Dici?
E, come mai non c'è potuto andare per 6 anni?
Visualizzazione Stampabile
Mah!
Dal mio (personalissimo) punto di vista ha toppato un po' in tutto: sembra proprio aver perso dimestichezza col mezzo televisivo.
In teatro è un'altra cosa: c'è un altro "respiro", ci sono altri "tempi".
E poi; quella che ho visto ieri sera (parzialmente; mi son perso la parte sulla chiesa) non mi è parsa propriamente satira: erano articoli di fondo.
Quelli che in un Paese normale dovrebbero fare i giornali e non i "comici".
Se invece li DEVE fare "un" Luttazzi in televisione; è evidente che nel nostro Paese continua ad esserci qualcosa che "non va".
non male :D
"Berlusconi, Mediaset, Fininvest e Forza Italia volevano 41 miliardi di danni, ma ho vinto io" ha ricordato Luttazzi, rimarcando che la notizia della querela aveva avuto molto risalto sui media, non altrettanto la sua vittoria che aveva ricevuto solo un trafiletto della grandezza di un necrologio. "Per la magistratura le mie domande erano continenti e le risposte di Travaglio basate su fatti veri e documentati. Ho fatto semplicemente delle domande e in democrazia le domande sono lecite. Piuttosto è grave magari nascondere le risposte. Quell'intervista potrebbe essere ritrasmessa così com'è dalla Rai, ma col cavolo che lo fanno".
Citazione:
repubblica - ROMA - Ha ricominciato esattamente lì da dove era stato interrotto. Daniele Luttazzi è tornato in tv, in tarda serata su La7 con Decameron ripartendo proprio dall'ormai famoso "editto bulgaro", con un monologo al vetriolo particolarmente arrabbiato e condito da variopinte imprecazioni ormai sdoganate e lecite in seconda serata, con attacchi al governo Prodi, alla Rai, al Vaticano, e a tutte quelle questioni rimaste in sospeso per sei anni.
.Citazione:
Il programma che segna il suo ritorno sul piccolo schermo ("ti hanno messo alle 23.30 come i porno della vecchia tv commerciale" commenta un fan sulla pagina dedicata a Decameron sul sito di La7) si apre con le immagini dell'aprile 2002, quando l'allora premier Silvio Berlusconi accusò lo stesso Luttazzi, insieme a Biagi e a Santoro, di "uso criminoso" della tv: poche e confuse parole che di fatto provocarono l'allontanamento dei tre dagli schermi Rai, e non solo. Una pernacchia suggella il filmato. Subito dopo, la sigla del programma (un video con un suo brano, cantato in inglese, giocando con i sottotitoli in italiano) quindi la parola all'attore, in piedi su un enorme tavolo di plexiglas. "Pensate - ha esordito Luttazzi - è già passato un minuto e siamo ancora in onda. Chi l'avrebbe detto? In questi sei anni mi sono chiesto perché sia rimasto lontano dalla tv. Poi l'ho scoperto: la colpa era del mio agente, Bin Laden. Chissà perché in questi anni Bin Laden è andato in video, io no". Della Rai, ha aggiunto, "l'unica cosa che mi manca sono i grattini di Lilli Gruber sulla schiena".
Se "politica, sesso, religione e morte" è il sottotitolo del programma, il primo attacco di Luttazzi è interamente dedicato al governo Prodi. "Mi chiedono perché ho votato centrosinistra: perché avevo ben presente la squallida alternativa". Poi la lunga lista di "tutte le cose che non mi piacciono per niente del governo in carica: innanzitutto non ha cancellato la legge 30" quella definita erroneamente legge Biagi, "che ha generato il fenomeno enorme della precarietà. Non è democrazia se non te la puoi permettere". Quindi l'allarme lanciato direttamente ai giovani: "Ragazzi, datevi da fare, perché con la balla della flessibilità ve lo stanno mettendo nel c...".
Al governo Luttazzi ha rimproverato anche "di non aver cancellato tutte le leggi vergogna di Berlusconi. Ora vogliono ripristinare il reato di falso in bilancio, ma è come dire: 'Berlusconi è uscito dal recinto, chiudi pure'. Non c'è ancora - ha aggiunto l'attore - una legge sul conflitto di interessi: c'è la proposta di Violante, ma se sarà approvata Berlusconi potrà tranquillamente venire eletto ancora e poi decidere se rinunciare all'incarico o affidare le proprie aziende a un blind trust o, ma evidentemente non ci hanno pensato, farsi una legge che cancella la legge Violante".
