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  1. #1
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    Predefinito 26 - Aggressione A Tor Di Quinto

    AGGRESSIONE A TOR DI QUINTO, BENVENUTI: FATTO DI INAUDITA GRAVITA’ “E’ un fatto di inaudita gravità, uno dei più efferati commessi negli ultimi tempi nella Capitale”. E’ il commento del Capogruppo AN alla Provincia, on. Piergiorgio Benvenuti alla notizia che la donna aggredita ieri sera a Tor di Quinto è stata dichiarata clinicamente morta. “La vicenda della donna italiana ritrovata agonizzante a Tor di Quinto, che sarebbe stata aggredita dopo essere scesa dal trenino alla stazione omonima, picchiata e presumibilmente violentata ed infine gettata in fondo ad un piccolo dirupo da uno zingaro rumeno, senza fissa dimora, che subito dopo il crimine ha trovato rifugio nel campo abusivo poco distante – prosegue Benvenuti - è la dimostrazione della gravità del problema sicurezza a Roma e deve far riflettere chi amministra sulla necessità di trovare al più presto le misure indispensabili a tutelare gli abitanti che giorno dopo giorno si sentono sempre meno protetti. In particolare, assicurare una presenza più incisiva delle Forze dell’Ordine”. “Considerata la provenienza dell’autore del gesto criminoso – conclude Benvenuti – ribadisco la necessità assoluta di sgombrare quanto prima tutti i campi rom irregolari e procedere con periodici controlli. Parlare di integrazione riguardo a soggetti che non hanno la minima volontà in tal senso, non può rappresentare alcuna utilità al fine che si evitino simili gravissimi fatti”.

    BENE ORA BASTA!!!!!!!!!! NON RESTA CHE ARMARCI PER DIFENDERCI IN CASA NOSTRA CONTRO QUESTE BESTIE. IO PROVVEDERO' DI CONSEGUENZA.

  2. #2
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    Predefinito giovedì 1 novembre 2007 15.57.Donna aggredita. Condizioni gravissime

    giovedì 1 novembre 2007 15.57
    Cronaca
    Donna aggredita. Condizioni gravissime

    14.05:
    Restano gravissime le condizioni di Giovanna Reggiani, la donna di 47 anni aggredita, seviziata e gettata in un fosso martedi' sera a Roma, nella zona di Tor di Quinto. L'ultimo bollettino medico parla di stato di coma con assenza di riflessi e residua attivita' elettrica cerebrale. Stamane la visita in ospedale del sindaco Veltroni.
    E domani l'interrogatorio del cittadino romeno di etnia rom, 24enne, accusato di omicidio volontario e rapina aggravata. I ministri della giustizia, italiano e rumeno, Mastella e Chiuariu, hanno confermato che l'aggressore sconterà la pena in Italia. Dall'opposizione, il leader di An Fini chiede l'espulsione immediata per gli stranieri che non hanno un lavoro.
    E sull'aggressione di Roma è intervenuto anche il presidente della Cei, monsignor Bagnasco, sottolineando un maggior impegno di tutti nella formazione e nell'educazione alla legalita'. L'arcivescovo ha poi insistito sulla necessita' di una coscienza etica ben formata, che valga anche per "tutti coloro che approdano nel nostro Paese".

    Ma quando smetteranno di prenderci per il culo? Certo è facile parlare quando ci si nasconde dietro alle scorte (da noi pagate!!!!).La verità è che questa gentaglia ci ha dichiarato guerra, altro che "formazione ed educazione alla legalità" .............. Organizziamoci considerato che non siamo protetti da chi avrebbe il dovere di farlo e, diamo la giusta risposta a questi parassiti che valgono meno delle bestie.

  3. #3
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    Predefinito Gli agenti rivelano alcuni dettagli sul momento dell'arresto:

    "Quando siamo arrivati nel campo c'era buio completo - raccontano Fornaiolo e Selli - abbiamo trovato grande ostilità e resistenza. In 30 circa ci hanno circondato e urlavano. Quando lo abbiamo arrestato stavano iniziando ad avere 'intolleranza' verso la nostra presenza. Abbiamo subito mandato via con una macchina l'arrestato e abbiamo riportato la calma nel campo".

    Governo Prodi, a quando le scuse a questa gentaglia per l'inaccettabile ed incivile violazione del loro campo-pattumiera da parte delle Forse dell'Ordine?

