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Riguardo all'economia, ritengo che essa non sia altro che “il modo in cui gli esseri umani provvedono al reperimento dei mezzi necessari alla propria sussistenza ed alla vita materiale”. Perciò i discorsi “contro l'economia” (no contro l'economicismo, che è chiaramente un altro discorso) lasciano il tempo che trovano: qualsiasi società umana ha un'economia, che può delinearsi nei modi più diversi (capitalismo, comunismo, socialismo, eccetera).
Perché l'uomo vuole accrescere il suo potere monetario? Se infatti nel capitalismo lo scopo ultimo dell'individuo non è quello della massimizzare i beni in suo possesso, ma questa – in un ribaltamento teleologico – diventa il mezzo attraverso cui, reinvestendo, accumula maggiore potere monetario, allora lo scopo ultimo va ricercato al di fuori (al di sopra?) dell'economia, vale a dire in motivazioni psicologiche (l'acquisizione di potere?)
Non lo so se sia “la scoperta dell'acqua calda”: del marxismo salvo proprio la metodologia d'analisi marxiana perché Marx è il primo che pone come centrale, teorizzandolo piuttosto coerentemente, il concetto di sfruttamento.
Dubito che la “predazione” sia esistente in tutte le epoche ed in tutti i contesti umani: nel medioevo, ad esempio, si aveva un sistema per larga parte di autoproduzione, in cui ad essere scambiate erano le eccedenze. La predazione compare quando tra i soggetti che interagiscono tra loro viene in essere una differenza della forza contrattuale, per cui chi ha maggiore forza contrattuale impone all'altro le sue condizioni, che chi ha una forza contrattuale minore è praticamente costretto ad accettare (al di là di quanto dicano antichi e moderni contrattualisti liberali).
Riguardo alle classi, io parlo di “ceti”. E' bene cogliere la realtà multiforme della società, vero e proprio caleidoscopio di soggetti e ceti con diversi interessi. Tuttavia non può e non devono scomparire i soggetti che sostanziano la categoria di “sfruttamento”: abbandoniamo pure le categorie di “borghesia” e “proletariato”, se vogliamo, ma non le dicotomie oppressi/oppressori e sfruttati/sfruttatori. Poi, per carità, nelle scienze sociali tutto è il frutto di astrazioni e categorizzazioni forzate per meglio comprendere la realtà, perciò esisterà anche il ceto che sfrutta alcuni mentre è sfruttato da altri ancora (come non ricordare il dibattito tra i socialisti di fine ottocento/inizio novecento su quale fosse la natura dei braccianti?), così come esisteranno ceti ugualmente oppressi e sfruttati che, per motivazioni o strutturali, o contingenti, hanno interessi contrapposti ed inconciliabili.
Sul problema di ecologia e biosfera, sì, asserisco anch'io che le risorse non sono infinite ma limitate, e che estrarre oggi significa prendere in prestito dal domani, e che se non si colma al più presto un “debito”, il “tasso d'interesse cresce”. Per questo sono scettico sulla possibilità di garantire “ad ognuno secondo i propri bisogni”(quali bisogni? Quali bisogni sono naturali e quali indotti? E' possibile fare una distinzione completamente oggettiva?)
Gli “interventi arbitrari degli speculatori” che determinano il prezzo sono possibili, appunto, a causa di una ineguale forza contrattuale tra i soggetti coinvolti.


