Cosa Rossa: le bugie della maggioranza
Fra liquidazionismo e propaganda. Non basta la grandiosa manifestazione dei comunisti a Roma. Vogliono andare avanti con la cosa rossa
vi segnalo gli articoli su questo tema su www.lernesto.it


Cosa Rossa: le bugie della maggioranza
Fra liquidazionismo e propaganda. Non basta la grandiosa manifestazione dei comunisti a Roma. Vogliono andare avanti con la cosa rossa
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Compagni,
proviamo a fare un po' di chiarezza senza scannarci.
Lasciamo per un attimo da parte i settarismi e approfondiamo l'analisi politica di prospettiva, per meglio comprenderla e per meglio elaborare le nostre future scelte ed appartenenze.
Ora mi e vi chiedo.
La Cosa Rossa sarà un nuovo ed autonomo soggetto politico costituito dalla confluenza di tutte le esperienze, sia partitiche e sia di movimento, di prospettiva comunista?
Implicherà come mette in guardia Leninista la liquidazione e la dissoluzione del partito della Rifondazione Comunista, con il suo simbolo, con il suo statuto, con la falce e il martello?
Rischierà, questa cosa, di annacquare i tratti di identità comunista, di storia comunista e di lotta comunista da cui il partito proveniene (e da cui secondo me si sta lentamente allontanando)?
Oppure la cosa rossa sarà una confederazione di quelle esperienze, siano esse di partito o di movimento, un contenitore e un collante di soggetti politici che continuano a mantenere la propria autonomia identitaria?
Chi ha voglia, insieme a me, di ragionarci su senza gli odiosi veleni della contrapposizione tra correnti e di abbozzare una semplice analisi sui costi/benefici?
Il 20 ottobre i comunisti hanno parlato con voce chiara...
...siamo propri sicuri che per i comunisti che erano a Roma la cosa rossa sia la priorità strategica, il necessario passaggio o la necessaria conclusione?


Mi sembra il giusto modo per discutere di una questione da cui dipenderà il nostro futuro.
Dalla personale esperienza nel partito e dalle dichiarazioni che si affastellano convulsamente da diversi mesi, penso che il percorso intrapreso dalla maggioranza del Prc vada in questo senso:
1) dare subito il via ad una federazione della Cosa rossa, in cui i singoli partiti mantengano la propria autonomia politico-organizzativa ma lavorino coordinadosi gli uni con gli altri;
2) partecipare alle prossime elezioni europee e amministrative con un cartello elettorale con un simbolo "neutro" (tipo lista arcobaleno o sinistra unita) senza falce e martello in primo piano per rispettare il veto imposto da verdi e SD;
3) procedere ad una graduale fusione, il più indolore possibile (cioè senza strappi interni alla stessa maggioranza), in un "nuovo" soggetto socialista, riformista e "moderno" genericamente di sinistra; fusione senza dubbio accelerata da un eventuale successo del suddetto cartello elettorale.
Ovviamente questo percorso a tappe può essere accelerato o rallentato dall'evoluzione del quadro politico e da quello che succede nella società: caduta del governo, esiti congressuali, riforma legge elettorale, radicalità o meno delle lotte sociali, ecc.
Quanto al commento personale, le mie preoccupazioni di militante prescindono dalla mera questione dell'identità e della simbologia smarrite, per concentrarsi sul metodo e sul merito di tutto l'affare:
1) intanto non posso non rilevare come i grandi assenti dell'intera discussione siano i contenuti (lavoro, guerra, classe, sindacato, strategia, ecc.) su cui costruire il processo mentre si parla e si litiga solo e soltanto sulla forma del contenitore.
2) poi vorrei capire quanto conti per i dirigenti il parere degli iscritti e dei simpatizzanti, visto che c'è già chi parla di ipotetici leader (Vendola per esempio) e ascrive il successo della manifestazione del 20 ottobre all' "unità della sinistra" senza sapere cosa pensi realmente quel milione di gente che ha sfilato sotto le bandiere del comunismo novecentesco.
3) se guardiamo alla storia recente, anche la Sinistra europea doveva essere un progetto "dal basso" e invece non è stata che una (fallimentare e propagandistica) operazione di vertice senza base reale, concepita nel chiuso delle riunioni di segreteria e nella più totale ignoranza degli iscritti: incidenza nella società pario allo zero! E se è valido il detto secondo cui il lupo perderebbe il pelo ma non il vizio...
4) come si pone il nuovo soggetto nei confronti del neonato PD, grande partito dell'impresa e della borghesia liberale? come interlocutore-potenziale alleato o antagonista di classe?
5) chi frequenta il partito da un po' di tempo dovrebbe sapere che la maggior parte dei dirigenti, soprattutto dei giovani comunisti, ha maturato (i dibattiti sulla nonviolenza, l'Impero di Negri, la critica del Novecento, la condanna del partito leniniano e della presa del potere, la Bad Godesberg bertinottiana sono lì a dimostrarcelo) una posizione di anticomunismo più o meno viscerale.
Forte di tutti questi indizi inquietanti, il mio pessimismo della ragione non mi induce a sperare in nulla di buono...




