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napoletano
2007-10-28 20:27PD: VELTRONI FA I 'BILATERALI', PRODI MINIMIZZA SUI MALUMORI
di Milena Di Mauro
ROMA - Romano Prodi minimizza i cattivi umori per le decisioni finali dell'Assemblea Costituente del Pd. "Il cammino dei pellegrini è lungo...", dice il premier traendo spunto dall'agenda: domani inaugurerà la Francigena, strada percorsa nel Medioevo dai pellegrini da Canterbury fino a Roma per dimostrare la propria fede.
Anche il neosegretario Walter Veltroni al momento non si pronuncia sui contrasti e pare piuttosto proiettarsi all'esterno: chiederà nei prossimi giorni di incontrare i leader dei partiti di maggioranza e di opposizione, per rinsaldare con i primi coalizione ed azione di governo e verificare con i secondi la disponibilità al dialogo sulle riforme. L'azzurro Sandro Bondi, però, rifiuta subito l'invito, "mero espediente per non prendere atto della crisi del governo", avanzato per giunta da chi ieri non ha avuto nessun "rispetto" del leader dell'opposizione. Resta il fatto che sulle regole interne al nuovo partito - dopo le proteste di Bindi, Parisi e Letta - continuano le voci critiche. Roberto Zaccaria, uno dei componenti della commissione per lo Statuto eletta a Milano, indica perciò "un modo corretto per rimediare ad una accelerazione procedurale certamente non maliziosa nelle intenzioni".
"Sarebbe saggio - suggerisce - convocare immediatamente la commissione per lo Statuto che potrà valutare attentamente la portata di quelle regole e sospendere quelle che possano porsi in contrasto nello spirito e nella forma con le regole definitive". "Così partiamo molto male", denuncia intanto il senatore dell'Ulivo Salvatore Adduce, mentre il prodiano Franco Monaco vede bene per il Pd "una leadership autorevole e forte", ma non "la precostituzione di figure e organi per acclamazione", invece di regole transitorie che anticipino però "il modello di partito a regime". Da registrare anche voci di maggiore ottimismo, come quella dell'ex candidato-blogger Mario Adinolfi, che invita a "non uccidere il neonato Pd nella culla" e chiede ad Arturo Parisi di abbandonare il terreno delle critiche ("non prive di ragioni") e dedicarsi piuttosto alla scrittura delle nuove regole. "Ministro - è il richiamo di Adinolfi al titolare della Difesa - la guerra è finita". "Il partito non corre rischi di leaderismo", garantisce il deputato Pd Giorgio Merlo. Marco Follini non vede poi divisioni ed elogia anzi Veltroni per aver accelerato "su innovazione e chiusura alle alleanze supermarket e luna park".
Ma proprio sulla intenzione del neo-segretario di marcare la vocazione maggioritaria del Pd, se necessario in solitudine, gli alleati del centrosinistra si fanno sentire. "Difendere la propria autosufficienza mi pare legittimo - osserva il leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio - ma sarebbe grave se diventasse la misura della prossima attività del Pd.
Nemmeno la Dc all'apice ha mai governato veramente da sola". Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera, mette a sua volta in guardia Veltroni: "Il nascituro Pd, a cui auguriamo ogni bene, non arriverà mai ad avere la maggioranza necessaria a governare il Paese". "Veltroni sia chiaro e noi saremo leali", invoca pure Italia dei Valori. In tutto ciò, Silvio Berlusconi continua a fare spallucce rispetto alla novità politica del momento. "E' solo la realizzazione postuma del compromesso storico", dice il Cavaliere della nascita del Pd.
milena.dimauro@ansa.it