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Risultati da 1 a 10 di 10

Discussione: Uomini liberi

  1. #1
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    Predefinito Uomini liberi

    Chiedo scusa se apro un topic senza sapere se la sezione è corretta, ma vi leggo sempre con piacere e volevo avere la vostra opinione su una mia riflessione.

    Credete che il cristianesimo(e più in generale le religioni semitiche) abbiano castrato gli uomini liberi, gli spiriti più forti, portandoli al livello degli schiavi, oppure che il seme della libertà che in molti uomini alberga non possa essere schiacciato da un culto extraeuropeo e omologante?

    E ancora, sapreste darmi una definizione di uomo libero?

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito

    Sicuramente le religioni abramitiche hanno dato un freno alla libertà umana, poiché c'hanno insegnato qualcosa che prima nessun'uomo provava: la Paura.
    I galilei hanno paura d'ogni cosa, vedono la Terra come una sorta di prigione, qualcosa totalmente estraneo alla nostra natura e a quella Divina, un sasso sorretto nel Cosmo pieno di pericoli e minacce. Un qualcosa di vuoto, senza Vita, che può benissimo essere distrutto.
    Solo con il terrore quei falsi profeti hanno potuto, e ancora oggi, tenere in pugno le menti delle genti.
    Ma la cosa peggiore, secondo me, è stata quella di mostrare la Conoscenza come il puro Male, qualcosa da evitare ad ogni costo, il Peccato primordiale da sconfiggere affidandosi totalmente alla parola di Dio (o mejo ai suoi scritti). E come si sa, dove c'è ignoranza c'è schiavitù, poiché la Conoscenza sola conduce alla Libertà.

    Oscurando le menti, sottomettendo e agnentando valori di Libertà, d'ingegno, d'Amore, di simbiosi con la Natura, cose che fanno, e faranno sempre parte della nostra Anima, non è servito a piegare la Ragione, così dopo epoche buie abbiamo visto risorgere il Sole (Rinascimento). Questo a testimonianza che non è possibile uccidere qualcosa ch'è dentro noi. Impossibile e inutile, perché anche se molti uomini e donne liberi sono stati condannati ai più atroci tormenti, non è servito a sotterrare quei valori che sono nelle nostre coscenze.

    L'Uomo Libero è colui che ricerca la Verità, colui che non accetta catene e condizionamenti, ma che pensa e agisce unicamente seguendo la sua Ragione. E' libero perché sa. E' libero perché vive in un mondo libero che non teme, ma che ama profondamente come parte di sé.
    E' libero perché preferirebbe bruciare sul rogo piuttosto che rinnegare il suo credo.
    E' libero perché non ha Paura.

    Valete.

  3. #3
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    "L'uomo libero è un combattente"...

    Valete

  4. #4
    Forumista junior
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    Predefinito

    Vi ringrazio per le risposte.

    Finalmente posso provare a dare una definizione soddisfacente di uomo libero.

    Purtroppo la gente di oggi è imbevuta di idiozie. Difficilmente potrebbe comprendere concetti come quelli da voi espressi.
    Sono davvero convinti che l'uomo sia libero per condizioni oggettive giuridico politiche, e incapaci di comprendere un'idea di libertà personale e spirituale.

    Una domanda per Ksatriya: intendi l'uomo libero come combattente anche come modello di organizzazione sociale, oppure come un concetto più individuale?
    Insomma, la vecchia organizzazione sociale indo-europea che vedeva nell'uomo libero colui che portava le armi, oppure qualcosa di applicabile alla singola persona?

  5. #5
    ulfenor
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    Beh sai nadir secondo nietzsche il cristianesimo la religione dei deboli dei derelitti degli schiavi!

    Il monoteismo cristiano a reso quelli che una volta erano uomini liberi parlo dei dell'europa quando il cristianesimo era appena nato(cioe non in grado di fare del male)dei castrati spirituali.

    Beh per l'uomo libero e colui che difende il proprio ethnos (etnia) e orgolioso dei dei suoi avi e li venera,non e servo degli dei,combatte per la difesa della sua patria da qualunque invasore,e va fiero delle sue radici questo per me l'uomo libero.

    Secondo me bisogna ri scoprire l'arcaico uomo che e dentro di noi per diventare uomini liberi!

  6. #6
    Forumista junior
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    Predefinito

    Con Nietzsche sfondi una porta aperta!

