Il giorno 6/11 ho ricevuto questa e-mail che, dopo debita autorizzazione della Scrivente, vi sottopongo integralmente. Per ovvii motivi ho eliminato "l'intestatario" della stessa.
Gent.ma D..........
Ritengo DOVEROSA una qualche puntualizzazione su quanto affermato dal Sig. Bertinotti, ospite ad Otto e Mezzo, a proposito del “fiore all’occhiello” costituito dall’Amministrazione Pisana riguardo al processo integrativo tra Etnia Rom e i cittadini della Torre Pendente. Premetto che, pur essendo militante attiva in un partito di destra radicale, e forse proprio per questo, non sono né xenofoba (non ho PAURA degli stranieri), né tanto meno razzista ma, purtroppo, sono un filosofo teoretico e, in quanto tale, abituata ad analizzare le situazioni e le proposte teoriche e pratiche concernenti le strategie risolutive delle stesse.
Pisa, come Lei ben sa, non è una metropoli, bensì una città di provincia con i suoi pro e i suoi contro. La maggior parte dei cittadini sono lavoratori (così cari al segretario del PRC) a 1000, 1200 euro al mese. Contro le promesse e le aspettative della Nostra Costituzione (art.36) molte, moltissime madri sono state COSTRETTE, per arrivare a fine mese e per poter garantire una sorta di “tetto” ai propri figli e alla propria famiglia a rinunciare all’ ESCLUSIVA EDUCAZIONE e CURA della prole e della CASA e ad accettare lavori “servili” e mal pagati (in una impresa di pulizie si percepiscono dai 4-6 euro l’ora). Nonostante tutti gli sforzi e le rinunce, oggi, come tutti sanno, moltissime famiglie non riescono ad arrivare alla “quarta settimana” e molte, a causa dei mutui bancari sempre in crescendo, rischiano di venir gettate per strada. La richiesta, quindi, di alloggi all’Ente Edilizia Residenziale Pubblica è in continuo aumento. Dalle ultime informazioni dell’ Unione Inquilini Pisana il totale delle richieste ammonta a 1200 e molte di queste famiglie sono in lista da anni.
Da tempo, tra l’altro, la situazione è andata ulteriormente peggiorando con l’arrivo in massa di carovane di Rom che si sono stanziati su terreni pubblici e che vanno avanzando pretese che hanno dell’incredibile. A ben vedere, comunque, ancor più dell’incredibile ha la risposta dell’Amministrazione Pubblica Pisana.
Nessuno contesta la necessità di inserimento in campo lavorativo di coloro i quali, sostenendo di non possedere NULLA, chiedono di essere accettati ed integrati nella nostra società, dimostrando la volontà di adeguarsi alle nostre regole e alle nostre leggi ma, ben altra cosa è il constatare il completo disinteresse da parte delle istituzioni locali della drammatica situazione sociale pisana mirando, quasi esclusivamente, ad una politica di “buonismo peloso” per ottenere una manciata di voti in più.
Niente da dire se alcune di queste famiglie Rom che hanno accettato di svolgere anche i cosiddetti lavori “umili” pur di sfamare i propri figli, sono state alloggiate in strutture di edilizia pubblica favorendo IN TAL MODO l’ INTEGRAZIONE NEL “SOCIALE PISANO” ma ciò che è contestabile è la COSTRUZIONE di un “ghetto rom” (anche se formato, per ora, da sole 18 villette a schiera – alloggi su due piani con salone- soggiorno di 24,4 metri quadrati, due camere matrimoniali da 14,4 metri quadrati cadauna, veranda di 9 metri quadrati ecc) a circa 11 Km dal centro cittadino, all’interno di un PARCO REGIONALE ; è contestabile, altresì, la fornitura GRATUITA di acqua, luce e gas che si protrae ormai da anni e che incide, non solo sulle tasche dei “ricchi” cittadini pisani, ma anche, purtroppo, su quelle di operai, pensionati e sfrattati . Che dire poi dell’elargizione di BUONI SPESA giornalieri da 25 euro cadauno che per la maggior parte vengono rivenduti al BAR LIVORNO per l’acquisto di alcoolici e sigarette (mercificazione di cui sono al corrente quasi tutti i consiglieri comunali)? La contestazione potrebbe, inoltre, riguardare il NON CONTROLLO IGIENICO E SANITARIO DEL TERRITORIO PROSPICIENTE IL CAMPO in quanto l’immondizia, nonostante la presenza di cassonetti ai quali, purtroppo, più di una volta, è stato dato fuoco, raggiunge livelli d’indecenza indescrivibile e in quell’indecenza sguazzano bambini di ogni età. Ed infine, ma non di minor, chiamiamola eufemisticamente, “indifferenza”, da parte delle autorità cittadine, è “l’esproprio” di via dell’Idrovora da parte dei Rom che stanziano nel Campo: quanti cittadini, percorrendo in auto quella strada, si sono visti sbarrare l’accesso, con il rischio d’incidenti, da parte di frotte di bambini che, data l’assenza di una recinzione protettiva adeguata, si precipitano di fronte alle auto per chiedere SOLDI? Quanti, al rifiuto e all’invito a farsi da parte, hanno visto la loro auto circondata da adulti “minacciosi” sbucati all’improvviso dall’interno delle baracche? Quanti, infine, si sono sentiti chiedere:”Perché passi di qui? Qui è NOSTRO!”
Le chiedo se è UMANAMENTE (E NON IDEOLOGICAMENTE) possibile, in una tale situazione, citare “PISA” quale ESEMPIO e MODELLO di strategia integrativa, basandosi sulle “iscrizioni” dei “minori” alla scuola pubblica. C’e da domandarsi : Bene, sono iscritti, ma frequentano? E, vale per l’etnia Rom l’obbligatorietà scolastica fino ai 16 anni? E le quattordicenni bambine-madri, frequentano anch’esse?
Nonostante tutto, ci si continua a riempire la bocca di BUONA INTEGRAZIONE. Mi permetta, dal mio punto di vista, sarei più portata a considerare l’operato dell’Amministrazione Pubblica Pisana, quale un irresponsabile, demenziale e latente “incitamento alla ribellione da parte dei cittadini” che vedono violati i propri DIRITTI e si vedono OBERATI ULTERIORMENTE (dal punto di vista economico) da DOVERI di accoglienza coatta nei confronti di individui, per la maggior parte dei quali varrebbe il detto
“VOGLIA DI LAVORAR SALTAMI ADDOSSO!!!”
Ringraziandola della sua cortese attenzione
Dott. Ester Meneghini Dalla Valle
3347635536




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