  4. #4
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    Predefinito Caro Cortes

    Caro Cortes!
    Non posso dubitare dei tuoi sentimenti, che nella riprovazione del crimine e della presenza di criminali mi trovano concorde.
    Oltre all' oltraggio alla povera vittima, al Suo Consorte, e prima ancora che alle leggi italiane al rispetto della vita e del diritto a vivere, della proprietà privata , ecc. io vi raffiguro un oltraggio all' ospitalità - di fatto - accordata in precedenza al criminale! se l' ospitalità è sacra lo dovrebbe essere ancor più per chi la riceve senza averne diritto!
    Senza pretendere di comprendere e sintetizzare lo sdegno, che incide sulla coscienza di ogni italiano, vorrei chiedere a te ed agli amici di considerare in questa sede il principio del bene comune, che non riguarda solo le pretese di chi varca le nostre frontiere ma anche degli italiani che hanno diritto di vivere nella propria Patria in pace e sicurezza. Ma troppo spesso i pretesi diritti degli ultimi venuti ledono quelli che da sempre vivono sul nostro suolo, che fi fatto pare non essere più nostro.
    Non è lecito farsi giustizia da se medesimi ma ancor più doveroso è esigere che norme ferree vengano poste in essere ed attuate!
    Ogni bene a te ed ad ogni Italiano per bene
    Tuo e Vs Bizzzarrro

  5. #5
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    Predefinito Arrivano Tre Investigatori Rumeni

    Sono giunti da Bucarest a Roma i primi tre investigatori rumeni richiesti espressamente mercoledì sera dal capo della Polizia, Antonio Manganelli, nel corso del colloquio con il nuovo capo della Polizia rumena George Popa, dopo la tragica aggressione subita da Giovanna Reggiani ad opera di un clandestino rumeno a Tor di Quinto.

    Aggiungiamo altro letame come se non bastasse quello che già abbiamo

  6. #6
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    Predefinito La misura è colma!!!!!!

    Chiediamo la chiusura dei campi rom, l'espulsione di tutti i clandestini, in quanto portatori di disordine e violenze che feriscono le parti più deboli del nostro popolo, cioè anziani, bambini e donne.
    Da oggi in poi tutti noi, in assenza di azioni concrete da parte delle competenti autorità, siamo moralmente legittimati ad usare metodi che vadano al di là delle semplici proteste.

  7. #7
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    Predefinito La Casta ci fa ammazzare