Caro compagno, certamente il mio pessimismo non era rivolto ai lavoratori che hanno manifestato sabato la loro rabbia e la loro voglia di riscatto (da cui non ho tratto altro che una grande iniezione di fiducia) quanto all'evoluzione del nostro partito e alle risposte che esso intende dare a quella rabbia. Il solo fatto che la lezione tratta dai dirigenti in quel di Roma non sia stata quella di battersi fino alla morte per perorare la causa del riscatto del lavoro dipenente ma dell'accelerazione del processo della cosa rossa, ergo sinistra senza aggettivi, la dice lunga sulle loro attuali intenzioni.
Essendo ottimista per necessità (sennò che ci starei a fare in una minoranza che vuole cambiare le cose dall' "interno" del partito?) mi batterò per quanto potrò per costruire il partito comunista in cui credo.
Ricordiamoci sempre una cosa: non c'è partito senza proletariato, non c'è riscatto proletario senza partito.


carissimo...
per me dell'ottimismo della volontà i dirigenti nazionali SE NE FOTTONO altissimamente...ma proprio altissimamente
dice bene Lev Davidovic...il problema, al di là delle simbologie, è il contenuto.
E di "contenuto" non sento parlare da molto, molto, molto, molto tempo. Penso, quindi, che il concetto malato che guida e guiderà TUTTI i partiti ancora per molto, moltissimo tempo (almeno, io penso, finchè l'affluenza alle urne non scenderà drasticamente sotto il 15-20% o non ci sarà un colpo di mano di qualcuno) sia quello della "appetibilità" al grande pubblico: slogan ad effetto, leader telegenici, affabulazione, tendenza all'appiattimento, ricerca della poltrona a tutti i costi.




tante cose...
prima di tutto la scoperta lacerante che in due mesi si può fare un partito totalmente privo di contenuti coerenti e prendere il 21% dei voti, quindi continuare con la totale incoerenza surrogata da slogan, telegenia e affabulazione per arrivare fino al 30 e continuare così per un quindicennio almeno.
Questo è il primo punto.
Il secondo colpevole è, secondo me, quella cosa che Berlinguer perfettamente sintetizzò già tanti anni fa: "la commistione e la confusione tra funzioni di partito e funzioni statali". Da qui nascono le convergenze tra gli apparati di potere e gli apparati politici, da qui nasce la politica dettata da Confindustria...
Il terzo colpevole, ma su questo ho ancora dei dubbi, è il fatto che la "professione politica" è estremamente redditizia, sia per il secondo punto (quindi se sei un politico influisci su quello che succede e questo porta vantaggi personali, clientele ecc.), sia proprio per i vantaggi diretti (stipendi altissimi, pensione ipergarantita, tutto gratis, lecchinismo ovunque, impunità quasi assoluta, assenza di controllo) che portano qualsiasi persona che ha un minimo di visibilità a tentare la carta della "discesa in campo" venendo meno a qualsiasi possibile precetto etico-morale nel segno del "devo farmi eleggere e quindi faccio tutto in quest'ottica".
In questo senso sono sconcertato soprattutto dai sindacalisti (Epifani si prepara ad una fulgida carriera politica grazie al fatto di non aver messo MAI i bastoni tra le ruote dei politici...Cofferati, invece, sconta lo scotto dei 3 mln di persone per l'articolo 18, si sta facendo il suo purgatorio...ma piano piano risale - ha capito cosa deve fare...e ciò che fa a Bologna ne è la prova - e alla prossima scadenza anche lui avrà un comodo scranno in Parlamento) ma, ovviamente, anche da chi si fa eleggere da un elettorato di sinistra e lo inganna platealmente.


