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  1. #1
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    Predefinito Ucciso come Stefano Cucchi. Prima le sevizie, poi la morte

    Ucciso come Stefano Cucchi. Prima le sevizie, poi la morte
    di V.Calderone e L.Manconitutti gli articoli dell'autore Varese, 14 giugno 2008. Giuseppe Uva e Alberto Biggiogero vengono fermati in stato di ebbrezza verso le 3 del mattino da una volante dei carabinieri, mentre spostano alcune transenne bloccando l’accesso a una strada. Uno dei due carabinieri riconosce Uva, lo chiama per nome e inizia a inseguirlo mentre questi tenta la fuga. Biggiogero cerca di correre in aiuto di Uva per impedire al carabiniere di colpire l’amico, ma l'altro militare lo immobilizza e gli impedisce di intervenire.

    Poco dopo sopraggiungono due volanti della polizia, Biggiogero verrà spinto a forza in una di queste, Uva verrà invece costretto in quella dei carabinieri. Le tre macchine arrivano in caserma verso le 3.30 (i quattro poliziotti vengono raggiunti dagli altri due in servizio quella notte, tutti e sei rimangono in caserma per le successive due ore e saranno due di loro, tra l’altro, ad accompagnare in ambulanza Uva al pronto soccorso, seguendo una procedura anomala). I due amici vengono separati, Biggiogero resta nella sala d’attesa controllato a vista. Da lì, per un lunghissimo lasso di tempo, sente chiaramente le urla di Uva provenienti da un'altra stanza. Grida ai presenti di smettere di “massacrarlo” e viene minacciato di subire la stessa sorte. Verso le 4, approfittando degli attimi in cui viene lasciato solo, chiama con il proprio cellulare il 118.

    Di seguito, la trascrizione della telefonata di Biggiogero e di quella successiva, fatta dal 118 al centralino della caserma.

    Biggiogero (a voce bassissima): «Posso avere un’autolettiga qui alla caserma di via Saffi? Praticamente stanno massacrando un ragazzo».

    Centralinista 118: «Ma in caserma?»

    B.: «Sì»

    C. 118: «Ho capito. Va bene adesso la mando».

    Dopo due minuti, Centralinista 118: «Mi hanno richiesto un’ambulanza. Non so mi ha chiamato un signore dicendo di mandare un’ambulanza lì da voi, me lo conferma?»

    Centralinista carabinieri: «No, ma chi ha chiamato scusi?»

    C. 118: «Un signore. Mi ha detto che lì stanno massacrando un ragazzo e che voleva un’ambulanza».

    C. carabinieri: «un attimo che chiedo… No guardi son due ubriachi che abbiamo qui in caserma, adesso gli tolgono il cellulare. Se abbiamo bisogno ti chiamiamo noi».

    Biggiogero, prima che gli venga portato via il cellulare, riesce a chiamare il padre. Dichiarerà, poi, che circa 20 minuti dopo la sua telefonata si è presentato in caserma un uomo che viene indicato come "il dottore". Nel frattempo arriva anche suo padre che si dice disposto ad accompagnare Uva al pronto soccorso. I carabinieri diranno che non ce n'è bisogno, il medico arrivato è sufficiente.

    Alle 5 del mattino sono i carabinieri a richiedere un'ambulanza, dicendo che alla persona fermata deve essere effettuato un Trattamento sanitario obbligatorio. Uva viene trasferito quindi al pronto soccorso dell'ospedale di Circolo, viene richiesto il TSO e, verso le 8.30 del mattino, viene trasferito nel reparto psichiatrico dello stesso ospedale. Alle 10.30 viene constatato il decesso per arresto cardiaco.

    Dagli esami tossicologici risulta che gli sono stati somministrati dei farmaci, inequivocabilmente e tassativamente controindicati in caso di assunzione di alcol. L'arresto cardiaco è stato provocato da questo “errore”.

