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Discussione: Lori Pambak

  1. #1
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    Predefinito Lori Pambak

    LORI PAMBAK:
    chiedo agli esperti, quali sono secondo loro gli aspetti più importanti su cui focalizzare l'attenzione x valutare e selezionare un esemplare rispetto ad un altro (motivazioni tecniche e schemi da privilegiare) nonchè i colori rappresentativi x classificare le varie fasi storiche di produzione.
    Grazie.

  2. #2
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    Predefinito

    http://images.google.it/imgres?imgur...004-22,RNWE:en

    La divisione nelle 5 categorie di spongobongo mi sembra già una buona classificazione

  3. #3
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    Predefinito Risposta per Kasak- Lesghi e Lori Pampak

    Risponderti su questo argomento non è semplice; come si fa a spiegare per iscritto un qualcosa che spesso è una sensazione, un’idea e, per quanto mi riguarda, non sempre esatta. Molte volte poi, fra un tappeto del 1890 ed uno del 1910, la differenza non c’è. Stando sulle generali, e ne ho già parlato nel forum, i Kazak hanno sempre un’annodatura più grossolana e morbida rispetto ad altre tipologie caucasiche. Hanno una lucentezza ed una rasatura del vello maggiore rispetto alle altre categorie della stessa regione. La trama è per il 90% di colorazione rossa o bruna, mentre gli orditi sono spesso di lana scura e fioccosa. Inoltre i disegni, solitamente di dimensioni molto grandi, sono codificati in tipologie precise. Per utilizzare un criterio da quasi tutti accettato, definiamole così: Kazak a stelle, Kazak a svastica, Lori-Pampak, Sewan, Kazak a Scudo, Fachralo (anche a preghiera), Karaciof, Bordjalu, Shikli, Shulaver, Lambalo, Kazak ad alberi, a poligoni uncinati, a riquadri. Per quanto concerne il motivo “Lesghi”, io l’ho visto una volta sola in un Kazak. Era di formato allungato ed aveva un fondo scuro, sono passati molti anni e il ricordo non è vivo. Rammento che i decori “Lesghi” erano tre, scuri anche loro, e non ricordo la bordura con certezza; mi pare a foglia dentata e calice, o tulipano secondo le interpretazioni. Il campo vuoto, l’uso di pochi colori, lo indirizzavano verso il 1920/30. Personalmente non ho mai visto altri Kazak con disegni non tipici della loro categoria. Tra prodotti antichi e vecchi, la differenza è sulla tonalità delle tinte, pacate ma vivide negli antichi, più squillanti ma piuttosto scure nei vecchi. Spesso poi troviamo tinte che negli antichi non erano utilizzate, tipo il viola, un color senape, un verde pistacchio, un grigio più o meno scuro. Negli antichi, il nero ed il marrone scuro, se non ricavati con lane grezze di quel colore, sono sempre corrosi. Questo perché, nel giro di qualche anno, le lane tinte con l’ossido di ferro (nero) e con la corteccia di quercia o il mallo della noce (marrone), tendono ad ossidarsi creando un effetto di bassorilievo. Attenzione, qualche esemplare più recente è stato fatto anche con colorazioni identiche. I decori sono in generale più “vuoti” e più stilizzati in quelli vecchi; in alcuni casi è l’opposto, sono stati introdotti disegni che con la tradizione del luogo nulla hanno a che vedere: vedi il disegno Lesghi.
    I Lesghi, intesi come prodotti dall’area Daghestan, hanno un’annodatura più fine e rasata. Il rovescio è corrugato e la tramatura doppia è tesa, solitamente bianca. Gli orditi sono spesso scuri. La colorazione è basata su tinte chiare: verde smeraldo, avorio e bianco, rosso ciliegia e robbia, giallo, azzurro, blu, sempre armonizzati fra loro. Il disegno è composto da medaglioni, a volte qualcuno non completo, con la tipica forma scalettata ad otto punte, ciascuna delle quali rappresenta un uccello, o almeno cosi molti autori interpretano. Quattro frecce ed un elemento ottagonale completano il decoro. A mio parere personale, questo disegno mostra tipicamente quei concetti di difesa del “campo sacro” che stanno alla base della lettura concettuale del tappeto: ma di questo