madò che schifo che mi ha fatto tremonti stasera.. aiuto..
che ridere invece il discorso di quel fricchettone di giornalista con la camicia indiana sulla presunta moralità dell'industria automobilistica indiana.


madò che schifo che mi ha fatto tremonti stasera.. aiuto..
che ridere invece il discorso di quel fricchettone di giornalista con la camicia indiana sulla presunta moralità dell'industria automobilistica indiana.


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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale
Nessun partito ha mai parlato di abolire lo stato, condizione necessaria (ma non sufficiente) al rispetto dei diritti naturali. Partiti cosiddetti liberali hanno trasformato monopoli pubblici in monopoli privati. Questo non è affatto liberalismo: questo significa che le corporations hanno preso il sopravvento e che grazie all'alleanza con lo stato possono fare quello che vogliono. La sinistra, sciocca e in malafede come al solito, ha bollato questo come il cosiddetto 'liberismo', una farsa montata dai comunisti: non è possibile separare la libertà economica dalle altre libertà individuali. Infatti questo è un perpetuarsi dello statalismo, che sostituisce all'inefficienza socialista l'iniquità. I partiti 'liberali' in Italia, come nel resto del mondo, come i repubblicani negli USA, sono alleati di lobbies che ambiscono a sostituire lo stato nel suo ruolo di monopolista e non hanno certo idee di concorrenza. Quando ovviamente non sono solo dei partiti meno keynesiani (o marxisti) degli altri.


Ieri ho guardato Annozero...c'era il cosetto socialista...
Non ho parole...non so come abbia fatto Berlusconi -che definisce sè stesso e Forza Italia liberali- a far entrare nel partito Tremonti e, soprattutto, come abbia fatto a lasciarli il ministero dell'Economia...


Anche io confido in Antonio Martino, Liberale vero anche se non Anarco Liberale e numero due di Forza Italia. I partiti sono davvero più o meno tutti uguali, verissimo, ma Alemanno è diverso da Fini, così come Martino è diverso da Tremonti.


Il consiglio di Rothbard è di votare gli elementi che ci sembrano più vicini allo scopo e in questo caso credo che Martino sia uno degli elementi più decisivi insieme a pocchi altri. Il consiglio di Hoppe è di votare senza schifarsi tutti i partiti seccessionisti e indipendentisti. Che faciamo?

