



La guerra civile ci sarebbe stata senz'altro se il Re Umberto II non avesse deciso di andarsene per evitarla.
Purtroppo sbagliando, poichè gli individui cui lasciò in mano il paese si rivelarono ancora più lerci di quanto avevano dato adito a sembrare in precedenza.
La guerra civile cmq di fatto ci fu. Sparirono moltissime persone negli anni successivi e ci furono numerosissimo omicidi e violenze.
NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !








Aaaah, niente guerra civile.
Semplicemente il PCI avrebbe avuto molto pochi deputati, ma la DC avrebbe dovuto sopperire fin da subito a tale vuoto, imho.
Il PCI non era in grado di scatenare una guerra civile, mi sembra.
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.


tecnicamente pci+psi nel '46 avrebbero avuto la maggioranza relativa. poi bisogna vedere come il voto era distribuito nelle varie zone d'Italia, che maggioritario intende il tuo professore, come i collegi sarebbero dovuti essere ripartiti..l'ipotesi guerra civile mi sembra alquanto improbabile cmq


La guerra civile non è mai finita, è solo che attraversa fasi di maggiore e minore intensità.
Ma comunque qui la domanda cambia molto, non si parla del 1946, ma di cosa sarebbe successo dopo in prospettiva.
In prospettiva sarebbe stato impossibile realizzare il grande centro, da una parte il fronte popolare non si sarebbe sfaldato e dall'altra la DC per fare la diga avrebbe dovuto raccattare liberali, monarchici, missini all toghether e tenerseli stretti.
La DC non avrebbe mai potuto realizzare la tattica di tagliare a fette come salami destra e sinistra staccandone dei partitini, che solo in un sistema proporzionale possono sopravvivere. Da una parte ha staccato prima i socialdemocratici, poi i socialisti col centrosinistra che causò la scissione del psiup, poi le convergenze parallele col PCI che posero le basi del futuro PDS. E dall'altra parte la separazione dei liberali de ddestra (PLI) da quelli libertari che fecero il partito radicale, la Destra Nazionale che spezzò il MSI preparando la strada all'infamia finale di Almirante e Fini. Tutte cose permesse dal proporzionale e dal meccanismo di finanziamento dei partiti.
Col sistema alla francese ci saremmo trovati probabilmente un fronte popolare costretto a rimanere compatto nonostante le differenze e i protagonismi. E dall'altra parte un fronte simil-gaullista simile al centro-destra di Tambroni. E non importa quale dei due fronti avrebbe vinto, perchè l'altro avrebbe comunque gridato al broglio e al tradimento.
E questo sarebbe uno scenario da guerra civile, se l'Italia fosse un sistema chiuso.
Però noi non siamo un sistema chiuso, siamo inseriti in un sistema più ampio di rapporti politici a livello europeo. Rapporti che in quegli anni erano regolati dal trattato di Yalta.
I comunisti italiani erano pienamente coscienti di trovarsi dalla parte sbagliata del confine di Yalta, Togliatti era stato rimandato dall' URSS apposta per spiegarglielo, e la guerra civile greca, in cui i paesi comunisti non avevano mosso un dito per aiutare i compagni greci, era stato un esempio molto chiaro. Come era anche chiaro il disallineamento di Tito in ossequio alla volontà Inglese (ancora per poco) e Americana.
Per questo io personalmente penso che la guerra civile non sarebbe scoppiata presto.
Il fronte popolare degli anni 50-60 conosceva i propri limiti, si sarebbe accontentato di fare opposizione, il boom economico indotto dal piano Marshall avrebbe calmato gli animi.
Però in compenso la fuga della base dei partiti di sinistra verso l'extraparlamentarismo sarebbe stata molto più massiccia. Il terrorismo avrebbe probabilmente preso vita più presto e si sarebbe espanso appena l'effetto Marshall avesse iniziato a svanire. Quindi non a breve termine, cioè non negli anni 50, ma verso gli anni 70 probabilmente la guerra civile sarebbe esplosa davvero. Ripeto che questa è una analisi personale mia, non pretendo che sia oggettiva.


Una guerra civile proprio durante il disgelo?
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