    Tratto da EFFEDIEFFE Maurizio Blondet 01/11/2007 Controlli della polizia nel campo nomadi vicino alla stazione Tor Di Quinto dove viveva il rom arrestato per aver rapinato e seviziato Giovanna Reggiani, 47enne, ora morta. In tutto il resto d’Europa, i ministeri competenti sapevano che in Romania esistono due società: i veri rumeni e gli zingari. Sanno che questa seconda società è criminale, ferocissima, di accattoni minacciosi, inaspriti dalla sopravvivenza sotto un regime demente-comunista di cui, all’occasione, si facevano spie e delatori e peggio. Tutti i governi europei erano informati, ed hanno preso le misure necessarie in anticipo, sospendendo per questa torma di accattoni delinquenti, neo-cittadini «europei» la libera circolazione secondo Schengen. Tutti, tranne il governo di Roma. Tutti tranne Giuliano Amato, l’intelligentissimo ministro dell’Interno. Tutti sapevano questo dato antropologico, tranne la TV di «sinistra»: pochi giorni fa’, a Ballarò, un comico tesserato PCI derideva gli italiani per il loro senso di insicurezza, perché - ha detto - in realtà omicidi e furti sono diminuiti. Ora che una donna di 47 anni è morta per il trattamento subito dal «rom», il governo Prodi emana un decreto d’urgenza: espulsioni più rapide. Il rom stupratore assassino sarà dunque espulso, anzichè sorbirsi i regolari due-tre mesi di galera con TV a colori in Italia? Il rom ubriacone che ha fatto strage di quattro giovani dovrà lasciare i caldi arresti domiciliari per tornare ad ammazzare i rumeni normali? Saranno espulsi tutti, rumeni lavoratori e gli zingari, innocenti e farabutti insieme? Splendido diritto italiota. E’ un’emergenza, ci dicono. Le «emergenze» sono il pane quotidiano di governi insieme incompetenti, ignoranti e arroganti, che non sanno ma credono di sapere tutto. Le emergenze sono inevitabili, quando chi ne ha il dovere non sa prevedere. E per giunta deride i suoi cittadini, per la loro insicurezza. Giuliano Amato, l’intelligentissimo, ha detto di temere soprattutto una cosa: che le tifoserie di Roma facciano spedizioni punitive contro i rom. Dunque teme gli italiani, non i rom. E’ verso noi cittadini che esercita il sospetto e la prevenzione, non verso i delinquenti. Siamo noi cittadini i sospetti razzisti, sospettabili per principio, non quei pidocchi umani che, abituati a succhiare il sangue del popolo rumeno, sono venuti a succhiare il nostro. Non è un caso, è il risultato di una ideologia precisa. Anche nell’immenso gulag staliniano i delinquenti comuni, definiti «socialmente vicini al proletariato», godevano di trattamento di favore dagli aguzzini, ed erano messi a fare i kapò degli onesti incarcerati, religiosi, intellettuali, dissidenti innocui, onde potessero tormentarli meglio, derubarli, rapinarli e violentarli a piacere: un aumento di pena per i buoni, approvato dal regime. E’ da questo mondo che vengono i «rom». Sono furbissimi, e molto ben informati. Hanno capito subito che l’Italia è il loro paradiso. Vedono bene che la nostra polizia non è attrezzata nemmeno psicologicamente ad un tipo di delinquenza così dura e spietata. Tanto più che i nostri agenti sono sotto l’occhio sospettoso di magistrati sub-leninisti, pronti a sbattere in galera i poliziotti se «eccedono», e a coprire i delinquenti degli immensi benefici della «legislazione premiale», invenzione sub-italiota della Casta che non ha uguali in nessun altro sistema giuridico, dei larghissimi «benefici di legge» per i recidivi più impuniti, dei «domiciliari» per pluriassassini. Carcerazione preventiva? Sì, ma solo per i manager, i colletti bianchi, i colpevoli di falso in bilancio o di evasione fiscale vera o presunta. Per gli omicidi invece libertà provvisorie a man bassa, sospensioni delle pene, simpatia sociale, impunità e condoni. La Forleo, oggi eroina delle «sinistre» miliardarie di Stato e di Santoro, nel 2005 minacciò di arresto a Milano due poliziotti che avevano beccato un egiziano che viaggiava in autobus senza il biglietto, e pretendevano di fargli la multa (che viene comminata a tutti i cittadini nelle stesse condizioni). Evidentemente, per la Forleo quelli sono «vicini al proletariato», non gli agenti che fanno il loro dovere. Ecco perché non sto dalla sua parte nemmeno quando accusa Mastella. Siamo avvertiti: in Italia, è meglio essere un pregiudicato. E’ una posizione favorevole per principio. La Caritas, tanto per cominciare, ti trova un lavoro protetto (a noi onesti, no), il comune ti dà la casa (niente ai pensionati). Tra un pregiudicato e un cittadino incensurato sua vittima, è normale che sia il primo a prevalere nel cosiddetto «processo» italico. Lui conosce meglio i nostri codici e le loro scappatoie, ha già un avvocato di fiducia, ed ha la simpatia ideologica della magistratura, o almeno la sua neutralità: onesto e disonesto recidivo sono la stessa cosa, per la Giustizia. Anzi, chi accusa («Mi ha derubato! Lo riconosco!») è già visto male: e il pregiudicato, esperto di queste cose, spara di rimando una querela per calunnia. E allora sono guai tuoi, onesto cittadino: tu senza pendenze, per il giudice, equivali al delinquente con la fedina lunga un chilometro. Neutralità! Nessun pregiudizio! Ancora una volta, non è un caso. Tra la Casta del potere e il delinquente organizzato c’è contiguità, e dunque simpatia professionale. In certi comuni di Calabria e Sicilia, c’è addirittura identità: i sindaci sono i camorristi, i rappresentanti della ‘ndrangheta e della mafia. Ma la contiguità è più vasta. Pensiamoci un attimo: il rom ci sottrae il portafoglio per la strada. Visco ci toglie i soldi dal conto corrente, ci spia, ci intercetta, ci manda «cartelle pazze» per derubarci e terrorizzarci. L’albanese rapinatore svaligia a mano