    La testimonianza del comandate di polizia ubicato presso il pronto soccorso dell'ospedale riporta alcune affermazioni estremamente significative. La prima: si è venuti a conoscenza della morte di Uva in ritardo «pur non trattandosi come si evince dall'allegato referto medico di evento “non traumatico”» (si legga: è stato un evento traumatico). La seconda: la salma di Uva giaceva «supina e senza abiti, con la parte ossea iniziale del naso in zona frontale, munita di una vistosa ecchimosi rosso-bluastra, così dicasi per la parte relativa del collo sinistro, le cui ecchimosi proseguivano con discontinuità, su tutta la parete dorsale, lesioni di cui non viene fatta menzione nel verbale medico di accettazione».

    Il comandante aggiunge: «che non vi è traccia degli slip del “de cuius” e su chi abbia provveduto alla loro rimozione dal corpo, indumento tra l'altro, neppure consegnato ai parenti (probabilmente perché intrisi di sangue)».

    Nel verbale di sequestro degli indumenti viene evidenziato come sui blue jeans del defunto, tra il cavallo e la zona anale, ci sia una «vistosa macchia di liquido rossastro».

    L'autopsia è stata fatta in maniere sbrigativa e parziale, senza gli esami radiologici necessari ad accertare fratture e minimizzando o ignorando l’importanza delle lesioni presenti sul suo corpo, in particolare sul dorso e nella regione anale.

    A distanza di 21 mesi dalla morte di Uva l'indagine, tolta al primo Pm che le aveva dato notevole impulso, oltre a languire sembra destinata all’inconcludenza: due medici sono indagati, ma per quanto riguarda la responsabilità di coloro che hanno trattenuto illegalmente Uva e lo hanno sottoposto a violenze, si procede contro ignoti.

    Due giorni fa l'Avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi e, prima, dei genitori di Federico Aldrovandi, ha assunto il patrocinio di Lucia Uva, sorella di Giuseppe, come persona offesa dal reato.
    unita'
    ...Non ci sono uomini di destra o di sinistra, c'è il Sistema e i suoi NEMICI...

  2. #2
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    Predefinito Rif: Ucciso come Stefano Cucchi. Prima le sevizie, poi la morte

    E pensare che da questa REPUBBLICA DELLE BANANE
    sono arrivati penosi attacchi ad altre nazioni(sovrane)
    che a dire di certi cocainomani praticherebbero la repressione...
    da che pulpito viene la predica.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Ucciso come Stefano Cucchi. Prima le sevizie, poi la morte

    Riguardo Cucchi, non bastasse l'aver infierito da vigliacchi infami su un corpo di 40 Kg, dopo aver lasciato che si abbandonasse a sè stesso morendo di sete, senza uno straccio di supporto medico nè legale, è stato prelevato dalla cella frigorifera e sepolto senza avvisare la famiglia..


    Cucchi, la sorella: Stefano sepolto
    a nostra insaputa


    ROMA (19 marzo) - «Con enorme sofferenza abbiamo chiesto la riesumazione della salma di mio fratello per consentire ulteriori esami che non erano stati effettuati nella prima autopsia, perché guardando il corpo martoriato di Stefano davvero non potevamo accettare che si continuasse a parlare di morte naturale. Conclusi gli esami abbiamo atteso a lungo prima che ci venisse restituita la sua salma ed oggi la notizia: Stefano è stato sepolto dieci giorni fa. Senza che noi sapessimo niente, così com'era già avvenuto quando lo avevano prelevato, come se fosse un oggetto».

    È un passaggio della lettera che Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, il giovane romano di 31 anni arrestato per droga e morto il 22 ottobre all' ospedale Pertini di Roma dopo una settimana di agonia, ha scritto a Monsignor Giuseppe Marciante. «Mi rivolgo a Lei che ha dimostrato grande sensibilità sulla tragica vicenda di mio fratello - si legge ancora - e perché Stefano, sebbene avesse commesso degli errori, era molto religioso e si è affidato a Dio prima di morire, chiedendo anche una Bibbia, quando credeva che noi lo avessimo abbandonato. Nell'apprendere nuove informazioni su quanto gli è accaduto lo sconforto si fa più intenso, pensando che è stato trattato come un ultimo tra gli ultimi e ci domandiamo come ciò sia stato possibile in un paese che si definisce civile».