il pd mi sembra che nn faccia parte del comunismo, ma di una nuova ideologia che nn ho capito bene, concordo pienamente con wiseman, specialmente il terzo punto, che dovrebbe esserci una scadenza e delle leggi unpo piu giuste, sembra sempre che siamo noi e loro la prossima volta ai manifesti dovrebbero mettere un bimbo con la scritta parlamentare, l'altro giorno ho letto che hanno avuto il diritto alla pensione dei parlamentari che sono stati pochi minuti al governo, i soldi che percepiscono potrebbero anche essere giusti, se noi come qualita di cittadini riceviamo delle leggi che ci tutelino e un tenore di vita per poter vivere e nn sporavivere come succede in molti casi, con questo governo si è visto il problema dei piccoli partiti e delle grandi coalizioni tra grandi e piccoli, i piccoli essendo poco numerosi nn dettano legge, pero in questo caso si, data la maggioranza in parlamento, in questo contesto credo sia nato il pd per poter avere un grande partito della sinistra e contrastare forza italia che ha avuto quasi il 30% mi sembra, la maggioranza della gente nn è di parte ce sempre quel tanto di milioni di italiani che vota di qua e di la per quello che propongono alle elezioni, se chiedete a me io nn so sinceramente per chi votare nn vedo nessun politico che mi rapresenti, il problema viene adesso tutto quello che si propone e si scrive è quasi mai raggiungibile, basta sentire su youtube le rivendicazioni di un parlamentare, che ha detto che il programma dell'unione è inattuabilè per i troppi punti, tempo fa cera una senatrice in tv che diceva che bisogna togliere le truppe dal iraq e quando le chiedevano come mai ha votato per la fiducia, dato che conteneva anche quel punto, ha risposto che teneva inpiedi il governo per i cittadini, certo capisco che bisogna votare la fiducia per nn farlo cadere, pero resta sempre un quel pizzico di fermezza e di puntare i piedi e dire, no io nn voto perche nn trovo giusto quel punto o lo cambiate o io voto contro, certo nn è cosi facile anzi è piu difficile del previsto, ce sempre un gioco politico inmezzo che alla fine accontenta tutti, alla fine siamo sempre noi a subire, per quanto riguarda le manifestazioni, credo che tutti i partiti stanno riflettendo al riguardo, dopo il V-day, ce stata una scossa e con questa manifestazione che era contro la maggioranza o per svegliarla dal sonno, si stanno chiedendo che fare, si sta ritornando alla fermezza e alla ideologia che i vari partiti aderiscono, in questi mesi si è vista una caduta del governo con il malconteno della gente sui vari punti che si profettizavano nel attuarli, le tasse sono il punto dolente della gente, la pressione fiscale è aumentata e i prezzi anche, sara anche colpa dei comercianti, o delle grandi industrie o centri comerciali, ma il dato vero è che è aumentato, il governo diceva il contrario sul programma e quello che ha attuato è stato il contrario nn d certi punti ma di molti, ce stata una sorta di caccia ai evasori fiscali, come se prima nn guardasse nessuno, anche se molti so che mi scriveranno su questo punto, i grandi evasori nn sono gl'artigiani o i piccoli commercianti, ma i grandi commercianti e le grandi industrie, si è perso l'obiettivo primario della sinistra ridistribuire le richezze, le tasse aumentano per chi è debole e invece per i ricchi che sono in minoranza la richezza aumenta, inmezzo ce il ceto medio che si sta spaccando verso le due meta