
Originariamente Scritto da
fgc.adelfia
Omicidio Sandri: si aggrava la posizione del poliziotto
Il testimone che avrebbe visto il poliziotto sparare a braccia tese provocando la morte di Gabrile Sandri nella serata di ieri si è presentato negli uffici del commissariato Prati nei pressi di viale Mazzini, a Roma.
L'agente della polizia stradale che ieri all'autogrill di Arezzo ha ucciso il giovane tifoso laziale rischia di essere incriminato per omicidio volontario. A confermarlo oggi in conferenza stampa è stato
il questore di Arezzo, Vincenzo Giacobbe. "Per il momento - ha affermato - l'ipotesi è di omicidio colposo ma sono in atto attività investigative che stanno avendo una certa evoluzione"; la situazione, quindi, potrebbe "
avere un peggioramento", ovvero trasformarsi in omicidio preterintenzionale o addirittura in omicidio volontario. Si starebbe profilando, insomma, la situazione prospettata dall'avvocato della famiglia Sandri nelle ore immediatamente successive alla tragedia. "Si tratta di omicidio volontario, vedremo se stavolta avrete il coraggio di attaccare le forze dell'ordine", aveva detto il legale rivolgendosi ai giornalisti. Le prime testimonianze su quanto è accaduto nella piazzola dell'autogrill aretino, del resto, tendono ad aggravare la posizione dell'agente: "Ha sparato impugnando la pistola con entrambe le mani e le braccia erano tese. Non mi sembra sparasse in aria", ha affermato, ad esempio, un testimone che ieri mattina si trovava nei pressi delle due pattuglie della stradale.
"Uno dei due colpi è stato sparato ad altezza uomo", ha confermato il questore, aggiungendo che Spaccatorella potrebbe aver "mirato alle gomme". Nel qual caso, ha continuato Giacobbe, il poliziotto "avrebbe preso un rischio enorme".
Il questore di Arezzo, inoltre, respinge le accuse per la gestione dell'emergenza: "Abbiamo detto la verità fin dall'inizio e siamo, però, stati inseguiti da notizie false e surreali. Dobbiamo - ha aggiunto - fare mea culpa, ha sbagliato un poliziotto, se fossimo infallibili non saremmo qui a parlarne". Il questore non ha voluto fornire il nome dell'agente perché "potremmo metterlo in serio pericolo".
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