[QUOTE] ScapigliatoNon lo so se sia “la scoperta dell'acqua calda”: del marxismo salvo proprio la metodologia d'analisi marxiana perché Marx è il primo che pone come centrale, teorizzandolo piuttosto coerentemente, il concetto di sfruttamento.
“sfruttamento”: abbandoniamo pure le categorie di “borghesia” e “proletariato”, se vogliamo, ma non le dicotomie oppressi/oppressori e sfruttati/sfruttatori.
ecologia e biosfera, sì, asserisco anch'io che le risorse non sono infinite ma limitate, e che estrarre oggi significa prendere in prestito dal domani, e che se non si colma al più presto un “debito”, il “tasso d'interesse cresce”
QUOTE]
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[quote=Stan Ruinas;6526554]finalmente qualcuno che riesce ad analizzare quell'immensa fonte di ispirazione che rappresneta il pensiero di Marx senza per questo fossilizzarsi su inutili e sterili dogmatismi marxisti.ScapigliatoNon lo so se sia “la scoperta dell'acqua calda”: del marxismo salvo proprio la metodologia d'analisi marxiana perché Marx è il primo che pone come centrale, teorizzandolo piuttosto coerentemente, il concetto di sfruttamento.
“sfruttamento”: abbandoniamo pure le categorie di “borghesia” e “proletariato”, se vogliamo, ma non le dicotomie oppressi/oppressori e sfruttati/sfruttatori.
ecologia e biosfera, sì, asserisco anch'io che le risorse non sono infinite ma limitate, e che estrarre oggi significa prendere in prestito dal domani, e che se non si colma al più presto un “debito”, il “tasso d'interesse cresce”
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speriamo che la Sinistra Nazionale sappia seguirne l'esempio!


[quote=giacobino rosso;6527642]Scandalizzerò tutti.i SN ...ma Marx deve rientrare a pieno titolo ( "...et pour cause !" ) nella famiglia dei riferimenti socialisti.
Una larga parte di critica e degli strumenti di analisi, sopratutto alla luce dell'ottimo lavoro fatto dai vari Preve e La Grassa deve unirsi ai ns romantici ma meno ferrati criticanente riferimenti.
Una base da cui partire per l'elaborazione di un Socialismo del secolo 21°.
Ma marx deve essre studiato senza nessuna preclusione.


[quote=Stan Ruinas;6527935]Personalmente, in sostanza, pur non definendomi marxista (pur assumendo dal pensiero marxiano addirittura più cose di molti che si definiscono marxisti, forse per forza d'inerzia) applico un metodo d'analisi marxiano a degli obiettivi che si richiamano al pensiero proudhoniano: come è insomma valido attingere a Marx per quanto riguarda il metodo d'analisi da utilizzare, così può essere utile attingere al pensiero proudhoniano, socialista e libertario nella definizione/individuazione degli obbiettivi da perseguire e della società da realizzare.
Proudhon senza Marx (senza l'assunzione della nozione di sfruttamento da esso delineata) è stato utilizzato, tra gli altri, anche da Craxi. Marx senza Proudhon è stato ripreso, tra le tante intepretazioni storicamente effettuate, anche dal "socialismo reale" e dallo stalinismo.
Che riconoscere la supeirorità del metodo d'analisi marxiano rispetto al confuso e caotico (non sistematico) Proudhon-filosofo, e la superiorità delle proposte di Proudhon rispetto a quelle di Marx (che rimangono troppo sul "non detto", assumendo che debba essere per forza il corso della storia a determinare più dettagliatamente cosa debba essere il "comunismo", semplicisticamente definito, tra le altre cose, come "il movimento che vuole la'bolizione dell ostato di cose presenti") sia la strada giusta? Vediamo...


Mi piacerebbe approfondire il tuo metodo...ritengo sia la strada giusta nell'ottimizzazione dell' analisi e.... per ricomporre la famiglia socialistariconoscere la supeirorità del metodo d'analisi marxiano rispetto al confuso e caotico (non sistematico) Proudhon-filosofo, e la superiorità delle proposte di Proudhon rispetto a quelle di Marx (che rimangono troppo sul "non detto", assumendo che debba essere per forza il corso della storia a determinare più dettagliatamente cosa debba essere il "comunismo", semplicisticamente definito, tra le altre cose, come "il movimento che vuole la'bolizione dell ostato di cose presenti") sia la strada giusta?![]()





