Tornano i crocifissi
nelle aule di scuola
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E la Provincia dà l'ok
di Andrea Selva
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Il preside Mario Casna
TRENTO. Nessuno ricorda più quando li hanno levati dalle pareti, ma di certo i crocifissi torneranno nelle aule dellIti Buonarroti. Parola del neo preside Mario Casna che, giunto all'istituto, ha notato l'assenza degli arredi sacri e ha deciso di correre ai ripari: «Voglio solo rispettare una legge dello Stato che nonostante anni di polemiche non è mai stata abrogata» spiega. Nel suo ufficio ha già provveduto a colmare la lacuna, presto risolverà la situazione nel resto dell'istituto come già aveva fatto al Martini di Mezzolombardo. Serviranno una settantina di crocifissi.
Uno studente gliel'ha fatto notare nelle scorse settimane: «Signor preside, guardi che nelle aule manca il crocifisso». E il professor Casna - già in prima fila un anno fa nella lotta contro il fumo nel suo istituto - ha deciso che la legge è legge e va rispettata: «Soprattutto nelle scuole dove formiamo i giovani».
Nel suo ufficio ha già provveduto, con un crocifisso sopra la foto del presidente della Repubblica Napolitano (come da regolamento), di fronte al tricolore (secondo le norme) e accanto alla foto che lo ritrae a colloquio con Papa Giovanni Paolo II ("ma ero lì come sindaco, mica come preside" aggiunge Casna).
Di essere cattolico il preside non fa mistero ma il punto non è questo: «C'è un regio decreto del 1924 che prevede la presenza dei crocifissi all'interno delle aule scolastiche - dice - non vedo come possa essere ignorato». In realtà, come spiega il professore che in materia è ferratissimo, sulla materia c'è ben altro: c'è una sentenza del Consiglio di Stato, una sentenza della Corte Costituzionale e una circolare del ministro (all'epoca) Letizia Moratti che ribadiscono tutte le necessità di esporre i crocifissi nelle aule scolastiche. «Mi chiedo come facciano gli altri presidi a fare finta di nulla» aggiunge Casna.![]()
A togliere quella norma ci hanno provato in molti: iniziò una finlandese che aveva la figlia studente a Padova e che ingaggiò una battaglia legale dove risultò sconfitta. Ci fu anche l'ex magistrato Felice Casson a tentare la carta dell'incostituzionalità di quel decreto. E proprio a lui il preside Casna vuole inviare una lettera nei prossimi giorni: «Perché ora che è parlamentare non percorre le vie istituzionali per abrogare quella norma? La realtà è che tutti parlano ma di toccare il crocifisso poi non hanno il coraggio. E io applico la legge, anche se verrà fuori un polverone».
Per applicare la legge servono settanta crocifissi che bisogna recuperare in qualche modo visto che dei vecchi - a scuola - non c'è traccia. Non è escluso che il lavoro venga commissionato a un falegname per pochi euro a pezzo: se saranno piccole croci (senza il Cristo appeso) e non veri crocifissi il preside non si formalizzerà, basta che ci sia quel "simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili che hanno un'origine religiosa che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato". E queste non sono parole di Mario Casna ma dei giudici del Consiglio di Stato che nel febbraio 2006 respinsero il ricorso della mamma finlandese.
Certo don Umberto Giacometti - preside dellArcivescovile - spese un po' di più quando qualche anno fa ordinò agli Artigianelli uno stock di crocifissi per tutte le aule del suo istituto, nessuna esclusa. Così almeno in via Endrici il regio decreto è rispettato, nel vicino liceo scientifico Da Vinci invece di crocifisso ce n'è uno solo, al terzo piano, vicino alla postazione di un bidello che ha provveduto di propria iniziativa e si è beccato pure gli attacchi degli studenti (ma il Cristo è ancora lì). Nessuna traccia di crocifissi nemmeno al liceo Prati dove sono spariti dopo l'ultima tinteggiatura e non sono più riapparsi. Ce n'è uno gigante - spettacolare - rimasto giù in archivio: prima o poi troveranno un bidello disposto ad arrampicarsi su una scala per appenderlo dov'era, su nel laboratorio di fisica. (24 ottobre 2007)
http://trentinocorrierealpi.repubbli...scuola/1380566





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,inconcludente e rissosa.