Nel mirino del comico anche il disegno di legge Gentiloni di riforma della tv: "Non mi piace perché non permetterà la nascita di un terzo polo generalista e per l'ennesima volta lascerà intatto l'esistente". Poi l'affondo contro il ministro della Giustizia, Clemente Mastella: "Se lo avessero detto prima delle elezioni che lo avrebbero fatto Guardasigilli, vinceva Berlusconi". Le critiche dell'attore hanno colpito in particolare la legge sull'indulto: "Piuttosto - ha detto - tiriamo fuori i tossicodipendenti, legalizziamo le droghe e facciamo nuove carceri che siano davvero luoghi di recupero".
Nell'elenco di Luttazzi anche "la legge razzista Bossi-Fini, con i centri di permanenza temporanea che sono luoghi disumani e vanno chiusi" e il recente pacchetto sicurezza, "che in parte obbedisce a una logica repressiva e penalizza i più deboli senza risolvere il problema. Quella accaduta a Roma - ha aggiunto, riferendosi all'omicidio di Giovanna Reggiani - è stata una tragedia insensata e straziante. Ai familiari va il nostro cordoglio e il ringraziamento per aver dato un grande esempio di civiltà con la richiesta di evitare strumentalizzazioni. In Italia il 75% dei delitti contro le donne è compiuto da italiani. Conosco albanesi, macedoni e romeni che sono persone squisite".
Gli strali di Luttazzi si sono poi abbattuti sulla Rai: "Da cinque anni non fa più programmi di satira e la qualità si è decisamente abbassata. Invece la satira serve alla nostra memoria, non basta leggere gli editorialisti dei giornali come Panebianco o altri per sapere quello che succede e che cosa fanno i politici. Ora i programmi Rai che si vedono sono quelli che sceglie il cane pestando il telecomando. Dire che la Rai è in crisi è come dire che sul Titanic c'era un rubinetto che perdeva". Poi uno sketch in cui Luttazzi ha invitato un finto presidente di viale Mazzini Claudio Petruccioli, impersonato da un bambino con tanto di barba. "Che novità ci sono nel palinsesto Rai?" gli ha chiesto. E la risposta è stata: "Conosco solo i programmi fino alle 21.30 perché poi devo andare a letto".
Tra i suoi bersagli non manca il Vaticano, al centro di una scenetta ambientata nell'antica Grecia, in un immaginario dialogo tra sofisti: "I preti che molestano i bambini vanno all'inferno? No, vanno a Los Angeles, dove la diocesi ha sborsato 660 milioni di dollari per risarcire le vittime. Il Vaticano è quello che non paga le tasse, la Chiesa cattolica è quella che incassa l'8 per mille. La pedofilia tocca solo alle chiese locali".
Non risparmia battute sul Cavaliere: "Ce l'ha con me perché stavo insieme alla figlia Barbara e non voleva che me la scopassi perché diceva che ero un fallito" e dopo un'ora di programma Luttazzi, che aveva aperto con l'editto bulgaro, ha chiuso tornando sulla vicenda della sua "epurazione" legata in particolare all'intervista a Marco Travaglio andata in onda nel marzo 2001 ai tempi di Satyricon: "Berlusconi, Mediaset, Fininvest e Forza Italia volevano 41 miliardi di danni, ma ho vinto io" ha ricordato Luttazzi, rimarcando che la notizia della querela aveva avuto molto risalto sui media, non altrettanto la sua vittoria che aveva ricevuto solo un trafiletto della grandezza di un necrologio. "Per la magistratura le mie domande erano continenti e le risposte di Travaglio basate su fatti veri e documentati. Ho fatto semplicemente delle domande e in democrazia le domande sono lecite. Piuttosto è grave magari nascondere le risposte. Quell'intervista potrebbe essere ritrasmessa così com'è dalla Rai, ma col cavolo che lo fanno".
http://www.repubblica.it/2007/10/sez...a-puntata.html
Peccato che Luttazzi si sia dimenticato di dire che i rumeni sono solamente 556mila in Italia e gli italiani più di 50 milioni....
