L'essere non ha attributi: non poggia su nulla e non ha specificazioni: è solo al momento della manifestazione che, assumendo esistenza, si carica anche di eventuali attributi nella discesa ipostatica in un'universalità duale così come noi la conosciamo. Prima (se così si può dire) di questo tutto è puramente virtuale e non espresso.
L'essere non può essere assimilato al non-essere: giusta la definizione kabbalistica di En Soph Aur (vuoto luminoso), in paragone all'En Soph come Vuoto Oscuro, entrambi aspetti immanifesti ma distinti.





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