    «Persone che dovevano prendersi cura di lui e garantirne il rispetto dei diritti - prosegue - hanno fatto in modo che morisse nella solitudine più totale. Monsignore, possibile che tutti si affannino a rilasciare dichiarazioni di discolpa e nessuno pensi che ancora una volta Stefano è stato trattato senza umanità? Mio fratello è morto solo e continua ad essere solo perchè anche alla sua sepoltura, come era avvenuto durante la sua agonia al Pertini, non ci è stato permesso stargli vicino. È stato sepolto nel silenzio, come se fosse un animale, senza nessuno che dicesse una preghiera per lui. Valeva così poco mio fratello? E vale così poco - conclude la lettera di Ilaria Cucchi - una famiglia distrutta che chiede giustizia?».




    Cucchi, la sorella: Stefano sepolto a nostra insaputa*-*Il Messaggero



    Io non ho più parole, veramente.


    Schifosi animali bastardi.
    Se non sai di che morte morire, scegli me.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Ucciso come Stefano Cucchi. Prima le sevizie, poi la morte

    Citazione Originariamente Scritto da _crazy diamond_ Visualizza Messaggio
    Riguardo Cucchi, non bastasse l'aver infierito da vigliacchi infami su un corpo di 40 Kg, dopo aver lasciato che si abbandonasse a sè stesso morendo di sete, senza uno straccio di supporto medico nè legale, è stato prelevato dalla cella frigorifera e sepolto senza avvisare la famiglia..


    Cucchi, la sorella: Stefano sepolto
    a nostra insaputa


    ROMA (19 marzo) - «Con enorme sofferenza abbiamo chiesto la riesumazione della salma di mio fratello per consentire ulteriori esami che non erano stati effettuati nella prima autopsia, perché guardando il corpo martoriato di Stefano davvero non potevamo accettare che si continuasse a parlare di morte naturale. Conclusi gli esami abbiamo atteso a lungo prima che ci venisse restituita la sua salma ed oggi la notizia: Stefano è stato sepolto dieci giorni fa. Senza che noi sapessimo niente, così com'era già avvenuto quando lo avevano prelevato, come se fosse un oggetto».

    È un passaggio della lettera che Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, il giovane romano di 31 anni arrestato per droga e morto il 22 ottobre all' ospedale Pertini di Roma dopo una settimana di agonia, ha scritto a Monsignor Giuseppe Marciante. «Mi rivolgo a Lei che ha dimostrato grande sensibilità sulla tragica vicenda di mio fratello - si legge ancora - e perché Stefano, sebbene avesse commesso degli errori, era molto religioso e si è affidato a Dio prima di morire, chiedendo anche una Bibbia, quando credeva che noi lo avessimo abbandonato. Nell'apprendere nuove informazioni su quanto gli è accaduto lo sconforto si fa più intenso, pensando che è stato trattato come un ultimo tra gli ultimi e ci domandiamo come ciò sia stato possibile in un paese che si definisce civile».

    «Persone che dovevano prendersi cura di lui e garantirne il rispetto dei diritti - prosegue - hanno fatto in modo che morisse nella solitudine più totale. Monsignore, possibile che tutti si affannino a rilasciare dichiarazioni di discolpa e nessuno pensi che ancora una volta Stefano è stato trattato senza umanità? Mio fratello è morto solo e continua ad essere solo perchè anche alla sua sepoltura, come era avvenuto durante la sua agonia al Pertini, non ci è stato permesso stargli vicino. È stato sepolto nel silenzio, come se fosse un animale, senza nessuno che dicesse una preghiera per lui. Valeva così poco mio fratello? E vale così poco - conclude la lettera di Ilaria Cucchi - una famiglia distrutta che chiede giustizia?».




