
Originariamente Scritto da
Kronos
sì...a cannonate

i bolscevichi l'abbandonarono dopo che respinse
aridaie: c'era la guerra civile! Ed i controrivoluzionari finanziati dalle potenze dell'INTESA (non il deodorante

). Se ne fossero stati per i caxxi loro non sarebbe successo tutto questo macello
Non ho volgia di scrivere, ma la situazione è scritta bene
qui (estrapolo il punto in questione...ilikeUSA hai messo insieme tutte quelle robe senza considerare che erano in uno stato di Guerra: che succede in nazioni "normali" durante una guerra civile? Sicuramente si combattono con i fiorellini

):
In conseguenza della situazione precaria, Lenin (con l'appoggio degli altri dirigenti del partito bolscevico), al fine di poter vincere la guerra e poter quindi realizzare la rivoluzione socialista e l'eliminazione della "classe borghese", autorizzò la promulgazione e l'attuazione di una serie di provvedimenti (in vigore tra il 1918 ed il 1921), che vanno complessivamente sotto il nome di "comunismo di guerra".
Vengono decisi il razionamento delle derrate alimentari e la requisizione forzata delle eccedenze cerealicole dei contadini (la popolazione rurale rispose con sollevazioni ai tentativi del governo di sequestrare le derrate agricole, le quali furono duramente represse), il che, in comune con i danni causati dagli scontri della guerra civile e dalla prima guerra mondiale, provocherà carestie che provocarono (tra il 1918 ed il 1922) la morte di un numero di persone stimato fra i 2 ed i 5 milioni, soprattutto tra le più indigenti.
Il comunismo di guerra consistette principalmente nel controllo statale della produzione (per fini bellici) e della distribuzione di alimenti e prodotti (che dovevano essere razionati per le esigenze legate alla guerra). La politica di razionamenti avrebbe determinato la crisi dell'economia di scambio basata sulla moneta a favore di una forma di economia basata sul baratto (il governo russo ovvierà a tale situazione a partire dal 1921).
Per le esigenze legate alla produzione bellica, viene vietato lo sciopero e viene attuata la militarizzazione del lavoro, con turni di lavoro forzato.
Per impedire la diffusione tra il popolo di idee controrivoluzionarie ritenute "pericolose", viene soppressa la libertà d'opinione, viene reintrodotta (essa era stata abrogata subito dopo la rivoluzione d'ottobre) la pena di morte (per il solo ma vago reato di "controrivoluzione"), viene abolita la libertà di stampa (con conseguente ufficializzazione della censura, già praticata), si inizia la persecuzione di tutti coloro che vengono considerati "non lavoratori" e amplissimi poteri vengono dati alla Cheka, la polizia politica che diviene il simbolo della repressione leniniana (il cosiddetto "terrore rosso", che determinò la morte o la detenzione di migliaia di civili; Lenin, basandosi sull'esperienza francese, considerava il terrore indispensabile per la realizzazione di una qualsiasi rivoluzione)