armata l’aziendina artigiana, la tabaccheria, il gioielliere. Visco e il suo fisco non riconoscono la perdita di reddito da rapina: paga le tasse, suddito, evasore! Tutti i mestieri onesti sono soggetti a super-tassazione e sospetti di evasione. Tutti i «mestieri» delinquenziali, a cominciare dalla prostituzione, sono esenti da tasse. Insomma ci derubano dall’alto e dal basso. Insieme, in perfetto tacito accordo. Ma non gli bastava. Adesso mandano i rom ad ammazzare signore che tornano a casa. Sono mandanti, d’accordo, preter-intenzionali: ma la legislazione che consente questo genere di delitti è tutta stata instaurata, preparata, voluta da loro. Perciò attenti al «decreto d’emergenza» con cui contano di calmare la nostra rabbia: vedrete che non servirà ad espellere nessun delinquente straniero. Servirà ad espellere, magari, qualche panettiere egiziano che David Amato bolla come «islamista». Servirà, in qualche modo, contro di noi. Il decreto dà ai prefetti il diritto di espulsione di sospetti, al di fuori di un giudizio che sarebbe troppo lungo (così l’hanno voluto loro). Io mi fido dei prefetti, ma non mi fido della casta. Attenti ai «provvedimenti amministrativi» per via breve: nei regimi comunisti sovietici, servivano a decretare la morte o le «cinquine» (cinque anni di Siberia) «per via amministrativa», ossia senza gli inopportuni ostacoli della forma giudiziaria: niente avvocati, nessun capo d’accusa preciso, bastava essere «socialmente borghese» (laureato, magari, e con la cravatta). La «cinquina» veniva poi prolungata anche di cinque volte non per via giudiziaria, ma dagli aguzzini stessi, ancora una volta per via amministrativa: era il «condono» emesso dai nostri magistrati di sorveglianza, solo al rovescio. Il nostro giudice carcerario «condona» ai delinquenti e riduce la pena. I «giudici» del gulag aggravavano la pena agli onesti e agli innocenti. In entrambi i casi, senza pubblicità e senza formalità. Pensateci: non c’è una grande differenza. E la «legislazione premiale» per i delatori si applica solo a comprovati assassini e pregiudicati. Non al cittadino comune che, essendo estraneo alla malavita, non ha informazioni da dare utili alla magistratura, per facilitarle il lavoro d’indagine (troppa fatica). Per principio, chi è onesto non può essere un «collaboratore di giustizia». E’ solo un «oggetto di giustizia». Il gruppo di tre funzionari comunisti che ti condannava in URSS mica pretendeva di essere una magistratura, e di sviscerare colpe e innocenze: si definiva «troika amministrativa», e ti spacciava secondo decreti d’emergenza: «difesa della rivoluzione», «morte ai sabotatori», tali erano le motivazione dell’emergenza. I contadini ucraini che conservavano le sementi nascondendole ai rossi e alle loro requisizioni, erano liquidati sul posto da «agenti» spesso delinquenti comuni in divisa, come «incettatori di grano», insomma come evasori fiscali. In altro clima, oggi è la stessa cosa. Formalmente, la casta non ha istituto il Gulag. Non ne ha bisogno: le loro torrette di sorveglianza sono le intercettazioni e il loro frugare nei conti correnti, e l’obbligo di comunicare a chi e perché hai pagato 150 euro in contanti. I loro reticolati sono le loro «leggi» che imprigionano noi cittadini, soffocano le nostre libertà lecite, mentre lasciano liberi i rom di malfare di nuovo. Il nostro lager è l’esazione fiscale al 60% che non ci lascia i soldi per pagare il mutuo, è la continua esazione che colpisce i lavoratori dipendenti derubati già direttamente in busta paga. Il concetto di lavoro forzato è già nei mille, nei 700 euro mensili a cui sono condannati decine di milioni di cittadini per il loro lavoro: dove fuggi, come ti salvi, che autonomia e libertà hai, con 700 euro mensili? La Casta ha introdotto da ultimo una novità giuridica straordinaria: chi denuncia il furto dell’auto o del portafoglio, deve pagare bolli e «diritti» più costosi di quelli richiesti per rinnovare il passaporto. La vittima già derubata dal «socialmente vicino» deve insomma pagare anche un pedaggio allo Stato che non l’ha difesa. La denuncia non è gratuita come in ogni altro Paese: hai osato denunciare il nostro protetto delinquente? Sii punito! Sarà anche per questo che «i reati diminuiscono»: a diminuire, magari, sono le denunce. Perché ora bisogna pagarle. E a che servono, se il carabiniere è il primo a dirti, sospirando, che i furti restano non perseguiti nel 98% dei casi? Meglio risparmiare. Ci sono le tasse da pagare. O la multa da 70 euro se un tuo albero ha fatto cadere un caki sul marciapiede (hai sporcato, cittadino, prendi esempio dagli zingari). O la multa da 3 mila euro se hai fatto il trasloco senza aver chiesto - non lo sapevi - la «autorizzazione amministrativa»: succede a Milano, non m’invento niente. E allora lasciatevi ammazzare la moglie. E siate pronti a rispondere al giornalista del TG3 o al vescovo che vi chiede, davanti al sangue ancora caldo: «Ha perdonato l’assassino?». Se non date la risposta giusta, Amato vi sospetta di volervi far giustizia di solo, di essere un adepto di un Ku Klux Klan romanesco che esiste nelle sue fantasie. Vi farà mettere sotto sorveglianza, intercetterà il vostro cellulare, violerà il segreto bancario per frugare nei conti e vedere se i vostri redditi sono regolari: voi, non l’assassino con carta d’identità europea. Quello è regolare. E’ socialmente vicino. E’ collaboratore di giustizia: la giustizia loro. Maurizio Blondet

    3rd Novembre 2007

  8. #8
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  10. #10
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    Al Rogo Il Comunismo!!!!decapitate Quella Falce E Martello!!!!!!!!!!

 

 
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