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    È la superiorità della repubblica delle banane
    (nata dalla servistenza) rispetto a quei barbari e
    retrogradi regimi arabi!

  5. #5
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    Predefinito Rif: Ucciso come Stefano Cucchi. Prima le sevizie, poi la morte

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    È la superiorità della repubblica delle banane
    (nata dalla servistenza) rispetto a quei barbari e
    retrogradi regimi arabi!



    Ma infatti direi che sia una società che ha già dato sufficienti prove di come abbia ben poco da dare lezioni. E che tuttavia si crogiola nella convinzione di poterlo fare.
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  6. #6
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    Predefinito Rif: Ucciso come Stefano Cucchi. Prima le sevizie, poi la morte

    Citazione Originariamente Scritto da _crazy diamond_ Visualizza Messaggio
    Riguardo Cucchi, non bastasse l'aver infierito da vigliacchi infami su un corpo di 40 Kg, dopo aver lasciato che si abbandonasse a sè stesso morendo di sete, senza uno straccio di supporto medico nè legale, è stato prelevato dalla cella frigorifera e sepolto senza avvisare la famiglia..


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    È un passaggio della lettera che Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, il giovane romano di 31 anni arrestato per droga e morto il 22 ottobre all' ospedale Pertini di Roma dopo una settimana di agonia, ha scritto a Monsignor Giuseppe Marciante. «Mi rivolgo a Lei che ha dimostrato grande sensibilità sulla tragica vicenda di mio fratello - si legge ancora - e perché Stefano, sebbene avesse commesso degli errori, era molto religioso e si è affidato a Dio prima di morire, chiedendo anche una Bibbia, quando credeva che noi lo avessimo abbandonato. Nell'apprendere nuove informazioni su quanto gli è accaduto lo sconforto si fa più intenso, pensando che è stato trattato come un ultimo tra gli ultimi e ci domandiamo come ciò sia stato possibile in un paese che si definisce civile».

    «Persone che dovevano prendersi cura di lui e garantirne il rispetto dei diritti - prosegue - hanno fatto in modo che morisse nella solitudine più totale. Monsignore, possibile che tutti si affannino a rilasciare dichiarazioni di discolpa e nessuno pensi che ancora una volta Stefano è stato trattato senza umanità? Mio fratello è morto solo e continua ad essere solo perchè anche alla sua sepoltura, come era avvenuto durante la sua agonia al Pertini, non ci è stato permesso stargli vicino. È stato sepolto nel silenzio, come se fosse un animale, senza nessuno che dicesse una preghiera per lui. Valeva così poco mio fratello? E vale così poco - conclude la lettera di Ilaria Cucchi - una famiglia distrutta che chiede giustizia?».




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    Schifosi animali bastardi.
    si vabbè...il funerale c'era già stato e la sepoltura pure. Il corpo era stato riesumato per la nuova autopsia e poi rimesso da dove l'avevano preso. dall'articolo e dalle reazioni sembra che le autorità abbiano fatto non so quale grande sacrilegio a non avvertire la famiglia delle date...o per i Cucchi dovevano farlo?
    Ultima modifica di arba; 21-03-10 alle 18:28

  7. #7
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    si vabbè...il funerale c'era già stato e la sepoltura pure. Il corpo era stato riesumato per la nuova autopsia e poi rimesso da dove l'avevano preso. dall'articolo e dalle reazioni sembra che le autorità abbiano fatto non so quale grande sacrilegio a non avvertire la famiglia delle date...o per i Cucchi dovevano farlo?

    Ma no ma ti pare.
    Se io avessi un famigliare riesumato per qualche motivo e in attesa di nuova sepoltura, mica avrei volontà di esserne informata.
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