
    «È doveroso che la giunta conosca il caso», sottolinea l'assessore. «Il presidio era nato come struttura provvisoria e invece con il tempo è diventata definitiva. Al suo interno si promuovono numerose attività. È inutile che andiamo a sindacare le bancarelle delle sagre o i garage a soffietto e poi chiudiamo gli occhi di fronte a questi episodi». Il rischio, per il capannone, è quello di abuso edilizio, dal momento che, come spiega Dalla Negra, inizialmente era stato montato con la prerogativa della provvisorietà. In altre parole l'amministrazione riteneva che la struttura sarebbe stata smontata entro ottobre, cioè prima dell'inverno.
    Invece, di recente, su richiesta degli uffici tecnici, in Comune è arrivato un documento compilato da un professionista che, a nome del proprietario del terreno, certifica l'idoneità del presidio, anche per la stagione fredda. Per Dalla Negra questa è stata la dimostrazione che il complesso di strada Ponte del Marchese è permanente. E quindi non conforme alle normative edilizie. «Ripeto, la mia è una posizione politica che non ha niente a che fare con l'analisi tecnica, che non spetta a me redarre», osserva ancora l'assessore. «La questione però si protrae da diverso tempo ed è giusto che la giunta sia aggiornata». Nel caso in cui fosse emanata un'ordinanza di demolizione, i responsabili del presidio avrebbero sessanta giorni di tempo per fare ricorso al Tar.


    VEDI ANCHE LO SPECIALE DI GLOBAL PROJECT VICENZA:

    >>> Vicenza - Iniziata la bonifica al Dal Molin in gran segreto

    Sito Internet: www.globalproject.info/art-13616.html

 

 

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