parlerò in un intervento che sto preparando. Altri decori quali medaglioncini ottagonali, botteh, rombi dentellati ed altro, completano l’iconografia del modello Lesghi. Prodotti molto simili, varia solo l’aspetto tecnico di annodatura, sono realizzati a Kuba e in area Shirvan. Gli antichi hanno una decorazione chiara e luminosa, spesso una decorazione fitta di motivi privi di una simmetria precostituita. Le bordure sono molto varie; troviamo sia il bordo cufico, ad uccelli, bordo a barretta policroma e fiori (tipica del Ci-Ci) ed altre. Nei vecchi, la campitura è più vuota ed i decori diventano simmetrici con un’annodatura più regolare. I colori sono meno vari e spesso il campo è rosso. Alcune volte in questi esemplari, pare, i medaglioni sono sostituiti da una griglia floreale: personalmente non saprei riconoscerli da un Daghestan.
    Lori-Pampak, che pare derivare da un gruppo di appartenenti alla tribù persiana Luri, è un nome utilizzato per indicare una serie di annodati realizzati in una gran quantità di villaggi dell’Armenia del nord, al confine con la Georgia. Come giustamente ti ha indicato Andrea, esistono diverse varianti del disegno, sempre proposto in grandi dimensioni, questo a causa dei numerosi luoghi di annodatura. Hanno il vello alto ed una lana estremamente lucente con caratteristiche tecniche simili ad altri Kazak. Il motivo più utilizzato è quello a tre medaglioni, principalmente scalettati o ottagonali, come potrai vedere nel sito che Andrea ti ha indicato. Il decoro che spesso compare nel centro del tappeto, ma a volte anche in alto e in basso, alcuni sostengono trattarsi dell’unione e geometrizzazione estrema di due animali contrapposti: io non ho sufficiente fantasia per capirlo. Altri dicono trattarsi della rappresentazione di una pelle di animale, come ricordo della caccia a cui loro si dedicavano: mà! Il campo non è molto fitto d’altri motivi, anzi esiste una variante del disegno formata da un unico grande medaglione e da una campitura quasi vuota. Alcuni autori sostengono che il genere a tre medaglioni sovrapposti derivi dal Turkestan Orientale. In quelle terre, si deponeva sul tappeto il trono del Budda al centro, e sui laterali quelli dei suoi discepoli. Ricordiamo che il Caucaso fu invaso da popolazioni centro asiatiche. I colori più usati sono il rosso in diverse gradazioni, un verde brillante, un blu carico, marrone, anch’esso in tonalità diverse, giallo, e bianco. La differenza fra vecchi e antichi è principalmente la luminosità e la riduzione del numero dei colori. Nei tappeti più recenti i colori si sono scuriti, perdendo la tradizionale brillantezza. Inoltre è comparso un grigio, più o meno scuro, assente nei prodotti antichi. Nei vecchi, i disegni più nitidi e schematici, hanno perso quella fluidità e freschezza dei tappeti creati d’istinto. Criterio di scelta: il proprio gusto personale. Una buona serata a tutti.

  4. #4
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    Predefinito

    GRAZIE SARUQ, intanto, anche xchè il tuo Daghestan .... mi ha aperto gli occhi, del lesghi "juventino", nella speranza di toccarlo e verificare la colorazione scura minerale ..... ed i bassorilievi. Resta un tappeto di personalità ..... e particolare.
    X lori pambak, parlerei di insetti e tulipani incrociati, ma non sono un esperto e per le altre identificazioni ci vuole troppa fantasia, salvo il mondo degli insetti: ma, le mie conoscenze limitate ai 3medaglioni, agli ottagoni, all'uso del rosso-blu-verde-giallino, ecc. si scontravano col tappeto che aveva un solo medaglione, a scudo, con il coleottero stilizzato in verticale (senza tulipani incrociati) e colori prevalenti rosso e blu, a contrasto, con vello medio. E non ricordo le bordure ..... Mahhhh, appena lo rivedo e tocco, ..... le mie sono solo immagini carpite a distanza, ma poichè di soldini ne chiedono un pò ..... cercherò di evitare la sola, che è sempre dietro l'angolo. GRAZIE .... e si trova ancora qualcosa su tutto, sono qua ....

 

 

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