    Non è un caso che il cristianesimo abbia attecchito sopratutto nelle classi degli "spiritualmente schiavi"; la stessa gente che oggi vediamo giuridicamente libera ma incapace di un pensiero personale e di ogni civismo, dove con civismo intendo l'essere cives, di avere capacità di disporre della propria vita essendo elemento costitutivo della società, o perlomeno senza arrecarle danno.
    Il cristianesimo non ha fatto danni, e non ne farà su certa gente. Il materiale umano è talmente scarso che nulla può peggiorare la situazione; in certi casi può addirittura essere positivo.

    Siamo veramente convinti che un culto, per quanto incline alla debolezza, possa aver corrotto gli animi degli uomini nobili fino al punto di castrarne la loro stessa natura?

    Io(come credo voi) sono stato cresciuto, e sono stato educato secondo i dettami del cristianesimo.
    Personalmente credo di essere in una fase di transizione, ho abbandonato il cristianesimo, ma ancora non sono dedito al culto degli Dei dei nostri Avi.
    Sono a mio agio con Essi, e sono certo che sarebbe consono al mio essere, ma il grande passo non è ancora stato compiuto.

    Quello che mi chiedo è: se io, e voi, fossimo rimasti cristiani, saremmo stati uomini liberi, o il nostro spirito sarebbe stato traviato fino al punto da rineggare la nostra stessa natura e farci regredire fino al ruolo di servi?

  7. #7
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    Predefinito

    Per come la vedo essere "pagano" o "cristiano" non influisce più di tanto sulla propria libertà. Certo, il cristiano praticante dovrebbe seguire una serie di dogmi abbastanza irrazionali e privi di senso...

    La libertà è in ogni caso un traguardo individuale, e non basta, oggi più che mai, agire senza coercizioni per riuscire ad essere veramente liberi.

    Ricordiamo sempre che i primi carcerieri di noi stessi siamo noi stessi e che la peggiore prigione è quella che ci troviamo intorno e che non ha né sbarre né mura - che io chiamo Sistema - alla quale è molto difficile sfuggire, poiché da una sensazione di libertà apparente al prigioniero, e pur non essendo in nessun luogo in particolare è ovunque...
    La libertà è strettamente connessa al miglioramento di noi stessi: non riesco a immaginarmi come "libero" un uomo che vive come un animale, anche se per sua volontà.
    Libertà significa trovarsi così in alto da non sentire neanche il bisogno della libertà stessa.
    La frase che ho scritto nella prima risposta è una citazione di Nietzsche, da "Al di là del bene e del male".

    Valete

  8. #8
    ulfenor
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    Citazione Originariamente Scritto da Nadir Visualizza Messaggio
    Con Nietzsche sfondi una porta aperta!

    Non è un caso che il cristianesimo abbia attecchito sopratutto nelle classi degli "spiritualmente schiavi"; la stessa gente che oggi vediamo giuridicamente libera ma incapace di un pensiero personale e di ogni civismo, dove con civismo intendo l'essere cives, di avere capacità di disporre della propria vita essendo elemento costitutivo della società, o perlomeno senza arrecarle danno.
    Il cristianesimo non ha fatto danni, e non ne farà su certa gente. Il materiale umano è talmente scarso che nulla può peggiorare la situazione; in certi casi può addirittura essere positivo.

    Siamo veramente convinti che un culto, per quanto incline alla debolezza, possa aver corrotto gli animi degli uomini nobili fino al punto di castrarne la loro stessa natura?



    Io(come credo voi) sono stato cresciuto, e sono stato educato secondo i dettami del cristianesimo.
    Personalmente credo di essere in una fase di transizione, ho abbandonato il cristianesimo, ma ancora non sono dedito al culto degli Dei dei nostri Avi.
    Sono a mio agio con Essi, e sono certo che sarebbe consono al mio essere, ma il grande passo non è ancora stato compiuto.

    Quello che mi chiedo è: se io, e voi, fossimo rimasti cristiani, saremmo stati uomini liberi, o il nostro spirito sarebbe stato traviato fino al punto da rineggare la nostra stessa natura e farci regredire fino al ruolo di servi?
    .

  9. #9
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    anche l'islam ha fatto breccia nella casta più bassa degli indù.

  10. #10
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    Ringrazio tutti per le ottime risposte.
    Il fatto dell' Islam che si propaga in India non mi meraviglia; tempo addietro lessi un libro che parlava di una mafia islamica sviluppatasi in India.
    Lo scopo iniziale era quello di proteggere le caste più basse dai presunti soprusi delle caste più elevate. Il tutto poi si è tramutato in una vera associazione a delinquere.

    Appena torno in Italia cerco il libro e scrivo le citazioni; intanto chiedo agli indiani che risiedono qua come è vissuto il problema nel loro paese.

 

 

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