Citazione:
Romeni primi autori di delitti in Italia
Sono il 15,4% del totale degli stranieri denunciati e il 5,3% sul totale dei denunciati
ROMA - Hanno conquistato, lottando e scalzando gli albanesi, una fetta rilevante del mercato dell'illegalità. E nella classifica dei reati si sono conquistati un posto in prima fila per omicidi, innanzitutto, ma anche per rapine e violenze sessuali. L'omicidio della donna seviziata e violentata da un immigrato romeno in una baracca alla periferia di Roma, fa riemergere l'allarme sicurezza legato alla comunità romena, che in Italia secondo l'ultimo rapporto della Caritas conta 556mila persone. Comunità e allarme cresciuti in maniera vertiginosa da quando la Romania è entrata nell'Ue.
NORMA AD HOC - Non è un caso che nel pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri sia stata prevista una norma che estende ai prefetti il potere di allontanamento dal territorio dei cittadini comunitari per motivi di sicurezza. Una norma scritta «ad hoc» per i romeni. Così come non è un caso che nell'ultimo incontro tra il ministro dell'Interno Giuliano Amato e il collega romeno Cristian David - tenutosi una settimana fa a Roma - sia stato deciso di potenziare ulteriormente la collaborazione tra le polizie dei due paesi, con l'arrivo in Italia di altri poliziotti romeni.
OMICIDI E STUPRI - Stando ai dati del 2006 in possesso delle forze di polizia, i romeni sono al primo posto per gli omicidi - sono il 15,4% del totale degli stranieri denunciati e il 5,3% sul totale dei denunciati -, le violenze sessuali, i furti di autovetture e quelli con destrezza, le rapine in abitazione e quelle nei negozi, le estorsioni. Ma si «affacciano aggressivamente - è scritto nella relazione sulla criminalità consegnata al Parlamento - ad altri più remunerativi circuiti criminali quali il traffico di droga, l'immigrazione clandestina e la tratta di esseri umani». «La criminalità romena va consolidandosi in modo sempre più preoccupante - proseguono gli investigatori - con l'obiettivo di inserirsi sempre più incisivamente nello scenario criminale nazionale». La mala romena, insomma, «sembra ripercorrere addirittura in modo più rapido le tappe evolutive che hanno caratterizzato l'escalation della criminalità albanese».
FATTI DI CRONACA - Lo testimoniano anche le ultime cronache: la rapina ai danni del regista premio oscar Giuseppe Tornatore il 21 agosto scorso, l'omicidio di Vanessa Russo nella metropolitana di Roma il 26 aprile e quello di una coppia di anziani coniugi in provincia di Cosenza, uccisi a colpi d'ascia dal marito della badante romena il 2 maggio.
Ho perso la prima puntata...ma l'ho sempre trovato originale e divertente come pochi...anche se talvolta dovrebbe risparmiarsi qualche volgarità gratuita.
Spero che il suo ritorno non sia deludente.
SE ha sparato contro il vaticano, come mi è parso di capire, ha fatto solo cosa sacrosanta in un paese fin troppo dominato sia sul piano culturale sia sul piano politico dalle curie e dai prelati.
A me globalmente e' piaciuto.
Certo, nel passato l'ho visto piu' fluido. Ieri sera ha scontato la repressione TV di questi anni, per questo dovremo aspettare le prox puntate.
Chepalle Bojangles! Da te non me l'aspettavo, che ieri c'avevi mal di pancia ? Peccato perchè hai perso l'unico/ultimo esempio di tv "avanti". Sempre sta storia di satiri che fanno i politici e politici che fanno i giornalisti e i giornalisti che fanno Alba Parietti. Non sai commentare un'opera televisiva al di là del becero schema della faziosità. Facciamo che Luttazzi non è nè un satiro, nè un politico, nè un giornalista nè Alba Parietta. E' un grande autore con un ritmo irresistibile, paradossi, quel non-sense che ti fa apparire la realtà per quel che è, cioè assurda. Grandissimo. Arricchisce e allarga gli orizzonti. Vabbè basta sennò vengo.
"Interrompiamo questo programma per trasmettere un altro programma"
Decameron, ieri.