
Originariamente Scritto da
wild side
Lasciar stare il ventennio significa sposare la linea politica di Fini e di Alemanno.
Io capisco che i giovani debbano soddisfare il loro bisogno di visibilità e di non vedere frustate le proprie ambizioni, ma se non piace questa DR (razzista, fascista, violenta e tutto il resto delle "accuse di regime") c'è sempre quella di governo. Vale la pena vendere l'anima al diavolo per poter dire "ho vinto le lelezioni"?
Ma possibile che ci sia tutto questo fascino nelle tesi degli antifascisti capaci di lacerare così le vostre coscienze?
Io mi limito a notare che l'antifascismo è cambiato negli ultimi 60 anni.
Nell'immediato dopo guerra e per tutti gli anni 50 l'accusa principale mossa al fascismo fu quella di aver costretto il paese ad entrare in una guerra di aggressione. Ma con le varie operazioni di "polizia internazionale" che hanno visto i cd. liberatori protagonisti di altrettante aggressioni nei confronti di stati sovrani, la tesi "Fascismo=Guerra", si viene via via affievolendo.
Allora si riparte negli anni 60-70 con l'atra accusa nei confronti del Regime Fascista, ovvero quella di aver instaurato un dittatura, violando le libertà politiche e civili degli italiani. Anche qui però si è costretti a rilevare che le libertà civili degli abitanti di Berlino Est o di Praga nel 1975, non sono molte di più di quelle dei berlinesi e degli abitanti dei sudeti nel 1940.
Allora si passa alla terza e più fantasiosa di tutte le accuse nei confronti di Mussolini e del PNF: "Leggi Razziali=Male Assoluto". Questa volta con un robusto contributo anche da parte di coloro che, grazie alla militanza nel partito nato dalle ceneri della Repubblica Sociale, sono arrivati a vivere di politica.
E perchè questa accusa non dovrebbe risultare altrettanto strumentale come quelle avanzate in passato?
C'è ancora oggi la necessità di onorare quello che fu il solo statista italiano difendendone e spiegandone l'opera. Il Fascismo deve essere oggetto di studio e di culto, per capire le situazioni politiche contingenti del terzo millennio e affrontare la crisi morale, sociale ed economico-finanaziaria, prodotta dal capitalismo liberale e dalle democrazie occidentali.